martedì 24 novembre 2015

Terrorismo, Viminale espelle 4 marocchini. Nei loro pc: "Il tempo della Jihad è arrivato"

Da anni sotto osservazione, sono stati rimpatriati per "motivi di sicurezza dello Stato". In loro possesso file di registrazioni vocali con inni al martirio. Intanto, non ci sono tracce del passaggio di terroristi in azione a Parigi da Roma


Terrorismo, Viminale espelle 4 marocchini Nei loro pc: "Il tempo della Jihad è arrivato"

Quattro marocchini sono stati espulsi a Bologna dalla Digos per sospetti legami con ambienti terroristici. Il provvedimento è stato disposto dal ministero dell'Interno nell'ambito di un'inchiesta della Procura sul terrorismo islamico. I quattro erano stati trovati in possesso di materiale inneggiante al martirio. "Il tempo della Jihad è arrivato e il martirio per causa di Allah è il nostro obiettivo", è il contenuto di alcuni file trovati nei computer a loro sequestrati. La Procura aveva chiesto per loro un provvedimento di custodia cautelare, ma la domanda è stata rigettata dal gip. Intanto a Roma si cercano possibili legami e basi forniti ai terroristi di Parigi.

Il provvedimento d'espulsione dei marocchini che vivevano da decenni a Bologna è stato firmato dal ministro dell'Interno, che ha ritenuto sussistente pericoli per la sicurezza visti presunti legami dei quattro con il terrorismo. Erano infatti stati oggetto di un'indagine, partita da perquisizioni del 2012, ed erano tutti indagati per addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. 

Intanto, non risultano riscontri di passaggi di soggetti sospetti nella Capitale. E' quanto emerge dal lavoro degli inquirenti dell'antiterrorismo di Roma che a dieci giorni dagli attacchi di Parigi cercano di mettere in fila i tasselli degli spostamenti nel nostro paese di chi ha seminato il terrore nella capitale francese. 

Gli inquirenti non escludono però la presenza di basi logistiche di terroristi in Italia. Sui fatti del 13 novembre la Procura di Roma ha avviato un procedimento in cui si ipotizza il reato di strage. 

Sembra quasi certo invece che alcuni appartenenti alle cellule dell'Isis in azione in Francia hanno usato l'Italia "come luogo di passaggio e di transito" per poter raggiungere il nord d'Europa. E' il caso, in particolare, del super ricercato Abdslam Salah che giunto in Puglia nell'agosto scorso avrebbe attraversato la dorsale adriatica per raggiungere poi Conegliano, nel Veneto, e quindi lasciare l'Italia.

Salah e il basista delle cellule di kamikaze Ahmed Dahami, arrestato nei giorni scorsi in Turchia, erano nel nostro Paese tra fine luglio e i primi di agosto di quest'anno. Da Bari hanno raggiunto Patrasso in traghetto il primo di agosto e dopo quattro giorni hanno fatto il viaggio al contrario, passando per il Veneto prima di superare i confini. 

Trasferta blindata per la Roma a Barcellona - Notevoli le misure di sicurezza per il match di Champions league tra Barcellona e Roma. La decisione di innalzare i livelli di sicurezza è stata presa dalla polizia catalana dopo gli attentati di Parigi. I cancelli del Camp Nou saranno aperti tre ore prima del fischio d'inizio e l'accesso allo stadio sarà consentito solo con il biglietto d'ingresso o l'abbonamento. Vietato recarsi allo stadio con zaini e borse di grandi dimensioni.


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"Proiettili difettosi alla polizia" Viminale: da usare solo nei poligoni

Due circolari inviate alle Questure di tutta Italia invitano a non usare queste cartucce durante il servizio. La partita di munizioni è stata acquistata alla fine del 2013

"Proiettili difettosi alla polizia" Viminale: da usare solo nei poligoni

Ai problemi nati dai tagli costanti al bilancio degli ultimi anni, secondo le denunce dei sindacati, si aggiunge ora, per la polizia, anche la questione "munizioni". Una partita di cartucce, acquistata dalla ditta Fiocchi nel 2013 e già diffusa, è difettosa e non va assolutamente usata in servizio. I proiettili, si legge in due circolare del Viminale, vanno usati soltanto al poligono.

E' il Fatto quotidiano a rendere noto i due documenti riservati inviati alle Questure di tutta Italia e a parlare di una partita di sei milioni e 400mila cartucce. Le munizioni, infatti, in parte sono fallate. Questo comporta che le cartucce possono essere utilizzate nei poligoni di tiro, dove l'agente è protetto dagli occhiali.

Per le Beretta M-12 ci sono altre restrizioni. In quest'ultimo caso, infatti, l'uso di munizioni difettose è vietato anche nelle aree di esercitazioni perché la mitraglietta, a differenza delle pistole, ha una camera aperta e un proiettile difettoso potrebbe provocare gravi incidenti.

Il precedente nel 2011- Già nel 2011 il Viminale si era trovato di fronte a un caso simile e aveva disposto la sospensione di alcuni lotti di cartucce prodotte dalla ditta Sellier&Bellot, azienda della Repubblica Ceca. Le pallottole esplodevano per la polvere da sparo di bassa qualità. La partita venne poi ritirata.

