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sabato 15 luglio 2017

Sassari, capotreno aggredita e molestata da gruppo di nigeriani

La donna è stata pesantemente palpeggiata durante il controllo dei biglietti

Sassari, capotreno aggredita e molestata da gruppo di nigeriani

Capotreno aggredita e molestata sessualmente da un gruppo di nigeriani alla Stazione marittima di Porto Torres. Dopo essere stata assalita, la donna è stata costretta a rivolgersi al Pronto soccorso di Sassari: è in stato di shock. L'episodio si è verificato sul treno in partenza dalla stazione marittima con destinazione Sassari, durante un controllo biglietti. La Polizia ferroviaria ha identificato gli aggressori ma al momento non risultano fermi.

La capotreno svolgeva il servizio di controllo biglietti e quando ha chiesto i ticket di viaggio al gruppo di ragazzi, che ne erano sprovvisti, questi l'hanno prima circondata quindi aggredita fisicamente e palpeggiata. Il fatto è stato denunciato dai rappresentanti sindacali della Fit Cisl. "Non si può continuare così, con i lavoratori dei trasporti in balia dei violenti - dichiara Antonio Piras, segretario generale di categoria -. Ormai registriamo un episodio di violenza al giorno e le lavoratrici e i lavoratori non possono essere lasciati soli".


Viene denunciata la sempre più crescente "solitudine" del personale di bordo e si chiede con forza alla direzione di Trenitalia Sardegna di farsi carico, con iniziative di prevenzione, "di salvaguardare l'incolumità dei lavoratori e delle lavoratrici che quotidianamente sono vittime di aggressioni fisiche e verbali".

Femminicidio: in due giorni quattro donne uccise e una in coma

Crescono le denunce per maltrattamenti, ma il fenomeno sembra non fermarsi. La polizia: "Solo con uno sforzo sinergico si può abbattere il fenomeno"

I dati sulla violenza sulle donne in Italia

Negli ultimi due giorni, per mano dei propri fidanzati o ex, in Italia sono morte quattro donne. In più, una è in coma dopo essere stata massacrata dal suo fidanzato: una vera strage. Bari, Montepulciano, Monza e Cagliari: nessuna zona d'Italia è esente dalla violenza. La famiglia resta l'ambiente in cui avvengono la maggior parte dei femminicidi. E nonostante il crescente numero di denunce per maltrattamenti, il fenomeno sembra non fermarsi mai.

Nell'anno passato un femminicidio ogni tre giorni - Una strage di donne, per mano di uomini che hanno avuto con loro un rapporto affettivo, che non si ferma e che nel 2016 ha visto un femminicidio ogni tre giorni: il numero delle vittime nel 2016 oscilla, a seconda delle fonti, da 110 fino a 120. E secondo i dati ufficiali nei primi cinque mesi del 2017 si sono contati almeno 29 casi. Numero sempre alto, nonostante l'aumento delle denunce per atti persecutori o maltrattamenti.

I casi degli ultimi giorni - Giovedì a Bari la 48enne Donata De Bello era stata uccisa dal suo compagno, secondo gli investigatori, durante l'ennesimo litigio. A Dragoni, nel Casertano, era stata uccisa Maria Tino, 49 anni. Il compagno, il 61enne Massimo Bianchi, le ha sparato in strada: la donna era sopravvissuta appena un anno fa a 25 coltellate dell'ex marito. Venerdì, invece, a Montepulciano (Siena), un operaio di 56 anni ha ucciso l'ex moglie, una romena di 42 anni, a coltellate, mentre era nella casa di due anziane che accudiva. A Roma un 79enne, Luigi Biasini, si è tolto la vita lanciandosi dal quinto piano dopo avere ucciso la moglie di 81 anni, Mirella Fiaccarini, con una busta di plastica in testa. Entrambi erano malati. A Cagliari, invece, un giovane di 25 anni, Riccardo Madau, ha picchiato la fidanzata al termine di una lite e, credendola morta si e' gettato da un cavalcavia. La ragazza, Manuela Picci, di 26 anni invece era ancora viva ed è ricoverata in ospedale, in coma farmacologico.

