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venerdì 26 giugno 2015

Milano, vuole rapire bimba di 9 anni: uomo arrestato a due passi dal Duomo

L'episodio in pieno centro; protagonista un senza tetto con precedenti per stalking e ricettazione. La piccola si è salvata gridando alla zia

Milano, vuole rapire bimba di 9 anni: uomo arrestato a due passi dal Duomo

Corso Vittorio Emanuele, pieno centro di Milano. Una via ricca di vetrine e affollata da turisti, complice il vicino Duomo. Qui questa mattina un uomo ha tentato di rapire una bambina di 9 anni, sfruttando un momento di disattenzione della zia che la accompagnava. La piccola, gridando, è riuscita a salvarsi, mentre il malintenzionato è stato arrestato e ora dovrà rispondere di sequestro di persona.

"Vieni con me, figlia mia. Andiamo a casa", avrebbe detto l'uomo avvicinandosi alla bambina. Quest'ultima, però, non lo aveva mai visto e così ha iniziato a gridare richiamando l'attenzione dei presenti e costringendo il rapitore a scappare.

La sua fuga è durata pochissimo, interrotta da due agenti di polizia penitenziaria e da una pattuglia di vigili che lo hanno arrestato. Non volendo farsi identificare, l'uomo ha dato in escandescenze e ha causato il ferimento di due tra i militari. Si tratta di un italiano 46enne, senza fissa dimora e con precedenti per stalking, porto abusivo d'armi e ricettazione.


cronache criminali

giovedì 16 aprile 2015

Padre in fuga col neonato di due settimane, diffuse le foto: "Ha problemi psichici"

I carabinieri chiedono l'aiuto della popolazione per ritrovare l'uomo e il bimbo

Padre in fuga col neonato di due settimane, diffuse le foto: "Ha problemi psichici"

Si chiama Enzo Costanza l'uomo in fuga col figlio di due settimane. Le generalità del padre, che soffre di disturbi psichici, sono state fornite dal Comando provinciale dei carabinieri di Torino, con l'invito a mettersi in contatto col 112 rivolto a chiunque abbia sue notizie. L'ultimo suo avvistamento è avvenuto sul traforo autostradale del Frejus con la sua auto mentre dirigeva verso la Francia.

L'uomo, un impiegato di 38 anni, è alto circa 1 metro e 85; ha i capelli corti di colore nero e gli occhi scuri. Martedì si è fermato con la moglie e il neonato in un centro commerciale, per fare alcuni acquisti, ma quando la moglie è ritornata al parcheggio, il marito era sparito col figlio a bordo della loro Fiat Freemont di colore grigio argento.

Le immagini delle videocamere del traforo autostradale del Frejus hanno ripreso l'auto mentre attraversava il confine con la Francia alle ore 14.20 di martedì. Da quel momento non si hanno avuto più notizie dell'uomo e del figlioletto.


cronache criminali

lunedì 23 marzo 2015

Modella svedese sequestrata e stuprata per sei mesi: arrestato un uomo

Accusato un 42enne italiano di Cinisello Balsamo che era uscito di galera nel 2013 dopo una condanna analoga. A denunciare la situazione un vicino che ha sentito le urla della ragazza di 23 anni
Modella svedese sequestrata e stuprata per sei mesi: arrestato un uomo

Una modella svedese di 23 anni è stata sequestrata, picchiata, torturata e stuprata per sei mesi da un 42enne italiano di Cinisello Balsamo (Milano), uscito di galera nel 2013 dopo una condanna per un identico episodio ai danni di un’altra ragazza. Salvata dall’intervento dei carabinieri di Sesto San Giovanni, intervenuti grazie ad un vicino di casa dello stupratore che l’ha sentita gridare, la giovane è stata ricoverata in ospedale in grave stato di prostrazione, sotto shock e denutrita.


cronache criminali

venerdì 13 marzo 2015

Da otto anni un padre gira la Cina alla ricerca del figlioletto scomparso

L'uomo, Xiao Chaohua, ha lasciato il lavoro e si è messo sulle tracce del piccolo, che ai tempi della sparizione aveva 5 anni. Ogni anno in Cina vengono rapiti 20mila bambini

Da otto anni un padre gira la Cinaalla ricerca del figlioletto scomparso

Il figlioletto Xiaosong, un bambino di appena 5 anni, è scomparso misteriosamente otto anni fa, nel 2007: per cercarlo, Xiao Chaohua ha lasciato il lavoro e gira la Cina in lungo e in largo con un furgone sul quale sono incollati manifesti con la foto del bambino.

