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venerdì 14 luglio 2017

Palermo, arrestato ex catechista per abusi sessuali su minore

Lʼuomo offriva ripetizioni scolastiche gratuite per adescare i ragazzini. Filmava i rapporti con il cellulare



Un 44enne di Termini Imerese, in provincia di Palermo, è stato arrestato con l'accusa di adescamento e violenza sessuale nei confronti di un minore, detenzione e produzione di materiale pedopornografico. Le indagini hanno portato alla luce la tragica vicenda: l'uomo abusava sessualmente dei ragazzini e filmava i rapporti con il cellulare nell'abitazione dove offriva ripetizioni scolastiche gratuite. Ora si trova nel carcere di Pagliarelli.
L'uomo, già pregiudicato per reati in materia di pedopornografia, è contitolare di una cartolibreria e da anni impegnato nel sociale, come volontario di associazioni onlus. Inoltre, per un lungo periodo di tempo ha fatto anche il catechista e l'organizzatore di attività ludico-ricreative per minori nella chiesa Madre di Termini Imerese.


cronache criminali

lunedì 28 settembre 2015

Parma, percosse a bimbi di tre anni: maestra d'asilo nido ai domiciliari

La 55enne era solita insultare, schiaffeggiare e dare calci ai piccoli

Parma, percosse a bimbi di tre anni: maestra d'asilo nido ai domiciliari

Un'educatrice di 55 anni è stata arrestata e posta ai domiciliari con l'accusa di maltrattamenti verso i bambini di un asilo nido di Collecchio, in provincia di Parma. Secondo gli inquirenti, la donna era solita insultare, schiaffeggiare e dare calci ai piccoli, tutti di età inferiore ai tre anni. Le indagini, iniziate a maggio a seguito a una denuncia, hanno permesso di documentare ingiurie e percosse.

Il Gip, su richiesta della procura di Parma dopo un'inchiesta dei carabinieri di Sala Baganza, ha portato i militari della compagnia di Salsomaggiore Terme a eseguire l'ordinanza di custodia cautelare della donna.


cronache criminali

martedì 30 giugno 2015

Abusi su minore, condannato Sereni: Sconvolto, miei figli sanno la verità

Tre anni e sei mesi all'ex portiere di Lazio, Samp e Torino, che era stato accusato dall'ex moglie ed è stato giudicato con rito abbreviato

Abusi su minore, condannato Sereni"Sconvolto, miei figli sanno la verità"

Matteo Sereni, ex portiere di Lazio, Sampdoria e Torino è stato condannato con rito abbreviato a 3 anni e 6 mesi di reclusione e alla perdita della patria potestà. L'ex moglie di Sereni, Silvia Cantoro, lo aveva accusato di abusi su minori che sarebbero stati commessi in una villa in Costa Smeralda nell'estate del 2009.

"Sono sconvolto, ho perso ogni fiducia nella giustizia commenta Sereni, per voce dei suoi legali, poco dopo la sentenza di condanna per violenza su minore pronunciata del gup Marco Contu -. L'unica cosa che mi mantiene vivo è sapere che i miei figli conoscono la verità". 

La difesa: faremo appello - "Si tratta di una sentenza gravemente ingiusta che ci ha molto sorpreso e che certamente appelleremo. La condanna riguarda un processo nel quale la denuncia proviene dalla ex moglie di Matteo Sereni nel corso di una asperrima separazione coniugale ed in cui persino la bambina, più volte registrata dalla madre, ha successivamente ammesso che le accuse al padre non erano vere", spiegano gli avvocati Michele Galasso, Giacomo Francini e Giampaolo Murrighile. 

