giovedì 2 aprile 2015

Violenta aggressione nel carcere Le Vallette: “Situazione allarmante”

Nuova aggressione nel carcere di Torino

Ancora un'aggressione nel carcere torinese. A rimetterci è stato un agente di Polizia penitenziaria della Settima sezione, colpito da un detenuto intorno all'ora di pranzo. "Eventi del genere sono purtroppo sempre più all'ordine del giorno"

Violenta aggressione nel carcere Le Vallette: “Situazione allarmante”
Nuova aggressione nel carcere di Torino

Una nuova aggressione all’interno del carcere di Torino. Nella struttura “Lorusso e Cotugno” un agente della Settima sezione è stato colpito violentemente da un detenuto marocchino mentre era intento a svolgere il suo lavoro. E’ successo nella giornata di ieri intorno all’ora di pranzo.
“La situazione resta allarmante - tuona il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, Donato Capece dopo l’ennesimo brutto episodio -. Quanto accaduto è il culmine di una situazione che vede il penitenziario di Torino sommerso da tante problematiche. Eventi del genere sono purtroppo sempre più all’ordine del giorno e a rimetterci è sempre e solo il personale di Polizia penitenziaria”.

Nuova aggressione nel carcere di Torino
I dati del 2014 parlano chiaro: nelle carceri italiane ci sono state ben 1.609 colluttazioni e 444 ferimenti dal 1 gennaio al 30 giugno. “Sono anni che sollecitiamo di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci - continua Capece -, come può essere proprio lo spray anti aggressione recentemente assegnato – in fase sperimentale – a Polizia di Stato e Carabinieri. Mi auguro che il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, dopo il grave episodio di Torino, valuti positivamente questa nostra proposta e, quindi, assuma i provvedimenti conseguenti”.

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La "Circe della Versilia" lascia il carcere dopo 24 anni

La donna era sta condannata, assieme all'amante Carlo Cappelletti, per l’omicidio del marito Luciano Iacopi avvenuto a Forte dei Marmi la notte del 17 luglio 1989

La "Circe della Versilia" lascia il carcere dopo 24 anni

Maria Luigia Redoli, meglio conosciuta come la "Circe della Versilia", ha lasciato definitivamente il carcere lombardo di Opera dopo avere scontato 24 anni di reclusione. Era stata condannata all'ergastolo, assieme all'amante Carlo Cappelletti, per l'omicidio del marito Luciano Iacopi avvenuto a Forte dei Marmi la notte del 17 luglio 1989. La donna 76enne, in libertà condizionale, nei prossimi 5 anni non potrà allontanarsi dal domicilio dalle 23 alle 6 del mattino.

"Contenta, ma molto tesa": così l'avvocato Alessandro Maneffa ha descritto la sua assistita alla notizia che avrebbe lasciato il carcere. "È stato un percorso molto lungo e accidentato e nell'ultimo anno era molto provata emotivamente, quasi tentata a rinunciare", spiega il legale ricordando che la prima istanza è stata presentata nel 2012. La "Circe della Versilia" si è sempre professata innocente e ha continuato a farlo anche dopo la sentenza definitiva e le perizie. Nell'ordinanza di liberazione condizionale si sottolinea la "positiva evoluzione interiore maturata dalla Redoli nel corso dei lunghi anni di carcerazione ed il suo impegno profuso nell'attività lavorativa in carcere e di volontariato".

Il caso - Il 17 giugno 1989 il marito della Redoli venne trovato ucciso con 17 fendenti in un lago di sangue nella sua abitazione sulla via Provinciale a Forte dei Marmi. Ad avvertire le forze dell'ordine fu la stessa moglie, quando rientrò a casa con i figli Tamara, allora 18 anni, e Diego, 14. Fin da subito le indagini si concentrarono su Carlo Cappelletti, all'epoca 23enne, carabiniere e amante della donna, e sulla 50enne Maria Luigia Redoli, che furono ritenuti i responsabili del delitto.