I numeri della strage - Una "mattanza da fermare", chiedono a gran voce l'ex ministro Mara Carfagna e la tante associazioni attive nell'assistenza alle donne, da Telefono Rosa ad ActionAid: negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia. Secondo un'analisi dell'associazione Sos Stalking, nel 32,5% degli omicidi di donne avvenuti negli ultimi dieci anni è stata utilizzata un'arma da taglio, nel 30,1% l'assassino ha dato fuoco alla vittima. Spesso capita che in seguito al delitto, il killer tenti il suicidio: nel 31,3% dei femminicidi l'assassino si è poi tolto la vita, nel 9% ci ha provato senza riuscirci.

Gabrielli: "Solo con sforzo sinergico si può fermare il fenomeno" - Un'analisi del fenomeno è stata fatta pochi giorni fa dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta: anche se dai dati emerge un calo dei femminicidi è vietato indulgere nell'ottimismo. Persiste "un'area oscura di abusi e maltrattamenti" frutto di "una subcultura che reifica la donna disconoscendole il diritto alla libertà e all'autonomia". Il contrasto, per Gabrielli, "non si può fare solo con strumenti di polizia. Occorre fare rete tra mondo della prevenzione, della repressione e le istituzioni che operano nel sociale. Solo con uno sforzo sinergico possiamo pensare di abbattere il fenomeno". I dati della Polizia indicano negli ultimi anni una "progressiva riduzione" dei femminicidi, passati dai 124 del 2011 ai 111 del 2016 (-11%). Il calo è stato maggiore nei primi cinque mesi dell'anno, in cui si sono verificati 29 casi. L'aggressore è in maggioranza il partner (53%) o l'ex partner (15%). Tra i moventi si registra un calo di quello passionale ed una crescita dei rancori personali. I nuovi strumenti di prevenzione messi a disposizione dal legislatore, ha spiegato Gabrielli, "hanno cominciato ad incidere sulla riluttanza delle vittime a denunciare". I numeri evidenziano infatti un aumento delle denunce per atti persecutori (da 9.027 nel 2011 a 12.675 nel 2016), per maltrattamento (da 9.294 a 13.913). Calano invece quelle per percosse (da 15.200 nel 2015 a 13.729 nel 2016) e per violenza sessuale (da 4.617 nel 2011 a 3.984 nel 2016, mentre nei primi 5 mesi del 2017 le denunce sono state 1.381 contro le 1.584 dello stesso periodo del 2016).

venerdì 14 luglio 2017

Siena, uccide la moglie alla vigilia dellʼudienza per la separazione

La donna è stata aggredita nella sua casa, deceduta nella notte per le gravi ferite

cronache criminali

Un operaio di 56 anni ha aggredito a coltellate la moglie, il giorno prima dell'udienza fissata per la separazione. La donna, una romena di 42 anni, è morta nella notte per le gravi ferite riportate. E' successo a Montepulciano, Siena, dove la vittima lavorava come badante per due anziane.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, l'uomo avrebbe fatto irruzione nell'abitazione e prendendo un coltello dalla cucina avrebbe inseguito per tutta la casa la moglie. La donna, trasportata all'ospedale, è morta all'alba per le gravi lesioni riportate.


cronache criminali

Cagliari, picchia a sangue la fidanzata e si uccide credendola morta

Il tragico gesto al culmine di una lite. La 26enne di Assemini è ricoverata allʼospedale Brotzu in coma farmacologico

Un 25enne di Cagliari, R. M., si è ucciso lanciandosi nel vuoto da un cavalcavia vicino allo stadio Sant'Elia. L'uomo ha picchiato a sangue la fidanzata, che è svenuta durante una violenta lite. Poi, forse credendola morta, ha deciso di togliersi la vita. M. P., 26 anni di Assemini, è ricoverata all'ospedale Brotzu in coma farmacologico. Il tragico episodio è avvenuto nella notte, intorno alle 4.

