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martedì 12 gennaio 2016

Cremona: strangola la moglie al culmine di una lite, poi tenta il suicidio

L'uomo, di origine nordafricana, ha infine atteso l'arrivo dei carabinieri nell'abitazione della coppia, nei pressi dello stadio

Cremona: strangola la moglie al culmine di una lite, poi tenta il suicidio

Un uomo ha ucciso la moglie e poi avrebbe tentato di togliersi la vita. E' accaduto a Cremona, in via Annona, in una palazzina condominiale di cinque piani dove viveva la coppia. Secondo le prime informazioni l'uomo, un nordafricano, l'avrebbe strangolata al culmine di una lite, attendendo poi l'arrivo dei carabinieri.

I militari hanno aperto un'inchiesta.


cronache criminali

venerdì 19 giugno 2015

Sud Sudan, escalation di violenza sui bambini: evirati e lasciati morire

Notizie indicibili sulla situazione del giovane stato africano. Abbiamo intervistato il portavoce di Unicef in Italia Andrea Iacomini: "I bambini sono diventati strumento di guerra. Non sappiamo più a chi rivolgerci"

Sud Sudan, escalation di violenza sui bambini: evirati e lasciati morire

"Le violenze sui bambini in Sud Sudan hanno raggiunto un nuovo livello di brutalità". Nel solo Stato di Unity in tre settimane a maggio sono stati uccisi 129 piccoli. La denuncia è del direttore generale dell'Unicef, Anthony Lake, che rende noti dettagli raccapriccianti: bambini evirati che muoiono dissanguati, bambine di 8 anni violentate e uccise. "L'inasprimento di queste aggressioni è indicibile - dice Lake -, ma dobbiamo parlarne". Il portavoce di Unicef Italia: "Le Nazioni Unite si siedano ad un tavolo, la situazione non può continuare"

Prendersela con i bambini come ultimo livello di violenza possibile per dissuadere l'avversario: un escalation a cui in Sud Sudan si è arrivati in appena tre anni di guerra. Terribili le dichiarazioni di un assalitore riportate dal rappresentante Unicef in loco, Jonathan Veich:"Dicono che l'uccisione dei figli degli avversari va fatta subito, per evitare che crescano e possano vendicarsi".
 
Ma perché? Questa è la prima domanda che poniamo al portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, ed è la prima domanda che chiunque legga i report delle organizzazioni internazionali che si occupano di infanzia non può evitare di farsi.
 
Perché proprio i bambini? I minori sono diventati l'obiettivo della guerra, il modo in cui le due fazioni in campo si intimoriscono a vicenda scambiandosi messaggi in codice per dimostrare a che livello di violenza sono in grado di arrivare".
 
Quali sono le fazioni in campo e perché si combattono così? 
Molto difficile semplificare la situzione. Il Sudan del Sud è uno stato giovane, esiste appena dal 2011 ed ha avuto fino ad ora un governo stabile. Dopo la separazione dal Sudan nel 2005 - una guerra civile atroce con milioni fra morti e sfollati - ormai da tre anni imperversa la guerra civile. Un conflitto etnico che ha già fatto 50mila morti e che coinvolge due fazioni: i Dinka, filogovernativi e appoggiati dal presidente Kiir e i ribelli fedeli all'ex vicepresidente Machar e da lui assoldati. I primi sono a maggioranza musulmani, gli altri a maggioranza cristiani, ma è impossibile tracciare dei confini etnici e religiosi ben definiti. 
 
Ci sono interessi economici in ballo? Il sud dello Stato è ricco di petrolio, ma le infrastrutture per lo sfruttamento della risorsa sono a nord: questo è il motivo di divisione al centro del conflitto.  Il Sud Sudan è uno stato potenzialmente molto ricco, per cui è possibile immaginare uno sviluppo e una prospettiva. Ma questa guerra terribile deve finire al più presto.
 
Come porre fine al conflitto e qual è il vostro ruolo lì? 
E' assolutamente urgente che le Nazioni Unite si siedano ad un tavolo e si confrontino sulla questione. Ma non dimentichiamoci che l'Onu è formato da Stati, che devono cominciare a dare attenzione al problema e impegnarsi per risolverlo. Al momento nella regione non ci sono stati interventi di tipo militare, ma solo quelli di organizzazioni umanitarie. Noi cerchiamo di dialogare con tutte le parti in causa per convincerle a isolare il più possibile i bambini dal conflitto, anche perché su di loro le conseguenze, anche psicologiche sono - come potete immaginare - devastanti. Sarebbe importante che un segnale venisse dalla stessa Africa, per esempio a partire dagli Stati aderenti all'Unione Africana.
 
