Visualizzazione post con etichetta bambino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bambino. Mostra tutti i post

giovedì 9 luglio 2015

Roma, tragedia in metropolitana: bimbo precipita nel vano ascensore e muore

Il dramma nella stazione Furio Camillo. La vittima aveva quattro anni. La Procura di Roma procede per omicidio colposo

Roma, tragedia in metropolitana: bimbo precipita nel vano ascensore e muore

Un bambino di quattro anni è morto dopo esser precipitato nel vano ascensore della stazione Furio Camillo della metropolitana di Roma. Inutili i soccorsi: quando il bimbo è stato estratto dai vigili del fuoco dalla tromba dell'elevatore era già morto. Sembra che l'ascensore si fosse bloccato e fosse in corso un trasbordo di persone su un altro elevatore attraverso una botola, quando il piccolo è caduto nel vuoto.

"Errore umano" - Al momento dell'incidente, il bimbo, italiano, era in compagnia della madre. La donna e un addetto della metro, che ha assistito alla scena, sono ora in stato di shock. Secondo quanto riferito dall'assessore ai Trasporti di Roma Capitale, Guido Improta, "sicuramente c'è stato un errore dell'agente della stazione che ha posto in essere una procedura che non doveva, forse perché c'erano condizioni di difficoltà e alla fine c'è stata la tragedia". 

Sul posto anche Marino - "L'ascensore era bloccato - ha spiegato Improta - e si è tentato un trasbordo delle persone: è stato affiancato da un altro elevatore, si è cercato di fare un trasbordo delle persone attraverso una botola. Una procedura non codificata". Il bimbo sarebbe precipitato per oltre dieci metri. Sul posto è giunto anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ha incontrato la mamma del bambino. 

Procura procede per omicidio colposo - La Procura di Roma procede per omicidio colposo. Al momento il procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, è contro ignoti. Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro l'impianto dell'ascensore e delegato i carabinieri per una serie di accertamenti. "Ci sono delle telecamere e il materiale è stato messo a disposizione della magistratura", fa sapere l'Atac.


cronache criminali

giovedì 4 giugno 2015

Muore a 5 mesi, aperta inchiesta

Lucca, bimbo aveva appena fatto vaccino

Muore a 5 mesi, aperta inchiesta

La procura di Lucca ha aperto un fascicolo sulla morte di un bambino di cinque mesi, deceduto nella propria abitazione a Stiava di Massarosa (Lucca) il 28 maggio. Il bambino era stato sottoposto a vaccino, ma poi aveva accusato raffreddore e febbre alta. Secondo l'autopsia, tra le possibili ipotesi del decesso ci potrebbe essere un'infezione causata da un virus. Il provvedimento della procura è arrivato dopo un esposto presentato dalla famiglia.


cronache criminali

giovedì 16 aprile 2015

Padre in fuga col neonato di due settimane, diffuse le foto: "Ha problemi psichici"

I carabinieri chiedono l'aiuto della popolazione per ritrovare l'uomo e il bimbo

Padre in fuga col neonato di due settimane, diffuse le foto: "Ha problemi psichici"

Si chiama Enzo Costanza l'uomo in fuga col figlio di due settimane. Le generalità del padre, che soffre di disturbi psichici, sono state fornite dal Comando provinciale dei carabinieri di Torino, con l'invito a mettersi in contatto col 112 rivolto a chiunque abbia sue notizie. L'ultimo suo avvistamento è avvenuto sul traforo autostradale del Frejus con la sua auto mentre dirigeva verso la Francia.

L'uomo, un impiegato di 38 anni, è alto circa 1 metro e 85; ha i capelli corti di colore nero e gli occhi scuri. Martedì si è fermato con la moglie e il neonato in un centro commerciale, per fare alcuni acquisti, ma quando la moglie è ritornata al parcheggio, il marito era sparito col figlio a bordo della loro Fiat Freemont di colore grigio argento.

Le immagini delle videocamere del traforo autostradale del Frejus hanno ripreso l'auto mentre attraversava il confine con la Francia alle ore 14.20 di martedì. Da quel momento non si hanno avuto più notizie dell'uomo e del figlioletto.


cronache criminali

venerdì 3 aprile 2015

Brescia: scomparso Christian Fernandez di 9 anni

Brescia: scomparso Christian Fernandez di 9 anni

Si è allontanato dalla madre mentre giocava al parco ed è scomparso nel nulla. In corso le ricerche di Polizia e Carabinieri

Brescia: scomparso Christian Fernandez di 9 anni

Brescia: scomparso Christian Fernandez di 9 anni
Dal pomeriggio di giovedì, non si hanno più notizie del piccolo Christian Fernandez, bimbo di 9 anni scomparso mentre giocava col fratellino nel parco di via Berardo Maggi.

