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lunedì 17 luglio 2017

Torino, delitto Bruno Caccia: ergastolo per Rocco Schirripa

Torino, delitto Bruno Caccia: ergastolo per Rocco Schirripa

Rocco Schirripa è stato condannato all'ergastolo come esecutore materiale dell'omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato dalla 'ndrangheta nel 1983 a Torino. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Milano al termine del processo (ripartito "da zero" dopo un vizio formale) a carico del 64enne ex panettiere, arrestato nel dicembre 2015 a oltre 30 anni di distanza dai fatti.

lunedì 28 settembre 2015

Reggio Calabria, 11enne svela i segreti della 'ndrangheta

Figlio di un mafioso arrestato, conosce i clan. Dopo che la madre ha deciso di collaborare, ha detto di voler raccontare quel che sa agli inquirenti

Reggio Calabria, 11enne svela i segreti della 'ndrangheta

E' solo un bambino di 11 anni, ma fa tremare mafiosi e potenti di Reggio Calabria e non solo. Ora che la madre, pochi mesi dopo che i carabinieri avevano arrestato il marito, ha deciso di collaborare con la giustizia, anche lui, malgrado l'età, potrebbe dare il suo contributo. Anzi, lo sta già facendo, riempiendo verbali su verbali davanti al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Giulia Pantano.

"Certo che so cosa fa un mafioso, è uno spacciatore, spara, è normale... Nel paese ho sentito parlare di 'ndrangheta da tutti, pure i miei amici grandi", dice Nicola (nome di fantasia) agli inquirenti.

E' stato abituato, dice Repubblica, a maneggiare pistole sin da quando era piccolo piccolo, sa bene cos'è la droga e come si chiede il pizzo. Il suo era un destino segnato, sarebbe diventato uno di loro, un picciotto delle 'ndrine. Nicola è il figlio maggiore di Gregorio Malvaso, 37 anni, capo della cosca di San Ferdinando, arrestato ad ottobre dell'anno scorso dai carabinieri nell'ambito dell'operazione Eclissi.

E' per "salvare" lui e i suoi fratelli da un destino indirizzato verso la criminalità che Nicola ha deciso di diventare il "pentito" più giovane della storia. Da quando sua madre ha deciso di collaborare con la giustizia, il piccolo non ha risparmiato nulla e ha rivelato (e sta rivelando) tutto ciò che sa: dai nomi dei membri del clan alla divisione dei ruoli, dai "giri" con la cosca alle partite di droga, fino alla consegna della sua scheda telefonica utilizzata in passato anche dal padre.


cronache criminali

giovedì 18 giugno 2015

'Ndrangheta, 19 arresti a Roma

Importati oltre mille chili di cocaina

'Ndrangheta, 19 arresti a Roma

Una "cellula" romana della 'ndrangheta è stata sgominata dalla polizia. Diciannove persone, tra cui alcuni "colletti bianchi", sono state arrestate. A quanto accertato, l'organizzazione criminale attiva nella Capitale ha importato dal Sud America oltre mille chili di cocaina in circa due anni.


cronache criminali

mercoledì 17 giugno 2015

'Ndrangheta, cocaina dalla Colombia. Decine di arresti in Italia e Spagna

Maxi operazione dei finanzieri del Gico di Catanzaro a cui hanno collaborato anche l'agenzia federale antidroga americana e la guardia civil spagnola. Arresti anche a Messina

'Ndrangheta, cocaina dalla Colombia Decine di arresti in Italia e Spagna

I finanzieri del Gico di Catanzaro hanno eseguito 34 misure cautelari nei confronti di presunti affiliati alla 'ndrangheta, responsabili di un traffico internazionale di droga dalla Colombia. Arresti anche in Spagna. All'inchiesta della Dda di Reggio Calabriaha collaborato l'agenzia federale antidroga americana. nell'operazione sono state sequestrate 4 tonnellate di cocaina. Arresti anche a Messina.

La droga viaggiava dalla Colombia su barche a vela dirette in Spagna. Nella notte tra il 25 e 26 agosto 2014 unità navali spagnole con il supporto aereo portoghese hanno abbordato una barca con 856 kg di polvere bianca. Altri 725 kg erano su un veliero abbordato al largo delle Canarie all'inizio dell'anno.

Identificato un narcos aderente alle Farc - Un narcotrafficante fornitore di cocaina alle cosche di 'ndrangheta calabresi ed esponente di spicco dell'organizzazione paramilitare colombiana Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) è stato identificato nel corso delle indagini condotte dalla Dea americana in sinergia con la sezione Goa del Gico della Guardia di finanza di Catanzaro in Brasile, Argentina, Repubblica Dominicana, Colombia, Spagna e Montenegro. Paesi nei quali, secondo l'accusa, erano radicati o i principali esponenti dell'organizzazione calabrese indagata e soggetti ad essi collegati. 

Il narcotrafficante, è stato riferito, è oggetto di grande attenzione da parte delle forze speciali colombiane e americane, che impiegano anche i Navy Seals, dal momento che la sua cattura è ostacolata dal fatto che opera all'interno della Foresta Amazzonica dove dispone di basi operative, raffinerie e di un imponente apparato per la sua sicurezza.

Quattordici arresti anche a Messina - Una vasta operazione antidroga è stata condotta anche a Messina. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria della città hanno eseguito 14 misure cautelari, di cui 12 in carcere, e hanno sequestrato beni per oltre 250mila euro. Il blitz ha permesso di disarticolare un'importante organizzazione criminale che ha coordinato un traffico internazionale di stupefacenti tra la Colombia e l'Italia.

Alleanze tra cosche per droga - Contatti, alleanze e collaborazioni tra cosche di 'ndrangheta della Locride e dell'area tirrenica sono emersi nel corso dell'inchiesta Santa Fé contro un sodalizio accusato di essere dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, operante in Calabria e con importanti ramificazioni a livello nazionale ed internazionale. In particolare, dalle indagini, sono emersi contatti tra gli Aquino-Coluccio di Marina di Gioiosa Ionica e le cosche Alvaro di Sinopoli e Pesce di Rosarno. 

L'operazione si è inserita nella più ampia attività condotta dalla Dea americana relativa ad una serie di indagini, svolte in diversi Paesi, aventi come denominatore comune i medesimi fornitori e, in alcuni casi, anche gli stessi clienti indagati nel procedimento "Santa Fé 2013". Nel corso dell' inchiesta, in Argentina, è stata monitorata l'attività di un soggetto serbo-montenegrino, in diretto contatto con i componenti la cosca Alvaro in occasione dell'organizzazione dell'invio di un carico di cocaina. Sempre in Argentina sono stati identificati altri soggetti coinvolti nella spedizione della droga.


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