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venerdì 22 gennaio 2016

Loris, immagini esclusive a "Mattino 5": Veronica Panarello aveva un complice?

Secondo le analisi di un esperto informatico, la donna accusata dell'omicidio del figlio non era sola in auto. Nei frame si intravederebbe una sagoma

Foto 1

Veronica Panarello, in carcere con l'accusa di aver ucciso il figlio, potrebbe aver avuto un complice. "Mattino Cinque" ha mandato in onda delle immagini esclusive che riguardano l'inchiesta sulla morte del piccolo Loris Stival. Dai video delle telecamere di Santa Croce Camerina, le stesse utilizzate dalla procura per accusare la Panarello, un esperto informatico ha affermato che si vede una figura più robusta in auto con la donna.

Si scorge una sagoma sul sedile posteriore

L'ingegnere Marcello Locurto, esperto informatico, si è avvalso di un software estremamente sofisticato e, analizzando i frame che riprendono la Polo nera, i figli e la donna stessa, ha scoperto che nell'autovettura Polo di Veronica Panarello, che sta parcheggiando in retromarcia nel garage (cosa per lei inusuale), si scorge una sagoma sul sedile posteriore, lato opposto conducente. Chi è?

Alla guida non c'è più Veronica

Nel passaggio alla rotonda di fronte al supermercato Despar, si nota alla guida della Polo una figura con corporatura robusta, non riconducibile a Veronica Panarello. Di chi si tratta?

Le tre sagome sono ben individuabili

Ecco la Polo con a bordo Veronica e i due figli, in un primo passaggio alla rotonda della Despar. Le tre sagome sono ben individuabili.

cronache criminali

mercoledì 18 novembre 2015

Veronica Panarello: Loris è morto per un incidente con fascette

Ragusa. La nuova versione data dalla madre del piccolo ai magistrati: "Ho tentato di salvarlo, ma presa dal panico ho nascosto il cadavere"

Veronica Panarello: Loris è morto per un incidente con fascette

Loris Stival sarebbe morto mentre giocava in casa con le fascette elettriche che lo hanno strangolato. E' la nuova versione della madre data ai magistrati di Ragusa. Per Veronica Panarello sarebbe stato quindi un "incidente" avvenuto dopo che lei era tornata a casa, dopo avere accompagnato a scuola l'altro figlio. Dopo avere fatto di tutto per salvare Loris, presa dal panico avrebbe preso il corpo per adagiarlo in un canalone.

"Nessun complice, non sapevo come giustificarmi" - Nessuno le avrebbe creduto e non sapendo come giustificarsi ha deciso perciò di liberarsi del corpo del figlio, ha ribadito Veronica Panarello che avrebbe gettato lo zaino del bambino sulla strada verso Donnafugata.

Cassazione: "Alto grado di probabilità che la madre sia l'omicida" - La custodia in carcere di Veronica Panarello deve essere mantenuta perché si basa "su una coerente analisi critica degli elementi indizianti e sulla loro coordinazione in un organico quadro che appare dotata di adeguata plausibilità logica e giuridica nell'attribuzione a detti elementi del requisito della gravità nel senso della conducenza con elevato grado di probabilità della responsabilità dell'indagata per l'omicidio". Lo sottolinea la Cassazione nelle sue motivazioni.


cronache criminali

venerdì 15 maggio 2015

Loris, lettera dal carcere della madre "Io e l'accusa che mi fa più male"

Veronica Panarello scrive all'inviata di "Mattino Cinque", parla del suo infinito dolore per la morte del figlio, amplificato da una imputazione che rifiuta con tutte le sue forze

Loris, lettera dal carcere della madre "Io e l'accusa che mi fa più male"

La perdita del figlio di otto anni, il piccolo Loris Stival, è stata per Veronica Panarello "un dolore immenso", che le ha dato una ferita non rimarginabile. La morte di suo figlio ha lasciato nella vita della donna, in carcere con l'accusa di averlo ucciso, un vuoto incolmabile, che Veronica prova a esprimere in una lettera aperta inviata dalla cella a "Mattino Cinque" per ribadire ancora una volta l'innocenza di una madre disperata.