L'uomo ha raccontato che, il giorno della scomparsa, lui, il figlio e la figlia Lu erano stati al mare, a costruire castelli di sabbia. Sulla via del ritorno, il piccolo gli ha chiesto qualche spicciolo per andare a comprare un dolcetto in compagnia della sorella. Pochi minuti, e di Xiaosong si sono perse le tracce.

La storia del piccolo è simile a tante altre: ogni anno in Cina almeno 20mila bambini vengono rapiti. Molti di loro vengono sfruttati come mendicanti, venduti (anche in Occidente) per adozioni a pagamento, oppure vengono utilizzati come veri e propri schiavi nelle fabbriche. O, scenario peggiore, servono come "serbatoi viventi" per il traffico di organi.


cronache criminali

martedì 3 febbraio 2015

Ostaggio dei banditi per una notte. In Sardegna torna l’incubo sequestri

Oristano, i malviventi si sono fatti consegnare dall’impiegato le chiavi della banca e ha saccheggiato il caveau. Poi sono fuggiti. Partita la caccia all’uomo

Ostaggio dei banditi per una notte. In Sardegna torna l’incubo sequestri

L’incubo è durato quasi sei ore: una notte intera con una pistola puntata sugli occhi, faccia a faccia con cinque banditi. I sequestratori, in Sardegna, sono tornati in azione a distanza di anni: questa volta hanno agito ad Arborea, una cittadina di agricoltori e allevatori, colonia veneta di fondazione mussoliniana. Per portare a termine il piano, il commando ha preso di mira Alberto Neri, un impiegato di 39 anni della Banca di Credito cooperativo. 

In cinque si sono presentati nella sua casa intorno a mezzanotte e fino all’alba lo hanno tenuto in ostaggio. Per farsi aprire la porta hanno staccato la corrente elettrica e appena si è affacciato l’impiegato è stato aggredito. A quel punto lo hanno legato e costretto a svelare come disinserire l’allarme e a consegnare le chiavi della banca. Poco dopo la banda si è divisa: in due hanno custodito l’ostaggio e altri tre sono andati all’assalto del caveau. Armati di trapani e martelli pneumatici hanno lavorato per ore all’interno dell’istituto di credito. Sono entrati e hanno raggiunto la zona delle casseforti ma ancora non è chiaro se siano riusciti a portar via il denaro.  

Alle cinque del mattino i tre sono tornati a casa di Alberto Neri: “Tutto a posto, possiamo andare”. L’impiegato è rimasto legato e i banditi sono fuggiti con la sua Golf. Alle sei del mattino il trentanovenne è riuscito a liberarsi e a chiedere aiuto. In Sardegna è ancora in corso una gigantesca caccia all’uomo ma il commando di sequestratori è riuscito a dileguarsi.  

Fonte: lastampa.it

cronache criminali

venerdì 23 gennaio 2015

San Lorenzo, finti agenti Dia sequestrano e rapinano commerciante

San Lorenzo, finti agenti Dia seqeustrano e rapinano commerciante
Il colpo è avvenuto alle prime luci dell'alba. Si sono presentati davanti casa sua, armati e incapucciati, per poi caricarlo su un'auto. Gli hanno portato via 5 mila euro e le chiavi di casa. Poi sono andati nel suo appartamento, ma qualcosa è andato storto. Indaga la polizia
San Lorenzo, finti agenti Dia sequestrano e rapinano commerciante

