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lunedì 14 dicembre 2015

Garlasco, Stasi in cella: "Spegnete la tv". Bollate, solidarietà dagli altri detenuti

Prime ore in carcere per il 32enne, condannato in via definitiva a 16 anni per la morte di Chiara Poggi. Il suo avvocato: "Il vero assassino se la ride"

Garlasco, Stasi in cella: "Spegnete la tv". Bollate, solidarietà dagli altri detenuti

"Vi chiedo di non guardare in tv i programmi che parlano di me". Sabato mattina Alberto Stasi, pochi minuti dopo la condanna in via definitiva a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi, si è costituito al carcere milanese di Bollate. Con lui, nella cella 315 del Reparto I, al terzo piano, altri tre detenuti: un italiano e due montenegrini. Che hanno accolto bene il 32enne di Garlasco e hanno accettato la sua richiesta: niente televisione.

Per Alberto non è la prima volta dietro le sbarre. Otto anni fa vi trascorse cinque giorni proprio con l'accusa di avere ucciso Chiara. Per tutta la durata del processo, conclusosi sabato con la quinta sentenza, questa volta definitiva, non è invece mai stato in cella. Motivo per cui la conta dei sedici anni da scontare è iniziata due giorni fa. 

"Sono innocente" continua a ripetere Stasi a chi gli fa visita. Lo ripete da 8 anni, da quel 13 agosto del 2007. E il suo legale, Giuseppe Colli, rincara la dose, come riporta Il Giorno: "Faccio i complimenti al vero assassino: è fuori che se la ride". 

In cella lacrime e incredulità. "Devo ancora metabolizzare la sentenza. Devo ancora capire, non riesco a credere di essere qui - ha detto Stasi secondo quanto riporta un politico locale che gli ha fatto visita -. Ero certo finisse bene. Il procuratore generale aveva chiesto l'annullamento... Non ho avuto il tempo di preparare nulla. Ora la mamma mi porterà alcune cose, magari prendo un libro in biblioteca". 

Quando la Cassazione ha emesso la sentenza, Alberto Stasi si trovava dal suo avvocato. Poco dopo era già a Bollate, il penitenziario-modello: "Non sono nemmeno passato da casa a prendere il necessario. Mi sono immaginato la ressa dei giornalisti davanti al cancello, il muro di telecamere, il solito clamore. E allora ho preferito venire direttamente qui". 

L'assassino di Chiara prende le misure di quella che sarà la sua vita per i prossimi 16 anni. Alle 7 l'apertura delle porte, alle 20 la chiusura. Pranzo alle 11 di mattina, cena alle 17. E poi la palestra, la biblioteca, gli incontri con lo psicologo e quelli con gli educatori. Prima del rientro nella cella al terzo piano, tinteggiata di rosa, con quattro letti singoli, quattro armadi di ferro e un vetro a separare cucina e bagno. 


cronache criminali

sabato 12 dicembre 2015

Omicidio Chiara Poggi, Cassazione condanna Alberto Stasi a 16 anni

Terzo grado di giudizio, si chiude il giallo di Garlasco. Il fidanzato della vittima dovrà subito scontare la pena. La madre di Chiara: "Giustizia è stata fatta, finalmente"

Omicidio Chiara Poggi, Cassazione condanna Alberto Stasi a 16 anni

La Casssazione ha confermato la condanna a 16 anni per Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. Intervistato a caldo subito dopo la sentenza il legale di Stasi ha attribuito alla pressione mediatica un ruolo fondamentale per l'esito, a loro avverso, della sentenza. La madre di Chiara: "Giustizia è stata fatta, finalmente". Si aprono per Stasi le porte del carcere. Si chiude una vicenda durata 8 anni. Chiara Poggi fu trovata morta il 13 agosto 2007.
I genitori: "Giustizia è stata fatta" - "Siamo sollevati, dopo le parole del procuratore eravamo pessimisti va bene così", questo il primo commento dei genitori di Chiara Poggi alla notizia della condanna di Alberto Stasi. "Giustizia è stata fatta, ed è quella che volevamo". "E' stata una tragedia per due famiglie noi abbiamo perso una figlia e anche l'altra ha perduto un figlio", ha aggiunto con grande serenità la mamma di Chiara.

