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mercoledì 13 gennaio 2016

Napoli, 20enne muore durante un aborto: ministero invia ispettori

I familiari della giovane, deceduta a causa di un'emorragia, hanno sporto denuncia alla polizia.

Napoli, 20enne muore durante un aborto: ministero invia ispettori

Una donna di 20 anni, Gabriella Cipolletta, è morta per un'emorragia all'ospedale Cardarelli di Napoli dopo essersi sottoposta a un aborto volontario. I familiari della giovane hanno sporto denuncia alla polizia. "Disporremo un'inchiesta interna - ha detto il direttore di presidio dell'istituto, Franco Paradiso - ma la rianimazione ha già chiesto un'autopsia per ricostruire l'accaduto". Il ministero della Salute invierà ispettori presso l'ospedale.

La 20enne, originaria di Mugnano (Napoli), sarebbe stata sottoposta a una serie di trasfusioni con quattro sacche di plasma, ma è morta intorno alle 15 per choc ipovolemico. "A un primo esame le procedure sembrano state corrette", ha dichiarato il dottor Paradiso. Nel reparto di ginecologia del Cardarelli si sono vissutimomenti di tensione tra i parenti della giovane, che hanno sfiorato la rissa.

De Luca chiede relazione all'ospedale - Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha chiesto una relazione sull'accaduto ai vertici della struttura ospedaliera nella quale è deceduta Gabriella Cipolletta.


cronache criminali


lunedì 28 settembre 2015

Pontedera, le asportano utero e ovaie, ma era sana: risarcimento da 45mila euro

Dopo 10 anni una 66enne di Collesalvetti (Livorno) ha deciso di chiedere i danni all'Asl 5 e ai medici Virgilio Facchini e Orlando Goletti

Le asportano utero e ovaie, ma era sana: risarcimento da 45mila euro

Al Santa Chiara le diagnosticarono un tumore all'utero, ma sconsigliarono l'intervento, eseguito al Lotti di Pontedera. Salvo poi scoprire che l'asportazione di utero e ovaie era stata inutile. Protagonista di questa vicenda di malasanità è una 66enne di Collesalvetti, che ha deciso di chiedere i danni all'Asl 5, all'Azienda ospedaliera pisana e ai professori Virgilio Facchini e Orlando Goletti. Ottenendo ragione, ma forse non ancora giustizia.

Il Tribunale civile, giudice Marco Viani, in primo grado ha dato ragione alla paziente condannando le due aziende e i docenti a risarcirle un danno fissato in circa 45mila euro, ricorda il Tirreno. Le parti hanno già fatto appello contro la sentenza.

La storia risale alla fine del 2005 e arriva fino all'agosto 2006 nelle sue tappe cliniche. Dopo una serie di accertamenti nell'aprile 2006, il professor Facchini, allora direttore di Ostetricia e Ginecologia del Santa Chiara, diagnostica un carcinoma da trattare con la rimozione dell'utero. In realtà la donna era affetta da una patologia infiammatoria cronica.

L'intervento le era stato sconsigliato, ma la paziente, preoccupata dalla diagnosi, ha deciso di rivolgersi a un altro specialista: Orlando Goletti, all' epoca direttore della chirurgia generale del Lotti di Pontedera. Si procede all'operazione. Ma dagli esami citologici effettuati sugli organi asportati, si evince che i reperti erano di natura benigna: "riferibili a patologia infiammatoria cronica e non a eteroplasia", si legge nella sentenza.


cronache criminali

giovedì 24 settembre 2015

Napoli, morta sotto i ferri, 3 a giudizio

Intervento alla colecisti

Napoli, morta sotto i ferri, 3 a giudizio

Tre medici sono stati rinviati a giudizio per la morte di Tommasina De Laurentiis, la 25enne di Torre Annunziata, nel Napoletano, morta durante un'operazione alla colecisti. A deciderlo è stato il gup Emma Aufieri, che ha accolto la richiesta del pm contro i tre chirurghi coinvolti nell'intervento eseguito nel marzo di due anni fa all'ospedale Sant'Anna e Maria Santissima della Neve di Boscotrecase (Napoli).


cronache criminali

lunedì 13 luglio 2015

Cassino, muore dopo un'operazione alla milza: disposta l'autopsia

Saranno i magistrati a vederci chiaro sulla morte di una donna di 36 anni, di Caserta