Qual è il futuro per i bambini, in una situazione di fame, guerra e assenza di struttureSe la guerra finirà questi ragazzi potranno crescere in questo Paese, ma al momento la situazione è gravissima: 7 su 10 non vanno a scuola. Dobbiamo far capire loro che devono frequentare la scuola, acquisire consapevolezza, capire che la guerra è una cosa sbagliata. Alcuni sono cresciuti facendo i portantini, i cuochi, i messaggeri per i miliziani, quando non sono stati reclutati nel ruolo di bambini soldato, come capita già ad almeno 12mila di loro.
 
Ci sono profughi e sfollati?
Non abbiamo numeri precisi ma ce ne sono molti. Il grosso problema di questo piccolo paese - che fa 12 milioni di abitanti - sono i suoi confini: a nord il Sudan, da cui si è appena staccato in modo violento; a ovest la Repubblica Centrafricana, dove è appena finita una guerra civile e dove i bambini venivano trovati morti sui letti dei fiumi. Poi Uganda, Congo ed Etiopia. Confini estremamente caldi di paesi dove la situazione non è affatto stabile. I profughi spesso non sanno dove andare.


cronache criminali

lunedì 16 febbraio 2015

Maltratta moglie per 40 anni: preso

Milano, in manette un uomo di 78 anni

Maltratta moglie per 40 anni: preso

Un anziano di 78 anni è stato arrestato a Milano con l'accusa di maltrattamenti nei confronti della coniuge 74enne. Secondo quanto ricostruito, le violenze fisiche e psicologiche continuavano da almeno 40 anni. L'uomo l'avrebbe chiusa in casa per evitare che incontrasse altre persone, sfregiata con l'acido e costretta a usare una bacinella per fare i propri bisogni. E' stata proprio lei a chiamare la polizia dopo l'ennesima aggressione.


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martedì 30 settembre 2014

Jesi, mamma da 4 giorni si getta dalla finestra dell'ospedale e muore

Una donna di 36 anni si è gettata dalla finestra dell'ospedale di Jesi. Probabile una forte depressione post partum

Si è lanciata dal terzo piano dell'ospedale "Murri" di Jesi, in provincia di Ancona, la donna di 36 anni che aveva partorito 4 giorni fa. Aveva vissuto una gravidanza serena e non c'erano state complicazioni durante il parto. Si ipotizza una forte depressione post partum.

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Omicidio di Garlasco: Chiara Poggi è stata colpita con un martello ed è morta in pochi minuti

In base ad una nuova perizia è stata ricostruita la scena del delitto

Alberto Stasi
Novità sull'omicidio di Garlasco in cui, il 13 agosto 2007, fu uccisa Chiara Poggi. L'unico indagato è il fidanzato di allora Alberto Stasi. Secondo una nuova perizia, l'omicidio sarebbe durato pochi minuti e non decine di minuti come sostenuto nel processo di primo grado. Inoltre è emerso che Chiara è stata uccisa vicino all'ingresso, quindi appena l'assassino è entrato in casa. Sarebbe stata colpita con un'arma simile ad un martello. Ancora rimane il dubbio sul come abbia fatto Alberto Stasi a non sporcarsi le scarpe di sangue, secondo la perizia sarebbe quasi impossibile. Altro indizio su cui bisogna ancora far luce, è quello sui graffi sul braccio di Alberto Stasi. Tutti questi indizi non fanno che aumentare i sospetti su Alberto Stasi.

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Borgaro, tentato sequestro del bambino, il padre:"Ho inventato tutto"

Alex Giarrizzo, il padre che avrebbe sventato un tentativo di rapimento del figlio di 3 anni, si è inventato tutto. Dopo essere stato interrogato a lungo dai carabinieri, l'uomo ha confessato di essersi inventato tutto. A far sorgere il dubbio ai carabinieri è stato il riconoscimento attraverso le foto segnaletiche di un uomo che è in carcere già da tempo e messo alle strette ha confessato. E' stato denunciato per procurato allarme.