"Alberto era come un figlio" - "Siamo tesi, emozionati, un po' di tutto", dice ancora Rita Poggi all'esterno della loro casa di Garlasco ai cronisti che attendevano le loro dichiarazioni. "I giudici hanno ascoltato chiara dal cielo". E poi un pensiero ad Alberto Stasi: "Era quasi come un figlio, ci siamo convinti che fosse lui il colpevole mano a mano che le indagini andavano avanti". E sulla lunghezza del processo, otto anni e quattro mesi, Rita Poggi ha detto: "Otto anni sono tanti, ma non ho mai pensato a fermarmi. Dovevo andare avanti a cercare la verità". "Oggi - ha poi concluso - andremo al cimitero a salutere Chiara, anche se lei in realtà è sempre qui con noi".

Stasi ora in carcere per esecuzione pena - Diventata definitiva la condanna a 16 anni di reclusione, Alberto Stasi dovrà ora essere arrestato per l'esecuzione della pena, o presentarsi spontaneamente in carcere. Durante le indagini preliminari e nelle varie fasi di giudizio, il giovane non è stato mai posto in custodia cautelare per cui dovrà scontare per intero la pena. Il dispositivo della Cassazione sarà ora trasmesso alla Procura di Milano, che dovrà emettere l'ordine di esecuzione della pena.
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giovedì 30 aprile 2015

Delitto di Garlasco, doppio ricorso di accusa e difesa alla Cassazione

Alberto Stasi chiede di cancellare la condanna, il procuratore generale di riconoscere contro di lui l'aggravante crudeltà nell'omicidio Poggi

Delitto di Garlasco, doppio ricorso di accusa e difesa alla Cassazione

La difesa di Alberto Stasi, condannato nel processo d'appello "bis" a 16 anni di carcere per l'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, ha depositato il ricorso alla Cassazione per cancellare il verdetto di secondo grado. A sua volta il pg di Milano ha presentato ricorso, sempre alla Suprema Corte, per riconoscere l'aggravante della crudeltà esclusa nella sentenza con cui la corte d'Assise d'Appello, a dicembre, ha condannato il giovane.

Il giovane di Garlasco era stato condannato il 17 dicembre a 16 anni con l'accusa di omicidio di Chiara Potti, trovata morta dopo una brutale nella sua villetta in provincia di Pavia. 

La prima Corte d'Assise d'Appello di Milano, presieduta da Barbara Bellerio, non aveva riconosciuto all'ex studente bocconiano l'aggravante della crudeltà ma nemmeno le attenuanti e aveva inoltre disposto un risarcimento di un milione di euro ai genitori e al fratello di Chiara. 

In precedenza, il 17 dicembre 2009 Stasi aveva invece incassato una prima assoluzione confermata due anni dopo in secondo grado e successivamente cancellata dalla Cassazione. A questo punto, la parola ritorna alla Suprema corte per il verdetto finale.


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lunedì 16 marzo 2015

Garlasco, giudici: "Stasi ha ucciso Chiara perché era pericolosa"

Depositate dalla corte d'Appello era "da eliminare dalla sua vita di ragazzo perbene"

Garlasco, giudici: "Stasi ha ucciso Chiara perché era pericolosa"

Alberto Stasi ha brutalmente ucciso la fidanzata Chiara Poggi che evidentemente era diventata una presenza pericolosa e scomoda, e come tale da eliminare per sempre dalla sua vita di ragazzo "perbene". Lo scrivono i giudici della Corte di assise d'appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, a dicembre, hanno condannato Stasi a 16 anni di carcere per l'omicidio della ragazza. L'ex bocconiano è stato giudicato con rito abbreviato.

Chiara conosceva l'assassino - "La dinamica dell'aggressione evidenzia come Chiara non abbia avuto nemmeno il tempo di reagire, dato questo che pesa come un macigno (...) sulla persona con cui era in maggior e quotidiana intimità". Lo scrivono i giudici della Corte d'assise d'appello di Milano nelle motivazioni.

"Massacrata senza fatica" - Chiara Poggi "è rimasta del tutto inerme" di fronte al suo aggressore, scrivono i giudici: "Era così tranquilla, aveva così fiducia nel visitatore da non fare assolutamente niente, tanto da venire massacrata senza alcuna fatica, oltre che senza alcuna pietà".