San Lorenzo, finti agenti Dia seqeustrano e rapinano commerciante

E' stato sorpreso davanti casa da alcuni finti agenti della Dia che gli hanno portato via 5 mila euro in contanti, il cellulare e le chiavi di casa. La polizia indaga su una rapina con sequestro avvenuta oggi, intorno alle 5 del mattino in viale Strasburgo. Due o tre malviventi, incappucciati e armati, si sono presentati a casa di uomo che si stava recando al mercato ortofrutticolo dove gestisce un'attività. Dopo averlo caricato su una grossa auto, lo hanno abbandonato in mezzo alla strada per poi tornare nella sua abitazione e ripulirla da cima a fondo. Ma lì qualcosa è andato storto.
Alle prime luci dell'alba i malviventi si sono presentati davanti casa del povero malcapitato. Hanno bussato alla porta, con indosso alcune repliche delle pettorine della Dia, incappucciati ed armati. Con una scusa lo hanno portato via prima che potesse salire nella propria auto per cominciare una giornata di lavoro come tante altre. L'uomo a quel punto è salito sull'auto dove ha scoperto cosa stesse realmente accadendo. La banda, sotto la minaccia delle armi, gli ha portato via 5 mila euro, il cellulare e le chiavi di casa. Dopo aver fatto un giro di qualche minuto sul Mercedes, il commerciante è stato scaricato in strada, sempre in zona San Lorenzo.
A quel punto i criminali si sono recati a casa dell'uomo dove, nonostante la puntigliosa pianificazione, hanno commesso un banale errore: stavano entrando nell'appartamento sbagliato. Il vicino di casa, sentendo rumori sospetti nella primissima mattinata, ha subito avvisato il 113 che, pochi minuti dopo, ha mandato sul posto alcune pattuglie. Sentendo le sirene, la banda è fuggita a gambe levate facendo perdere le proprie tracce. Oltre ai poliziotti è stato richiesto l'intervento della Scientifica, nel tentativo di trovare indizi utili per risalire all'identità dei malfattori.
Le indagini proseguiranno anche tramite l'analisi dei video ripresi dai circuiti di videosorveglianza piazzati nei paraggi, cercando di individuare l'ipotetico percorso fatto dalla banda durante la fuga. Con l'occasione la Questura ricorda di prendere sempre maggiori precauzioni: "Quando qualcuno si presenta alla vostra porta sostenendo di essere delle forze dell'ordine, prima di aprire è bene fare una chiamata ai numeri telefonici di emergenza, e dunque 113 e 112, per accertarsi che ci sia davvero un controllo o un'operazione in corso".


cronache criminali





martedì 18 novembre 2014

Tentano di rapire un bimbo. Paura a Tor Tre Teste, due rom arrestati

Un uomo si è introdotto in un cortile e ha afferrato un neonato. Messo in fuga dai familiari è fuggito con una complice in via Salviati
Tentano di rapire un bimbo. Paura a Tor Tre Teste, due rom arrestati
La paura più grande per una madre, quella che il figlio le venga portato via. L’episodio è accaduto sabato pomeriggio, intorno alle 16, in via di Tor Tre Teste, quando una donna è stata chiamata dal suo bambino di 7 anni: “Mamma mamma corri. Un signore sta portando via Francesco (nome di fantasia)”. La donna aveva fatto salire in auto i bambini poco prima, ma essendosi dimenticata una cosa in casa e salita nell’appartamento, lasciando i bimbi in cortile. Pochi minuti, durante i quali un uomo ha rotto il lucchetto del cancello, si è introdotto all’interno e ha slacciato la cintura che legava il bambino di 8 mesi al passeggino.
La madre si è precipitata in cortile dove ha visto l’individuo con il suo bambino in braccio e ha urlato a squarciagola richiamando l’attenzione del marito, il padre dei bimbi. L’uomo l’ha raggiunta ed è stato minacciato dallo straniero, che ha lasciato la presa sul neonato ed è fuggito a bordo di un furgone.A quel punto i genitori hanno dato l’allarme al 113 ed è scattata la caccia all’uomo.
Il furgone è stato rintracciato poco dopo dalla polizia all’ingresso del campo nomadi di via Salviati. A bordo c’erano ancora i due presunti sequestratori, un uomo e una donna: Vitez S., 42 anni e Zumra A. di 47. La coppia è stata riconosciuta dalla vittima e per i due è scattato l’arresto per sequestro di persona e violazione di domicilio.
LA RICOSTRUZIONE
È accaduto sabato pomeriggio in un’abitazione in via di Tor Tre Teste. La famiglia che ha subito il tentativo di sequestro è composta da una donna di origini straniere sposata con un manovale italiano: incensurati, con due bimbi, uno di sette anni e uno di otto mesi, quello che i due rom hanno cercato di rapire. «Viviamo con poco – ha raccontato la donna, sconvolta, agli agenti intervenuti – Io bado ai figli mentre mio marito lavora come carpentiere». «Erano le quattro del pomeriggio – ha proseguito – volevo uscire con i bimbi. Ho messo il piccolo sul seggiolino e siamo andati in cortile. Poi mi sono accorta di aver scordato il giubbotto del più grande e sono risalita in casa. A quel punto mio figlio più grande ha iniziato a gridare. Sono uscita e ho visto quell’uomo che aveva già aperto la cintura del seggiolino e stava per prendere Andrea».