Cassino, muore dopo un'operazione alla milza: disposta l'autopsia

Sarà l'autopsia a chiarire le cause della morte di una donna di 36 anni, di Caserta, deceduta venerdì sera all'ospedale di Cassino, in Ciociaria. Operata una ventina di giorni fa alla milza, le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni. I carabinieri di Cassino, che hanno già acquisito la cartella clinica all'ospedale "Santa Scolastica", indagano sulla vicenda.


cronache criminali

martedì 30 giugno 2015

Napoli: si frattura il femore sinistro, i medici lo operano alla gamba destra

Immediate le scuse alla famiglia, ma i figli intendono sporgere denuncia

Napoli: si frattura il femore sinistro, i medici lo operano alla gamba destra

Va in ospedale a farsi operare il femore fratturato, ma i medici intervengono sulla gamba sbagliata. E' accaduto a Boscotrecase (Napoli) a Tomaso Stara, 86 anni, originario di Sassari. L'uomo era caduto nella sua casa giovedì, rompendosi il femore della gamba sinistra. Immediato il ricovero, con qualche giorno di attesa per un intervento di routine.

Secondo la prassi, la frattura viene ridotta mediante l'apposizione di un "chiodo omega". Ma per l'anziano l'operazione, all'ospedale Sant'Anna di Boscotrecase, si è rivelata un vero incubo. L'intervento è stato effettuato sulla gamba destra e adesso l'anziano ha due chiodi, applicati a entrambi i femori. 

Si sono subito accorte dell'errore le figlie dell'uomo, due delle quali sono medici. All'uscita dalla sala operatoria le due donne, dopo aver controllato la ferita del padre, hanno urlato: "Avete sbagliato gamba".

Immediato il ritorno dell'uomo sotto i ferri per inserire il "chiodo omega" nell'osso giusto. Il medico responsabile dell'errore si è scusato con i figli del paziente dicendo loro "Ho sbagliato". Ma i familiari non hanno voluto sentire ragioni e nei prossimi giorni, a dimissioni avvenute, intendono presentare una denuncia contro la clamorosa svista. 

Non è il primo caso di malasanità, all'ospedale Sant'Anna e Maria Santissima della Neve di Boscotrecase: sulla struttura pendono diverse denunce. In quel nosocomio si sono registrati vari episodi su cui la magistratura sta cercando di fare luce, come quello della morte della mamma di 25 anni Tommasina De Laurentiis; e quello di Maria D'ambrosio, una casalinga di 38 anni, deceduta dopo avere partorito una bambina priva di vita.

La vicenda dell'86enne di Sassari, che con la famiglia vive a Torre Annunziata (Napoli), è quindi solo l'ultimo di una serie di dolorosi errori. Tomaso Stara è un uomo molto conosciuto nella zona in quanto ex professore di protesi dentarie dell'istituto Casanova di Napoli. "Mio padre è famoso per la sua eleganza - racconta la figlia Valentina - E' venuto dalla Sardegna e si è stabilito a Napoli perché durante il servizio militare conobbe mia madre, che è napoletana. Le mie sorelle sono nate tutte in Sardegna". 

"Mio padre stava bene e camminava bene - aggiunge -. Ora è ancora frastornato dall'anestesia e speriamo che si riprenda. Non sa nemmeno che cosa gli è successo. Dalla sua stanza i medici e gli infermieri vanno e vengono ogni cinque minuti. Ma immaginate che cosa significa ora per lui dover fare una fisioterapia non a un arto, bensì a due".


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giovedì 14 maggio 2015

Milano, infermiera 46enne muore dopo intervento estetico alle palpebre

La donna è andata in shock anafilattico: inutile il ricovero urgente al Fatebenefratelli

Milano, infermiera 46enne muore dopo intervento estetico alle palpebre

Un banale intervento estetico alle palpebre si è trasformato in un evento fatale per una donna di 46 anni, operata nei giorni scorsi in una clinica privata di Milano. Durante l'intervento chirurgico Rosa Angela Lavorgna, un'infermiera di Villanova (Lodi), sarebbe andata in shock anafilattico. Inutile il ricovero in un altro ospedale.