Di altro avviso i legali di Silvia Cantoro, ex moglie e procuratrice legale del calciatore. "In rappresentanza dei minori ribadiscono che la giustizia fatta con la sentenza non potrà mai ripagare i minori degli eventuali danni psicologici subiti per le condotte delittuose accertate", commenta Daniele Galloppa.


cronache criminali

mercoledì 24 giugno 2015

Abusi su bimbi, 14 anni a pediatra

Milano, una vittima aveva solo 2 anni

Abusi su bimbi, 14 anni a pediatra

E' stato condannato a 14 anni di carcere un pediatra che lavorava a Milano per aver abusato di 11 bambini tra il 2003 e il 2014. Lo ha deciso il gup Giuseppe Gennari nel processo con rito abbreviato scaturito dall'inchiesta coordinata dal pm Cristian Barilli. Le vittime avevano tutte meno di 14 anni, una aveva appena 2 anni. Dalle indagini era emerso che il pediatra spesso filmava le violenze.


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venerdì 19 giugno 2015

Sud Sudan, escalation di violenza sui bambini: evirati e lasciati morire

Notizie indicibili sulla situazione del giovane stato africano. Abbiamo intervistato il portavoce di Unicef in Italia Andrea Iacomini: "I bambini sono diventati strumento di guerra. Non sappiamo più a chi rivolgerci"

Sud Sudan, escalation di violenza sui bambini: evirati e lasciati morire

"Le violenze sui bambini in Sud Sudan hanno raggiunto un nuovo livello di brutalità". Nel solo Stato di Unity in tre settimane a maggio sono stati uccisi 129 piccoli. La denuncia è del direttore generale dell'Unicef, Anthony Lake, che rende noti dettagli raccapriccianti: bambini evirati che muoiono dissanguati, bambine di 8 anni violentate e uccise. "L'inasprimento di queste aggressioni è indicibile - dice Lake -, ma dobbiamo parlarne". Il portavoce di Unicef Italia: "Le Nazioni Unite si siedano ad un tavolo, la situazione non può continuare"

Prendersela con i bambini come ultimo livello di violenza possibile per dissuadere l'avversario: un escalation a cui in Sud Sudan si è arrivati in appena tre anni di guerra. Terribili le dichiarazioni di un assalitore riportate dal rappresentante Unicef in loco, Jonathan Veich:"Dicono che l'uccisione dei figli degli avversari va fatta subito, per evitare che crescano e possano vendicarsi".
 
Ma perché? Questa è la prima domanda che poniamo al portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, ed è la prima domanda che chiunque legga i report delle organizzazioni internazionali che si occupano di infanzia non può evitare di farsi.
 
Perché proprio i bambini? I minori sono diventati l'obiettivo della guerra, il modo in cui le due fazioni in campo si intimoriscono a vicenda scambiandosi messaggi in codice per dimostrare a che livello di violenza sono in grado di arrivare".
 
Quali sono le fazioni in campo e perché si combattono così? 
Molto difficile semplificare la situzione. Il Sudan del Sud è uno stato giovane, esiste appena dal 2011 ed ha avuto fino ad ora un governo stabile. Dopo la separazione dal Sudan nel 2005 - una guerra civile atroce con milioni fra morti e sfollati - ormai da tre anni imperversa la guerra civile. Un conflitto etnico che ha già fatto 50mila morti e che coinvolge due fazioni: i Dinka, filogovernativi e appoggiati dal presidente Kiir e i ribelli fedeli all'ex vicepresidente Machar e da lui assoldati. I primi sono a maggioranza musulmani, gli altri a maggioranza cristiani, ma è impossibile tracciare dei confini etnici e religiosi ben definiti. 
 
Ci sono interessi economici in ballo? Il sud dello Stato è ricco di petrolio, ma le infrastrutture per lo sfruttamento della risorsa sono a nord: questo è il motivo di divisione al centro del conflitto.  Il Sud Sudan è uno stato potenzialmente molto ricco, per cui è possibile immaginare uno sviluppo e una prospettiva. Ma questa guerra terribile deve finire al più presto.
 