Fonte: romareport.it

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sabato 15 novembre 2014

Roma, tentato rapimento di una bimba di 3 anni al Mc Donald's

Roma, tentato rapimento di una bimba di 3 anni al Mc Donald's

Oggi, intorno alle ore 12, mamma, papà e bimba di 3 anni, erano al Mc Donald's di Viale Europa, zona Eur, la piccola stava giocando quando un uomo, tra i 40 e i 50 anni, alto circa un metro e settantacinque e ben vestito, le si è avvicinato e, stando a quanto ha detto la mamma della piccola, le avrebbe detto:"Vieni, vieni". Quando la mamma si è avvicinata, l'uomo è scappato dal fast food. La polizia sta visionando i filmati delle telecamere per far luce sull'accaduto.

giovedì 6 novembre 2014

Bari, rapinavano i tir e sequestravano gli autisti. Sgominata banda, 5 arresti.

Il via alle indagini lo scorso gennaio. I camionisti, incappucciati, venivano lasciati in campagna. La refurtiva finiva anche nei supermercati dell'hinterland

Rapinavano i tir e non esitavano a tenere sotto sequestro i guidatori pur di impossessarsi della merce. Sgominata dai Carabinieri una banda con base a Bari.
Cinque i provvedimenti restrittivi emessi dal Tribunale di Bari. Si tratta di un 44enne, un 45enne e un 44enne, baresi, ritenuti responsabili a vario titolo di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione (finiti in carcere) e di un 33enne e un 25enne di Triggiano, ritenuti responsabili di ricettazione (sottoposti ai domiciliari).
Le indagini sono partite lo scorso 30 gennaio, dopo un controllo del nucleo radiomobile a un camion all'uscita di un deposito in via Laricchia, a Bari. Nel locale materiale che si scoprirà essere frutto di rapine: 300mila euro in scarpe sportive provento di colpo messo a segno poco prima lungo la statale 100 a Casamassima, ai danni di un corriere, un transpallet derubato una settimana prima sulla tangenziale di Bari e 2 tonnellate di caffè, per un valore di 30mila euro, derubate lo scorso 28 gennaio da un tir in via Amendola.

La banda non aveva fatto caso al sistema di videosorveglianza di cui era dotato l’ampio deposito, usato da molte altre ditte per stoccare materiali di lecita provenienza. Grazie alle immagini estrapolate, i carabinieri sono riusciti a ricostruire al secondo l’arrivo dei malfattori all’interno del deposito dopo le rapine e i loro spostamenti all’interno della struttura. Sulla base degli elementi raccolti, messi in relazione con le dichiarazioni delle vittime, gli inquirenti sono riusciti ad attribuire ai tre soggetti baresi la paternità della rapina con sequestro di persona del 28 gennaio, nonché responsabilità dei cinque soggetti sulla ricettazione della refurtiva oggetto di tutti e tre i colpi.
Le chiavi della struttura, infatti, erano in possesso del 45enne. I suoi complici, inoltre, si sarebbero impegnati nel predisporre la disponibilità dei locali che avrebbero dovuto accogliere la refurtiva, nel coordinare le manovre di posizionamento degli autocarri rapinati nel box, e anche nelle operazioni di scarico e carico della refurtiva. Durante queste operazioni, il sistema di videosorveglianza veniva temporaneamente disattivato.
Come riferito dalle vittime sequestrate, le rapine sono state commesse sempre con le stesse modalità. Gli autisti venivano costretti a fermarsi dall'auto della banda, che all'improvviso sbarrava la strada ai mezzi pesanti. I malviventi, sotto la minaccia delle armi, scaraventavano fuori dagli abitacoli guidatori e passeggeri, li incappucciavano, li costringevano a salire nella loro auto e dopo averli privati di cellulari e portafogli, li rilasciavano in aperta campagna.