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lunedì 29 settembre 2014

Borgaro, uomo tenta di rapire 2 bambini alla festa patronale

A Borgaro Torinese mentre si svolgeva la festa patronale dedicata ai Santi Cosma e Damiano, un uomo ha tentato di rapire 2 bambini

Torino, sventato rapimento di 2 bimbi alla festa patronale di Borgaro

Durante la fiera del paese un uomo ha tentato di rapire 2 bambini che causa la folla erano stati persi di vista dai genitori mentre giocavano. Dopo un attimo di panico, uno dei bambini è stato trovato ed ha riferito che l'altro bambino stava andando "via con un signore". Scattato l'allarme il padre del bambino ha notato l'uomo con il suo bambino e lo ha inseguito, l'uomo vistosi scoperto si è dato alla fuga con un complice che lo attendeva su un auto, una Renault 19 di colore grigio. 
Per fortuna tutto è finito bene e i bambini hanno potuto riabbracciare i loro genitori.
Sono in corso le indagini dei carabinieri.

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sabato 27 settembre 2014

Piacenza, prosciolto il padre che dimenticò il figlio in auto

Secondo il gip, quando Andrea Albanese dimenticò il figlio Luca di due anni in auto, trovato poi morto, non era in grado di intendere e volere 

Nel giugno 2013, Andrea Albanese dimenticò in auto il figlio di due anni Luca per tutto il giorno sotto il sole rovente. Andrea Albanese doveva portare il figlio a scuola prima di andare a lavorare ma lo dimenticò in macchina.L'allarme venne dato dal nonno quando il pomeriggio si recò all'asilo per prendere il bambino e seppe dalle maestre che il bambino quella mattina all'asilo nonci era andato. Dopo un giro di telefonate si arrivò alla conclusione che il bambino era ancora con il padre ma ormai era tropo tardi, il bambino morì per asfissia.
Da due perizie psichiatriche è emerso che Andrea Albanese fu colto da amnesia dissociativa.
Il gip di Piacenza, Elena Stoppini ha accolto le richieste della difesa di non processare l'uomo.

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Storie maledette, puntata del 27 settembre 2014, Rai tre ore 23.30

Vissi d'arte, vissi d'amore

Mario Del Monaco, il più grande tenore di tutti i tempi

A indossare quel nome - o meglio a indossare quel cognome, sia pure per interposto marito - una bellissima donna, Daniela Werner, rossa, tedesca, statuaria, cantante lirica di solide speranze. Trent’anni all’epoca dei fatti, Daniela è moglie di Claudio Del  Monaco, figlio del celebre tenore.
Regista e agente teatrale, talent scout nel millieu della lirica, Claudio Del Monaco, che ha 30 anni più di Daniela, se ne innamora pazzamente. E la sposa. Matrimonio, accanitamente contrastato dall’intero nucleo familiare Del Monaco, convinti tutti che la bella Daniela abbia ammaliato Claudio solo per sfruttarne cognome e conoscenze; solo per sfondare nel mondo della lirica. Anche se lei, la bella Daniela, giurava di bruciare di passione per il maturo sposo.

Convinto del luminoso talento di Daniela - che ha una vibrante voce da soprano - l’innamorato Claudio rinunzia a ogni suo prestigioso incarico, e impegna tutto se stesso per aprire alla bella moglie le porte del difficile universo della lirica. Restano chiuse, quelle porte, per Daniela Werner Del Monaco, malgrado anche il cognome illustre possa essere garanzia di qualità.

Senza lavoro, senza ingaggi, ridotti alla fame, Claudio Daniela Del Monaco consumano le notti sulle panchine delle stazioni ferroviarie del Trevigiano. Consumano quei giorni di miseria, raccogliendo le briciole nella folla dei centri Commerciali. Una rovinosa discesa agli inferi che porta Daniela ai confini con la follia.

Il 28 Dicembre 2011, due coltellate al cuore che lei vibra con disperazione, riducono il marito, Claudio Del Monaco, in fin di vita.

