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giovedì 23 luglio 2015

Mafia, sequestro 600mila euro beni

Taranto, sono di noto pregiudicato

Mafia, sequestro 600mila euro beni

La Dia di Lecce ha messo sotto sequestro in provincia di Taranto numerosi beni mobili e immobili riconducibili al 66enne Pasquale Putignano. Si tratta di un noto pregiudicato di Palagiano (Taranto) gia' condannato per associazione di stampo mafioso finalizzata, tra l'altro, all'estorsione. Il valore dei beni sottoposti a sequestro (tre appartamenti, due fondi rustici e sei conti correnti bancari e postali) ammonta complessivamente a 600mila euro.


cronache criminali

venerdì 26 giugno 2015

Bimba sequestrata, Sara Ammar è tornata in Italia dopo odissea di 5 anni

Nel 2010 il padre egiziano era fuggito in Egitto con la piccola

Bimba sequestrata, Sara Ammar è tornata in Italia dopo odissea di 5 anni

"La piccola Sara Ammar e sua madre Sandra Fardella sono finalmente arrivate questa mattina in Italia assistite dall'ambasciatore italiano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni annunciando la positiva conclusione della vicenda della minore italiana, sequestrata dal padre egiziano nel gennaio 2010, portata in Egitto e da allora irreperibile.

"E' il felice epilogo di una vicenda che il governo ha seguito con la massima attenzione e che ha visto la Farnesina lavorare intensamente per raggiungere questo risultato", ha detto Gentiloni, aggiungendo che "il caso era stato anche oggetto a maggio di un intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella". 

"Ringrazio le autorità egiziane per il loro impegno a tutti i livelli, che ha permesso l'esecuzione della sentenza che stabilisce che la custodia della figlia spetta alla madre", ha concluso il ministro.


cronache criminali

giovedì 14 maggio 2015

Sequestrate 2mila confezioni di Viagra: denunciata la figlia del boss

Sequestrate 2mila confezioni di Viagra: denunciata la figlia del boss

Il valore: 50mila euro. Nel corso di controlli, i carabinieri hanno trovato degli scatoloni in un sottoscala: maxi stock clandestino

Sequestrate 2mila confezioni di Viagra: denunciata la figlia del boss

Sequestrate 2mila confezioni di Viagra: denunciata la figlia del boss

Duemila confezioni di viagra, per un valore di 50mila euro, sono state sequestrate dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli nel corso di una perquisizione domiciliare, alla ricerca di armi illegali, in casa della figlia di un boss deceduto.
Gli scatoloni erano in un sottoscala: all'interno, pacchi da otto confezioni di un farmaco equivalente del viagra, vendibile sotto il controllo medico e previa ricetta. Aprendo tutte le scatole i militari hanno alla fine contato un maxi stock clandestino da 1.920 confezioni.
Sequestrate 2mila confezioni di Viagra: denunciata la figlia del boss
Tutto il materiale è stato sequestrato e la donna, una 39enne proprietaria della casa, è stata denunciata per ricettazione. Proseguono le indagini per stabilire la provenienza dei farmaci e a che tipo di traffici illeciti possano essere riconducibili.


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martedì 28 aprile 2015

Sequestra minore: 20enne arrestato

Salerno, ragazzina adescata sul web

Sequestra minore: 20enne arrestato

Un 20enne è stato arrestato dai carabinieri di Sala Consilina (Salerno) con l'accusa di sequestro di persona nei confronti di una 12enne adescata sul web. Il giovane ha contattato la minorenne via Facebook e poi si è recato dinanzi alla scuola media frequentata dalla ragazzina. L'arrestato ha fatto salire a bordo della sua auto la 12enne e si è allontanato. I carabinieri hanno rintracciato i due dopo la denuncia dei genitori.