La lite - I due fidanzati avrebbero raggiunto la zona dello stadio a bordo di una Lancia Y. Hanno avuto una violenta discussione probabilmente iniziata prima a bordo del veicolo e poi per strada. Urla e botte, il 25enne ha colpito ripetutamente al volto la ragazza. La giovane ha tentato di allontanarsi e dopo aver percorso qualche metro è svenuta.

Il ragazzo la crede morta e si uccide - A quel punto, forse preso dal panico, R. M., è fuggito. E' salito sul cavalcavia che da via Schiavazzi porta al Sant'Elia e si è lanciato nel vuoto. A far scattare l'allarme è stato il custode del nuovo stadio del Cagliari in costruzione proprio accanto al vecchio (che sarà demolito e ricostruito), allarmato dalle urla che aveva sentito arrivare dalla zona.

La 26enne è in coma farmacologico - Sul posto sono arrivati gli agenti della Squadra volante e il 118. La 26enne è stata trasportata in ospedale, mentre a nulla sono valsi i tentativi di rianimare il 25enne. A Sant'Elia sono arrivati gli investigatori della Squadra mobile che hanno avviato le indagini. La ragazza è ricoverata in coma farmacologico.


cronache criminali

martedì 12 gennaio 2016

Cremona: strangola la moglie al culmine di una lite, poi tenta il suicidio

L'uomo, di origine nordafricana, ha infine atteso l'arrivo dei carabinieri nell'abitazione della coppia, nei pressi dello stadio

Cremona: strangola la moglie al culmine di una lite, poi tenta il suicidio

Un uomo ha ucciso la moglie e poi avrebbe tentato di togliersi la vita. E' accaduto a Cremona, in via Annona, in una palazzina condominiale di cinque piani dove viveva la coppia. Secondo le prime informazioni l'uomo, un nordafricano, l'avrebbe strangolata al culmine di una lite, attendendo poi l'arrivo dei carabinieri.

I militari hanno aperto un'inchiesta.


cronache criminali

giovedì 10 dicembre 2015

Reggio Calabria: accoltella la ex alla gola per gelosia, poi tenta il suicidio

"Non posso vivere senza di te", avrebbe detto il 26enne mentre colpiva la ex fidanzata, raggiunta da fendenti a gola, torace e collo

Reggio Calabria: accoltella la ex alla gola per gelosia, poi tenta il suicidio

Ha accoltellato la ex fidanzata perché non accettava di essere stato lasciato. E' successo a Bianco, nel Reggino. L'uomo,Giuseppe Gambettola, 26 anni, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri: quando gli uomini dell'Arma sono arrivati nella sua abitazione lo hanno trovato agonizzante. Gambettola aveva infatti tentato il suicidio ingerendo varichina. La ex fidanzata è ricoverata in gravi condizioni all'ospedale di Locri.

"Non posso vivere senza di te", avrebbe detto il 26enne mentre colpiva la ex fidanzata, raggiunta da fendenti a gola, torace e collo.

Il movente del tentato omicidio sarebbe legato alla gelosia e al rifiuto da parte del giovane di interrompere la relazione sentimentale con la fidanzata.


cronache criminali

venerdì 27 novembre 2015

Roma, aggredita dall'ex compagno con un coltello: il suo cane la salva

L'animale ha morso l'uomo che è stato poi bloccato e arrestato dalla polizia per maltrattamenti e atti persecutori

Roma, aggredita dall'ex compagno con un coltello: il suo cane la salva

Aggredita dall'ex compagno con un coltello da cucina, è stata difesa dal suo cane che ha morso l'uomo facendolo fuggire. E' accaduto in un appartamento del quartiere del Tufello, a Roma. L'aggressore, un 46enne romano, è stato poi bloccato e arrestato dalla polizia per maltrattamenti e atti persecutori: aveva diversi precedenti per reati analoghi.

