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lunedì 16 novembre 2015

Parigi, identificati un altro terrorista. Ancora caccia all'uomo in fuga

Errore della polizia francese con il fuggitivo: gli agenti hanno fermato il terrorista ma lo hanno lasciato andare. Intanto continua il cordoglio per la morte della 28enne italiana Valeria Solesin.

Parigi, identificati un altro terrorista.  Ancora caccia all'uomo in fuga

Continuano le indagini sugli attentati di Parigi: la polizia francese avrebbe identificato un altro terrorista: sarebbe un 28enne residente con la famiglia a Seine-Saint-Denis, nella banlieue della capitale francese. Intanto prosegue la caccia all'unico terrorista che non si è rivelato un kamikaze: Abdeslam Salah, 26 anni, francese residente in Belgio, è in fuga e da domenica sera è il ricercato numero 1 dalle polizie di tutta Europa.

I terroristi identificati- Il puzzle dell'azione terroristica di venerdì comincia a prendere così forma: del primo gruppo di kamikaze, quello del Bataclan, si conosce da sabato il nome di Ismael Omar Mostefai, francese, 29 anni, un soggiorno in Turchia nel 2013. E lunedì il procuratore di Parigi ha identificato come parte del commando anche il 28enne Samy Amimour. L'uomo era già conosciuto alla polizia: era infatti oggetto di un mandato di arresto internazionale per violazione della libertà vigilata ed era indagato per una vicenda legata al terrorismo.

Del secondo commando, i tre kamikaze dello Stade de France, si conoscono Bilal Hadfi (viveva in Belgio e aveva combattuto in Siria con l'Isis) e Ahmad al Mohammad: per la procura di Parigi l'uomo era entrato come rifugiato in Europa attraverso Grecia. C'è "concordanza", spiegano gli inquirenti, tra le sue impronte digitali e quelle rilevate durante un controllo in Grecia in ottobre. Non è invece confermata l'autenticità del passaporto siriano con cui è stato ritrovato. 

Del terzo gruppo facevano parte il super ricercato Abdeslam Salah, il fratello Brahim morto suicida al ristorante, e forse un terzo uomo.

La caccia a Saleh, il terrorista in fuga -"Individuo pericoloso", si legge nell'avviso di ricerca di Abdeslam Salah, diffuso dalla polizia francese assieme alla foto. In un primo momento si pensava che l'uomo fosse fuggito in Belgio, ma sembra che l'ipotesi sia caduta. Non si esclude infatti che il jihadista si sia diretto verso un altro dei Paesi confinanti per trovare rifugio. E tra i Paesi confinanti "segnalati" ci sono Italia, Spagna e Germania.

Molenbeek, il quartiere belga cuore del terrorismo europeo - Il Belgio comunque si conferma base di partenza e di rifornimento per il terrore che opera in Francia. A Molenbeek, da dove Salah è partito per andare a colpire Parigi, si era procurato le armi anche Amedy Coulibaly, killer del supermercato kosher di gennaio. I ministeri dell'Interno francese e belga hanno deciso di lavorare in modo congiunto, anche se i primi risultati non sono stati spettacolari. 

Un errore ha permesso a Salah di fuggire - In particolare, colpisce il fatto che alle 8 del mattino di sabato, pur fermato dalla polizia stradale a Cambrai, in prossimità del confine belga, per un controllo insieme con il fratello e un altro uomo, Salah non sia stato trattenuto per un clamoroso errore nonostante l'uomo risultasse da ore come colui che aveva noleggiato la Polo nera dalla quale erano sbarcati i tre kamikaze che hanno puntato i kalashnikov contro il pubblico inerme di giovani che ascoltavano un concerto rock al Bataclan.

Raggiunta più tardi, nella Golf passata tranquillamente al confine belga, c'erano ormai soltanto il fratello di Abdeslam e l'altro uomo. Il ricercato era svanito nel nulla. 