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Milano, blitz a Chinatown: sequestrati 39 milioni di articoli pericolosi

La Guardia di Finanza scopre una rete di importatori che commercializzava prodotti illeciti: otto persone denunciate

Milano,blitz a Chinatown: sequestrati 39 milioni di articoli pericolosi

Una imponente operazione della Gdf di Milano contro l'importazione illecita e la commercializzazione abusiva di prodotti contraffatti e pericolosi. Al centro, ancora una volta, traffici e magazzini gestiti da organizzazioni cinesi che facevano capo alla zona di Chinatown. "Le indagini - spiega una nota della Gdf - hanno portato alla denuncia complessiva di 8 persone e al sequestro di articoli per un controvalore di 28 milioni di euro".


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venerdì 24 aprile 2015

Ragusa, sequestra donna: arrestato

Romena sfruttata e violentata per anni

Ragusa, sequestra donna: arrestato

I carabinieri di Ragusa hanno arrestato un 67enne, Salvatore Nicosia, con l'accusa di sequestro di persona aggravato e violenza sessuale continuata aggravata. L'uomo aveva offerto un lavoro alla 45enne Erika, romena, cominciando a sfruttarla nei campi. Poi l'ha segregata impedendole di uscire da sola e infine l'ha violentata per anni, tanto che la donna per quattro volte ha abortito.


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martedì 14 aprile 2015

Pavia, sotto sequestro "ospizio"

No accreditamento Asl, denunciata 25enne

Pavia, sotto sequestro "ospizio"

I carabinieri hanno posto sotto sequestro una struttura per anziani di Gambolò, in provincia di Pavia, dove erano ospitati cinque anziani. La struttura è risultata sprovvista dell'accreditamento dell'Asl necessario per accogliere persone non autosufficienti, quali erano i pazienti. La titolare e gestore di fatto, una donna rumena di 25 anni, ritenuta responsabile delle carenze organizzative e assistenziali, è stata denunciata.


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lunedì 23 marzo 2015

Modella svedese sequestrata e stuprata per sei mesi: arrestato un uomo

Accusato un 42enne italiano di Cinisello Balsamo che era uscito di galera nel 2013 dopo una condanna analoga. A denunciare la situazione un vicino che ha sentito le urla della ragazza di 23 anni
Modella svedese sequestrata e stuprata per sei mesi: arrestato un uomo

Una modella svedese di 23 anni è stata sequestrata, picchiata, torturata e stuprata per sei mesi da un 42enne italiano di Cinisello Balsamo (Milano), uscito di galera nel 2013 dopo una condanna per un identico episodio ai danni di un’altra ragazza. Salvata dall’intervento dei carabinieri di Sesto San Giovanni, intervenuti grazie ad un vicino di casa dello stupratore che l’ha sentita gridare, la giovane è stata ricoverata in ospedale in grave stato di prostrazione, sotto shock e denutrita.


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venerdì 20 febbraio 2015

Svezia, tre figlie segregate in casa per dieci anni: arrestata la mamma 59enne

Shock nella cittadina di Bromolla: una delle tre ragazze è riuscita a fuggire e ha allertato i vicini. Il presunto papà: "Le cerco da 17 anni"

Svezia, tre figlie segregate in casa per dieci anni: arrestata la mamma 59enne

Per più di dieci anni tre sorelle sono state segregate all'interno della loro abitazione dalla madre 59enne. E' la drammatica storia che arriva dalla da Bromolla, cittadina della Svezia meridionale. E' stata proprio una delle vittime, che hanno oggi 32, 24 e 23 anni, a lanciare l'allarme fuggendo dal bilocale e chiedendo aiuto ai vicini. La loro mamma è stata arrestata dalla polizia svedese.

Le tre giovani, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dormivano su materassi gonfiabili all'interno dell'appartamento di 65 metri quadrati sprovvisto persino di televisione. 

Presunto papà: "Le ho cercate per 17 anni" - In un'intervista a un quotidiano svedese, un uomo che afferma essere il papà delle tre ragazze segregate in casa dalla madre, dichiara: "E' da 17 anni che cerco invano le mie tre figlie". Sembra infatti che la donna si sia trasferita solo recentemente nell'appartamento di Bromolla.