Ecco il testo del documento, indirizzato all'inviata Agnese Virgillito

In questi lunghi mesi ho seguito i suoi servizi e il lavoro svolto da lei. Devo ammettere che ho pensato un po’ se scriverle questa lettera o no. Ci sono cose che non si possono descrivere a parole perché ogni definizione ti sembra il nulla. Solo chi ha vissuto o vive la perdita di un figlio può capire. Molto spesso ciò che dico viene interpretato in modo diverso o a piacimento dell’uso che ne vogliono fare.

Perdere un figlio è il dolore più lancinante che può esistere, una ferita aperta che non si rimarginerà mai. Perdi la voglia anche di nutrirti, ti reggi in piedi con molta fatica chiedendoti ogni giorni perché ti stia capitando tutto ciò e perché proprio a te.

I ricordi mi rincorrono la mente, rivivendo quella felicità che non riavrò più facendomi ancora più male. L’esserne accusata amplifica il tutto. Ci sono giorni che mi chiedo perché non sia stato fatto a me tutto quel male. Avrei preso il suo posto senza esitare un istante. La vita del proprio figlio vale più della propria.

L’essere sola a cercare la verità mi spinge sempre di più a non fermarmi sapendo che troverò le risposte che cerco e che non giustificheranno mai ciò che è stato fatto. Non potrà mai essere pronunciata dalla mia bocca la parola perdono e non potrò mai provare pietà per chi ha distrutto la vita a Lorys, un bambino di soli 8 anni.

In questi mesi ho avuto la fortuna di essere seguita dal legale Villardita che ha creduto in me dal primo istante lavorando ininterrottamente e tutto ciò porterà ottimi risultati, dimostrerà la mia innocenza e chi mi ha voltato le spalle nel momento in cui avevo più bisogno si renderà conto di aver sbagliato, ma sarà tardi.

Quel poco di vita che ho continuerò a dedicarlo ai miei figli, tenendo vivo il ricordo di Lorys e donando tutto l’amore che ho per Diego. loro per me sono sempre il tutto e lo saranno per sempre.

Veronica Panarello


cronache criminali

martedì 28 aprile 2015

Loris, la difesa a Mattino 5: "Veronica ha chiesto di indagare su altri familiari"

Secondo la mamma del bambino ucciso a Santa Croce Camerina, nel condominio, il giorno del delitto, c'erano altre persone

Loris, la difesa a Mattino 5: "Veronica ha chiesto di indagare su altri familiari"

"Veronica Panarello ha detto di indagare meglio su altri familiari". Lo ha detto a Mattino 5 Francesco Villardita, legale della donna accusata dell'omicidio del figlio Andrea Loris Stival. "Veronica ha ricordato che quel giorno, quando è rientrata a casa, in uno degli appartamenti del condominio ha sentito della musica per poi non sentirla più quando è uscita. Ciò significa che, a differenza di quanto emerso finora, c'era qualcuno", ha spiegato.

Veronica non ha però indicato la persona che avrebbe potuto essere all’interno di quella casa", ha aggiunto Villardita. 

Il piccolo Andrea Loris Stival è morto il 29 novembre 2014 a soli 8 anni. Il suo corpo fu ritrovato nella zona del Mulino Vecchio, nei pressi del paese del Ragusano.


cronache criminali

lunedì 27 aprile 2015

Loris, la difesa a Mattino 5: "Veronica ha fatto dei nomi agli inquirenti"

Secondo la mamma del bambino ucciso a Santa Croce Camerina, nel condominio, il giorno del delitto, c'erano altre persone

Loris, la difesa a Mattino 5: "Veronica ha fatto dei nomi agli inquirenti"

"Veronica Panarello ha fatto nomi precisi sui quali indagare". Lo ha detto a Mattino 5 Francesco Villardita, legale della donna accusata dell'omicidio del figlio Andrea Loris Stival. "Veronica ha ricordato che quel giorno, quando è rientrata a casa, in uno degli appartamenti del condominio ha sentito della musica per poi non sentirla più quando è uscita. Ciò significa che, a differenza di quanto emerso finora, c'era qualcuno", ha spiegato.

"Veronica ha indicato anche la probabile persona che avrebbe potuto essere all’interno di quella casa", ha aggiunto Villardita. 