L'aggressione è avvenuta nell'abitazione della donna che, dopo aver subito vari colpi alla nuca, ad un braccio e alle gambe, si è rifugiata in una stanza. A fermare la furia dell'aggressore ci ha pensato il cane che ha morso l'uomo costringendolo ad allontanarsi dall'appartamento.


cronache criminali



giovedì 5 novembre 2015

Massacrò di botte la fidanzata, in appello ottiene uno sconto della pena

Maurizio Falcioni dovrà scontare 16 anni (anziché 20). La madre di Chiara: "Vergogna, lei è condannata per la vita"

Massacrò di botte la fidanzata, in appello ottiene uno sconto della pena

Quattro anni di sconto in appello per Maurizio Falcioni, l'uomo accusato di avere massacrato di botte la fidanzata, Chiara Insidioso Monda, uscita dal coma dopo molti mesi. L'uomo è stato condannato a 16 anni dalla prima corte d'Appello di Roma. In primo grado aveva avuto 20 anni dal gup in sede di rito abbreviato.

Il pg Roberta Maria Barberini aveva chiesto per Falcioni la conferma della condanna emessa in primo grado. I giudici d'appello, presieduti da Michele Ruggiero Pezzulo, hanno invece rideterminato la pena in 16 anni di reclusione. 

Per gelosia presa a calci in testa - Il "calvario" di Chiara Insidioso Monda iniziò la sera del 4 febbraio 2014, con l'ennesimo litigio con Maurizio Falcioni (suo fidanzato e convivente) scatenato dalla gelosia dell'uomo. Falcioni aggredì la ragazza con calci e pugni, sferrati con brutale violenza, sbattendole più volte la testa e colpendola al cranio con calci. Poi, preso dal panico, chiese "aiuto per la fidanzata svenuta" e negò inizialmente di averla picchiata. Le condizioni della ragazza però apparvero subito gravissime. Dopo 11 mesi di coma, Chiara si è svegliata ma le sue condizioni permangono praticamente in uno stato vegetativo.

Madre ai giudici: "Vergogna" - "Vergogna, vergogna". Immediata la rabbia della madre di Chiara Insidioso Monda alla lettura della sentenza con lo sconto di pena per Falcioni. La donna ha urlato le frasi all'indirizzo dei giudici mentre il marito ha accusato un malore e per questo ricoverato. Le proteste sono proseguite anche fuori dal Tribunale da parte dei tanti amici della ragazza e della famiglia. "Falcioni ha chiesto scusa a Chiara, ma quell'uomo uscirà di galera tra 16 anni mentre Chiara è condannata a vita". Lo ha detto Danielle, la madre di Chiara Insidioso Monda, trattenendo a stento le lacrime, commentando la sentenza. "Lei non potrà fare più una vita normale - ha aggiunto la donna - e questo non è giusto".

Falcioni in aula: "Chiedo perdono" - Ad apertura d'udienza Maurizio Falcioni aveva chiesto di fare dichiarazioni spontanee. L'uomo davanti alla corte ha detto: "Chiedo perdono a Chiara, chiedo scusa per quello che ho fatto. Non volevo ucciderla".


cronache criminali

martedì 27 ottobre 2015

Caltanissetta, camionista uccide la compagna e poi si costituisce

L'ennesimo episodio di femminicidio è avvenuto a Niscemi. il motivo scatenante del litigio sfociato in tragedia è stata la gelosia di lui

Caltanissetta, camionista uccide la compagna e poi si costituisce

Un camionista di 54 anni ha ucciso a colpi di pistola la sua convivente, una romena di 23 anni, per gelosia. Il delitto è avvenuto nel centro storico di Niscemi, poco prima delle 20, al culmine dell'ennesimo litigio. Secondo una prima ricostruzione il camionista avrebbe avuto frequenti discussioni con la convivente, accusata di frequentare altri uomini. L'assassino, subito dopo il delitto, si è costituito ai carabinieri.

La ragazza si chiamava Ana Maria Florin, mentre del compagno i carabinieri hanno fornito solo le iniziali (S.P.). Secondo una prima ricostruzione, l'omicida avrebbe raggiunto la convivente, che sembra avesse manifestato l'intenzione di lasciarlo, in casa di un'amica, dove c'era anche una bambina di due anni. 