Capita la gravità della situazione i medici avevano disposto il trasporto d'urgenza al reparto di Rianimazione dell'ospedale Fatebenefratelli. Dopo un ricovero di alcuni giorni, durante i quali la donna era in coma, i medici non hanno potuto fare altro che dichiararne la morte cerebrale.

Rosa Angela Lavorgna di Villanova Sillaro lavorava come infermiera nel reparto di Urologia di Lodi. Pare fosse poliallergica e avrebbe accusato uno shock anafilattico finendo poi in coma post-anossico. La donna era sposata con il titolare di un autolavaggio e madre di un ragazzo di 15 anni. E' stata disposta l'autopsia.

Pm apre un'inchiesta - La Procura di Milano ha aperto un fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti sulla morte di Rosa Angela Lavorgna. L'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Si sta occupando del caso il pm Alessia Miele, che ha disposto l'autopsia per risalire alle cause della morte.


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martedì 14 aprile 2015

Roma, operata per scoliosi: ballerina finisce in sedia a rotelle

Sul banco degli imputati è finito un chirurgo ortopedico dell'ospedale Tor Vergata di Roma

Roma, operata per scoliosi: ballerina finisce in sedia a rotelle

Federica era una campionessa di danza latino-americana, ma un intervento alla schiena le ha paralizzato una gamba e l'ha costretta per sempre su una sedia a rotelle quando era da poco maggiorenne. Addio paso doble, rumba e cha cha cha, addio ai riflettori per colpa di quella operazione di artrodesi strumentata, nel giugno del 2012 per la riduzione d una forma di scoliosi. 

Sul banco degli imputati è finito un chirurgo ortopedico dell'ospedale Tor Vergata di Roma. A causa dell'intervento infatti, Federica ha subito una lesione del midollo e una paralisi alla gamba destra. Terminata l’anestesia, si è subito accorta di avere la gamba immobilizzata. 

I medici dopo una tac, l'hanno rispedita in sala operatoria, in piena notte, tentando il tutto per tutto. Una decisione disperata che purtroppo si è rivelata inutile. Dopo dieci giorni di riabilitazione in una clinica specializzata, una risonanza magnetica le ha riscontrato la lesione midollare. Federica è ora disabile e con il cuore a pezzi.


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venerdì 13 febbraio 2015

Malasanità, all'ospedale di Catania non ci sono posti: muore una neonata

La piccola è deceduta durante il tragitto verso il nosocomio di Ragusa, a un'ora e trenta minuti di distanza da Catania. Aperta un'inchiesta. La clinica: "chiesto più volte ma inutilmente l'intervento del 118"

Malasanità, all'ospedale di Catania non ci sono posti: muore una neonata

Una neonata è morta in ambulanza mentre veniva trasferita a Ragusa in quanto all'ospedale di Catania non c'erano posti disponibili. La piccola, chiamata Nicole e nata in una clinica privata catanese, ha avuto problemi respiratori, ma è morta prima di poter essere ricoverata. La Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania.

La neonata sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto, avvenuto regolarmente nella clinica privata "Casa di cura Gibiino" di Catania. Nella sala erano presenti, tra gli altri, il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. 

I medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della piccola e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale di Catania per trasferire d'urgenza la neonata; tutte però erano piene, senza disponibilità di posti. E' stato cosi' contattato il 118 che ha cercato e trovato una Utin disponibile all'ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa. 

La clinica ha quindi provveduto, con un'ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. Durante il tragitto, quando l'ambulanza era già in territorio della provincia di Ragusa, la piccola ha avuto una violenta crisi: i medici a bordo dell'ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma la neonata è morta.

I medici presenti sull'ambulanza sono stati sentiti dalla polizia come persone informate sui fatti; il magistrato deciderà in seguito se disporre l'autopsia. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un'altra inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura. Nicole era la primogenita di Andrea e Tania, giovani che, sposatisi due anni fa, vivono a Gravina di Catania. Lui, che ha presentato la denuncia ai carabinieri, lavora in un bar, mentre lei è casalinga. 