Il percorso del commando della Seat nera - Abdeslam Salah aveva guidato la Seat nera dalla quale erano scesi i killer col kalashnikov a seminare vittime fra i ristoranti dell'est di Parigi, poi aveva depositato il fratello Brahim nel caffé di boulevard Voltaire dove, seduto al tavolo, si è fatto esplodere azionando la cintura da kamikaze. Poi aveva parcheggiato l'auto in banlieue, a Montreuil, dove il veicolo è stato ritrovato questa mattina con tre kalashnikov all'interno. In seguito era stato raggiunto dal fratello accompagnato da un'altra persona, partiti alle 3 del mattino da Bruxelles con una Golf. 

La polizia francese intanto continua a interrogare le sette persone della famiglia di Moustefai per cercare ogni indizio utile e ormai ha in mano diversi elementi per risalire a complicità e appoggi logistici.

lunedì 13 luglio 2015

Caserta, lite per un posteggio: 4 morti. Sterminata famiglia,fermato poliziotto

Orrore a Trentola Ducenta: i cadaveri di quattro persone (tra cui un padre, una madre e il figlio) sono stati trovati nel loro appartamento. La lite per un posteggio

Caserta, lite per un posteggio: 4 morti Sterminata famiglia,fermato poliziotto

Quattro persone (tra cui un padre, una madre e il figlio) sono state trovate uccise in un'abitazione di Trentola Ducenta (Caserta). Il movente è da ricondurre a una lite per un posteggio auto che andava avanti da molto tempo tra i vicini. I militari hanno fermato un agente di polizia penitenziaria, che si è costituito dopo la strage. "Ho combinato un macello, ho ucciso i miei vicini", ha affermato Luciano Pezzella.

La lite per il posteggio di un furgone - Stando a una prima ricostruzione dei fatti, l'omicida era sceso di casa e ha iniziato a litigare con i vicini, una famiglia che gestisce un'impresa ortofrutticola, per un furgoncino parcheggiato dove secondo lui non doveva stare. E' poi salito nel suo appartamento, ha preso la pistola d'ordinanza, si è recato dai vicini, padre, madre e figlio, e ha fatto fuoco uccidendoli. La fidanzata di quest'ultimo si è salvata perché non era nell'appartamento, ma al piano di sopra del palazzo, al momento della sparatoria. 

La quarta vittima è un cliente - Una volta in strada l'agente penitenziario ha ferito mortalmente un cliente, che era andato a comprare della frutta. L'assassino si è poi costituito nella caserma dei carabinieri di Aversa. Sembra che proprio il parcheggio del furgone fosse una costante causa di litigio tra l'agente penitenziario e le vittime. L'uomo è morto in ospedale per le gravi ferite riportate nella sparatoria.

I nomi delle vittime - Si chiama Luciano Pezzella di 49 anni l'agente di polizia penitenziaria arrestato per la strage di Trentola Ducenta. Le vittime sono invece Michele Verde, la moglie Vincenzina e il figlio Pietro (31 anni). Il quarto è Franco Pinestra che viveva a San Marcellino.


cronache criminali

sabato 20 giugno 2015

Follia a Graz, un uomo si lancia con il Suv contro la folla in centro: 3 morti, 34 feriti

Il conducente è stato fermato dalle forze dell'ordine. Secondo le autorità "era armato di un coltello" e "voleva uccidere"

Follia a Graz, un uomo si lancia con il Suv contro la folla in centro: 3 morti, 34 feriti

Follia in Austria dove un uomo è piombato sulla folla con un Suv nel centro di Graz. Secondo quanto riferito dai media austriaci "ha volontariamente" guidato il mezzo contro i passanti ed era "armato di un coltello", con il quale ha minacciato gli agenti che sono poi riusciti a bloccarlo. Nell'impatto trentaquattro persone sono rimaste ferite mentre tre sono morte. Lo ha confermato il governatore del Land Hermann Schuetzenhoefer.


cronache criminali

giovedì 18 giugno 2015

Strage Charleston, arrestato killer

Rintracciato nella Carolina del Nord

Strage Charleston, arrestato killer

E' stato catturato Dylann Storm Roof, il ventunenne che sarebbe l'autore della strage nella chiesa di Charleston, in Carolina del Sud. A riferirlo è la Cnn, che cita fonti delle forze dell'ordine. Il killer è stato raggiunto dopo una lunga fuga e l'arresto è avvenuto nella Carolina del Nord. Un alto funzionario ha precisato che "attualmente è sotto custodia delle forze di polizia".