Come porre fine al conflitto e qual è il vostro ruolo lì? 
E' assolutamente urgente che le Nazioni Unite si siedano ad un tavolo e si confrontino sulla questione. Ma non dimentichiamoci che l'Onu è formato da Stati, che devono cominciare a dare attenzione al problema e impegnarsi per risolverlo. Al momento nella regione non ci sono stati interventi di tipo militare, ma solo quelli di organizzazioni umanitarie. Noi cerchiamo di dialogare con tutte le parti in causa per convincerle a isolare il più possibile i bambini dal conflitto, anche perché su di loro le conseguenze, anche psicologiche sono - come potete immaginare - devastanti. Sarebbe importante che un segnale venisse dalla stessa Africa, per esempio a partire dagli Stati aderenti all'Unione Africana.
 
Qual è il futuro per i bambini, in una situazione di fame, guerra e assenza di struttureSe la guerra finirà questi ragazzi potranno crescere in questo Paese, ma al momento la situazione è gravissima: 7 su 10 non vanno a scuola. Dobbiamo far capire loro che devono frequentare la scuola, acquisire consapevolezza, capire che la guerra è una cosa sbagliata. Alcuni sono cresciuti facendo i portantini, i cuochi, i messaggeri per i miliziani, quando non sono stati reclutati nel ruolo di bambini soldato, come capita già ad almeno 12mila di loro.
 
Ci sono profughi e sfollati?
Non abbiamo numeri precisi ma ce ne sono molti. Il grosso problema di questo piccolo paese - che fa 12 milioni di abitanti - sono i suoi confini: a nord il Sudan, da cui si è appena staccato in modo violento; a ovest la Repubblica Centrafricana, dove è appena finita una guerra civile e dove i bambini venivano trovati morti sui letti dei fiumi. Poi Uganda, Congo ed Etiopia. Confini estremamente caldi di paesi dove la situazione non è affatto stabile. I profughi spesso non sanno dove andare.


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mercoledì 27 maggio 2015

Pedofilia, quattro arresti tra Lazio e Liguria: preso anche un prete

Il sacerdote, 49 anni, è accusato di cessione aggravata di materiale pedopornografico. Coinvolti anche due disoccupati e un operaio

Pedofilia, quattro arresti tra Lazio e Liguria: preso anche un prete

Nel corso di un'operazione contro la pedofilia coordinata dalla Procura di Milano, la polizia ha arrestato 4 persone tra cui un sacerdote. Il religioso è finito in manette ad Alassio, in provincia di Savona: è un 49enne accusato di cessione aggravata di materiale pedopornografico. Gli altri tre arrestati (due disoccupati di 58 e 51 anni, e un operaio, 51) sono stati bloccati a Bordighera (Imperia), Lariano (Roma) e Roma.

L'accusa contestata al sacerdote, la "cessione aggravata di materiale pedopornografico", prevede l'aver trattato materiale con "minori di anni 16" e in "numero maggiore di tre". 

Il gip di Milano che sta coordinando l'operazione ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una trentina di persone in tutto: presunti pedofili accusati di essere dediti all'acquisizione o al traffico di materiale video via Web.


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giovedì 21 maggio 2015

Stupra figlia: condannato a morte

Kabul, violenze su ragazza per 12 anni

Stupra figlia: condannato a morte

Un afghano è stato condannato a morte da un tribunale di primo grado di Kabul perché riconosciuto colpevole di aver violentato sua figlia per anni. Lo ha reso noto oggi il portale di notizie Khaama Press. Abdul Halim per 12 anni ha violentato sua figlia Khatera, che oggi ha 23 anni, causando due gravidanze che hanno portato alla nascita di una bambina che oggi ha quattro anni e un maschietto appena nato.