Libertà condizionale - In un primo momento ci fu l'assoluzione in primo grado a Lucca, mentre l'appello ribaltò la sentenza condannando all'ergastolo entrambi, confermata dalla Cassazione. L'arresto definitivo avvenne nel settembre del 1991. Maria Luigia Redoli, oggi 76enne, ha lasciato definitivamente il carcere di Opera a Milano dove era reclusa, ottenendo la liberazione condizionale. La donna, che nel frattempo si è sposata per la seconda volta, vivrà nella provincia pavese con la speranza di tornare, almeno sporadicamente, a Forte dei Marmi.


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Hostess aggredita per un panino, atterraggio d'emergenza a Fiumicino

Un passeggero le aveva chiesto un panino e lei lo avrebbe fatto aspettare troppo, fino a suscitare la reazione incontrollata dell'uomo, un 41enne kosovaro

Hostess aggredita per un panino, atterraggio d'emergenza a Fiumicino

L'aereo era partito da Ginevra diretto a Pristina, in Kosovo. Ma il volo Thp Swiss è finito in anticipo, con un atterraggio d'emergenza sulla pista di Fiumicino, dopo che un 41enne kosovaro aveva dato i numeri perché una hostess non gli aveva portato il panino da lui richiesto. Denunciato, l'uomo è poi stato rilasciato.

Il 41enne è successivamente stato fermato dagli agenti della Polizia di frontiera di Fiumicino, ai quali avrebbe spiegato di avere una forma particolare di epilessia: per assumere i farmaci che gli servono aveva bisogno di mangiare qualcosa prima che venissero distribuiti i pasti a bordo. 

La hostess lo aveva fatto aspettare e, a parere del kosovaro, non aveva preso troppo sul serio la richiesta. Così era nato il diverbio, degenerato al punto tale da costringere il comandante a decidere di atterrare. Il 41enne è stato denunciato per violenza privata e poi rilasciato.


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Operaio suicida nel Salernitano

E' un portoghese di 43 anni

Operaio suicida nel Salernitano

Sembrava un incidente sul lavoro dovuto a malore e invece si trattava di un suicidio. Nell'ex cartiera Camera di Minori un operaio residente in Portogallo, Miguel Catulo Ferrero, si è lanciato nel vuoto. Il 43enne ha approfittato di un momento in cui si trovava da solo per compiere il folle gesto del quale ancora non si conoscono i motivi. Un testimone ha confermato questa versione ai carabinieri che hanno cercato di far luce sull'accaduto.


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Traffico di farmaci rubati: arresti

Milano, l'operazione eseguita dai Nas

Traffico di farmaci rubati: arresti

 I carabinieri del Nas di Milano hanno arrestato 19 persone responsabili di associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, riciclaggio e commercio internazionale di farmaci rubati; eseguito un sequestro di medicinali per circa 3 milioni di euro e di beni per circa 23 milioni. In arresto sono finiti farmacisti, titolari ed addetti di società di commercio all'ingrosso di farmaci, agenti di commercio e autotrasportatori.


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Yara, la moglie di Bossetti: "Massimo la sera del delitto era con me"

La donna, che questa sera sarà ospite a Matrix su Canale 5, affida a uno dei legali del carpentiere di Mapello alcune dichiarazioni per scagionarlo: "Mio marito tornava sempre a casa dopo il lavoro"

Yara, la moglie di Bossetti: "Massimo la sera del delitto era con me"

Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, torna in tv per difendere il marito dall'accusa di aver ucciso Yara Gambirasio. La donna, che questa sera sarà ospite a Matrix su Canale 5, affida a uno dei legali del carpentiere di Mapello alcune dichiarazioni per scagionarlo. "Mio marito tornava sempre a casa dopo il lavoro. Non andava da nessuna parte. Anche la sera del delitto (il 26 novembre del 2010) ha mantenuto le sue abitudini", dice.

"Hanno provato a mettermi contro di lui con le intercettazioni, facendo sembrare che non mi fidi di Massimo, che non gli creda. Invece è l'esatto contrario", dice a La Repubblica. 

"Continuo ad essere convinta della sua innocenza ed è venuto il momento di dimostrarla. Per questo sarò anch'io in aula al processo e andrò fino in fondo in questa battaglia per far emergere la verità: Massimo non ha ucciso Yara".

Bossetti è in carcere dal 16 giugno 2014 con l'accusa di omicidio pluriaggravato e calunnia.


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