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Doping, perquisizioni Nas a Savona

Traffico farmaci illegali in palestre

Doping, perquisizioni Nas a Savona

I Nas di Genova hanno eseguito 20 perquisizioni a Savona e Imperia. Nel mirino degli investigatori il traffico illegale, in alcune palestre, di farmaci contenenti sostanze dopanti provenienti dall'est Europa e privi di qualsiasi autorizzazione e controllo di qualità. I farmaci venivano acquistati su internet per poi essere ceduti a giovani body-builders, alcuni dei quali partecipanti a competizioni nazionali e internazionali.


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venerdì 6 febbraio 2015

Campobasso, bimbo denuncia sequestro

"Libero dopo un'ora", indagano i cc

Campobasso,bimbo denuncia sequestro

Un bambino di 9 anni di Palata (Campobasso) ha raccontato di essere stato costretto da uno sconosciuto a salire a bordo di una Panda di colore bianco, che si è diretta alla periferia del paese, dove, un'ora dopo, sempre secondo il racconto del piccolo, è stato abbandonato. Sulla fatto, che sarebbe avvenuto il 28 novembre, i familiari hanno presentato un esposto-querela contro ignoti: i carabinieri indagano per sequestro di persona.


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martedì 3 febbraio 2015

Ostaggio dei banditi per una notte. In Sardegna torna l’incubo sequestri

Oristano, i malviventi si sono fatti consegnare dall’impiegato le chiavi della banca e ha saccheggiato il caveau. Poi sono fuggiti. Partita la caccia all’uomo

Ostaggio dei banditi per una notte. In Sardegna torna l’incubo sequestri

L’incubo è durato quasi sei ore: una notte intera con una pistola puntata sugli occhi, faccia a faccia con cinque banditi. I sequestratori, in Sardegna, sono tornati in azione a distanza di anni: questa volta hanno agito ad Arborea, una cittadina di agricoltori e allevatori, colonia veneta di fondazione mussoliniana. Per portare a termine il piano, il commando ha preso di mira Alberto Neri, un impiegato di 39 anni della Banca di Credito cooperativo. 

In cinque si sono presentati nella sua casa intorno a mezzanotte e fino all’alba lo hanno tenuto in ostaggio. Per farsi aprire la porta hanno staccato la corrente elettrica e appena si è affacciato l’impiegato è stato aggredito. A quel punto lo hanno legato e costretto a svelare come disinserire l’allarme e a consegnare le chiavi della banca. Poco dopo la banda si è divisa: in due hanno custodito l’ostaggio e altri tre sono andati all’assalto del caveau. Armati di trapani e martelli pneumatici hanno lavorato per ore all’interno dell’istituto di credito. Sono entrati e hanno raggiunto la zona delle casseforti ma ancora non è chiaro se siano riusciti a portar via il denaro.  

Alle cinque del mattino i tre sono tornati a casa di Alberto Neri: “Tutto a posto, possiamo andare”. L’impiegato è rimasto legato e i banditi sono fuggiti con la sua Golf. Alle sei del mattino il trentanovenne è riuscito a liberarsi e a chiedere aiuto. In Sardegna è ancora in corso una gigantesca caccia all’uomo ma il commando di sequestratori è riuscito a dileguarsi.  

Fonte: lastampa.it

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venerdì 23 gennaio 2015

San Lorenzo, finti agenti Dia sequestrano e rapinano commerciante

San Lorenzo, finti agenti Dia seqeustrano e rapinano commerciante
Il colpo è avvenuto alle prime luci dell'alba. Si sono presentati davanti casa sua, armati e incapucciati, per poi caricarlo su un'auto. Gli hanno portato via 5 mila euro e le chiavi di casa. Poi sono andati nel suo appartamento, ma qualcosa è andato storto. Indaga la polizia
San Lorenzo, finti agenti Dia sequestrano e rapinano commerciante