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mercoledì 20 maggio 2015

Pedofilia, prete fermato a Brindisi: abusò di minori

Smascherato dalle Iene. Alcuni casi al vaglio degli inquirenti

Pedofilia, prete fermato a Brindisi: abusò di minori

I carabinieri hanno messo agli arresti domiciliari un sacerdote, don Giampiero Peschiulli, 73 anni, ex parroco a Brindisi, accusato di violenza sessuale anche su minori di 14 anni. Il prete era stato a lungo parroco della chiesa di Santa Lucia. Aveva lasciato l'incarico dopo che i presunti abusi erano stati denunciati in un servizio del programma Le Iene, il 29 ottobre, e la procura aveva avviato l'indagine.

Almeno due gli episodi emersi dalle indagini eseguite dal Reparto operativo. Vi sarebbero però anche altri episodi per cui non è stato possibile procedere. Il provvedimento restrittivo è stato richiesto dal pm Giuseppe De Nozza e disposto dal gip Tea Verderosa.

Le esigenze cautelari si fondano sul pericolo di reiterazione del reato ipotizzato a suo carico. Nel novembre scorso, dopo il sequestro dei pc del sacerdote, erano apparse scritte minatorie sui muri nei pressi della chiesa in cui per anni Peschiulli aveva prestato la sua opera.


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sabato 16 maggio 2015

Bimbi maltrattati in classe, maestra arrestata a Buccinasco

Botte e vessazioni riprese dalle telecamere dopo la denuncia di alcuni genitori. E' successo nel Milanese. Una maestra 60enne arrestata, indagata una collega perché ha taciuto pur sapendo dei maltrattamenti

Bimbi maltrattati in classe, maestra arrestata a Buccinasco

Alcuni cominciavano a fare la pipì addosso, altri si coprivano gli occhi se qualcuno alzava la voce, un bimbo aveva smesso di parlare. Sono le conseguenze dei maltrattamenti subiti nella loroscuola materna di Buccinasco (Milano) da una maestra 60enne arrestata dagli agenti. Indagata anche una collega di circa 50 anni perché, pur sapendo delle violenze, non ha mai riferito nulla alle forze dell'ordine. La denuncia partita dai genitori.

La segnalazione è arrivata il 18 febbraio grazie a tre madri preoccupate per lo strano cambio di comportamento dei proprio bambini. "Mio figlio era terrorizzato - ha raccontato una delle donne che per prime hanno dato l'allarme - Da alcuni mesi dava segni di insofferenza davanti alla scuola, ma ho avuto la conferma che qualcosa non andava quando una volta l'ho sgridato alzando leggermente la voce. A quel punto è scoppiato in un pianto disperato e mi ha detto: 'Io non sono monello... poi tu mi picchi come fa la maestra'. Gli ho chiesto spiegazioni e lui mi ha descritto gli schiaffi col rovescio della mano che la maestra dava a lui e ad altri bambini sul sedere e sulla bocca".

Violenze che, purtroppo, sono state confermate anche da altri bambini. La conferma è arrivata quando gli investigatori hanno guardato le immagini riprese dalle telecamere nascoste installate nell'istituto. "Mi hanno solo detto che quella maestra è una pazza squilibrata che ha fatto tante cose brutte".

Molti gli episodi violenti raccolti nei mesi. "A gennaio ha fatto uscire i bambini con meno quattro gradi affinché si schiarissero le idee. Una volta invece sono andata a prendere mio figlio in anticipo e l'ho trovato in un angolo in lacrime. Lei gli stava dicendo con voce bassa "adesso smettila, devi stare zitto, sennò quella bocca te la chiudo io per sempre". In quell'occasione la donna è intervenuta sgridando a sua volta la maestra che le ha chiesto scusa e si è giustificata dicendo: "A volte ho dei modi che non sono consoni a bambini così piccoli ma i bambini sono veramente discoli. Suo figlio non sta alle regole del gruppo". 

Lo stesso bambino che ha raccontato alla madre che un compagno che aveva fatto la pipi' addosso è stato costretto a salire in piedi su una sedia mentre gli altri bambini lo deridevano. Settimane dopo aver denunciato, invece, la donna ha sentito la maestra minacciare i bambini con questa frase: "Adesso se non fate i bravi vi faccio venire a prendere da quell'uomo brutto che conosco solo io che porta via i bambini monelli e non li riporta più dai genitori".