Brescia: scomparso Christian Fernandez di 9 anni
I due bambini si trovavano in compagnia della mamma, che - disperata - si è poi rivolta alle forze dell'ordine. Christian si è allontanato un attimo ed è letteralmente scomparso nel nulla. Sono in corso le ricerche di  Polizia e Carabinieri.


cronache criminali


venerdì 13 marzo 2015

Da otto anni un padre gira la Cina alla ricerca del figlioletto scomparso

L'uomo, Xiao Chaohua, ha lasciato il lavoro e si è messo sulle tracce del piccolo, che ai tempi della sparizione aveva 5 anni. Ogni anno in Cina vengono rapiti 20mila bambini

Da otto anni un padre gira la Cinaalla ricerca del figlioletto scomparso

Il figlioletto Xiaosong, un bambino di appena 5 anni, è scomparso misteriosamente otto anni fa, nel 2007: per cercarlo, Xiao Chaohua ha lasciato il lavoro e gira la Cina in lungo e in largo con un furgone sul quale sono incollati manifesti con la foto del bambino.

L'uomo ha raccontato che, il giorno della scomparsa, lui, il figlio e la figlia Lu erano stati al mare, a costruire castelli di sabbia. Sulla via del ritorno, il piccolo gli ha chiesto qualche spicciolo per andare a comprare un dolcetto in compagnia della sorella. Pochi minuti, e di Xiaosong si sono perse le tracce.

La storia del piccolo è simile a tante altre: ogni anno in Cina almeno 20mila bambini vengono rapiti. Molti di loro vengono sfruttati come mendicanti, venduti (anche in Occidente) per adozioni a pagamento, oppure vengono utilizzati come veri e propri schiavi nelle fabbriche. O, scenario peggiore, servono come "serbatoi viventi" per il traffico di organi.


cronache criminali

giovedì 12 marzo 2015

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Il prete ha ritenuto che il bambino fosse "immaturo", nonostante la sua partecipazione regolare al catechismo. Come racconta ogi il Gazzettino, i genitori hanno deciso di rivolgersi a un altro prete

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Le polemiche sono furiose. Un parroco ha rifiutato la prima Comunione al bambino autistico: "Non capisce".
Il prete ha ritenuto che il bambino fosse "immaturo", nonostante la sua partecipazione regolare al catechismo.
Come racconta ogi il Gazzettino, i genitori hanno deciso di rivolgersi a un altro prete.
Il bambino autistico secondo il parroco non era in grado di capire il significato della prima Comunione. Un'altra parrocchia invece non avuto problemi a permettere al giovanissimo di ricevere il sacramento a fine aprile.
Succede tutto in un comune del Miranese. L'amarezza nelle parole della mamma del bambino autistico è palpabile: "Dopo la prima confessione - dice - il parroco mi ha fatto capire che il mio bambino non era pronto e che, siccome è ancora immaturo, sarebbe stato meglio non fargli fare la comunione".

Fonte: today.it

cronache criminali



Potrebbe interessarti:http://www.today.it/rassegna/prima-comunione-rifiutata-bambino-autistico.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930

venerdì 6 febbraio 2015

Campobasso, bimbo denuncia sequestro

"Libero dopo un'ora", indagano i cc

Campobasso,bimbo denuncia sequestro

Un bambino di 9 anni di Palata (Campobasso) ha raccontato di essere stato costretto da uno sconosciuto a salire a bordo di una Panda di colore bianco, che si è diretta alla periferia del paese, dove, un'ora dopo, sempre secondo il racconto del piccolo, è stato abbandonato. Sulla fatto, che sarebbe avvenuto il 28 novembre, i familiari hanno presentato un esposto-querela contro ignoti: i carabinieri indagano per sequestro di persona.


cronache criminali

giovedì 29 gennaio 2015

Nizza, a 8 anni la scuola lo denuncia per apologia del terrorismo

In classe aveva detto di sentirsi "dalla parte" dei jihadisti. Il bambino è stato interrogato dalla polizia

Nizza, a 8 anni la scuola lo denuncia per apologia del terrorismo

Aveva detto in classe di sentirsi "dalla parte dei terroristi". Tanto è bastato a un bambino francese di soli 8 anni, nel clima di psicosi innescato dalle stragi delle settimane scorse, per venire interrogato dalla polizia per apologia del terrorismo. A denunciare il piccolo è stata la direzione della scuola, nel centro di Nizza, sulla Costa Azzurra.

L'avvocato della sua famiglia, Sefen Guez Guez, ha manifestato stupore e irritazione: "Siamo di fronte a un'isteria collettiva - ha protestato - il mio cliente ha 8 anni! Non si rende conto della portata delle sue frasi. Non ha senso".

"Sono dalla parte dei terroristi" e la scuola fa scattare la denuncia - Il piccolo Ahmed, il cui nome rivela radici familiare musulmani, frequenta la terza elementare. All'indomani della strage nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha risposto così - secondo il legale - a chi gli chiedeva di dire "Je suis Charlie": "Sono dalla parte dei terroristi, perché sono contro chi fa le caricature del profeta" Maometto. I genitori, immediatamente avvertiti, gli hanno peraltro "spiegato che si trattava davvero di terrorismo, aggiungendo tutti i motivi per cui si doveva ovviamente stare dalla parte delle vittime a Charlie Hebdo". 