San Lorenzo, finti agenti Dia seqeustrano e rapinano commerciante

E' stato sorpreso davanti casa da alcuni finti agenti della Dia che gli hanno portato via 5 mila euro in contanti, il cellulare e le chiavi di casa. La polizia indaga su una rapina con sequestro avvenuta oggi, intorno alle 5 del mattino in viale Strasburgo. Due o tre malviventi, incappucciati e armati, si sono presentati a casa di uomo che si stava recando al mercato ortofrutticolo dove gestisce un'attività. Dopo averlo caricato su una grossa auto, lo hanno abbandonato in mezzo alla strada per poi tornare nella sua abitazione e ripulirla da cima a fondo. Ma lì qualcosa è andato storto.
Alle prime luci dell'alba i malviventi si sono presentati davanti casa del povero malcapitato. Hanno bussato alla porta, con indosso alcune repliche delle pettorine della Dia, incappucciati ed armati. Con una scusa lo hanno portato via prima che potesse salire nella propria auto per cominciare una giornata di lavoro come tante altre. L'uomo a quel punto è salito sull'auto dove ha scoperto cosa stesse realmente accadendo. La banda, sotto la minaccia delle armi, gli ha portato via 5 mila euro, il cellulare e le chiavi di casa. Dopo aver fatto un giro di qualche minuto sul Mercedes, il commerciante è stato scaricato in strada, sempre in zona San Lorenzo.
A quel punto i criminali si sono recati a casa dell'uomo dove, nonostante la puntigliosa pianificazione, hanno commesso un banale errore: stavano entrando nell'appartamento sbagliato. Il vicino di casa, sentendo rumori sospetti nella primissima mattinata, ha subito avvisato il 113 che, pochi minuti dopo, ha mandato sul posto alcune pattuglie. Sentendo le sirene, la banda è fuggita a gambe levate facendo perdere le proprie tracce. Oltre ai poliziotti è stato richiesto l'intervento della Scientifica, nel tentativo di trovare indizi utili per risalire all'identità dei malfattori.
Le indagini proseguiranno anche tramite l'analisi dei video ripresi dai circuiti di videosorveglianza piazzati nei paraggi, cercando di individuare l'ipotetico percorso fatto dalla banda durante la fuga. Con l'occasione la Questura ricorda di prendere sempre maggiori precauzioni: "Quando qualcuno si presenta alla vostra porta sostenendo di essere delle forze dell'ordine, prima di aprire è bene fare una chiamata ai numeri telefonici di emergenza, e dunque 113 e 112, per accertarsi che ci sia davvero un controllo o un'operazione in corso".


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venerdì 16 gennaio 2015

Due sorelle ultranovantenni segregate in una casa "lager" di Milazzo

Due sorelle ultranovantenni segregate in una casa "lager" di Milazzo

Il presunto "carceriere" sarebbe stato il suocero di una delle due donne. Scattata una misura cautelare per l'indagato
Due sorelle di 91 e 97 anni, gravemente malate e non autosufficienti, sarebbero state costrette a subire umiliazioni, maltrattamenti e percosse da un uomo di 68 anni, suocero di una delle due donne e che secondo i carabinieri sarebbe stato il loro "carceriere". Le due anziane erano segregate in un appartamento, nel centro di Milazzo , definito "un piccolo lager" dagli investigatori che tenevano da tempo sotto controllo l'abitazione. All'uomo è stato notificata una misura cautelare col divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese. Per i carabinieri sarebbe emerso "un quadro di rara malvagità e violenza". L'indagato, soprattutto quando provvedeva all'igiene e all'alimentazione delle due donne, si sarebbe accanito su di loro con violenza urlando, minacciandole più volte di morte, percuotendole con schiaffi e umiliandole. I carabinieri hanno fatto irruzione nell'appartamento mentre l'indagato si trovava all'interno e su disposizione dell'autorità giudiziaria lo hanno sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Assieme ai carabinieri sono intervenuti anche i medici del 118 che hanno soccorso le due anziane donne, accertando che, nonostante il pessimo stato di salute, non sono in pericolo di vita.
Fonte: nuovosud.it
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Parigi, uomo armato prende ostaggi in ufficio postale

Dalle due alle cinque persone sarebbero in mano a un uomo armato. Il caso non sarebbe apparentemente legato a terrorismo.