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venerdì 15 maggio 2015

Abusa della figlia di sei anni della coppia che lo ospita: profugo arrestato

Bologna, il 25enne, senegalese come la vittima, è accusato di violenza sessuale su minore. E' in Italia dal 2011

Abusa della figlia di sei anni della coppia che lo ospita: profugo arrestato

Un 25enne senegalese, in Italia dal 2011 con lo status di profugo, è finito in manette con l'accusa di violenza sessuale sulla figlia di 6 anni della coppia di suoi connazionali che lo ospitava in una casa vicino a Bologna. L'arresto, eseguito dai carabinieri di Borgo Panigale, ha salvato il giovane dal linciaggio dei familiari della bimba.

Era la seconda volta che il 25enne, domiciliato a Ravenna ma senza un posto dove stare, veniva ospitato dalla famiglia da anni residente nel nostro Paese. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, era arrivato nella serata di sabato per trascorrere un periodo da loro: domenica, rientrando a casa dopo una breve assenza, i genitori lo avrebbero trovato insieme alla figlia in camera da letto. 

Poco dopo la bimba avrebbe lamentato dolori che hanno insospettito la madre. Portata all'ospedale Sant'Orsola per una visita, i medici avrebbero riscontrato segni di violenza. Da qui la decisione di allertare i carabinieri, che hanno arrestato il 25enne.


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venerdì 17 aprile 2015

Orrore a Calais: violenta e uccide bimba di 9 anni davanti alla madre

Orrore a Calais: violenta e uccide bimba di 9 anni davanti alla madre

Boulogne-sur-Mer, 16 apr. - Ha confessato il polacco di 38 anni accusato di aver rapito, violentato e ucciso una bimba di 9 anni nel nord della Francia. Lo sostiene il procuratore di Boulogne-sur-Mer Jean-Pierre Valensi. "Ha immediatamente riconosciuto il suo coinvolgimento nella morte della piccola", ha detto senza comunicando il nome dell'assassino. Anche altre fonti vicine all'indagine confermano che il polacco, interrogato per tutta la notte, ha confessato "sia lo stupro che l'omicidio". Per l'accusa, l'uomo era stato condannato due volte in Francia, nel 2004 (quattro anni di carcere) e nel 2010 (sei anni) per estorsione violenta, furto aggravato e sequestro o tentativo di sequestro di persona. Il 27 marzo del 2014 "era stato consegnato alle autorita' polacche che avevano emesso un mandato di arresto europeo per reati di furto con scasso commessi nel 2000 a Varsavia", ha aggiunto il procuratore Valensi che ha sottolineato che all'uomo non gli era stato vietato di entrare in Francia, come invece precedentemente aveva sostenuto il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. L'uomo ha raccontato agli inquirenti che era arrivato a Calais in Francia, la mattina di mercoledi' senza passaporto con l'obiettivo di attraversare la Manica e raggiungere sua sorella a Southampton, in Inghilterra. Quando si e' fermato per prendere una birra, la piccola Chloe' le si e' avvicinata e, giocando, lo ha spruzzato con una pistola ad acqua. Tutto poi si e' svolto velocemente: la decisione dell'imputato di prendere la piccola, farla salire con forza nella sua auto e dirigersi verso un bosco li' vicino, dove si e' consumata la tragedia. La piccola Chloe' era stata rapita nel pomeriggio di mercoledi' mentre giocava nel giardino di casa con una amichetta. Testimoni avevano riferito di un'auto rossa che si era allontanata con la bimba a bordo. Il suo corpo, nudo, e' stato ritrovato in un bosco vicino alla sua abitazione. Li' vicino era presente la macchina rossa, immatricolata in Polonia. La piccola era stata violentata e poi strangolata. A Calais, le bandiere sono a mezz'asta in segno di lutto per la morte di Chloe'. "La popolazione e' profondamente scioccata", ha affermato il premier Manuel Valls che ha espresso il suo cordoglio alla famiglia della bimba. (AGI) .