La clinica catanese, da parte sua, manifesta "amarezza per la famiglia" ed esprime "cordoglio per la scomparsa della piccola". E sottolinea come più volte, ma invano, sia stato richiesto l'intervento del 118: "dopo numerosi e vani tentativi, in seguito a svariate e reiterate richieste rivolte al 118, preso atto che l'unica Utin disponibile era l'ospedale di Ragusa, con un'ambulanza attrezzata privata si è trasferita la neonata". Ma "durante il tragitto verso Ragusa le condizioni della paziente sono peggiorate, fino al decesso avvenuto dopo circa 3 ore dalla nascita".

Non hanno tardato ad arrivare anche le reazioni politiche alla vicenda: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso "incredulità" per l'accaduto, mentre il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha parlato di "vicenda che lascia sgomenti, abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce su quanto accaduto".


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venerdì 6 febbraio 2015

Roma, bimba morta sotto i ferri: "Non sapevamo quale orecchio operare"

Nell'inchiesta sul decesso della piccola Giovanna sono finiti sotto accusa gli anestesisti. Per il magistrato sono troppe le anomalie successe in sala

Roma, bimba morta sotto i ferri: "Non sapevamo quale orecchio operare"

"Non sapevamo neanche quale orecchio operare". E' quanto si legge nel verbale dell'interrogatorio dell'anestesista Pierfrancesco Dauri, tra gli indagati per il caso di Giovanna Fatello, la bimba di 10 anni morta il 29 marzo 2014 nella clinica romana Villa Mafalda durnate un intervento al timpano. "Il professore Giuseppe Magliulo - aggiunge - mi mandò a chiedere informazioni ai genitori della paziente, che però non trovai".

L'anestesista e il suo aiuto Federico Santilli , come riporta "La Repubblica", sono ora sotto accusa per il decesso della piccola per "non aver prestato sufficiente e costante attenzione" ai parametri vitali segnalati sul monitor. L'inchiesta, aperta dieci mesi fa dal pm Mario Ardigò, sta cercando di far luce su cosa realmente sia accaduto dalle 9.30 alle 13.40 di quel 29 marzo 2014, da quando è iniziata l'operazione a quando è stato dichiarato il decesso di Giovanna.

Troppe le anomalie per il pm: dal malore del chirurgo che, durante la rianimazione, si sentì male e abbandonò la sala operatoria. "Meglio svenire da un'altra parte", ha detto al magistrato. Per lui, insieme ad altre 8 persone inizialmente indagate, è stata chiesta l'archiviazione. Sul suo operato, infatti, i periti non hanno rilevato elementi di responsabilità professionale.

Francesca Florio, l'avvocato della famiglia Fatello, ha però presentato ricorso contro la richiesta di archiviazione degli altri presenti in sala. "Allo stato delle indagini - ha spiegato - non può escludersi una responsabilità dell'intera equipe medica". Resta ancora da capire perché nessuno si sia accorto che Giovanna non respirava più ed era diventata cianotica.


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giovedì 18 dicembre 2014

Napoli, 25enne morta sotto i ferri. Testimoni: "Operata dopo il decesso"

Nell'inchiesta della procura di Torre Annunziata sul decesso di Tommasina De Laurentiis sono indagati cinque medici


Napoli, 25enne morta sotto i ferri. Testimoni: "Operata dopo il decesso"

Tommasina De Laurentiis, la 25enne deceduta l'8 marzo 2013 nell'ospedale Sant'Anna di Boscotrecase (Napoli), potrebbe essere stata sottoposta anche dopo il decesso a una sutura dei vasi sanguigni, tranciati per errore durante una normale operazione in laparoscopia per la rimozione della colecisti. E' quanto hanno riferito alcuni testimoni durante l'inchiesta della procura di Torre Annunziata in cui sono indagati cinque medici.

Le indagini sulla morte della donna vanno avanti da tempo, e poiché i risultati della prima autopsia non erano stati ritenuti sufficienti la procura ha disposto una seconda perizia dalla quale è emersa la conferma di una sutura chirurgica dei vasi, ma senza poter stabilire se questa sia o meno avvenuta post mortem come invece sosterrebbero due degli anestesisti indagati.

Tommasina risiedeva a Torre Annunziata ed era madre di una bambina che oggi ha cinque anni. Il suo compagno si sta battendo perché venga stabilita la verità sulle cause della sua morte dopo quello che doveva essere un intervento di routine.


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