Parigi, uomo armato prende ostaggi in ufficio postale

Dalle due alle cinque persone sono in ostaggio di un uomo armato in un ufficio postale a Colombes, banlieu vicino a Parigi. Da prime testimonianze, sembra che si tratti di una rapina finita male e non di un atto legato al terrorismo. Secondo alcune testimonianze, l'uomo avrebbe compiuto il gesto dopo una delusione amorosa.

Bfmtv riferisce che l'assalto è iniziato alle 13: l'uomo era già noto alle forze dell'ordine. Un deputato della circoscrizione che comprende Colombes mostra la foto della zona isolata: 

Fonte:  rainews.it

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martedì 16 dicembre 2014

Sequestro record:170 milioni di braccialetti (cinesi) per bimbi

Sono risultati altamente tossici. Prima perquisizione al Centro Ingrosso Cina di Padova (4 milioni) poi nel resto del Veneto. Valore 10 milioni. Il produttore ha dichiarato redditi per 10 euro

Sequestro record:170 milioni di braccialetti (cinesi) per bimbi

PADOVA. La Guardia di Finanza di Padova ha concluso un’operazione nel settore della contraffazione e sicurezza dei prodotti, nei confronti di un imprenditore cinese operante nella zona industriale di Padova. Z.C. 27 anni, ha letteralmente “inondato” il mercato dei piccoli braccialetti giocattolo elastici e colorati, risultati contenere sostanze altamente tossiche.

Gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria, infatti, a seguito di specifica attività di intelligence, hanno individuato presso il Centro Ingrosso Cina una grossa partita di merce priva di qualsiasi nota informativa, della benché minima indicazione in lingua italiana ma, soprattutto, con un marchio “CE” risultato contraffatto.

Si è quindi proceduto ad un primo sequestro amministrativo di oltre 4.000.000 di pezzi, con il contestuale prelievo di campioni da inviare alla locale Camera di Commercio. Mentre i finanzieri, infatti, seguendo le “tracce contabili”, ricostruivano la filiera dell’importazione, la Camera di Commercio di Padova attivava l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli di Como, i cui laboratori specializzati certificavano la tossicità dei braccialetti.
In particolare, veniva riscontrata la presenza di Ftalati in misura 100 volte superiore a quanto autorizzato dal Ministero della Salute.
Le Fiamme Gialle, a questo punto, hanno effettuato una serie di perquisizioni nelle provincie di Padova, Venezia e Treviso sequestrando, questa volta penalmente, oltre 170.000.000 di braccialetti, per un valore commerciale di circa € 10.000.000.
I braccialetti sono stati sequestrati in particolare anche a Quinto di Treviso alla Lin Market in via Postumia 12 e a Mira alla Jindar Trading sulla Romea al civico 62.
Le indagini proseguono con la ricostruzione della posizione patrimoniale/fiscale dell’imprenditore che, nell’anno 2013, ha dichiarato un volume d’affari di appena 10 euro.
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lunedì 15 dicembre 2014

Ostaggi in una cioccolateria a Sydney. Il sequestratore chiede la bandiera Isis

L'uomo che tiene prigioniere diverse persone nel locale è armato e ha chiesto di parlare con il premier Tony Abbott. In cinque sono usciti. All'esterno continua l'assedio delle forze dell'ordine


Ostaggi in una cioccolateria a Sydney Il sequestratore chiede la bandiera Isis

Continua l'assedio alla cioccolateria Lindt a Martin Place, nel cuore di Sydney, dove un uomo armato tiene in ostaggio dalle 9 di mattina (le 23 di domenica in Italia) diverse persone (incerto il loro numero), tra addetti del caffè e clienti. In cinque sono finora usciti dal locale,  ma non si sa se siano riusciti a fuggire oppure se il sequestratore li abbia lasciati andare.

Intanto l'uomo armato all'interno del locale ha autorizzato alcuni degli ostaggi a parlare per telefono con emittenti locali per comunicare le sue richieste: vuole una bandiera dello Stato islamico e desidera parlare con il premier Tony Abbott. La polizia non ha però confermato queste notizie e ha chiesto ai media di non riferire quanto appreso dalle telefonate con gli ostaggi. 