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Orrore a Pordenone, massacra moglie e figlia di 7 anni a colpi di accetta

Abdelhadi Lahmar, marocchino, è stato arrestato dalla polizia. Da tempo in Italia, era al momento disoccupato. La donna voleva lasciare il marito


Orrore a Pordenone, massacra moglie e figlia di 7 anni a colpi di accetta

Ha ucciso la moglie e la figlia Hiba di 7 anni con un'accetta e poi ha chiamato la polizia, che lo ha arrestato. Il fatto è accaduto in un'abitazione a Pordenone. Abdelhadi Lahmar, di 40 anni, marocchino, era al momento disoccupato. La moglie Touria Errebaibi aveva 30 anni. Da tempo vivevano in Italia. La donna, si è poi saputo, voleva lasciare il marito.

Il dramma si è consumato attorno alle 3 in un'abitazione di via San Vito. Quando i soccorsi sono giunti sul posto la donna e la bambina erano già morte. L'uomo ha svolto numerosi lavori molti dei quali saltuari; di recente è stato nel proprio Paese per un viaggio. Touria Errebaibi, oltre ad occuparsi della famiglia, in passato ha lavorato come cameriera in alcuni ristoranti del centro.

"Una mattanza" - Così gli uomini dei soccorsi hanno definito la scena all'interno dell'appartamento di San Vito di Pordenone. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Polizia, che si sono avvalsi della collaborazione del medico legale Lucio Bomben, l'uomo avrebbe dapprima ucciso la moglie e poi la piccola. La donna sarebbe stata afferrata e spinta sul letto nella camera da letto matrimoniale, poi colpita con un'accetta per una decina di volte.

Subito dopo l'uomo è andato nella cameretta dove dormiva la bimba e l'ha sgozzata nel sonno utilizzando un coltello. Secondo quanto si è appreso come gesto di pietà nei confronti della figlia, l'assassino avrebbe preso un lenzuolo e con quello le avrebbe coperto il volto.

Touria stava per lasciare marito - Le violenze compiute da Abdelhadi Lahmar nei confronti della moglie Touria Errebaibi risalgono ad almeno cinque anni fa, quando la donna si era rivolta all'associazione "Voce donna" di Pordenone per chiedere aiuto dopo che l'uomo, appunto, l'aveva picchiata e in almeno un'occasione in modo tanto violento da costringerla a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. 

Voleva andare in una struttura protetta - Secondo quanto riferito i vertici dell' organizzazione, che si occupa di donne maltrattate, una decina di giorni fa Touria, appreso che il marito stava per rientrare dal Marocco, si era accordata perché il 7 aprile, due giorni prima del ritorno, si trasferisse in una struttura protetta, con la bimba. Ma quel giorno la donna non si presentò e agli operatori che le telefonarono non rispose. 

Questi, però, si tranquillizzarono apprendendo che la bimba continuava a frequentare regolarmente le lezioni. Le sue amiche hanno poi confidato che Touria aveva detto che non sarebbe più rimasta in casa con il marito. Una in particolare ha detto che la vittima aveva ritirato i risparmi dalla banca.


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martedì 7 aprile 2015

India, mettono al rogo bimbo di 7 anni dopo stupro: vivo per miracolo

Il piccolo, "colpevole" di aver tentato di resistere alla violenza, è riuscito a fuggire. Ha riportato ustioni sul 30% del corpo

India, mettono al rogo bimbo di 7 anni dopo stupro: vivo per miracolo

Un bambino di 7 anni è stato dato alle fiamme per aver tentato di sottrarsi a una violenza sessuale. Ma è riuscito a fuggire ed è miracolosamente sopravvissuto seppur riportando diverse ustioni. E' successo in un sobborgo di Mumbai, in India. Il piccolo è stato bloccato per strada da due ragazzini che lo hanno condotto in un posto isolato e poi lo hanno stuprato. Quando ha tentato di opporre resistenza, gli hanno dato fuoco.


