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domenica 16 luglio 2017

Vacanze, Coldiretti: 4 italiani su 10 cambiano meta per paura del terrorismo

Unʼindagine sulle scelte per la destinazione estiva sottolinea lʼabbandono di mete considerate pericolose come Turchia, Tunisia, Egitto. In gran recupero le destinazioni italiane

Vacanze, Coldiretti: 4 italiani su 10 cambiano meta per paura del terrorismo
Isola d'Elba

I drammatici episodi di terrorismo internazionale condizionano questa estate la scelta delle vacanze di quasi quattro italiani su dieci (38%). È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixé. "Il risultato - sottolinea la Coldiretti - è che la grande maggioranza degli italiani privilegia la permanenza in Italia, anche se non manca chi coglie l'occasione delle vacanze per varcare i confini magari scegliendo più attentamente i luoghi di villeggiatura".

I più preoccupati dal rischio terrorismo sono le persone sopra i 35 anni. Tra i 38 milioni di italiani (+9%) che hanno scelto di andare in vacanza quest'estate il 78% resta in Italia e appena il 2% sceglie l'Africa, la percentuale più bassa tra le destinazioni extracomunitarie.

Turchia, Tunisia, Egitto: turismo a picco - L'abbandono di mete considerate pericolose riguarda in realtà il turismo internazionale nel suo complesso con la Turchia, la Tunisia, l'Egitto in grande sofferenza. Più stranieri scelgono l'Italia - La Coldiretti segnala invece un aumento degli stranieri che scelgono l'Italia come Paese più sicuro rispetto ai problemi legati al terrorismo anche in relazione ad altre destinazioni europee. E se è il mare la destinazione preferita per 7 italiani su 10 (69%), seguito dalla montagna con il 17%, si assiste alla ricerca di alternative meno affollate con la campagna scelta dal 9%. Agosto, luglio, settembre e giugno sono nell'ordine i mesi preferiti per le partenze. La durata media della vacanza è di 11,2 giorni ma per quasi un turista italiano su quattro è compresa tra 1 e 2 settimane mentre c'è un 3% che sarà in vacanza per oltre un mese.

Piace l'agriturismo - "Circa la metà degli italiani in viaggio - continua la Coldiretti - ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto ma nella classifica delle preferenze ci sono nell'ordine anche alberghi, bed and breakfast, villaggi turistici e gli agriturismi che fanno segnare un aumento dell'8% rispetto allo scorso anno anche grazie alla qualificazione e diversificazione dell'offerta".


La tranquillità garantita dalla campagna è un fattore importante ma è sempre la qualità dell'alimentazione l'elemento che spinge maggiormente a scegliere l'agriturismo. Ma insieme alla storia, alla cultura e all'ambiente il vero valore aggiunto del soggiorno in Italia è diventato il cibo. Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia è destinato alla tavola in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche, con una decisa svolta verso prodotti ad alto valore salutistico nell'estate 2017.

Italia leader nel turismo enogastronomico - "L'Italia - conclude la Coldiretti - ha conquistato la leadership mondiale nel turismo enogastronomico grazie a 292 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma ha conquistato anche il primato green con quasi 60mila aziende agricole biologiche in Europa e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni ogm a tutela del patrimonio di biodiversità senza dimenticare gli oltre ventiduemila agriturismi, i circa diecimila mercati e fattorie dove acquistare a chilometri zero direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica, le centinaia di città dell'olio, del vino, del pane e i numerosi percorsi enogastronomici, feste e sagre di ogni tipo".

venerdì 14 luglio 2017

Egitto, sei turisti accoltellati in un resort a Hurghada: due donne uccise

Lʼattentatore è stato arrestato e ora è sotto interrogatorio: è arrivato a nuoto sulla spiaggia della struttura e si è intrufolato nellʼhotel per sferrare lʼaggressione

cronache criminali

Un uomo ha accoltellato un gruppo di turiste di diversa nazionalità in un resort a Hurghada, in Egitto, sul Mar Rosso. Nell'aggressione due donne sono morte e quattro sono rimaste ferite. L'autore dell'attacco, che è stato arrestato e ora è sotto interrogatorio, è arrivato a nuoto sulla spiaggia della struttura per poi intrufolarsi nell'hotel. Lo ha riferito il ministro degli Interni egiziano.


