martedì 13 ottobre 2015

Tangenti nella Sanità: arrestato il vicepresidente della Lombardia

Mario Mantovani è accusato di concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti. In carcere altre due persone tra cui un dipendente della Regione

Tangenti nella Sanità: arrestato il vicepresidente della Lombardia

Il vicepresidente della Regione LombardiaMario Mantovani, è stato arrestato con le accuse di concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti. Fino a settembre Mantovani (Forza Italia) ha ricoperto il ruolo di assessore alla Sanità. L'inchiesta della Gdf e della Procura di Milano ha portato in carcere altre due persone, tra cui un dipendente della Regione.

Mantovani era atteso a giornata legalità - Il vicepresidente della Lombardia, Mario Mantovani, era atteso all'apertura della "Giornata della trasparenza" organizzata dalla Regione. Mantovani, come annunciato da una nota, avrebbe dovuto aprire i lavori per una serie di incontri sul rapporto tra trasparenza e pubblica amministrazione. Inizialmente avrebbe dovuto partecipare anche il governatore Roberto Maroni, che però ha cambiato programmi.


cronache criminali

giovedì 8 ottobre 2015

Caserta, corruzione, droga e passaggio in auto a Gigi D'Alessio: arrestati tre agenti

Custodia cautelare in carcere anche per altre 13 persone. I poliziotti erano in servizio al commissariato di Marcianise

Caserta, corruzione, droga e passaggio in auto a Gigi D'Alessio: arrestati tre agenti

Tre poliziotti e altre 13 persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato in un'operazione scattata nella notte nel Casertano. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, allo spaccio di droga, all'usura, alla truffa, al falso, alla corruzione, alla concussione e all'abuso d'ufficio.

Tra gli episodi più curiosi attribuiti a uno degli agenti coinvolti, in servizio come i colleghi al commissariato di Marcianise, c'è l'utilizzo di un'auto di servizio per accompagnare il noto cantante Gigi D'Alessio, estraneo all'inchiesta, a Napoli per la presentazione di un album. Il reato contestato, per questo fatto, è di peculato. Lo stesso poliziotto sarebbe anche andato a New York in occasione di un concerto di D'Alessio. 

Tra le accuse, poi, anche episodi di sesso in commissariato. Durante finti servizi contro la prostituzione, gli agenti avrebbero avuto rapporti con due ragazze sia nelle volanti sia al commissariato. Le giovani avrebbero confermato la tesi agli inquirenti.


cronache criminali

Ferrara, assistente down, via bimba da asilo

Istituto: noi carte in regola

Ferrara, assistente down, via bimba da asilo

La madre di una bimba di 10 mesi ha ritirato la piccola da un asilo nido poiché un'assistente che lavora nell'istituto ha la sindrome di Down. E' successo a Ferrara. A raccontarlo è stata la direttrice della struttura che ai giornali locali ha affermato: "La nostra ausiliaria ha tutte le carte in regola per svolgere il lavoro per cui è stata assegnata". "La famiglia della ragazza Down valuterà se chiedere i danni morali", ha aggiunto la responsabile.


cronache criminali

Mantova, maturità, svela le domande della terza prova scritta: prof alla sbarra

E' successo al Redentore di Mantova. Insegnante accusata di violazione dei segreti d'ufficio, con lei la studentessa che ha passato i quiz alla classe

Maturità, svela le domande della terza prova scritta: prof alla sbarra

Il sogno di ogni studente è diventato realtà a Mantova dove una professoressa è stata denunciata per violazione di segreti d'ufficio insieme a una studentessa. L'insegnante nel 2013 ha rivelato le domande della terza prova scritta dell'esame di maturità a un'alunna che ha poi passato il testo tramite Facebook all'intera classe. Tutti promossi, tranne uno che ha svuotato il sacco. Mercoledì, la donna si è presentata davanti al giudice per l'udienza preliminare.

Come scrive la Gazzetta di Mantova "gli avvocati difensori hanno presentato le richieste delle loro clienti: messa in prova della prof erito abbreviato per la studentessa".


cronache criminali

L'Aquila, infibulazione, due bambine tolte ai genitori: Mutilazione riprovevole

La Cassazione conferma la sentenza di secondo grado: le ragazzine, di origine nigeriana, potranno essere adottate

Infibulazione, due bambine tolte ai genitori: "Mutilazione riprovevole"

Potranno iniziare una nuova vita le due bambine di 9 e 10 anni che hanno subito un intervento di infibulazione durante un viaggio nella loro terra di origine, la Nigeria. La Cassazione ha infatti confermato la sentenza emessa dalla Corte d'Appello de L'Aquila: le ragazzine e il loro fratello, già allontanati dai genitori, potranno essere adottati. "L'infibulazione è una pratica crudele e riprovevole", scrissero i giudici d'Appello.