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giovedì 2 aprile 2015

Tenta di uccidere il figlioletto di due mesi: arrestato 35enne serbo

L'uomo, che abita a Cosenza con la moglie, durante la gravidanza aveva già tentato di far abortire la donna, colpendole la pancia a pallonate. Ma lei non l'ha mai denunciato

Tenta di uccidere il figlioletto di due mesi: arrestato 35enne serbo

Un cittadino serbo di 35 anni è stato arrestato dalla polizia a Cosenza per il tentato omicidio del figlio di due mesi e per maltrattamenti e violenze nei confronti della moglie. L'uomo, in diverse occasioni, ha picchiato il bimbo provocandogli lesioni tali da metterne a rischio la vita. Le indagini hanno avuto inizio dopo i continui ricoveri del piccolo: la mamma, infatti, non aveva mai denunciato le violenze.

Già quando la moglie era incinta, è emerso dalle indagini, il serbo aveva più volte tentato di farla abortire colpendole la pancia con un pallone, sostenendo che in questo modo non sarebbe rimasta traccia delle violenze. La donna, invece, in diverse occasioni ha riportato lesioni anche gravi ed ha dovuta ricorrere alle cure mediche; ciononostante, non ha mai voluto sporgere denuncia contro il marito.

Solo dopo il parto, quando gli episodi di violenza dell'uomo hanno iniziato a coinvolgere anche il bebè (in diverse occasioni, approfittando dell'assenza della donna, il 35enne aveva violentemente picchiato il neonato), la vicenda è emersa in tutta la sua drammaticità e la polizia ha avviato le indagini.


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martedì 24 marzo 2015

Puniva bimbi, condannata maestra

Ravenna, sapone in bocca dopo bestemmie

Puniva bimbi, condannata maestra

Costringeva i bimbi a lavarsi la bocca con il sapone per "ripulire" le bestemmie. Ma li puniva anche con tirate di capelli e d'orecchie. Una maestra 55enne di una scuola materna privata di ispirazione cattolica alle porte di Ravenna è stata condannata a un anno per maltrattamenti aggravati nei confronti di un bambino di pochi anni. Il pm aveva chiesto un anno e mezzo di carcere.


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giovedì 19 marzo 2015

Usa, uccisi tre bimbi birmani

Polizia ha arrestato killer 18enne

Usa, uccisi tre bimbi birmani

Orrore a New Bern, una cittadina della Carolina del Nord, dove tre bambini birmani di uno, cinque e dodici anni sono stati pugnalati a morte in un'abitazione, in cui altre due persone sono rimaste ferite. La polizia ha arrestato una 18enne, che conosceva le sue vittime ma non era imparentata con loro. Al momento non ci sono indicazioni sul possibile movente.


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martedì 17 marzo 2015

Molesta quattordicenne sul tram 13, arrestato in flagranza

Arrestato molestatore sul tram della linea 13

In manette un uomo di 58 anni. Ha molestato una minorenne sotto gli occhi degli agenti di Polizia municipale che lo hanno arrestato in flagranza di reato. Il fatto è avvenuto in via Po

Molesta quattordicenne sul tram 13, arrestato in flagranza


Un uomo di 58 anni italiano è stato arrestato questa mattina sul tram della linea 13 per aver molestato una ragazzina di appena 14 anni. A sorprenderlo sono stati gli agenti di Polizia municipale in servizio nell’ambito del progetto “Linea sicura”.
Il molestatore è salito sul tram dopo aver tentato poco prima di importunare una ragazzina sul pullman della linea 56. Sceso da un mezzo pubblico e salito sull’altro in via Po, si è avvicinato a un gruppo di giovani studentesse e ha molestato la giovane di nazionalità tedesca.
Arrestato molestatore sul tram della linea 13


Alla scena hanno assistito gli agenti della municipale che hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato. Prima di essere fermato e ammanettato il cinquantottenne ha provato a fuggire in via Rossini, ma non ce l’ha fatta.