cronache criminali

martedì 12 gennaio 2016

La profezia della Madonna di Anguera: "l'ISIS attaccherà Roma il 23 marzo"

L’ISIS attaccherà Roma il 23 marzo prossimo. È l’inquietante profezia della Madonna di Anguera, riportata dalla trasmissione “Mistero”. La Madonna di Anguera è considerata dai fedeli un’apparizione che si manifesta regolarmente tre volte a settimana a Bahia, in Brasile, al veggente Pedro Regis. I suoi messaggi giungono ogni martedì e sabato, più un altro giorno variabile, e sono destinati all’intera umanità. 
Secondo la profezia “i nemici agiranno il 23 marzo 2016 con grande furia. La morte sarà presente nella casa di Dio. I nemici arriveranno dalla Via Appia”. E ancora si prevede che “gli uomini seguaci del falso profeta marceranno con grande furia in direzione del tempio santo. Lì ci sarà grande distruzione. La Chiesa piangerà e si lamenterà. In questo giorno sarà visibile una eclissi lunare” 
Ma c’è anche, a quanto pare, un messaggio di speranza: “Sappiate che il Signore farà di tutto per salvarvi”, ha riferito Régis. “So che avete la libertà, ma non dimenticate che prima e sopra di tutto dovete fare la volontà di Dio”.
cronache criminali

martedì 24 novembre 2015

Giubileo, scatta il piano sicurezza. Duemila uomini in più a Roma

Dall'8 dicembre sarà in vigore la no-fly zone. Metal detector in piazza San Pietro, massima attenzione verso i luoghi frequentati dai giovani

Giubileo, scatta il piano sicurezza. Duemila uomini in più a Roma

A due settimane dall'apertura del Giubileo, scatta a Roma il nuovo piano sicurezza. Per le strade 2mila uomini in più, pattuglie anche sui bus. Dall'8 dicembre, inoltre, sarà in vigore la no-fly zone. Sorvegliati speciali saranno piazza San Pietro, dove da domenica sono in funzione i metal detector, e i principali monumenti della Capitale, dal Colosseo a Fontana di Trevi. Attenzione particolare anche verso i luoghi frequentati dei giovani.

I quindici giorni che ci separano dall'apertura della Porta Santa, che darà il via ufficiale al Giubileo di Papa Francesco, saranno una sorta di "prova generale" per le forze dell'ordine. Gli attentati di Parigi del 13 novembre hanno infatti reso ancora più necessario rafforzare ulteriormente la difesa della città e aumentare il più possibile la percezione della sicurezza tra la popolazione, preoccupata da minacce e allarmi. 

Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri e anche concerti, partite e manifestazioni potranno contare su controlli serratissimi al punto che il questore Nicolò D'Angelo non esclude perquisizioni, "qualora lo si ritenga opportuno". 

Stringenti controlli anche lungo il Tevere e sulle vie utilizzate dai pellegrini per raggiungere la Capitale, dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie. 

La no-fly zone - Dall'8 di dicembre, infine, scatterà la no-fly zone: il divieto di sorvolo sulla città per gli ultraleggeri e le misure anti-droni, così come annunciato dal prefetto Franco Gabrielli, che non ha escluso l'ipotesi di abbattimento dei velivoli in caso di necessità.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

cronache criminali


Terrorismo, Viminale espelle 4 marocchini. Nei loro pc: "Il tempo della Jihad è arrivato"

Da anni sotto osservazione, sono stati rimpatriati per "motivi di sicurezza dello Stato". In loro possesso file di registrazioni vocali con inni al martirio. Intanto, non ci sono tracce del passaggio di terroristi in azione a Parigi da Roma


Terrorismo, Viminale espelle 4 marocchini Nei loro pc: "Il tempo della Jihad è arrivato"

Quattro marocchini sono stati espulsi a Bologna dalla Digos per sospetti legami con ambienti terroristici. Il provvedimento è stato disposto dal ministero dell'Interno nell'ambito di un'inchiesta della Procura sul terrorismo islamico. I quattro erano stati trovati in possesso di materiale inneggiante al martirio. "Il tempo della Jihad è arrivato e il martirio per causa di Allah è il nostro obiettivo", è il contenuto di alcuni file trovati nei computer a loro sequestrati. La Procura aveva chiesto per loro un provvedimento di custodia cautelare, ma la domanda è stata rigettata dal gip. Intanto a Roma si cercano possibili legami e basi forniti ai terroristi di Parigi.