In preda a un raptus ha estratto dalle tasche un revolver e ha sparato contro la donna sei colpi che l'hanno raggiunta alla testa e in altre parti del corpo. Quindi, arma in pugno, sarebbe fuggito a piedi, facendosi spazio tra la folla. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia di Niscemi, avvisati da una telefonata anonima. Fortunatamente illese la padrona di casa e la bambina, trovate dai poliziotti in stato di choc.


cronache criminali

Cesena, 35enne uccide a coltellate la ex moglie davanti ai tre figli

E' stato lo stesso killer a chiamare i carabinieri. Al loro arrivo non ha opposto resistenza. La coppia da qualche tempo era separata

Cesena, 35enne uccide a coltellate la ex moglie davanti ai tre figli

Un uomo di 35 anni, di nazionalità marocchina, ha ucciso la ex moglie a coltellate davanti ai tre figli. Poi ha chiamato i carabinieri e si è fatto arrestare senza opporre resistenza. L'omicidio è avvenuto in via Don Milani, nel pieno centro di Cesena. Da qualche tempo i due erano separati.

L'uomo, da quanto si apprende, si recava abitualmente a fare visita ai tre figli ma il rapporto con l'ormai ex moglie era burrascoso: litigavano spesso, come hanno testimoniato alcuni vicini. 

Domenica a tarda sera l'ennesimo litigio, finito questa volta nel sangue. L'uomo ha sferrato diverse coltellate alla moglie, sua coetanea, e quando i sanitari del 118 sono giunti sul posto non c'era più nulla da fare.


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lunedì 28 settembre 2015

Catania, genitori turchi sequestrano figlia occidentale: fermati

Hanno finto un incidente per il fratellino per far tornare con l'inganno la 18enne. Poi l'hanno drogata e picchiata

Catania, genitori turchi sequestrano figlia "occidentale": fermati

Per fare tornare in Turchia la loro figlia 18enne, nata e vissuta in Italia, che non voleva vivere seguendo loro usi e costumi, due genitori hanno finto che il fratellino della giovane avesse avuto un grave incidente. Poi l'hanno drogata, rapinata e sequestrata da familiari, su ordine, secondo l'accusa, del padre e della madre, per impedirle di tornare in Italia. I due sono stati fermati dalla polizia di Catania.

Dopo la segnalazione di alcuni amici della 18enne, gli agenti hanno avviato indagini e con la collaborazione dell'Interpol e del Consolato italiana hanno liberato la 18enne, che è tornata in Italia.

La storia è stata ricostruita dalla squadra mobile della questura che su disposizione della Procura di Siracusa ha fermato i genitori della 18enne, il padre di 40 anni e la madre di 36 anni, che vivono e lavorano in Sicilia, per sequestro di persona, rapina aggravata e stato di incapacià procurato mediante violenza, commessi in concorso con altri soggetti ancora da identificare.


cronache criminali

mercoledì 16 settembre 2015

Napoli, donna uccisa: arrestato l'ex

La vittima, 36 anni, era stata freddata lunedì sera a Terzigno (Napoli) con colpi di arma da fuoco sparati da un'auto in corsa

Napoli, donna uccisa: arrestato l'ex

E' stato arrestato, a Poggiomarino (Napoli), dai carabinieri di Torre Annunziata (Napoli), il presunto assassino di Vincenza Avino, la donna di 36 anni, uccisa lunedì sera a Terzigno (Napoli) con colpi di arma da fuoco sparati da un'auto in corsa. Si tratta dell'ex compagno, Nunzio Annunziata.


cronache criminali

martedì 18 agosto 2015

Rimini, 20enne violentata in spiaggia

La giovane era alla ricerca del suo gruppo di amici dopo una nottata di festa quando si è imbattuta nell'uomo che l'ha aggredita

Rimini, 20enne violentata in spiaggia

Una 20enne milanese è stata violentata all'alba di domenica 16 agosto mentre si trovava in spiaggia a Rimini. L'identikit dell'aggressore fornito dalla polizia parla di un ragazzo di colore, alto e con le treccine. La donna era alla ricerca del suo gruppo di amici dopo una nottata di festa quando si è imbattuta nell'uomo, che l'ha aggredita dopo averla trascinata tra le cabine per poi fuggire all'arrivo di alcuni passanti.