cronache criminali

Charleston, sparatoria in una chiesa metodista afroamericana: 9 morti

La polizia è a caccia del sospetto di circa 21 anni: indossa una maglia grigia e blue jeans. Il sindaco ha confermato che le vittime sono nove

Charleston, sparatoria in una chiesa metodista afroamericana: 9 morti

Orrore a Charleston, in Carolina del Sud, dove un uomo ha aperto il fuoco in una chiesa uccidendo nove persone. La polizia ha fatto sapere di essere alla ricerca di un sospetto: un bianco di circa 21 anni che indossa una maglia grigia e blue jeans. Nella sparatoria alla Emmanuel Ame, chiesa metodista episcopale africana, ci sarebbe anche un ferito. Agenti, con giubbotti antiproiettile, stanno setacciando la zona invitando la gente a rimanere in casa.

Tra le vittime anche un senatore - "E' una tragedia incomprensibile", ha detto il sindaco Joe Riley. Tra le nove vittime della sparatoria, avvenuta durante una lettura della Bibbia, c'è anche il pastore della chiesa della strage. Si tratta del reverendo Clementa Pinckney, 42 anni, senatore democratico del Senato della Carolina del Sud. Lo riferisce Nbc News. 

Caccia all'uomo - "Posso assicurare che stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per trovare la persona che ha aperto il fuoco", ha aggiunto il capo della polizia di Charleston, Greg Mullen, secondo il quale si tratta di "un crimine d'odio razziale". In base a quanto emerso finora, ha chiarito, "il killer ha agito da solo". Il ricercato, fa sapere la polizia, è un ragazzo sui 21 anni, biondo, con una maglia grigia e jeans blu.

Scattato anche un falso allarme bomba - Poco dopo la sparatoria, alcune persone hanno riferito del fermo di una persona che corrisponde alla descrizione fatta dalla polizia, e hanno anche diffuso via Twitter le immagini in cui si vede un uomo in manette, ma gli agenti hanno poi fatto sapere che "il sospettato" è ancora ricercato. Allo stesso tempo, si è diffusa anche la notizia di un allarme bomba nei pressi della chiesa, che però non ha poi trovato conferma. 

La Emmanuel African Methodist Episcopal Church è una delle più vaste congregazioni di afroamericani nella regione e una delle più antiche del suo genere nel sud degli Stati Uniti, e per questo è iscritta nel registro nazionale dei luoghi storici. Secondo il Charleston Post e Courier, al momento della sparatoria, dopo le nove di sera, vi era in corso una lettura della Bibbia

La zona di Charleston è stata di recente teatro di forti tensioni razziali dopo che un poliziotto bianco di nome Michael Slager è stato incriminato per sparato a un nero, Walter Scott, uccidendolo e l'intera scena è stata ripresa con un telefonino e postata in internet.  In seguito alla sparatoria, Jeb Bush, candidato alle presidenziali del 2016, ha cancellato una serie di eventi della sua campagna elettorale che aveva in programma proprio a Charleston.


cronache criminali

giovedì 21 maggio 2015

Strage del Bardo, il giorno dell'attentato Touil incontrò terroristi

Il 22enne marocchino avrebbe incontrato i due attentatori uccisi poi dal blitz delle forze speciali e con loro si sarebbe diretto al museo

Strage del Bardo, il giorno dell'attentato Touil incontrò terroristi

Secondo i media tunisini, che riportano indiscrezioni dell'inchiesta sull'attenato al museo del Bardo, il 18 marzo, giorno della strage, Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato mercoledì nel Milanese, avrebbe incontrato in place Pasteur i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo. Proprio con loro si sarebbe poi diretto verso il Bardo.