Alcune persone nel caffè sono state viste mentre tenevano contro una finestra una bandiera nera con un testo in lingua araba "Non c'è altro dio che Allah. Maometto è il messaggero di Allah". Secondo vari media, l'uomo fa ruotare gli ostaggi davanti alle finestre e sembra che si muova all'interno del locale tenendo un ostaggio davanti a sè come scudo.

Poco prima delle 16 ora locale, tre uomini sono stati visti uscire di corsa da una porta anteriore, uno con le mani in alto. Circa un'ora dopo sono uscite da una porta laterale due donne, dipendenti del locale, una con indosso il grembiule Lindt, che si è gettata tra le braccia di uno dei molti poliziotti impegnati nell'assedio.

La vice comandante della polizia Catherine Burn ha detto che i negoziatori hanno stabilito un contatto con l'uomo, ma i suoi moventi non sono chiari. "Ci vorrà forse del tempo, ma vogliamo risolvere la cosa pacificamente. Secondo le informazioni che abbiamo finora nessuno è stato ferito".

Ci sono centinaia di poliziotti, molti dei quali sono armati di tutto punto e con indosso giubbotti antiproiettile, che hanno circondato l'area. Diversi edifici circostanti sono stati evacuati, fra cui la Reserve Bank, il consolato Usa e l'Opera House, dove autorità hanno parlato di un "incidente". 

Il Gran Mufti d'Australia, professor Ibrahim Abu Mohamed, ha dichiarato che la comunità musulmana è "devastata" dalla presa degli ostaggi. "Il Gran Mufti e il Consiglio australiano degli Imam condannano inequivocabilmente quest'atto criminale e ribadiscono che tali azioni sono condannate totalmente dall'Islam".


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lunedì 1 dicembre 2014

Usa, ragazzo prigioniero della matrigna per quattro anni

Tenuto nascosto dietro una finta parete nel garage

REUTERS
Il ragazzino di 13 anni è stato tenuto nella casa-prigione dal padre e dalla matrigna (nella foto) per quattro anni. È riuscito a fuggire mandando un sms alla sorella

È ritornato alla vita dopo quattro anni di segregazione, il ragazzino afroamericano di 13 anni che per tutto questo tempo era vissuto nascosto al resto del mondo dal padre e dalla matrigna alla periferia di Atlanta, in Georgia. Costretto a vivere in un mondo artificioso, una galera domestica. Gli aguzzini in questo ennesimo episodio di violenza silenziosa contro gli indifesi sono il padre Gregory Jean, 37 anni e la sua matrigna, Samantha Joy Davis, di 42, finiti in prigione.  

Secondo quanto riferito da Nbc le forze dell'ordine sono arrivate sul posto grazie a una segnalazione, individuando il posto dove il bambino era segregato. Il padre e la sua convivente sono stati così accusati imprigionamento e crudeltà ai danni di un bambino e di aver ostacolato la giustizia. Nelle ultime ore sono emersi molti nuovi dettagli. Si è così appreso che gli agenti sono stati allertati quando il ragazzo è riuscito a contattare sua sorella servendosi di uno telefonino, le ha inviato un messaggio di nascosto ritornando nel posto dove era segregato per non destare sospetti.  

La ragazza l’ha fatto leggere alla madre che a sua volta ha chiesto aiuto alla polizia. Ma un primo intervento dei poliziotti non è andato a buon fine. La denuncia della scomparsa, secondo i media americani, era stata presentata solo ai servizi sociali e non alla polizia, probabilmente perché la madre è un'immigrata irregolare. Un vicino ha raccontato che il ragazzo spesso era davanti all'abitazione, a falciare il prato e fare lavoretti, ma anche a giocare, senza destare mai sospetto.  

«Ce l’avevamo davanti agli occhi, è incredibile come è stato possibile non accorgerci di tutto questo, avremmo potuto fare qualcosa», ha raccontato uno di loro, Akono Ekundayo, aggiungendo che «non era mai afflitto, o almeno non sembrava». Commovente l'abbraccio della mamma, che non vedeva il proprio piccolo da quattro anni, da quel maledetto giorno in cui era andato a trovare il padre per non tornare mai più a casa. 

Fonte: lastampa.it

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