La turista è stata portata in ospedale dove gli esami eseguiti hanno confermato la violenza.

Nella stessa notte un altro episodio simile sempre a Rimini - Sempre nella notte tra Ferragosto e domenica si è verificato un altro episodio simile, sulla battigia all'altezza del bagno 63 di Rimini dove si stava svolgendo una festa, ma l'aggressore in questo caso è stato bloccato prima che la violenza fosse compiuta. 

Secondo quanto ricostruito, una 24enne riminese, giunta in riva al mare intorno all'1.30, era stata afferrata per le spalle da un uomo che poi l'aveva buttata a terra e aveva cercato di tenerla bloccata per i polsi. La ragazza è riuscita a divincolarsi e scappare per chiedere aiuto. Sul posto è intervenuta una volante della polizia che, in base agli elementi forniti dalla 24enne, è riuscita a rintracciare e fermare il responsabile in quanto si trovava ancora in zona.


cronache criminali

lunedì 20 luglio 2015

Aggredisce e rapisce ex: preso

Benevento, donna presa a bottigliate

Aggredisce e rapisce ex: preso

Convinto che l'ex moglie lo tradisse, un 36enne di San Salvatore Telesino, nel Beneventano, si è intrufolato nella vecchia abitazione e quando la donna è rincasata l'ha aggredita con una bottigliata al capo. Nonostante la donna, madre di tre bimbi, sanguinasse per le ferite al capo, l'uomo l'ha trascinata per i capelli in auto portandola nei pressi della casa del presunto amante. Qui si è poi arreso alla polizia consentendo le cure alla vittima.


cronache criminali

Trento, entra in casa per eseguire dei lavori: operaio violenta una 23enne

A Reggio Emilia una 24enne denuncia uno stupro: "Un uomo mi ha violentata in un parco". Carabinieri al lavoro per risalire all'aggressore

Trento, entra in casa per eseguire dei lavori: operaio violenta una 23enne

E' arrivato in casa sua per lavori di ristrutturazione, ha trovato la giovane donna sola nella sua abitazione e ne ha approfittato per violentarla, dopo averla trascinata nella camera da letto. L'aggressione alla 23enne, residente nella provincia di Trento, è avvenuta venerdì, ma è stata resa nota solo ora dai carabinieri della compagnia di Riva del Garda. L'operaio, 50 anni, è stato arrestato e si trova ai domiciliari.

L'uomo era nell'abitazione della giovane per dei lavori di ristrutturazione. Dopo la violenza, la ragazza è riuscita a fuggire ed è corsa alla stazione dei carabinieri del paese. Eseguiti gli accertamenti e aperto un fascicolo con il giudice Carmine Russo, i militari hanno arrestato l'operaio, incensurato, ora in attesa di giudizio ai domiciliari. 

Ragazza stuprata in un parco a Reggio Emilia - Un'altra ragazza di 24 anni sarebbe stata stuprata a Reggio Emilia in un parco pubblico non molto distante dal centro storico. La giovane, una turista veneta, è stata trovata in stato shock da due ciclisti al parco delle Caprette, sul Lungocrostolo, e ha raccontato di essere stata seguita, afferrata e violentata da un uomo di colore. La dinamica è al vaglio dei carabinieri, che stanno cercando l'aggressore.


cronache criminali

martedì 30 giugno 2015

Ragazza 16enne violentata a Roma: aggredita in strada di notte

La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata nella notte da un uomo che ha abusato sessualmente di lei

Ragazza 16enne violentata a Roma: aggredita in strada di notte

Una ragazzina di 16 anni è stata violentata nella notte nel quartiere Prati a Roma. La minore è stata soccorsa intorno alla mezzanotte nei pressi di piazzale Clodio e portata in ospedale. La ragazzina avrebbe raccontato di essere stata avvicinata da un uomo che ha abusato sessualmente di lei.