Il provvedimento d'espulsione dei marocchini che vivevano da decenni a Bologna è stato firmato dal ministro dell'Interno, che ha ritenuto sussistente pericoli per la sicurezza visti presunti legami dei quattro con il terrorismo. Erano infatti stati oggetto di un'indagine, partita da perquisizioni del 2012, ed erano tutti indagati per addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. 

Intanto, non risultano riscontri di passaggi di soggetti sospetti nella Capitale. E' quanto emerge dal lavoro degli inquirenti dell'antiterrorismo di Roma che a dieci giorni dagli attacchi di Parigi cercano di mettere in fila i tasselli degli spostamenti nel nostro paese di chi ha seminato il terrore nella capitale francese. 

Gli inquirenti non escludono però la presenza di basi logistiche di terroristi in Italia. Sui fatti del 13 novembre la Procura di Roma ha avviato un procedimento in cui si ipotizza il reato di strage. 

Sembra quasi certo invece che alcuni appartenenti alle cellule dell'Isis in azione in Francia hanno usato l'Italia "come luogo di passaggio e di transito" per poter raggiungere il nord d'Europa. E' il caso, in particolare, del super ricercato Abdslam Salah che giunto in Puglia nell'agosto scorso avrebbe attraversato la dorsale adriatica per raggiungere poi Conegliano, nel Veneto, e quindi lasciare l'Italia.

Salah e il basista delle cellule di kamikaze Ahmed Dahami, arrestato nei giorni scorsi in Turchia, erano nel nostro Paese tra fine luglio e i primi di agosto di quest'anno. Da Bari hanno raggiunto Patrasso in traghetto il primo di agosto e dopo quattro giorni hanno fatto il viaggio al contrario, passando per il Veneto prima di superare i confini. 

Trasferta blindata per la Roma a Barcellona - Notevoli le misure di sicurezza per il match di Champions league tra Barcellona e Roma. La decisione di innalzare i livelli di sicurezza è stata presa dalla polizia catalana dopo gli attentati di Parigi. I cancelli del Camp Nou saranno aperti tre ore prima del fischio d'inizio e l'accesso allo stadio sarà consentito solo con il biglietto d'ingresso o l'abbonamento. Vietato recarsi allo stadio con zaini e borse di grandi dimensioni.


cronache criminali

lunedì 23 novembre 2015

La polizia francese pubblica la foto del terzo terrorista dello Stadio e lancia un appello

"Chi ha informazioni utili parli". Si tratta di uno degli attentatori di Parigi


La polizia francese pubblica la foto del terzo terrorista dello Stadio e lancia un appello

La polizia nazionale francese ha diramato un appello tramite Twitter. Sul post con la foto di uno degli attentatori ancora non identificati dello stadio di Parigi, si chiede a chi ha informazioni di contattare gli investigatori. Secondo una giornalista della Bbc, i kamikaze sarebbe arrivato sull'isola greca di Leros il 3 ottobre, ma si chiamerebbe M. al Mahmod e non Ahmad al Mohammad come risulta dalle foto segnaletiche. In corso gli accertamenti.


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Belgio, blitz della polizia: 16 arresti. Salah visto a Liegi, sfugge a cattura

Resta intanto allerta massima in tutto il Paese: lunedì resteranno chiusi gli uffici, i luoghi pubblici e le stazioni della metropolitana. Premier: "Situazione molto seria"

Belgio, blitz della polizia: 16 arresti. Salah visto a Liegi, sfugge a cattura

Mentre a Bruxelles l'allerta terrorismo resta al massimo livello, la polizia belga lancia la sua offensiva per stringere il cerchio attorno a Salah Abdeslam, che però riesce a sfuggire. Dopo una retata scattata con una maxi-operazione coordinata in sette quartieri della città, le forze dell'ordine arrestano 16 persone, tutte in qualche modo collegate all'inchiesta sui fatti di Parigi.