Sempre secondo indiscrezioni riportate dai media tunisini Touil Abdelmajid avrebbe preso parte alla seconda riunione della cellula terroristica responsabile dell'attacco, avvenuta l'11 marzo, nella quale è stato deciso di incaricare Med Amine Guebli e Elyes Kachroudi di fornire i kalashnikov agli assalitori.


cronache criminali

sabato 16 maggio 2015

Strage di Napoli, il questore: Murolo non è affetto da turbe psichiche

Persona silenziosa e introversa, ma nessuno ha mai ravvisato in lui segni di squilibrio

Strage di Napoli, il questore: Murolo  non è affetto da turbe psichiche

Un infermiere appassionato di armi e di caccia. Freddo, silenzioso, introverso. E' il profilo che emerge di Giulio Murolo, 45 anni, celibe, incensurato, autore della strage alla periferia di Napoli, con quattro morti e sei feriti. Secondo il questore di Napoli, non soffrirebbe di disturbi psichici. In casa deteneva fucili da caccia ed altre armi, tutte regolarmente denunciate.

La personalità dell'infermiere, che lavora nel reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Cardarelli è ancora da decifrare. "Mai ricevute segnalazioni negative sul suo conto - ha detto il direttore sanitario dell'ospedale Franco Paradiso - non lo conoscevo bene". 

"Si è chiuso nel silenzio - ha raccontato ieri in conferenza stampa il questore di Napoli Guido Marino - durante le telefonate con l'operatore del 113 è apparso naturalmente in stato di eccitazione, ma non di alterazione psichica". Almeno 16 i colpi di fucile esplosi da Murolo, tanti i bossoli ritrovati dalla polizia, ma la ricostruzione della Scientifica, definita "molto complessa" è ancora in corso. I colleghi di lavoro lo definiscono come persona silenziosa e introversa, ma nessuno ha mai ravvisato in lui segni di squilibrio. Freddo, semmai, così come si è manifestato agli uomini in divisa ai quali si è arreso, senza opporre resistenza e senza dire una parola dopo i 40 minuti trascorsi al telefono con un operatore del 113 che lo ha indotto ad arrendersi.


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venerdì 15 maggio 2015

Napoli, si barrica in casa e spara alla folla: 4 morti e 5 feriti

L'episodio nel popoloso quartiere di Secondigliano. Colpita per prima la moglie dell'assalitore. L'uomo si è poi arreso alla polizia. Raptus scatenato da un filo per stendere

Napoli, si barrica in casa e spara alla folla: 4 morti e 5 feriti

Pomeriggio di terrore a Secondigliano, popoloso quartiere nord di Napoli. Un uomo ha sparato ai familiari e poi si è barricato in casa e ha iniziato a colpire le persone dalla finestra con un fucile a pompa. Il bilancio parla di 4 morti e 5 feriti (tra cui la moglie, un poliziotto e un carabiniere). L'uomo si era barricato in casa ma poi si è arreso. Tra le vittime il fratello e la cognata dell'aggressore, un vigile urbano e un passante.

L'uomo che si era barricato in casa sparando, il 48enne Giulio Murolo, è stato poi bloccato e portato via dopo un blitz compiuto dalle forze dell'ordine. Nell'appartamento hanno fatto irruzione polizia e carabinieri e non sarebbero stati esplosi colpi di arma da fuoco.

Strage causata da un filo per stendere - Le vittime sono la cognata di Giulio Murolo, il fratello, un passante in scooter e un capitano della polizia municipale, Francesco Bruner, colpito mentre soccorreva un collega ferito. I feriti sono due poliziotti, un agente della Municipale, un carabiniere (ferito a una mano, in modo leggero) e un civile, tutti in ospedale. Ancora da ricostruire la dinamica. All'origine della sparatoria vi sarebbe stato un futile motivo, ossia una lite per un filo steso per il bucato, innestato su vecchi dissapori per questioni di interesse tra Murolo e il fratello. Proprio il congiunto ha tentato di fermarlo, gridandogli di fermarsi, ma Murolo in tutta risposta l'ha ucciso con un colpo di pistola.