Querela per apologia del terrorismo - Il caso sembrava chiuso lì, ma il 21 gennaio il direttore della scuola ha deciso di inoltrare una querela per apologia di terrorismo contro Ahmed e per "intrusione" da parte di suo padre. Il genitore, in effetti, notando che suo figlio era scosso e piuttosto isolato dopo i fatti, lo ha accompagnato per tre volte fin nel cortile di ricreazione, dove i genitori non sono ammessi e dal quale è stato invitato ogni volta ad uscire. 

Secondo fonti della polizia, nella denuncia si dice che il piccolo Ahmed avrebbe pronunciato anche le frasi: "bisogna uccidere i francesi" e "i giornalisti se la sono cercata". Inoltre, avrebbe rifiutato di rispettare il minuto di silenzio in memoria delle vittime.

Il piccolo, nell'interrogatorio, pare abbia però sottolineato di non essersi reso conto della gravità delle sue affermazioni. Mentre il padre, ha precisato la fonte investigativa, "ha manifestato rammarico per le frasi del figlio".


cronache criminali

giovedì 18 dicembre 2014

Usa: nel 1944, a 14 anni, venne giustiziato Oggi George Stinney viene riabilitato

La magistratura statunitense dichiara nullo il processo che condannò il teenager nero per l'omicidio di due bambine bianche. Frettoloso, senza prove né testimonianze. E con una confessione di colpevolezza estorta con la forza


Usa: nel 1944, a 14 anni, venne giustiziato Oggi George Stinney viene riabilitato

George Stinney aveva 14 anni quando fu giustiziato, nel 1944, e morì su una sedia elettrica in un carcere del Sud Carolina. Una morte assurda, sulla quale oggi la Giustizia Usa recita un tardivo mea culpa, che cancella la condanna del ragazzino e "corregge" la storia per dire che quel ragazzino non doveva morire così.

Il teen-ager, come scrive il Daily News, fu condannato alla pena capitale perché ritenuto colpevole della morte di due bambine bianche, Mary Emma Thames, 7 anni, e Betty June Binnicker, 11, trovate senza vita ad Alcolu. Le ragazzine erano uscite di casa in bicicletta quando sparirono, per essere trovate senza vita in un fossato, entrambe uccise con una sbarra di ferro. 


Oggi il giudice Carmen Mullins ha deciso di annullare quella condanna, dopo aver giudicato che quel processo violò i fondamentali diritti stabiliti dalla Costituzione. Il processo fu sommario, frettoloso, condotto da una giuria composta di soli uomini e soli bianchi, e il ragazzino venne condannato e giustiziato meno di tre mesi dopo il delitto. 



Inoltre, il giudice Mullins ha stabilito che la confessione del quattordicenne, di cui esistono due versioni, venne estorta con la forza. Non c'erano testimoni, né prove concrete della sua colpevolezza. Insomma, fu poco più che un processo farsa, di cui fece le spese un ragazzino di soli 14 anni, finito sulla sedia elettrica. "Quel giorno hanno portato via mio fratello e io non ho mai più visto mia madre ridere", ha detto la sorella di George, Amie Ruffner, oggi 78 anni. Oggi il nome di George viene riabilitato. Ma è troppo tardi.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

cronache criminali

mercoledì 17 dicembre 2014

St.Tropez, piccolo corpo trovato in spiaggia: forse è bimbo russo ucciso

Il cadavere era sulla sabbia di Salines. Sarà l'autopsia a chiarire se il bambino è un maschio o una femmina

St.Tropez, piccolo corpo trovato in spiaggia: forse è bimbo russo ucciso

Il corpo di un bambino è stato rinvenuto su una spiaggia di Saint Tropez, in Costa Azzurra. Potrebbe trattarsi del piccolo Semyon, il bimbo di dieci mesi di origine russa affogato dalla madre giovedì 11 dicembre nel mare di Bussana, vicino a Bordighera (Imperia). La Gendarmerie avrebbe recuperato il corpo sulla sabbia della spiaggia di Salines ma al momento non sarebbe ancora in grado di affermare se si tratti di un maschietto o di una femmina.

Ricevuta la notizia del ritrovamento, l'autorità giudiziaria italiana ha preso subito contatti con i colleghi transalpini per il riconoscimento. La madre del piccolo Semyon, Natalia Sotnikova, rea confessa, arrestata poco dopo l'omicidio, si trova in carcere a Genova Pontedecimo con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.


cronache criminali




martedì 9 dicembre 2014

Neonato gettato nella toilette dalla madre: i passanti lo tirano fuori dalla fogna


Il neonato sopravvissuto (Mirror)

PECHINO - Un bambino appena nato è riuscito a sopravvivere dopo essere stato gettato nella toilette dalla madre. E' accaduto in Cina.
 Il piccolo, chiamato Xiaoxiao dai medici, è stato salvato dai passanti che avevano ascoltato urla di neonato provenire dalla fogna.