Salah intercettato a Liegi, sfugge ancora alla cattura - La minaccia rimane "seria e imminente", e spinge il Paese a restare blindato. I 16 arresti, che dovranno essere convalidati dal giudice, non bastano a rassicurare le autorità, che chiedono il massimo riserbo e non accettano domande sull'inchiesta. Salah riesce ancora a sfuggire alla cattura: la polizia lo avrebbe visto a Liegi ma poi avrebbe perso le sue tracce mentre scappava su una BMW in direzione della Germania.

Blitz della polizia a Bruxelles e Charleroi - Le operazioni coordinate della polizia sono scattate nel tardo pomeriggio di domenica, subito dopo che il premier Charles Michel aveva confermato che l'allerta rimane al livello 4. Le forze speciali hanno chiuso un ampio perimetro vicino alla Grand Place, sono entrati in un hotel Radisson poco distante, e hanno compiuto azioni a Etterbeek, Molenbeek, Jette, Anderlecht, Forest, Woluwe. Tutto sotto gli occhi di una città spettrale. A Molenbeek, sono entrati anche a casa dello zio di Salah. Contemporaneamente, altre tre perquisizioni si sono svolte nella città di Charleroi. Ma in tutte le operazioni non sono state trovate né armi né esplosivi. 

Premier: "Situazione estremamente seria" - La situazione è "estremamente seria" ha detto Charles Michel alla tv Rtbf, poco dopo l'inizio dei blitz nel Paese. Massima allerta anche per la popolazione: "Chiediamo a tutti di restare calmi e di seguire rigorosamente le istruzioni delle forze dell'ordine" è stato infatti il messaggio lanciato via Twitter dal centro di crisi del Belgio, mentre si svolgevano le operazioni di polizia nelle diverse aree del Paese.


cronache criminali

Giubileo, scatta il piano sicurezza. Duemila uomini in più a Roma

Dall'8 dicembre sarà in vigore la no-fly zone. Metal detector in piazza San Pietro, massima attenzione verso i luoghi frequentati dai giovani

Giubileo, scatta il piano sicurezza Duemila uomini in più a Roma

A due settimane dall'apertura del Giubileo, scatta a Roma il nuovo piano sicurezza. Per le strade 2mila uomini in più, pattuglie anche sui bus. Dall'8 dicembre, inoltre, sarà in vigore la no-fly zone. Sorvegliati speciali saranno piazza San Pietro, dove da domenica sono in funzione i metal detector, e i principali monumenti della Capitale, dal Colosseo a Fontana di Trevi. Attenzione particolare anche verso i luoghi frequentati dei giovani.

I quindici giorni che ci separano dall'apertura della Porta Santa, che darà il via ufficiale al Giubileo di Papa Francesco, saranno una sorta di "prova generale" per le forze dell'ordine. Gli attentati di Parigi del 13 novembre hanno infatti reso ancora più necessario rafforzare ulteriormente la difesa della città e aumentare il più possibile la percezione della sicurezza tra la popolazione, preoccupata da minacce e allarmi. 

Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri e anche concerti, partite e manifestazioni potranno contare su controlli serratissimi al punto che il questore Nicolò D'Angelo non esclude perquisizioni, "qualora lo si ritenga opportuno". 

Stringenti controlli anche lungo il Tevere e sulle vie utilizzate dai pellegrini per raggiungere la Capitale, dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie. 

La no-fly zone - Dall'8 di dicembre, infine, scatterà la no-fly zone: il divieto di sorvolo sulla città per gli ultraleggeri e le misure anti-droni, così come annunciato dal prefetto Franco Gabrielli, che non ha escluso l'ipotesi di abbattimento dei velivoli in caso di necessità.


cronache criminali

giovedì 21 maggio 2015

Strage del Bardo, il giorno dell'attentato Touil incontrò terroristi

Il 22enne marocchino avrebbe incontrato i due attentatori uccisi poi dal blitz delle forze speciali e con loro si sarebbe diretto al museo

Strage del Bardo, il giorno dell'attentato Touil incontrò terroristi

Secondo i media tunisini, che riportano indiscrezioni dell'inchiesta sull'attenato al museo del Bardo, il 18 marzo, giorno della strage, Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato mercoledì nel Milanese, avrebbe incontrato in place Pasteur i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo. Proprio con loro si sarebbe poi diretto verso il Bardo.