De Magistris annulla inaugurazione con Renzi - La cerimonia d'inaugurazione della stazione metropolitana di Napoli, in programma per sabato alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, è stata annullata. Lo annuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Proclamato il lutto cittadino - De Magistris ha proclamato il lutto cittadino fino al giorno dei funerali delle vittime. "Siamo sconvolti, è una tragedia enorme - ha detto il primo cittadino -. È una tragedia che colpisce direttamente la città e il Comune. Esprimo vicinanza e solidarietà massima alle vittime e a chi opera ogni giorno per strada e oggi è intervenuto per salvare vite umane".

Un testimone: "Spari per un'ora e mezza" - Murolo ha sparato prima con una pistola, poi con il fucile, circa un'ora e mezza, secondo quanto ha raccontato un testimone. Gli abitanti della zona hanno spiegato di aver pensato, inizialmente, che si trattasse delle riprese di una fiction, perché giovedì a poche decine di metri dal luogo della sparatoria è stato girato un episodio di Gomorra". Poi, però, quando i feriti hanno iniziato a cadere sulla strada, tutto è stato chiaro.


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giovedì 19 marzo 2015

Usa, uccisi tre bimbi birmani

Polizia ha arrestato killer 18enne

Usa, uccisi tre bimbi birmani

Orrore a New Bern, una cittadina della Carolina del Nord, dove tre bambini birmani di uno, cinque e dodici anni sono stati pugnalati a morte in un'abitazione, in cui altre due persone sono rimaste ferite. La polizia ha arrestato una 18enne, che conosceva le sue vittime ma non era imparentata con loro. Al momento non ci sono indicazioni sul possibile movente.


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venerdì 27 febbraio 2015

Nuovo orrore Isis: gay lapidati

Siria,immagini shock diffuse su Twitter

Nuovo orrore Isis: gay lapidati

Nuovo orrore da parte dell'Isis. I miliziani dello Stato islamico hanno pubblicato su Twitter alcune foto che ritraggono il supplizio inflitto ad alcune persone indicate come omosessuali a Raqqa in Siria. Lo riferisce Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio del jihadismo sul web. Nelle foto si vedono alcuni individui lanciati dal tetto di un palazzo e poi lapidati dalla folla.


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mercoledì 25 febbraio 2015

Repubblica Ceca, uccide otto persone in un ristorante poi si toglie la vita

Terrore nel centro di Uhersky Brod. Poco prima l'uomo aveva chiamato un'emittente televisiva: "Sono vittima di bullismo, vado a regolare i conti"

Repubblica Ceca, strage al pub:spari ai clienti, 9 morti Foto

Terrore in un ristorante nel centro di Uhersky Brod, nell'est della Repubblica Ceca, dove un uomo armato ha fatto fuoco contro i presenti. Otto persone sono morte mentre l'aggressore si è tolto la vita. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno di Praga. Una donna, inoltre, è stata trasportata in ospedale in gravi condizioni. Il killer, poco prima, aveva annunciato la strage telefonando a un'emittente televisiva.

La telefonata: "Vittima di bullismo, ora regolo i conti" - Secondo la tv privata Prima, l'autore della strage aveva annunciato l'intenzione di commettere il suo folle gesto. "Sono vittima di bullismo, la gente mi fa male, le autorità non risolvono niente. Quindi vado a regolare i conti", aveva detto al telefono. 

A confermare il bilancio della strage è stato il ministro dell'Interno, Milan Chovanec. 

Sindaco: "Killer aveva problemi psichici" - Soffriva di disturbi psichici l'uomo, di 60 anni, che ha compiuto la strage prima di togliersi la vita. Lo sostiene il sindaco della cittadina ceca, Patrik Kuncar.


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martedì 20 gennaio 2015

Caselle, ergastolo al killer della famiglia Allione

Condannato Giorgio Palmieri: un anno fa uccise tre persone

Caselle, ergastolo al killer della famiglia Allione

Giorgio Palmieri, 57 anni, pregiudicato, di Torino, responsabile del triplice omicidio consumato a Caselle Torinese il 3 gennaio dell'anno scorso, è stato condannato questa mattina dal tribunale di Torino all'ergastolo. Rinviata a giudizio, con prima udienza il 16 giugno, l’ex compagna Dorotea De Pippo.
 