I soccorritori lo hanno trovato in una pozza d'acqua.
Il pompiere Li Zhi ha dichiarato ai media: 'E' stata davvero una corsa contro il tempo perché qualcuno avrebbe potuto gettare nella fogna qualsiasi altra cosa oppure il bambino sarebbe potuto morire annegato". E' stato un miracolo che sia sopravvissuto. Quando è stato tirato fuori aveva ancora il cordone ombelicale. Le forze dell'ordine stanno cercando di risalire all'identità della madre.


Fonte: leggo.it

cronache criminali

venerdì 5 dicembre 2014

Andrea Loris Stival, mamma consegnò fascette a maestra dopo l’omicidio

L'episodio viene riportato dal Corriere della Sera e getta nuovi dubbi su Veronica Panarello. Accertamenti sul sul rilevatore Gps per analizzare il percorso compiuto la mattina del 29 novembre. Avvocato: "E' estranea ai fatti"

Andrea Loris Stival, mamma consegnò fascette a maestra dopo l’omicidio
Le indagini sulla morte di Loris Stival si concentrano sempre di più sulla madre, Veronica Panarello. Non è indagata. Ma i tasselli di quella mattina di sabato 29 novembre, messi insieme da polizia e carabinieri, aumentano i sospetti su di lei. L’ultimo – riportato dal Corriere della Sera – riguarda un mazzo di fascette da elettricista. Veronica ne avrebbe consegnato uno alle maestre del bambino di 8 anni, andate a casa Stival per porgere le condoglianze dopo l’omicidio. “Ve le restituisco, sono quelle che servivano per le lezioni di scienze”. Un episodio strano, a cui le  insegnanti su due piedi non danno particolare peso. Anche se sono convinte che quelle strisce di plastica non siano mai state utilizzate dai bambini in classe, né per le lezioni di scienze né per qualche altra attività, come conferma la preside dell’istituto Giovanna Campo. Le maestre le consegnano agli investigatori. Ma adesso quell’episodio viene riletto sotto un’altra luce. Perché i nuovi esami medico legali (non ancora conclusi) sembrano aver fissato un punto fermo: prima di essere gettato nel canalone in contrada Vecchio Mulino, 4 chilometri da Santa Croce Camerina (Ragusa), Loris è statostrangolato con una fascetta da elettricista, una di quelle che una volta strette non possono più essere aperte se non con un coltello, un temperino o un paio di forbici. Proprio sul collo del bambino è stata rinvenuta una ferita verticale, probabilmente compatibile con un taglio; e dei graffi forse causati dalla base zigzagata della stringa di plastica.
Un nuovo tassello, dunque, che si aggiunge ad altri due punti oscuri di questo omicidio. A cominciare dal video di una telecamera di videosorveglianza piazzata poco lontana dalla casa di via Garibaldi degli Stival. Immagini che smentirebbero la versione di Veronica che continua a sostenere di aver accompagnato Loris alla scuola elementare Falcone e Borsellino di via Fratelli Cervi. Quella mattina, secondo i detective, il bambino non è mai arrivato in classe. In quei frame si vede invece il piccolo che torna verso casa. Forse dopo un litigio con la mamma. Perché, questo lo riferisce la stessa Veronica, “mio figlio non andava volentieri a scuola perché diceva che lo prendevano in giro. Da circa una settimana il bambino aveva manifestato l’intenzione di non andare più a scuola”. E quel sabato mattina il piccolo glielo disse nuovamente. “Loris -racconta la Panarello – non voleva andare a scuola ma voleva venire con me al castello ma io gli dissi di no perché avevo il corso”.
Ci sono poi le contraddizioni che saltano fuori incrociando i due verbali riempiti dalla mamma la sera del 29 e 30 novembre negli uffici della Questura. La lente degli investigatori si focalizza su tre punti in particolare: un sacchetto della spazzatura, la partecipazione della donna a un corso di cucina e la distanza a cui il piccolo Loris sarebbe stato lasciato da scuola.
Immagini, incongruenze ed episodi strani. Questi al momento sono i frammenti della storia che gettano sospetti sulla mamma di Loris.Per ora l’unico indagato rimane Orazio Fidone, il 64enne che per primo ha scoperto il cadavere. Lei, Veronica, sostiene di “aver detto la verità. Quella mattina l’ho accompagnato a scuola”. Nuove indicazioni sul suo racconto e sul percorso compiuto quel 29 novembre potranno venire dall’esame del rilevatore Gps presente sulla sua Polo nera. Questa mattina i tecnici stanno cercando di accertare se è possibile estrapolare dati utili. La notizia, anticipata da La Sicilia, ha trovato più conferme.  “La mamma di Loris ha autorizzato volontariamente l’acquisizione del Gps – spiega il legale della ragazza, l’avvocato Francesco Villardita – che era stato istallato nella sua auto nell’ambito di un contratto stipulato con la compagnia assicurativa. Non è stato sequestrato, così come la Polo: è acquisita agli atti dell’inchiesta perché la mia assistita non è indagata. Ed è estranea ai fatti”.
cronache criminali