Come racconta il quotidiano Il Centro, i difensori della coppia,residente in Val Vibrata ma in carcere in seguito a una condanna per sfruttamento della prostituzione e riduzione in stato di schiavitù, hanno provato a convincere i giudici della loro estraneità. L'intervento, avevano raccontato, era stato "effettuato dalla nonna" delle bambine e non vi era modo di opporsi a quella che è una "tradizione locale". 

La Cassazione, tuttavia, ha deciso di sposare la tesi della Corte d'Appello, secondo cui la pratica "non trova alcuna giustificazione, neppure se attribuita a usanze e a tradizioni proprie della cultura di origine". 

I legali dei genitori, tuttavia, sembra non siano intenzionati ad arrendersi e pensano di rivolgersi ora alla Corte europea per i diritti dell'uomo.


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Catania, mamma 20enne uccisa a coltellate in auto: confessa l'ex convivente

L'uomo, che era stato denunciato per stalking dalla vittima, è stato fermato a Milano mentre stava cercando di fuggire all'estero. I due avevano un contenzioso aperto in sede civile per l'affido esclusivo della loro figlia di 4 anni

Catania, mamma 20enne uccisa a coltellate in auto: confessa l'ex convivente

Una 20enne, Giordana Di Stefano, è stata uccisa a coltellate nella sua auto a Nicolosi, nel Catanese. Per l'omicidio è stato fermato l'ex convivente di 24 anni, Luca Priolo. L'uomo, bloccato in stazione a Milano mentre stava cercando di fuggire all'estero in treno, ha confessato. Nel 2013 la giovane mamma aveva denunciato l'ex per stalking. Oggi si sarebbe dovuta svolgere l'udienza preliminare ma era stata rinviata.

La giovane è stata assassinata con diversi colpi di arma da taglio alla gola, al torace e all'addome. Il corpo è stato trovato nella sua Audi A2 in una strada di campagna nella periferia di Nicolosi. Nei confronti di Luca Pirolo, che era fuggito con l'auto della madre, una Fiat Punto, è stato emesso un fermo per omicidio volontario aggravato.

La denuncia per stalking era stata presentata il 3 ottobre 2013, ma a quell'episodio non erano più seguite altre segnalazioni. Nell'esposto la 20enne, che lascia una bimba di quattro anni, segnalava di avere ricevuto messaggi assillanti e degli appostamenti. Il procedimento è stato regolarmente incardinato dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio del 24enne. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere mercoledì mattina, ma è stata rinviata perché l'avvocato dell'ex compagno ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione. La 20enne non aveva nominato un avvocato.

Perché la vittima denunciò l'ex - Il procedimento per stalking era stato avviato dopo che il giovane era entrato da una finestra a casa di Giordana di Stefano, nel 2013. Lui si era difeso sostenendo di essere entrato perché aveva visto un auto sospetta fuori e voleva garantire la loro sicurezza.

Il contenzioso per l'affido della figlia - 
La ventenne uccisa a Nicolosi e il suo ex convivente avevano un contenzioso aperto in sede civile per l'affido esclusivo della loro figlia di quattro anni. La giovane aveva presentato la richiesta e il ventiquattrenne si era detto pronto ad accettare l'accordo se lei avesse ritirato la denuncia per stalking. Secondo fonti legali, lui avrebbe voluto lavorare come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per potere ottenere il porto d'armi.

Gli amici: "Lui era geloso, ma non violento" -
"Lui era geloso, ma non violento. Lei non aveva paura di lui e non riusciamo a credere che sia stato lui". Così alcune amiche di Giordana Di Stefano ricordano, davanti alla caserma dei carabinieri di Nicolosi, la ventenne uccisa e il suo ex convivente. "Lui in passato era stato denunciato da Giordana - ricordano Ester e Iole - ma perché non sin rassegnava alla fine della loro storia. La seguiva continuamente. Ultimamente si erano riavvicinati ma la loro era una storia contrastata: si lasciavano e si rimettevano insieme spesso, fino a quando lei non ha voluto più". 

"Non ci credo che possa essere stato Luca - aggiunge un amico del 24enne, Igor Licari - lui voleva tornare con lei, le voleva bene. Ho provato a chiamarlo al cellulare ma è spento da tempo. Aveva comprato una Sim statunitense perché voleva andare a lavorare a New York".

"Sono stato io" - "Sì, sono stato io...". Così Priolo ha confessato ai carabinieri di Milano di aver ucciso la sua ex convivente. Il giovane ha reso dichiarazioni spontanee. E' stato emesso un provvedimento di fermo per omicidio volontario aggravato. La convalida si terrà a Milano per rogatoria.


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