Lui si salva. Lei, riconosciuta dal Tribunale di Venezia inferma di mente all’atto del terribile gesto, viene condannata a 5 anni di reclusione, ridotti in Appello a 2 anni, da scontare in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

È nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mn) che Franca Leosini intervista in esclusiva Daniela Werner Del Monaco: un’intervista emozionante, straordinaria, nel corso della quale la dirompente protagonista ripercorre quella sua favola triste, disperata ma densa anche di speranza. 

Fonte: storiemaledette.rai.it

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Roma, uomo uccide la moglie e un uomo in ascensore

Il duplice omicidio è avvenuto in zona Cinecittà,in una sede dell'Inps. Mario Micucci accecato dalla gelosia ha accoltellato i due e poi ha chiamato i carabinieri

duplice omicidio roma sede inps

Mario Micucci, un dipendente dell'Inps, ha ucciso la moglie Daniela Nenni e il suo presunto amante Alessandro Santoni nell'ascensore dell'ufficio.
L'uomo accecato dalla gelosia ha colpito le vittime più volte con un coltello e dopo aver sfogato l'ira ha chiamato i carabinieri e ha confessato. La coppia aveva cinque figli e Micucci non sopportava il tradimento. All'arrivo delle forze dell'ordine, Micucci era in piedi davanti alle vittime ancora con il coltello in mano e sporco di sangue.
Non ci sarebbero testimoni del duplice omicidio avvenuto forse al termine di una lite.

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Usa, decapita una donna in Oklahoma:"Voleva convertire i colleghi all'Islam"

L'omicidio è avvenuto a Moore, cittadina a 16 chilometri da Oklahoma City

Alton Alexander Nolen, l’uomo che ha decapitato una donna in Oklahoma (Reuters)

Alton Alexander Nolen, 30 anni, era stato licenziato ieri dall'azienda di prodotti alimentari Vaughan Foods. Nolen, che di recente si era convertito all'Islam è andato via molto arrabbiato ed è tornato poco dopo armato di coltello, ha colpito la prima persona che si è trovato davanti, Coleen Hufford, 54 anni, l'ha colpita alla gola talmente forte che le ha mozzato la testa. Si è poi accanito su un'altra ex collega, Traci Johnson, 43 anni, colpendola più volte. A questo punto, allertato dalle urla è intervenuto la guardia giurata che ha sparato contro Nolen che è stato trasportato in ospedale e non è in gravi condizioni.
Al momento non ci sono prove che la tragedia sia collegata al terrorismo islamico.

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venerdì 26 settembre 2014

Jozef Wesolowski in carcere per pedofilia

Nel computer dell'ex arcivescovo centomila foto hard e video con minori 

Arrestato in Vaticano mons. Wesolowski

E' una galleria dell'orrore quella trovata nel computer di Jozef Wesolowski, l'arcivescovo polacco arrestato su indicazione di Papa Francesco per pedofilia. Sul pc dell'ex nunzio sono stati trovati oltre 100mila i file a sfondo sessuale, ai quali si aggiungono più di 45mila immagini cancellate. Un archivio diviso in quattro volumi e contenente circa 130 video e più di 86mila fotografie con minori, immagini scaricate da Internet e fotografie che le stesse vittime erano state costrette a scattare. Questo è quanto è stato scovato sul computer del Vaticano, il resto era sul portatile personale che Wesolowski usava quando si spostava. Wesolowski però potrebbe non aver agito da solo: il sospetto è che faccia parte di un sistema internazionale di dimensioni maggiori. Wesolowski pare fosse molto ordinato nella gestione del suo archivio, diviso per genere, con decine di file in cui bambine sono protagoniste di prestazioni erotiche, ma la predilezione era per i maschi. Wesolowski si è giustificato dicendo di poter chiarire "la mia posizione, spiegare l'errore".
Non ho parole.


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Quarto Grado, anticipazioni della puntata del 26 settembre 2014

Roberta Ragusa, Chiara Poggi, Elena Ceste, Yara Gambirasio e Guerrina Piscaglia

Questa sera a Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, ore 21,15, Rete 4, il tema centrale sarà sul caso Chiara Poggi e sul suo presunto assassino Alberto Stasi.
Si parlerà inoltre degli ultimi aggiornamenti sul caso Yara Gambirasio, dopo il deposito del ricorso dei legali di Massimo Bossetti e della conclusione dell'indagine sull'omicidio di Roberta Ragusa.
Si tornerà a parlare delle misteriose scomparse di Guerrina Piscaglia e di Elena Ceste.