Sempre secondo indiscrezioni riportate dai media tunisini Touil Abdelmajid avrebbe preso parte alla seconda riunione della cellula terroristica responsabile dell'attacco, avvenuta l'11 marzo, nella quale è stato deciso di incaricare Med Amine Guebli e Elyes Kachroudi di fornire i kalashnikov agli assalitori.


cronache criminali

giovedì 29 gennaio 2015

Nizza, a 8 anni la scuola lo denuncia per apologia del terrorismo

In classe aveva detto di sentirsi "dalla parte" dei jihadisti. Il bambino è stato interrogato dalla polizia

Nizza, a 8 anni la scuola lo denuncia per apologia del terrorismo

Aveva detto in classe di sentirsi "dalla parte dei terroristi". Tanto è bastato a un bambino francese di soli 8 anni, nel clima di psicosi innescato dalle stragi delle settimane scorse, per venire interrogato dalla polizia per apologia del terrorismo. A denunciare il piccolo è stata la direzione della scuola, nel centro di Nizza, sulla Costa Azzurra.

L'avvocato della sua famiglia, Sefen Guez Guez, ha manifestato stupore e irritazione: "Siamo di fronte a un'isteria collettiva - ha protestato - il mio cliente ha 8 anni! Non si rende conto della portata delle sue frasi. Non ha senso".

"Sono dalla parte dei terroristi" e la scuola fa scattare la denuncia - Il piccolo Ahmed, il cui nome rivela radici familiare musulmani, frequenta la terza elementare. All'indomani della strage nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha risposto così - secondo il legale - a chi gli chiedeva di dire "Je suis Charlie": "Sono dalla parte dei terroristi, perché sono contro chi fa le caricature del profeta" Maometto. I genitori, immediatamente avvertiti, gli hanno peraltro "spiegato che si trattava davvero di terrorismo, aggiungendo tutti i motivi per cui si doveva ovviamente stare dalla parte delle vittime a Charlie Hebdo". 

Querela per apologia del terrorismo - Il caso sembrava chiuso lì, ma il 21 gennaio il direttore della scuola ha deciso di inoltrare una querela per apologia di terrorismo contro Ahmed e per "intrusione" da parte di suo padre. Il genitore, in effetti, notando che suo figlio era scosso e piuttosto isolato dopo i fatti, lo ha accompagnato per tre volte fin nel cortile di ricreazione, dove i genitori non sono ammessi e dal quale è stato invitato ogni volta ad uscire. 

Secondo fonti della polizia, nella denuncia si dice che il piccolo Ahmed avrebbe pronunciato anche le frasi: "bisogna uccidere i francesi" e "i giornalisti se la sono cercata". Inoltre, avrebbe rifiutato di rispettare il minuto di silenzio in memoria delle vittime.

Il piccolo, nell'interrogatorio, pare abbia però sottolineato di non essersi reso conto della gravità delle sue affermazioni. Mentre il padre, ha precisato la fonte investigativa, "ha manifestato rammarico per le frasi del figlio".


cronache criminali

giovedì 8 gennaio 2015

I sospetti verso Parigi, città blindata. Ancora spari: morta una poliziotta

Charlie Hebdo, l'auto con a bordo i presunti terroristi viaggia in direzione della Capitale. Massima allerta al palazzo dell'Eliseo

I sospetti verso Parigi, città blindataAncora spari: morta una poliziotta

L'auto con a bordo i presunti autori della strage alla redazione di Charlie Hebdo si sta dirigendo verso Parigi. Le autorità francesi hanno bloccato tutti gli accessi alla Capitale francese e blindato il palazzo dell'Eliseo. I ricercati sono stati segnalati dal gestore di una pompa di benzina sulla strada nazionale RN2, all'altezza di Villers-Cotteret, in Picardia. In mattinata sparatoria in periferia: morta una poliziotta.