giovedì 4 dicembre 2014

Andrea Loris Stival, effettuato test del Luminol in casa della famiglia

Durante la perquisizione eseguito l'esame per cercare tracce di sangue. Gli investigatori stanno ricostruendo la mattinata di mamma Veronica, tante le contraddizioni. La preside: "Non marinava le lezioni, frequentava assiduamente l'istituto". Carabinieri e polizia ricostruiscono gli spostamenti di quella mattina

Andrea Loris Stival, effettuato test del Luminol in casa della famiglia
Non è indagata. Ma le bugie raccontate su quella mattina di sabato 29 novembre trasformano mamma Veronica in una sospettata agli occhi degli investigatori che indagano sulla morte di Loris Stival, 8 anni, sparito da Santa Croce Camerina (Ragusa), e trovato cadavere in un canalone di cemento a quattro chilometri di distanza. La donna ha sostenuto e continua a sostenere di essere uscita di casa a bordo della sua Polo nera e di aver lasciato il bambino a pochi metri dall’ingresso della scuola elementare. Non è vero, sostengono gli investigatori. Non c’è un solo riscontro che confermi questa versione. A cominciare dal video di una telecamera di videosorveglianza piazzata a pochi metri dalla casa degli Stival racconta un'altra storia. Intorno alle 8 di quel sabato si vedono Veronica Panarello, 25 anni, e i due figli che si avvicinano all’auto. Poi si scorge una sagoma, che i detective pensano sia di Loris, tornare verso casa dopo una “discussione”. Perché Veronica e Loris avrebbero dovuto litigare? Forse – ipotizzano carabinieri e polizia – perché, come ha messo la donna a verbale, nell’ultimo periodo il figlio non andava volentieri a scuola. Il dato certo è che Loris quella mattina non è mai arrivato alla Falcone e Borsellino. Per questo i cani molecolari non hanno annusato nessuna traccia del bambino nel punto dove la mamma ha raccontato di averlo lasciato.
Squadra mobile e carabinieri, coordinati dal procuratore di RagusaCarmelo Petralia, stanno ricostruendo l’intera mattinata di Veronica partendo dalle sue dichiarazioni che talvolta combaciano con i riscontri delle indagini e talvolta no. La Polo nera viene immortalata dopo le 9 mentre rientra nell’abitazione di via Garibaldi, dopo che Veronica ha accompagnato il figlio più piccolo di 9 anni alla ludoteca e aver chiacchierato con la panettiera. L’auto – ricostruisce il Corriere della Sera – viene catturata nuovamente dalla telecamera di videosorveglianza intorno alle dieci, quando Veronica esce nuovamente da casa per buttare un sacchetto della spazzatura. Per la seconda volta, perché la donna ha spiegato di averne buttato già via uno quando era uscita per accompagnare i bimbi a scuola. Un particolare, quello del sacchetto, non irrilevante per gli investigatori che chiedono alla donna perché buttare via due volte in pochi minuti un sacchetto dell’immondizia? “Perché Loris – riporta il giornale di via Solferino – scendendo con me prima lo aveva dimenticato di sopra”, ha messo a verbale la 25enne nel suo primo interrogatorio. Il sacchetto è stato cercato, ma non è stato trovato.
Pochi dettagli emergono anche dai tabulati telefonici. Veronica chiama il marito Davide, fuori per lavoro da qualche giorno, intorno alle 10. Giusto un saluto, poi la mamma del piccolo Loris monta di nuovo in macchina per andare a una lezione di cucina a Castello di Donnafugata. Fino a quando non si è presentata davanti a scuola, intorno alle 13, per riprendere il bambino che era già morto intorno alle 9 e 30 – dice l’autopsia – strangolato con una sola mano e gettato in un canalone in contrada Vecchio Mulino, dove il suo cadavere verrà ritrovato introno alle 16 e 55 dal 64enne Orazio Fidone. La sua casa questa mattina (giovedì 5 dicembre) è stata perquisita dalla polizia Scientifica. Al momento l’uomo rimane l’unico indagato.
Veronica aspetta davanti a scuola fino a che l’ultimo bambino non esce. Non vede Loris. Chiede ai vigili, ma non alle maestre che eppure sono sempre dentro l’istituto di via Fratelli Cervi. Intorno alle 13 la donna lancia l’allarme. Nel pomeriggio c’è un altro dettaglio su cui si sono concentrati i detective. Mentre il pese si mobilita per cercare Loris, mamma Veronica parla con una vicina raccontando la sua mattinata impegnativa. Un ricostruzione che alla vicina appare fin troppo dettagliata.
Ma anche le parole dette da Veronica per ricostruire il profilo del figlio sembrano essere smentite dalle altre persone che conoscevano Loris. Sabato 29 novembre, subito dopo la scoperta del cadavere, mamma Veronica descrive il piccolo come un ragazzino aperto che dava confidenza a tutti e che aveva già marinato la scuola. Diverso il parere di una zia paterna, secondo cui il bambino “era diffidente, chiuso, non dava facilmente confidenza agli estranei”. Mentre il preside della Falcone e Borsellino Giovanna Campo, in a Sky Tg24, dice Loris frequentava la scuola “con assiduità” e “aveva fatto un numero di assenze minimo, solamente due dall’inizio dell’anno”.
Intanto ieri (mercoledì 3 dicembre) i carabinieri, poliziotti della Mobile e della Scientifica hanno svolto una perquisizione di tre ore nella casa degli Stival, sequestrando un pc, quaderni e disegni del piccolo. E’ stato effettuato anche il test del Luminol, un esame che serve a cristallizzare eventuali tracce di sangue e Dna.
Agli investigatori non sono passati inosservati nemmeno i problemi della donna che avrebbe tentato il suicidio due volte. Così come la sua infanzia complicata, e il rapporto difficile con la madre. Veronica continua a ripetere la sua versione: “Ma come ve lo devo dire? Io – dice al quotidiano La Sicilia – quella mattina Loris l’ho accompagnato vicino alla scuola. Era uscito di casa assieme a me e al fratellino, siamo arrivati in macchina e l’ho lasciato. Poi, all’uscita sono andato a prenderlo e non c’ era più. Le cose sono andate così, questa è la verità“.
cronache criminali