L'uomo, convivente dell'ex domestica di casa Allione, è accusato di aver assassinato Claudio Allione, 66 anni, la moglie Maria Angela Greggio, di 65, e la mamma di lei, Emilia Campo Dall’Orto, di 93 anni. Il killer si sarebbe presentato davanti alla villetta la mattina del 3 gennaio. Una discussione legata all’allontanamento della domestica sarebbe degenerata nel triplice omicidio. Lui stesso, davanti ai carabinieri, aveva poi confessato di aver ucciso la famiglia Allione per un debito di 500 euro. 
 
Dalla ricostruzione degli investigatori, Palmieri era entrato nella villetta della famiglia Allione la sera del 3 gennaio, per spiegare loro perché non riusciva a restituire quel prestito di 500 euro. L’uomo ha bevuto un caffè in cucina poi è scattato il raptus omicida. I militari dell'Arma lo hanno arrestato a casa di un amico. Determinante il ritrovamento della tazzina utilizzata dal 57enne prima della strage.


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lunedì 12 gennaio 2015

Nigeria, due bambine kamikaze in attentato mercato

Ennesimo orrore in Nigeria. Imbottite di esplosivo: 7 morti. Una di 10 l’altra di 15 anni, sono morte in un mercato di Potiskum

Nigeria, due bambine kamikaze in attentato mercato

È di almeno sette morti e 48 feriti il primo bilancio provvisorio dell’attentato suicida che ha visto nuovamente protagoniste - probabilmente involontarie - altre due bimbe kamikaze, una di 10 e l’altra di 15 anni. Le giovani si sono state fatte saltare in aria in un mercato dove si vendono telefonini a Potiskum, nello stato nord-est di Yobe. 

Secondo un testimone, Sani Abdu Potiskum, le attentatrici dimostravano non più di 10 anni, come l’altra coetanea che ieri ha causato la morte di 20 persone a Maiduguri, capitale dello Stato di Borno. Anche Potiskum era stata colpita da un attentato sempre ieri.

Intanto, l'esercito nigeriano ha sollecitato la cooperazione internazionale contro Boko Haram, dopo il sanguinoso attacco messo a segno dai jihadisti nella città di Baqa e nelle località circostanti, nel nord-est del paese, che avrebbe causato centinaia di morti. Il bilancio delle vittime non è ancora stato accertato, ma secondo alcune fonti i morti potrebbero essere 2.000.
"L'attacco di questi cani e quanto hanno compiuto dal 3 gennaio 2015 dovrebbe convincere tutte le persone ben intenzionate del mondo che Boko Haram rappresenta il male che dobbiamo eliminare tutti insieme, piuttosto che criticare quanti cercano di combatterli", ha detto oggi il portavoce del ministero della Difesa, Chris Olukolade.
"L'esercito nigeriano non ha abbandonato Baqa e le altre località oggi controllate dai terroristi", ha aggiunto, riferendo di "piani appropriati, uomini e risorse mobilitati per affrontare la situazione".
Uno dei sopravvissuti alla strage ha raccontato ai media nigeriani: "Abbiamo corso per giorni e visto cadaveri, specialmente sulle isole del lago Ciad: sono stati sterminati come insetti. Il massacro (di domenica scorsa, ndr) è andato avanti per giorni, i miliziani sono in agguato lungo le acque e, quando vedono passare una barca di quelli che fuggono, aprono il fuoco". Altri sopravvissuti parlano di decine di cadaveri "ovunque".
Nell'ottobre scorso, le autorità nigeriane avevano annunciato il raggiungimento di un'intesa per un cessate il fuoco con Boko Haram, anche in vista del rilascio delle oltre 200 studentesse rapite a Chibok, nel Borno, lo scorso aprile, e per un regolare svolgimento delle prossime elezioni presidenziali e legislative, programmate per febbraio. Tregua poi  smentita dal sedicente leader del movimento, Abubakar Shekau. Da allora, le violenze sono continuate senza interruzioni di sorta.

Fonte: tg3.rai.it

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