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mercoledì 25 febbraio 2015

Garlasco, famiglia Poggi batte cassa: "Stasi ci deve un milione di euro"

L'ex bocconiano, condannato nel 2014 a 16 anni di reclusione per l'omicidio di Chiara e a risarcire i suoi genitori, deve ancora pagare


Garlasco, famiglia Poggi batte cassa: "Stasi ci deve un milione di euro"

Al dolore della famiglia di Chiara Poggi, la 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, per la perdita della figlia, e alla stanchezza dopo sette anni di battaglie processuali, si aggiunge la rabbia per una sentenza non ancora eseguita. Per quell'omicidio Alberto Stasi, all'epoca il fidanzato di Chiara, è stato condannato in appello a 16 anni di reclusione e al pagamento di un risarcimento pari a un milione di euro ai genitori della ragazza. Ad oggi, però, l'ex bocconiano non ha ancora tirato fuori un centesimo. 

La mamma di Chiara, Rita Poggi, è pronta a chiedere coattivamente l'esecuzione della sentenza, anche con il pignoramento dei beni.


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mercoledì 17 dicembre 2014

Delitto di Garlasco, Alberto Stasi condannato a 16 anni di reclusione

La decisione è stata presa dai giudici della Corte d'Assise di Milano. Non riconosciuta l'aggravante della crudeltà. I genitori di Chiara commossi dopo la lettura della sentenza. La mamma: "Non abbiamo mai mollato"

Delitto di Garlasco, Alberto Stasi condannato a 16 anni di reclusione

Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione dalla corte d'Assise d'Appello di Milano nel processo d'appello bis per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco (Pavia). Stasi era stato assolto in primo e secondo grado dalla stessa accusa prima che la Cassazione annullasse la sentenza di appello.

No aggravante crudeltà - Al fidanzato di Chiara non è stata riconosciuta l'aggravante della crudeltà, contestatagli invece dal sostituto pg, che aveva chiesto una condanna a trent'anni. Da qui deriva la pena inferiore alla richiesta dell'accusa. 

Genitori di Chiara commossi dopo la sentenza - I genitori di Chiara Poggi, visibilmente commossi, hanno abbracciato il legale di parte civile, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, dopo la sentenza di condanna. Il padre Giuseppe Poggi aveva le lacrime agli occhi. La madre Rita ha abbracciato anche il cugino di Chiara, Paolo Reale.

La mamma: "Non abbiamo mai mollato" - "Siamo soddisfatti, non abbiamo mai mollato", ha detto la signora Rita subito dopo la lettura del dispositivo. Giuseppe Poggi si è limitato a dire che c'è stata "un po' di giustizia".


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Chi l'ha visto? Anticipazioni della puntata del 17 dicembre 2014

Loris Stival e Gilberta Palleschi

Chi l'ha visto? Anticipazioni della puntata del 17 dicembre 2014

Torna questa sera Chi l'ha visto? in prima serata su Rai Tre, condotto da Federica Sciarelli, si parlerà dell'omicidio del piccolo Loris Stival, ucciso lo scorso 29 novembre.
Novità anche sul caso di Gilberta Palleschi,  a casa dell'assassino gli inquirenti hanno trovato materiale pornografico, ma anche un paio di slip da bambino e un paio di pantaloni insanguinati. Verrà mostrata la testimonianza di una donna che cinque anni fa era stata aggredita sessualmente dal muratore.
Infine aggiornamenti sul l'omicidio di Garlasco: nel giorno del verdetto del processo d'appello bis, a “Chi l'ha visto?” verrà mostrata la ricostruzione dell'impronta dell'assassino di Chiara Poggi realizzata dagli uomini della scientifica dei carabinieri.  