martedì 2 dicembre 2014

Bimbo ucciso, cacciatore sentito per ore ma la Questura ora convoca un 18enne

Orazio Fidona ufficialmente interrogato per delle armi non regolari in casa. Intanto nuovi esperti della scientifica arrivano a Santa Croce Camerina. Tra le piste seguite anche quella di un 18enne e l'amico di famiglia


Bimbo ucciso, cacciatore sentito per ore ma la Questura ora convoca un 18enne

 "No, non ci sono riscontri": così fonti investigative commentano indiscrezioni di stampa sul ritrovamento di tracce di Dna di Orazio Fidona, il cacciatore che ha ritrovato Loris Stival morto, sul corpo del ragazzino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Fidona è stato sentito nuovamente fino all'1.30 di notte dagli investigatori ma non risulta indagato. In questura è stato anche sentito un 18enne, un vicino di casa.

Sospetti su un 15enne e l'amico di famiglia - Non c'è però solo il cacciatore tra le possibili piste seguite dagli inquirenti. Si cercano riscontri anche su alcune testimonianze, fornite dagli amici di Loris. Il bimbo pare che frequentasse un ragazzo più grande, un 15enne. Si cerca infatti nelle telecamere della zona la presenza dello scooter di questo ragazzo nelle ore in cui il bimbo è scomparso. La terza pista che stanno battendo in Procura è quella dell'amico di famiglia o comunque una persona familiare al piccolo. Qualcuno che lo abbia avvicinato e convinto a seguirlo.

Gli abusi e gli slip mancanti - Anche se in procura continuano a dire che l'ipotesi degli abusi al momento non ha riscontri, da fonti investigative trapelano indiscrezioni agghiaccianti. Loris sarebbe stato trovato senza slip e coi pantaloni slacciati. Particolari che non fanno altro che rinfocolare la tesi secondo la quale alla base dell'omicidio ci sarebbe un movente sessuale. 

Notte di indagini e sopralluoghi di Ps e Cc - E' stata una lunga, ennesima, notte di interrogatori, deposizioni raccolte e sopralluoghi: Polizia e Carabinieri proseguono le indagini sull'uccisione di Loris Stival. Arrivati sul posto anche esperti biologi della polizia scientifica e dello Sco, che in serata hanno compiuto un sopralluogo, anche con il luminol, nella zona di Mulino Vecchio, nel canalone dove è stato rinvenuto il corpo.

Il cacciatore interrogato per ore - Attorno all'1.30 di notte è invece tornato a casa, a Santa Croce Camerina, dopo una lunga deposizione in qualità di persona informata dei fatti, Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il cadavere di Loris Stival. Fidone è stato sentito, in assenza di avvocato, sul ritrovamento di munizioni nella sua abitazione. Secondo quanto si è appreso, non era in possesso delle necessarie autorizzazioni a detenerle. Il nuovo interrogatorio non è collegato con l'indagine sulla morte di Loris. Tali accertamenti infatti non riguarderebbero l'inchiesta per sequestro di persona ed omicidio aperta dalla Procura di Ragusa, senza indagati. 