quarto grado

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giovedì 25 settembre 2014

Tragedia a Fiano Romano, bimba azzannata e uccisa dal suo cane

Bambina di tre anni aggredita dal pastore tedesco di famiglia

E' morta nella notte al Policlinico Sant'Andrea la bambina di tre anni uccisa dal cane della sua famiglia, un pastore tedesco di nove anni. Il cane l'ha morsa sul collo, sulle braccia e sulla testa.
La piccola è arrivata all'ospedale in arresto cardiocircolatorio ed è morta nella notte. Secondo la ricostruzione, la bambina si è avvicinata al recinto del cane in un momento di distrazione del padre il quale sentendo rumori è corso in giardino ma troppo tardi. Il cane è stato preso in custodia dal personale della Asl e non si esclude che venga abbattuto.

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mercoledì 24 settembre 2014

Chi l'ha visto? Anticipazioni della puntata del 24 settembre 2014

Roberta Ragusa, Yara Gambirasio, Guerrina Piscagli

Nuovo appuntamento con Chi l'ha visto stasera 24 Settembre 2014. Scopriamo insieme le anticipazioni sui casi di cui si occuperà Federica Sciarelli stasera a Chi l'ha visto con le ultime notizie. Tre casi al centro della puntata di stasera: Yara Gambirasio, Guerrina Piscaglia e Roberta Ragusa. Non mancheranno gli appelli dei nuovi scomparsi, le telefonate e le segnalazioni in studio per nuove storie e ospiti importanti sui casi. Partiamo da Guerrina Piscaglia. Ci sono due nuovi testimoni che a Chi l'ha visto hanno raccontato di aver visto Guerrina il primo maggio poco dopo essere uscita di casa davanti alla parrocchia di Ca Raffaello. Gli inquirenti hanno preso in esame anche la testimonianza della donna che settimana scorsa a Chi l'ha visto aveva raccontato di aver incontrato don Gratien nei pressi della casa di Guerrina proprio nel giorno della scomparsa. C'è un nesso tra i due?

Federica Sciarelli, chi l'ha visto?


Importanti novità anche per il caso di Roberta Ragusa. Il pm Aldo Mantovani ha firmato l'avviso di chiusura delle indagini per Antonio Logli. Al momento l'unico indagato è il marito di Roberta, accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Ora è tutto nelle mani dell'avvocato di Logli Roberto Cavani che potrà intercedere per il suo assistito. Logli potrà presentare memorie, produrre documenti, chiedere il compimento di altri atti di indagine, rilasciare dichiarazioni e soprattutto difendersi dalle accuse. La procurà chiederà il rinvio a giudizio e l'udienza preliminare potrebbe svolgersi a fine anno o nei primi mesi del prossimo. 
Yara Gambirasio ultime notizie. "Una logica prettamente scientifica, che tenga conto dei non pochi parametri che si è cercato di sviscerare in questa sede, non consente di diagnosticare in maniera inequivoca le tracce lasciate da Ignoto 1 sui vestidi di Yara": è una parte della relazione dei Ris appena resta nota, che potrebbe aprire le porte del carcere al presunto assassino Massimo Giuseppe Bossetti. Non c'è certezza del Dna e i legali di Bossetti possono presentare una nuova istanza di scarcerazione, negata nelle settimane scorse.  Regna l'incertezza in questo caso e Federica Sciarelli stasera cercherà di far luce su alcuni aspetti controversi. Appuntamento alle 21 in diretta su Rai 3 con Chi l'ha visto.

Fonte: chilhavisto.rai.it

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Delitto di via Poma, i motivi dell'assoluzione di Raniero Busco

Il Dna e il morso non sono attribuibili a Raniero Busco

"Vi è una mancanza di prova che fa cadere la certezza della presenza dell'imputato sul luogo del delitto al momento del delitto".