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Quarto Grado - Speciale Garlasco del 17 dicembre 2014 in diretta: anticipazioni

Quarto Grado - Speciale Garlasco del 17 dicembre 2014 in diretta: anticipazioni

Quarto Grado va in onda questa sera con uno speciale dedicato alla sentenza di appello per l'omicidio di Garlasco, in cui tra l'altro verrà anche dato conto delle ultime notizie sull'omicidio del piccolo Loris Stival. Si tratta dell'ultima puntata di stagione di Quarto Grado che poi ritornerà su Rete 4, dopo le feste, a partire dal 9 gennaio 2015.
17 dicembre 2007: a cinque anni di distanza dalla sentenza che ha mandato assolto per «insufficienza di prove» Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi, forse un nuovo epilogo attende la vicenda giudiziaria che vede protagonista l’ex studente bocconiano.
Il verdetto del processo d’appello contro l’ex fidanzato di Chiara è atteso a Milano, nella stessa giornata in cui il giovane è stato assolto in prima istanza.
Al delitto di Garlasco e agli sviluppi del caso del piccolo Loris Andrea Stival è dedicato lo speciale “Quarto Grado”, eccezionalmente in onda oggi in prima serata, su Retequattro. Una puntata condotta da Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero, ricca di commenti a caldo e documenti esclusivi.
La nuova stagione del settimanale a cura di Siria Magri è attesa su Retequattro, a partire da venerdì 9 gennaio 2015.
Fonte: crimeblog.it
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lunedì 24 novembre 2014

Garlasco, pg chiede la condanna di Stasi: "30 anni per l'omicidio di Chiara"

Al processo d'appello bis il procuratore parla degli ostacoli alle indagini e la crudeltà messa nell'uccisione della ragazza


Garlasco, pg chiede la condanna di Stasi: "30 anni per l'omicidio di Chiara"

Il sostituto pg di Milano Laura Barbaini ha chiesto 30 anni di carcere per Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi con l'aggravante della crudeltà. Stasi è imputato nel processo d'appello "bis" che si sta celebrando con rito abbreviato.
La stessa richiesta di condanna nei confronti dell'ex studente bocconiano era stata chiesta anche nei processi di primo e secondo grado che si erano conclusi con una assoluzione. La Cassazione poi aveva annullato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Milano rinviando il procedimento davanti ad una nuova sezione, cioè quella davanti al quale è in corso il dibattimento. Il verdetto è previsto per il 17 dicembre. 


Stasi ha ostacolato le indagini - Secondo il procuratore Alberto Stasi ha "sistematicamente" cercato di ostacolare le indagini con omissioni che sono andate al di là del diritto di difesa. Il Pg durante la requisitoria ha sottolineato come "in tanti anni di attività non si era mai verificato che due sentenze avessero escluso" un accertamento "così importante" come quello relativo alla camminata di Stasi, sui due gradini della scala della villetta dei Poggi sulla quale il giovane trovò il corpo senza vita di Chiara. I nuovi esami, disposti dalla Corte d'assise d'appello nell'ambito della rinnovazione parziale del dibattimento, hanno invece compreso anche quei due gradini e sono arrivati a stabilire l'impossibilità che Alberto non si fosse sporcato di sangue le suole delle scarpe.


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mercoledì 22 ottobre 2014

Omicidio Chiara Poggi: sparite le foto di Alberto Stasi e Chiara Poggi

E' sparito dagli archivi della caserma di Vigevano, un raccoglitore contenente 41 fotografie che ritraggono Alberto Stasi con Chiara Poggi e altri amici che fu sequestrato dai carabinieri nel 2007, poche settimane dopo l'omicidio di Chiara.

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venerdì 17 ottobre 2014

Omicidio Chiara Poggi, la carta di credito contro Alberto Stasi

L'accusa ha una nuova ipotesi: le calzature acquistate sarebbero diverse da quelle consegnate ai carabinieri