Fonte: tgcom24.mediaset.it

cronache criminali

lunedì 1 dicembre 2014

Orrore in Sicilia: Andrea Loris violentato e ucciso

Gli sconvolgenti risultati dell’autopsia confermano la drammatica fine del bimbo. Sequestrata l’auto del cacciatore che l’ha trovato, ma l’uomo non è indagato

ANSA
Il corpo del piccolo Andrea Loris è stato trovato in un canalone dietro un canneto isolato. Questo ha fatto pensare a un ritrovamento troppo fortunato. Ma il cacciatore non è indagato
Cominciano a vederci più chiaro, gli investigatori alle prese con il mistero della morte del piccolo Andrea Loris Stival. E quel che vedono, li inorridisce. I risultati dell’autopsia sono sconvolgenti. Il piccolo Andrea Loris è stato violentato e ucciso. Una morte violenta dovuta a un colpo terribile al cranio. E quindi la procura della Repubblica ha avviato un’indagine per omicidio volontario. Al momento l’indagine è contro ignoti, ma ciò non significa che chi indaga brancoli nel buio.  

Nessuna telecamera  
Il procuratore capo Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota stanno lavorando a tempo pieno. Sanno che il tempo è cruciale. Misurano le notizie. Sperano anche nel colpo di fortuna: qualche telecamera tra le oltre trenta del paese, a visionarle con pazienza, può regalare un’immagine importante. Si cerca il bimbo in un’auto. Loris infatti è morto per mano di qualcuno che conosceva bene. Così bene da fidarsi di lui, marinare la scuola, e andare via assieme. Su questo aspetto in famiglia sono categorici: Andrea Loris era un bambino introverso, non si sarebbe mai allontanato con uno sconosciuto. Ma finora le telecamere sono state avare. Il bimbo non si vede mai. 

Caccia allo zainetto  
L’ipotesi dell’incidente è stata scartata fin da subito per una serie di motivi. Il principale: è scomparso lo zainetto che il bambino aveva sulle spalle quando la madre l’ha accompagnato a scuola e l’ha salutato come accadeva ogni mattina. Dov’è ora lo zainetto con dentro i quaderni, le penne, le due merendine che la mamma aveva amorevolmente infilato tra i libri? Nel canalone dove è stato trovato il corpo di quel cucciolo d’uomo, lo zainetto non c’è. La magistratura ha dato ordine a polizia e carabinieri di fare il possibile e anche l’impossibile per trovarlo. Lo zainetto può diventare la chiave per risolvere il mistero. Si potrebbe trovare un’impronta che non dovrebbe esserci, una traccia genetica, un segno lasciato dall’assassino. È divenuto così importante, lo zainetto, che i rifiuti di Santa Croce Camerina per qualche giorno non verranno portati in discarica. Prima i cassonetti dovranno essere vagliati.  
È un mistero atroce, in verità, la scomparsa di un bimbo che avrebbe dovuto fare appena pochi passi, dalla portiera di un’auto al cancello della scuola, e che invece non varca il portone e se ne va da tutt’altra parte. Dove? Con chi? Perché? Nel frattempo si procede alla vecchia maniera, bussando porta a porta, interrogando commercianti, contadini, passanti. Ci sono molti che pensavano di aver visto qualcosa, ma quando poi si entra nel dettaglio di quella certa felpa o quel certo colore di pantaloni, le certezze di colpo vacillano.  

Sequestrata l’auto del cacciatore  
Gli investigatori hanno voluto riascoltare anche il cacciatore che ha scoperto il cadavere di Andrea Loris. Avvolgono e riavvolgono il film del suo racconto. C’è qualcosa che non li convince. A qualcuno pare che sia stato troppo fortunato, quel ritrovamento in un canneto come mille altri, quando si era all’imbrunire, in un luogo pochissimo frequentato. Sia chiaro: il signor Orazio Fidone è un testimone e non un indagato. È un fatto, però, che sulla sua macchina, sequestrata, si stanno facendo accertamenti.  

Qualcuno ce l’ha portato  
Proprio lì dove è stato trovato il corpo, un anziano di 87 anni, Peppino Caggia, un ex carabiniere, proprietario del vecchio mulino che dà il nome alla zona, è solito passare le sue mattinate a zappare l’orto. Da due giorni non si dà pace: era stato in campagna anche sabato mattina, tra le 8 e le 11, quando Andrea Loris era già scomparso, ma non ha visto né sentito nulla. Se Andrea Loris è arrivato fino a quel canalone di cemento, di sicuro non ci è arrivato da solo. Sono quasi tre chilometri dalla scuola. E poi la strada è pericolosa, è una provinciale dove le auto corrono. E nessuno l’ha visto.  
In conclusione, qualcuno ce l’ha portato, molto probabilmente in auto, e l’ha buttato giù. Loris probabilmente era già morto. Il referto dei medici legali parla di graffi sul corpo e dice che il cranio è gravemente danneggiato. Alla base del canalone ci sono tracce di sangue, ma non abbastanza copiose. Tutto lascia pensare che Loris sia stato ucciso altrove e che l’omicida si sia disfatto del cadavere al mulino vecchio. D’altra parte, l’autopsia ha chiarito che il bambino è morto quasi subito dopo essere scomparso. Chi ha provveduto a disfarsi del corpo probabilmente sapeva che il carabiniere in pensione a una certa ora rientra in paese. Tanti piccoli tasselli per comporre un puzzle: questo è il lavoro degli investigatori.  