cronache criminali

mercoledì 24 giugno 2015

Reggio Calabria, uccide moglie e suocera a coltellate: arrestato

L'omicidio al culmine di una lite. Il 55enne è stato bloccato dalla polizia mentre tentava di fuggire

Reggio Calabria, uccide moglie e suocera a coltellate: arrestato

Tragedia familiare a Reggio Calabria: un uomo di 55 anni, Pasquale Laurendi, ha ucciso la scorsa notte a coltellate, al culmine di una lite, la moglie Antonia Labella, di 53 anni, e la suocera Antonia Cicciù, di 83. Laurendi è stato arrestato dalla polizia poco dopo l'omicidio mentre tentava di fuggire.

Il duplice omicidio è accaduto in un'abitazione popolare nella zona sud di Reggio Calabria. Laurendi, dopo essere stato fermato, è stato portato in questura e interrogato dai funzionari della squadra mobile. Al momento non è stato reso noto il movente della lite, al culmine della quale Laurendi ha ucciso la moglie e la suocera, con le quali, a quanto pare, c'erano da tempo dissapori. 

I due figli della coppia, al momento del duplice omicidio, non erano in casa. A chiamare la polizia sono stati alcuni vicini, allarmati dalle grida provenienti dall'abitazione di Laurendi e della moglie.


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sabato 20 giugno 2015

Cuneo, minacce a convivente: denunciato

35enne allontanato da casa

Cuneo, minacce a convivente: denunciato

Un operaio 35enne di Savigliano, nel Cuneese, è stato denunciato dai carabinieri per lesioni personali, minacce e violenza privata, ed è stato allontanato dalla casa coniugale. Nel corso di un violento litigio con la convivente, l'uomo ha minacciato di gettarla dal balcone e quindi le ha rotto il telefono cellulare per evitare che chiamasse le forze dell'ordine. La donna, 30 anni, ha riportato alcune contusioni.


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giovedì 18 giugno 2015

Francia sotto shock, 50enne ha avuto quattro bimbi dalla figlia

L'uomo è ora accusato di stupro, violenza sessuale e abusi. Nel Paese l'incesto non è reato se commesso tra adulti consenzienti

Francia sotto shock, 50enne ha avuto quattro bimbi dalla figlia

Francia sotto shock per la storia di un uomo, 50 anni, che ha avuto quattro bambini dalla figlia. Il padre, e nello stesso tempo il nonno dei quattro bimbi, è stato accusato di stupro e violenza sessuale. E' stata la morte di di uno dei quattro, una bimba disabile di due anni, a far venire alla luce questo caso di incesto nella cittadina di Dunkerque. L'uomo già in passato era stato accusato di incesto con la figlia.

Gli orrori in questa storia non finiscono con il caso di incesto. "Sono stati denunciati gli stupri sulla figlia, la violenza sessuale su uno dei piccoli bambini e gli abusi verso gli altri figli", scrive "La Voix du Nord".


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giovedì 11 giugno 2015

Pensionato uccide la moglie malata dopo l'ennesima lite: fermato

Crotone, da tempo la donna soffriva di problemi psichici che la portavano a litigare frequentemente con il marito

Pensionato uccide la moglie malatadopo l'ennesima lite: fermato

Un pensionato, il 63enne Antonio Diano, ha ucciso la moglie, la 44enne Virginia Macchione, spezzandole l'osso del collo al culmine di una lite. L'omicidio è avvenuto nell'abitazione della coppia a Belvedere Spinello, nel Crotonese. Virginia Macchione aveva da tempo problemi psichici, una condizione a causa della quale aveva frequenti liti con il marito; l'uomo, che ha confessato l'omicidio, è stato fermato.

L'omicida e la moglie, che vivevano in condizioni di grave indigenza, avevano liti continue, l'ultima delle quali è finita in tragedia. Dopo aver ritrovato il cadavere della donna, i militari hanno convocato Diano in caserma. Il pensionato ha dapprima negato ogni responsabilità, ma nel corso dell'interrogatorio è crollato e ha confessato: ora è accusato di omicidio volontario aggravato.


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