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lunedì 23 novembre 2015

La polizia francese pubblica la foto del terzo terrorista dello Stadio e lancia un appello

"Chi ha informazioni utili parli". Si tratta di uno degli attentatori di Parigi


La polizia francese pubblica la foto del terzo terrorista dello Stadio e lancia un appello

La polizia nazionale francese ha diramato un appello tramite Twitter. Sul post con la foto di uno degli attentatori ancora non identificati dello stadio di Parigi, si chiede a chi ha informazioni di contattare gli investigatori. Secondo una giornalista della Bbc, i kamikaze sarebbe arrivato sull'isola greca di Leros il 3 ottobre, ma si chiamerebbe M. al Mahmod e non Ahmad al Mohammad come risulta dalle foto segnaletiche. In corso gli accertamenti.


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Belgio, blitz della polizia: 16 arresti. Salah visto a Liegi, sfugge a cattura

Resta intanto allerta massima in tutto il Paese: lunedì resteranno chiusi gli uffici, i luoghi pubblici e le stazioni della metropolitana. Premier: "Situazione molto seria"

Belgio, blitz della polizia: 16 arresti. Salah visto a Liegi, sfugge a cattura

Mentre a Bruxelles l'allerta terrorismo resta al massimo livello, la polizia belga lancia la sua offensiva per stringere il cerchio attorno a Salah Abdeslam, che però riesce a sfuggire. Dopo una retata scattata con una maxi-operazione coordinata in sette quartieri della città, le forze dell'ordine arrestano 16 persone, tutte in qualche modo collegate all'inchiesta sui fatti di Parigi.

Salah intercettato a Liegi, sfugge ancora alla cattura - La minaccia rimane "seria e imminente", e spinge il Paese a restare blindato. I 16 arresti, che dovranno essere convalidati dal giudice, non bastano a rassicurare le autorità, che chiedono il massimo riserbo e non accettano domande sull'inchiesta. Salah riesce ancora a sfuggire alla cattura: la polizia lo avrebbe visto a Liegi ma poi avrebbe perso le sue tracce mentre scappava su una BMW in direzione della Germania.

Blitz della polizia a Bruxelles e Charleroi - Le operazioni coordinate della polizia sono scattate nel tardo pomeriggio di domenica, subito dopo che il premier Charles Michel aveva confermato che l'allerta rimane al livello 4. Le forze speciali hanno chiuso un ampio perimetro vicino alla Grand Place, sono entrati in un hotel Radisson poco distante, e hanno compiuto azioni a Etterbeek, Molenbeek, Jette, Anderlecht, Forest, Woluwe. Tutto sotto gli occhi di una città spettrale. A Molenbeek, sono entrati anche a casa dello zio di Salah. Contemporaneamente, altre tre perquisizioni si sono svolte nella città di Charleroi. Ma in tutte le operazioni non sono state trovate né armi né esplosivi. 

Premier: "Situazione estremamente seria" - La situazione è "estremamente seria" ha detto Charles Michel alla tv Rtbf, poco dopo l'inizio dei blitz nel Paese. Massima allerta anche per la popolazione: "Chiediamo a tutti di restare calmi e di seguire rigorosamente le istruzioni delle forze dell'ordine" è stato infatti il messaggio lanciato via Twitter dal centro di crisi del Belgio, mentre si svolgevano le operazioni di polizia nelle diverse aree del Paese.


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Firenze, carrozzina investita, grave neonato

90enne stava facendo manovra

Firenze, carrozzina investita, grave neonato

Un bimbo di tre mesi è in prognosi riservata dopo essere stato investito dall'auto guidata da un 93enne, a Firenze. L'anziano stava facendo retromarcia quando la vettura è salita su un marciapiede, finendo su una panchina e investendo la carrozzina dove dormiva il neonato. Illesa la madre. Il bimbo è stato trasportato d'urgenza all'ospedale pediatrico Meyer, dove è gli è stato riscontrato un trauma cranico. Le sue condizioni sono gravi.


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Giubileo, scatta il piano sicurezza. Duemila uomini in più a Roma

Dall'8 dicembre sarà in vigore la no-fly zone. Metal detector in piazza San Pietro, massima attenzione verso i luoghi frequentati dai giovani

Giubileo, scatta il piano sicurezza Duemila uomini in più a Roma

A due settimane dall'apertura del Giubileo, scatta a Roma il nuovo piano sicurezza. Per le strade 2mila uomini in più, pattuglie anche sui bus. Dall'8 dicembre, inoltre, sarà in vigore la no-fly zone. Sorvegliati speciali saranno piazza San Pietro, dove da domenica sono in funzione i metal detector, e i principali monumenti della Capitale, dal Colosseo a Fontana di Trevi. Attenzione particolare anche verso i luoghi frequentati dei giovani.

I quindici giorni che ci separano dall'apertura della Porta Santa, che darà il via ufficiale al Giubileo di Papa Francesco, saranno una sorta di "prova generale" per le forze dell'ordine. Gli attentati di Parigi del 13 novembre hanno infatti reso ancora più necessario rafforzare ulteriormente la difesa della città e aumentare il più possibile la percezione della sicurezza tra la popolazione, preoccupata da minacce e allarmi. 

Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri e anche concerti, partite e manifestazioni potranno contare su controlli serratissimi al punto che il questore Nicolò D'Angelo non esclude perquisizioni, "qualora lo si ritenga opportuno". 

Stringenti controlli anche lungo il Tevere e sulle vie utilizzate dai pellegrini per raggiungere la Capitale, dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie. 

La no-fly zone - Dall'8 di dicembre, infine, scatterà la no-fly zone: il divieto di sorvolo sulla città per gli ultraleggeri e le misure anti-droni, così come annunciato dal prefetto Franco Gabrielli, che non ha escluso l'ipotesi di abbattimento dei velivoli in caso di necessità.


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