I tir invece scomparivano nel nulla nella base operativa. Di lì la refurtiva finiva anche nei supermercati dell’hinterland grazie a ricettatori compiacenti.

I membri della banda - hanno riferito le vittime - si tenevano in contatto con ricetrasmittenti e utilizzavano un linguaggio in codice.

Fonte: barilive.it

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lunedì 3 novembre 2014

Tentano di sequestrare 12enne per farla sposare col figlio, coppia in manette

Hanno preso di forza la ragazzina mentre giocava in cortile, ma lei si è messa ad urlare attirando i genitori che l'hanno salvata. Dopo due settimane di indagini, la coppia domiciliata al campo nomadi è stata arrestata

Tentano di sequestrare 12enne per farla sposare col figlio, coppia in manette

Hanno provato a rapire una dodicenne di origine rom per darla in sposa ad uno dei loro figli. Quanto avvenuto lo scorso 23 ottobre a San Carlo Canavese ha portato in pochi giorni all’arresto di due persone domiciliate al campo nomadi di via Moglia a Settimo Torinese.
In manette sono finiti Mira S., 43 anni, e il marito Liubisa V., 49 anni, per tentato sequestro di minore. Secondo quanto raccontato ai carabinieri dalla madre 32enne della ragazzina di 12 anni, la figlia stava giocando nel cortile di casa quando è stata avvicinata e presa con la forza dalla coppia di rom di Settimo Torinese che la volevano trascinare a bordo di una Opel Astra. La dodicenne si è messa ad urlare e questo ha attirato i genitori, accorsi a salvarla.
Il movente sarebbe racchiuso in una tradizione rom che vede l’organizzazione dei matrimoni dei figli in età adolescenziale. Una motivazione che però in questo caso cozza con quanto compiuto dall’uomo e dalla donna.

Fonte: torinotoday.it

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martedì 30 settembre 2014

Borgaro, tentato sequestro del bambino, il padre:"Ho inventato tutto"

Alex Giarrizzo, il padre che avrebbe sventato un tentativo di rapimento del figlio di 3 anni, si è inventato tutto. Dopo essere stato interrogato a lungo dai carabinieri, l'uomo ha confessato di essersi inventato tutto. A far sorgere il dubbio ai carabinieri è stato il riconoscimento attraverso le foto segnaletiche di un uomo che è in carcere già da tempo e messo alle strette ha confessato. E' stato denunciato per procurato allarme.

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lunedì 29 settembre 2014

Borgaro, uomo tenta di rapire 2 bambini alla festa patronale

A Borgaro Torinese mentre si svolgeva la festa patronale dedicata ai Santi Cosma e Damiano, un uomo ha tentato di rapire 2 bambini

Torino, sventato rapimento di 2 bimbi alla festa patronale di Borgaro

Durante la fiera del paese un uomo ha tentato di rapire 2 bambini che causa la folla erano stati persi di vista dai genitori mentre giocavano. Dopo un attimo di panico, uno dei bambini è stato trovato ed ha riferito che l'altro bambino stava andando "via con un signore". Scattato l'allarme il padre del bambino ha notato l'uomo con il suo bambino e lo ha inseguito, l'uomo vistosi scoperto si è dato alla fuga con un complice che lo attendeva su un auto, una Renault 19 di colore grigio. 
Per fortuna tutto è finito bene e i bambini hanno potuto riabbracciare i loro genitori.
Sono in corso le indagini dei carabinieri.

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