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mercoledì 7 gennaio 2015

Parigi, assalto alla redazione di Charlie Hebdo: 12 morti e 8 feriti

In azione tre uomini armati, che hanno fatto fuoco urlando "Vendicheremo il profeta". Il settimanale fu al centro di polemiche per le sue vignette anti-Islam. Hollande: "E' un attacco terroristico"

Parigi, assalto alla redazione di Charlie Hebdo: 12 morti e 8 feriti

Attacco armato contro la redazione parigina di Charlie Hebdo. Tre uomini incappucciati sono penetrati nella sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio e per le vignette anti-Islam, aprendo il fuoco con kalashnikov e urlando "Vendicheremo il profeta". Sul posto è giunta la polizia. Secondo la procura ci sono 12 morti, tra cui due poliziotti, e otto feriti. Tra le vittime anche il direttore e vignettista Charb.


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venerdì 24 ottobre 2014

New York, due agenti feriti a colpi di accetta Aggressore vicino all’estremismo islamico

Ucciso Zale Thompson, 32 anni: l’uomo ha preso di mira il gruppo di 4 poliziotti che camminava nel Queens. Aveva precedenti penali ed era stato cacciato dalla Marina

New York, due agenti feriti a colpi di accetta Aggressore vicino all’estremismo islamico
L’aggressore in un video diffuso dalla polizia
Torna la paura del terrorismo a New York. Due poliziotti sono stati feriti a colpi di accetta, uno in modo grave, in un attacco avvenuto in pieno giorno nella periferia del Queens. L’aggressore, identificato con il nome di Zale Thompson, 32 anni, è stato ucciso da altri due poliziotti. 
La polizia, che in un primo momento era stata cauta sull’ipotesi fondamentalismo, ha confermato che l’uomo «era vicino all’estremismo islamico». Thompson aveva pubblicato su Youtube e Facebook dichiarazioni che mostravano «un’inclinazione al razzismo e tendenze estremiste».  
 «La vicenda non è considerata al momento un atto terroristico, in quanto siamo ancora nella fase iniziale delle indagini», si legge in un comunicato dell’Fbi. Tuttavia, la stessa intelligence ha sottolineato che l’incidente «ha reso necessario aumentare il livello di guardia» tra le forze dell’ordine e nel governo «contro attacchi casuali», soprattutto dopo l’attentato al Parlamento di Ottawa, dove un uomo ha aperto il fuoco uccidendo un soldato. In base a una prima ricostruzione, grazie anche a un video ricavato dalla scena del crimine, l’aggressore di New York aveva preso di mira il gruppo di 4 poliziotti mentre camminavano su Giamaica Avenue, nel Queens, e li stava seguendo nascondendosi dietro la pensilina di un autobus. Quando un fotografo freelance li ha fermati per scattare una foto, Thompson si è lanciato verso di loro e li ha colpiti con l’accetta. Uno dei poliziotti, Kenneth Healey, una recluta di 25 anni, è stato ferito alla testa ed è ricoverato in condizioni gravi, ma stabili; l’altro collega al braccio. Gli altri due poliziotti hanno aperto il fuoco contro l’aggressore, uccidendolo, ma uno dei proiettili ha colpito alla schiena una giovane di 29 anni che è stata ricoverata in ospedale e sottoposta a un intervento. Le sue condizioni sono stazionarie, ma non è ancora fuori pericolo. «Non abbiamo ancora un movente per l’attacco», ha detto il commissioner della Polizia di New York, Bill Bratton. Sembra però che i detective abbiano controllato il profilo Facebook dell’aggressore, dove compare una foto di un combattente islamico. Dalle conversazioni, inoltre, è emerso che chiacchierava in generale di terrorismo con un amico. Thompson aveva anche un precedente penale in California ed era stato cacciato dalla Marina. A seguito dell’incidente, è stato diramato un allarme a tutti i poliziotti di «mantenere un alto stato di allerta». «Per favore, avvertite il vostro staff di rimanere vigili in ogni momento», si legge nel messaggio inviato al dipartimento di Polizia di New York.  

Fonte: lastampa.it


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