Fonte: lastampa.it

cronache criminali

domenica 30 novembre 2014

Ragusa, mistero sulla morte del piccolo Andrea. Si cerca lo zainetto. E spunta un testimone

Visibile ematoma sul volto del bambino trovato morto a Scoglitti. Gli investigatori stanno visionando i filmati delle videocamere di sorveglianza vicino alla scuola e a casa.
Proseguono serrate le indagini sulla morte del piccolo Andrea Loris, il bambino di 8 anni trovato morto in un canalone di cemento poco distante da un mulino a Scoglitti, frazione di Vittoria, nel Ragusano. Gli investigatori si stanno concentrando sulle ore in cui il piccolo è sfuggito all’attenzione della madre, una casalinga di 25 anni, che alle 8,30 di ieri mattina l’ha accompagnato a scuola, lasciandolo a pochi metri dall’ingresso. A lanciare l’allarme, ma solo alle 12,30, la stessa donna, quando è andato a riprenderlo.  

L’ematoma sul viso del bambino  
Al momento la procura di Ragusa non esclude alcuna ipotesi: incidente, omicidio o quella atroce della pedofilia, ma gli inquirenti hanno ammesso la presenza di un visibile ematoma sul viso del piccolo. «Chi ci ficiru na faciuzza “o piciriddu” («Che hanno fatto alla faccia del bimbo»), continuava a ripetere la madre stanotte.  

Spunta un testimone  
Stamattina è spuntato un testimone: la nuora di un’amica del nonno del piccolo ha visto il bambino dopo le 9 del mattino, senza essere entrato a scuola quindi, che passeggiava in paese ed era senza zaino. Gli investigatori hanno rivolto un appello ai cittadini: «chiunque ritrovi uno zaino ovetto, di colore blu con le cinghie gialle, avverta subito la polizia o i carabinieri senza toccarlo».  

Le immagini delle videocamere di sorveglianza  
Stamattina si sono svolti i sopralluoghi sul luogo del ritrovamento. Gli investigatori hanno visionato le riprese del sistema di sorveglianza di un panificio verificando che la mamma, dopo aver lasciato il figlio più grande, ha accompagnato all’asilo quello di quattro anni. Alla titolare dell’esercizio dice: «Oggi non gli ho preso il panino perché gli ho dato due brioche per la merenda». Il padre del bambino, che lavora come autotrasportatore, ieri invece era a Roma.  

In paese teme la presenza di un «orco»  
Intanto a Santa Croce di Camerina, iniziano a circolare le prime supposizioni: si teme la presenza di «un orco», spiega Christian, 18 anni, vicino di casa. «Anche se qui una cosa del genere non è mai accaduta». E sul ragazzino: «Un incidente? Non ci crediamo proprio, qualcuno deve essere stato: lui non si allontanava mai da solo era un ragazzo tranquillo».  

La prozia: “Non può avere fatto tutta questa strada da solo”  
«Era diffidente, non si fidava degli estranei, non parlava con chi non conosceva perché era molto introverso ma anche molto ma molto intelligente», racconta la sorella del nonno paterno del bambino. Accanto al luogo del ritrovamento conversando con i cronisti la donna rivela i suoi «tanti, tanti dubbi». «Un bimbo di otto anni non può fare - spiega - tutta questa strada da solo». Alla domanda dei giornalisti se il piccolo avesse potuto accettare un passaggio da uno sconosciuto la donna sostiene di escluderlo e quindi il pensiero va ad una persona conosciuta: «Il dubbio c’è - afferma - è normale, non ne abbiamo la certezza ma il dubbio c’è e c’è anche la speranza che presto la magistratura, polizia e carabinieri risolvano il caso e ci dicano cosa è accaduto».  

L’appello ai cittadini: “Chi sa parli”  
«Raccomandiamo a tutti cittadini di fornire eventuali dettagli utili per la prosecuzione delle indagini mediante segnalazioni, anche anonime, ai numeri d’emergenza 112 e 113 o recandosi presso un qualunque ufficio di Polizia», l’appello alla popolazione del capo della Mobile di Ragusa, Nino Ciavola, e il comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri, Domenico Spadaro. «Faremo il punto oggi pomeriggio in Procura - ha detto il procuratore Carmelo Petralia - ma ai fini delle indagini sarà fondamentale l’esame autoptico che il medico legale Beppe Iuvara effettuerà, molto probabilmente, domani mattina». 

Fonte: lastampa.it
cronache criminali