Alberto Stasi
Alberto Stasi
La carta di credito di Alberto Stasi fa emergere una nuova prova contro il principale indiziato dell'omicidio di Chiara Poggi. Dalla lista dei movimenti compiuti con la tessera emerge che Stasi avrebbe acquistato un paio di scarpe che, contrariamente a ciò che è accaduto ad altri oggetti, non sono finiti nell'inventario di prove prelevate dai carabinieri a casa di Stasi.
Delle nuove prove emerse dalle indagini non esiste ancora nessun atto ufficiale che le abbia notificate. Pertanto, per avere maggiori dettagli, si dovrà attendere fino a quando il procuratore generale Laura Barbaini non ne parlerà in aula, durante le prossime udienze.
Ogni particolare relativo alle scarpe indossate da Alberto Stasi nell'estate del 2007 è importante per ricostruire la dinamica del delitto di Chiara Poggi, assassinata nella sua casa di Garlasco.Perché fra le calzature sequestrate non ce n’è mai stato un paio con la suola a pallini, come quelle che le indagini ritengono esser state indossate dall’assassino di Chiara (che ha lasciato impronte sul pavimento insanguinato). L'accusa inoltre ha ipotizzato che Stasi si sia sbarazzato delle scarpe che indossava durante il delitto che, quando ha chiamato la polizia, non sia entrato nella villetta, ma abbia solo inscenato il ritrovamento della fidanzata.
Con lo spuntare di questa nuova traccia, riconducibile alla sua carta di credito, nascono nuovi interrogativi: ma com'è stato possibile risalire a questo indizio? Ed è possibile, attraverso questo dato, ricostruire quali scarpe ha comprato Stasi? Inoltre non bisogna dimenticare la prova portata da una nuova testimone sulla bici avvistata nei pressi di casa Poggi. Tutto questo sarà da leggere anche alla luce delle due perizie discusse nelle scorse udienze: quella sul dna trovato sulle unghie di Chiara e l’altra sulla ricostruzione della camminata di Alberto nella casa del delitto.
La camminata di Stasi è l'elemento su cui l'inchiesta potrebbe avere una svolta. Infatti il punto di partenza è stabilire se davvero Alberto poteva compiere i passi che racconta di aver fatto nella villetta dei Poggi, per poi consegnare le sue scarpe senza alcuna traccia di sangue.

Fonte: it.notizie.yahoo.com

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venerdì 10 ottobre 2014

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 10 ottobre 2014

Quarto grado anticipazioni 10 ottobre 2014

Questa sera si parlerà ampiamente del caso di Roberta Ragusa, la mamma scomparsa da oltre due anni e mezzo. In questi giorni si sono riprese delle intercettazioni di Antonio Logli, marito di Roberta, che nei giorni successivi alla scomparsa della moglie, avrebbe confermato alla sua amante, Sara, di aver scoperto di essere stato visto la sera della scomparsa di Roberta. A questo punto, la deposizione di Logli, che aveva detto che quella sera lui stava dormendo, diventa ,olto dubbia, tanto più che c'è un super testimone, Loris Gozi, che ha detto di aver visto Antonio e Roberta litigare furiosamente quella sera.
Si parlerà anche di Chiara Poggi e del suo presunto assassino, Alberto Stasi.
Aggiornamenti anche sul caso Yara Gambirasio e Elena Ceste.
Quart Grado è condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.

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martedì 30 settembre 2014

Omicidio di Garlasco: Chiara Poggi è stata colpita con un martello ed è morta in pochi minuti

In base ad una nuova perizia è stata ricostruita la scena del delitto

Alberto Stasi
Novità sull'omicidio di Garlasco in cui, il 13 agosto 2007, fu uccisa Chiara Poggi. L'unico indagato è il fidanzato di allora Alberto Stasi. Secondo una nuova perizia, l'omicidio sarebbe durato pochi minuti e non decine di minuti come sostenuto nel processo di primo grado. Inoltre è emerso che Chiara è stata uccisa vicino all'ingresso, quindi appena l'assassino è entrato in casa. Sarebbe stata colpita con un'arma simile ad un martello. Ancora rimane il dubbio sul come abbia fatto Alberto Stasi a non sporcarsi le scarpe di sangue, secondo la perizia sarebbe quasi impossibile. Altro indizio su cui bisogna ancora far luce, è quello sui graffi sul braccio di Alberto Stasi. Tutti questi indizi non fanno che aumentare i sospetti su Alberto Stasi.

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venerdì 26 settembre 2014

Quarto Grado, anticipazioni della puntata del 26 settembre 2014

Roberta Ragusa, Chiara Poggi, Elena Ceste, Yara Gambirasio e Guerrina Piscaglia

Questa sera a Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, ore 21,15, Rete 4, il tema centrale sarà sul caso Chiara Poggi e sul suo presunto assassino Alberto Stasi.
Si parlerà inoltre degli ultimi aggiornamenti sul caso Yara Gambirasio, dopo il deposito del ricorso dei legali di Massimo Bossetti e della conclusione dell'indagine sull'omicidio di Roberta Ragusa.
Si tornerà a parlare delle misteriose scomparse di Guerrina Piscaglia e di Elena Ceste.



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