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venerdì 13 marzo 2015

Da otto anni un padre gira la Cina alla ricerca del figlioletto scomparso

L'uomo, Xiao Chaohua, ha lasciato il lavoro e si è messo sulle tracce del piccolo, che ai tempi della sparizione aveva 5 anni. Ogni anno in Cina vengono rapiti 20mila bambini

Da otto anni un padre gira la Cinaalla ricerca del figlioletto scomparso

Il figlioletto Xiaosong, un bambino di appena 5 anni, è scomparso misteriosamente otto anni fa, nel 2007: per cercarlo, Xiao Chaohua ha lasciato il lavoro e gira la Cina in lungo e in largo con un furgone sul quale sono incollati manifesti con la foto del bambino.

L'uomo ha raccontato che, il giorno della scomparsa, lui, il figlio e la figlia Lu erano stati al mare, a costruire castelli di sabbia. Sulla via del ritorno, il piccolo gli ha chiesto qualche spicciolo per andare a comprare un dolcetto in compagnia della sorella. Pochi minuti, e di Xiaosong si sono perse le tracce.

La storia del piccolo è simile a tante altre: ogni anno in Cina almeno 20mila bambini vengono rapiti. Molti di loro vengono sfruttati come mendicanti, venduti (anche in Occidente) per adozioni a pagamento, oppure vengono utilizzati come veri e propri schiavi nelle fabbriche. O, scenario peggiore, servono come "serbatoi viventi" per il traffico di organi.


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giovedì 12 marzo 2015

Padre violento fermato dalla polizia, lancia la figlioletta di 17 mesi contro gli agenti


Padre violento fermato dalla polizia, lancia la figlioletta di 17 mesi contro gli agenti

Era entrato in un negozio per derubarlo e, una volta braccato dalla polizia, ha lanciato sua figlia di 17 mesi contro gli agenti che lo volevano arrestare. 
Lamar Causey è stato accusato di furto per circa 1000 dollari di valore complessivo lo scorso sabato, in un centro commerciale nella cittadina di Fremaux Town.
 
L'uomo si era recato nel megastore insieme alla figlia, dopo aver rubato diverso materiale all'interno dei vari negozi, è entrato in una profumeria, dove è stato avvicinato dalla polizia. Sentendosi in trappola Causey ha lanciato la bambina agli agenti dandosela a gambe.
 
La piccola è caduta a terra battendo violentemente la testa. I poliziotti l'hanno portata all'ospedale locale per procedere a ulteriori esami: «Non appena gli agenti si sono avvicinati per identificarlo come il possibile sospetto dei furti, l'uomo ha lanciato la figlia a terra, come se fosse un giocattolo. Sulla bambina sono stati riscontrati piccole contusioni dal personale medico dell'ospedale di Fremaux Town», ha detto il capo della sicurezza del centro commerciale Randy Smith.
 
La bambina è stata poi restituita alle cure della famiglia. Causey, invece, è stato arrestato con una serie di accuse fra cui furto, violenza su minori e possesso di droga.

Fonte: leggo.it

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mercoledì 11 marzo 2015

Napoli, violenta il figlio 11enne e lo vende sul web: arrestato

Il padre ha diffuso le immagini del suo rapporto sessuale in rete proponendo il ragazzo ad eventuali pedofili

Napoli, violenta il figlio 11enne e lo vende sul web: arrestato

Per un anno ha violentato il figlio di 11 anni, poi ha diffuso le immagini del rapporto sessuale in rete proponendo il ragazzo via web ad eventuali pedofili. E' l'agghiacciante storia scoperta a Napoli dalla Polizia municipale che ha arrestato un uomo di 44 anni.


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