Raniero Busco, Simonetta Cesaroni
Questa la motivazione per l'assoluzione di Raniero Busco accusato dell'omicidio di Simonetta Cesaroni.
Nella motivazione si legge che ci sono ancora "punti oscuri che sono rimasti non spiegati,tra i quali l'agenda di Pietro Vanacore tra gli effetti personali di Simonetta Cesaroni trovati sul luogo del delitto". 
Vanacore era il portiere dello stabile in cui fu uccisa Simonetta Cesaroni. Vanacore si è suicidato il 9 marzo 2010. Per quanto riguarda il Dna e il morso si legge ancora:"si dimostra la insostenibilità della sua attribuzione a Busco e dell'origine salivare del Dna presente sui capi di vestiario repertati".
Raniero Busco, che all'epoca era fidanzato con la Cesaroni, nel 2011 era stato condannato in primo grado a 24 anni di reclusione per omicidio aggravato. La Corte d'Assise d'Appello ha poi assolto l'uomo, nel 2012, per non aver commesso il fatto.

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martedì 23 settembre 2014

Roberta Ragusa, dopo 3 anni di inchiesta chiuse le indagini sul marito

L'uomo è accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere

Caso Ragusa, chiuse le indagini sul marito dopo tre anni di inchiesta

Il pubblico ministero Aldo Mantovani, ha chiuso le indagini nei confronti di Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, la donna scomparsa nel gennaio 2012 a San Giuliano Terme (Pisa). Antonio Logli è accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere. L'udienza preliminare potrebbe svolgersi entro la fine dell'anno.

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Brescia, donna uccisa a coltellate in casa, si cerca il marito tunisino

Il corpo della donna è stato trovato dalla madre. Sospettato dell'omicidio il convivente, un tunisino di 36 anni che sarebbe già fuggito in Tunisia.

Donna uccisa a coltellate in casa, si cerca il marito tunisino

Il corpo di Daniela Bani, 30 anni, è stato trovato in una pozza di sangue dalla madre. Daniela è stata massacrata da almeno 20 coltellate inflitte con un coltello da cucina. Del compagno della donna, un tunisino di 36 anni, nessuna traccia. Daniela aveva due figli di 5 e 7 anni, ora affidati ai nonni.

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sabato 20 settembre 2014

Bologna, uccisa e nascosta nel freezer

Condannato a 30 anni il fidanzato

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Giulio Caria, 35 anni, è stato condannato a 30 anni di carcere per l'omicidio della fidanzata, Giulia Caramazza. Non è stata accolta la richiesta dell'ergastolo avanzata dal pm Gabriella Tavano.
Il corpo di Giulia Caramazza venne trovato in un freezer a pozzetto il 27 giugno del 2013. Secondo gli inquirenti all'origine dell'omicidio, la decisione della ragazza di rompere la relazione.

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Storie maledette, sabato 20 settembre ore 23:20

Quando Stefania ha il cuore di tenebra - seconda parte

Secondo appuntamento di Storie Maledette dedicato a una vicenda umana e giudiziaria che non ha precedenti, destinata a fare storia, per un duplice motivo: perché è la prima volta che, in Italia, in un Processo, entrano, con peso determinante per la definizione della pena, le Neuroscienze. Vale a dire, quelle tecniche di accertamento che consentono di studiare aree del cervello che regolano funzioni specifiche del comportamento: nel caso in questione, aree del cervello preposte a istinti aggressivi e criminosi. Perché è la prima volta che, chi si è reso protagonista di una “maledetta storia”, rivela in una trasmissione televisiva quello che nel corso del Processo aveva taciuto, dichiarando di non ricordare; dichiarando di non sapere: i delitti commessi; la loro modalità; il movente alla radice di quei delitti.


Ventisei anni nel 2009 all’epoca dei fatti, famiglia di imprenditori del comasco, Stefania Albertani, geometra, anche lei imprenditrice, ragazza di straordinaria intelligenza, è sinistramente abitata da una doppia identità. Un alter ego in incognito che la possiede, la domina, a sua insaputa determina e guida le sue azioni. Anche le più feroci, anche le più scellerate. Condannata a 20 anni di reclusione più tre di Ospedale Psichiatrico Giudiziario, Stefania Albertani - che attualmente sconta la pena nell’OPG di Castiglione delle Stiviere (Mn) -  rivela a Franca Leosini come e perché ha ucciso la sorella e ne ha incendiato il corpo; rivela come e perché ha tentato di uccidere i genitori dando fuoco alla loro macchina; rivela a Franca Leosini come e perché ha strangolato la madre che – in extremis – è stata salvata, malgrado Stefania ne avesse già affidato al fuoco il corpo straziato.

Fonte: storiemaledette.rai.it

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