Il piccolo Andrea Loris Stival è morto il 29 novembre 2014 a soli 8 anni. Il suo corpo fu ritrovato nella zona del Mulino Vecchio, nei pressi del paese del Ragusano.


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lunedì 2 marzo 2015

Loris, mamma accusa malore in cella

Ricoverata in ospedale ad Agrigento

Loris, mamma accusa malore in cella

Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris Stival, detenuta con l'accusa di avere ucciso il figlio, è stata colta da malore nella cella dell'istituto penitenziario in cui è reclusa. Soccorsa dagli agenti di custodia, è stata condotta in infermeria e poi ricoverata, in via precauzionale, all'ospedale di Agrigento. E' successo sabato notte. La donna è stata sottoposta a Tac e altri analisi ed esami che non avrebbero evidenziato patologie di rilievo.


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lunedì 23 febbraio 2015

Loris, la madre alimentata con la flebo

"In cella aveva smesso di mangiare. Poi, grazie all'aiuto degli operatori penitenziari ha ripreso ad alimentarsi da sola", ha spiegato il suo legale intervenuto a "Mattino Cinque"

Loris, la madre alimentata con la flebo

Veronica Panarello, la donna accusata dell'omicidio del figlio Loris Stival, si stava lasciando morire in carcere. A rivelarlo è il suo avvocato, Francesco Villardita, che intervenendo a "Mattino Cinque" ha spiegato come "ha avuto un crollo fisico perché non mangiava da cinque giorni, per cui le hanno dovuto mettere le flebo. Poi, grazie all'aiuto degli operatori penitenziari ha ripreso ad alimentarsi da sola".

"Veronica Panarello sotto il profilo processuale è sempre più determinata ad andare avanti nel ribadire la sua innocenza - ha aggiunto il penalista - e a difendersi. Non teme alcunché: analisi dell'autovettura, analisi delle forbici, analisi della cintura. Non teme alcunché", ha ripetuto.


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venerdì 13 febbraio 2015

Ultime Loris Stival, news: giallo sull'auto grigia, è di un complice?

Ultime news Andrea Loris Stival, a chi appartiene l'auto grigia? 

Ultime Loris Stival, news: giallo sull'auto grigia, è di un complice?

Proseguono incessantemente le indagini per cercare di scoprire la verità sulla morte di Andrea Loris Stival, il bimbo di Santa Croce Camerina morto per asfissia e ritrovato cadavere da un cacciatore pensionato, Orazio Fidone, nella zona del "Mulino Vecchio", a pochi chilometri da Santa Croce Camerina. Sono emerse news molto importanti sul caso: è infatti spuntata una nuova testimonianza che potrebbe cambiare il corso delle indagini. Vediamo quali sono le ultime novità sulla vicenda di Andrea Loris Stival, che ha letteralmente scovolto l'opinione pubblica italiana.
Ultime news Andrea Loris Stival, a chi appartiene l'auto grigia di cui parla Giovanna Portelli?
E' emersa una nuova testimonianza sul caso di Santa Croce Camerina; una donna, di nome Giovanna Portelli, ha giurato di avere visto un'auto grigia sfrecciare verso la zona del "Mulino Vecchio" proprio il 29 novembre scorso, ovvero il giorno dellamorte del piccolo Andrea Loris Stival. Si tratta di un dato molto significativo, dal momento che l'avvistamento sarebbe avvenuto intorno alle ore 9.15, quindi in un arco temporale in cui secondo gli inquirenti sarebbe avvenuto l'omicidio di Andrea Loris Stival. Ma la testimonianza, molto misteriosamente, non è stata presa in considerazione dagli inquirenti. E ce ne sfugge il motivo. Questo dettaglio, infatti, potrebbe rivelarsi decisivo nelle indagini sul caso di Santa Croce Camerina.
Ultime news Andrea Loris Stival, la Procura scarta la testimonianza di Giovanna Portelli: ecco perchè
Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, ha scartato la testimonianza di Giovanna Portelli, in quanto ritiene che Veronica Panarello sia assolutamente colpevole. Ecco la motivazione ufficiale secondo la quale la Procura non ha tenuto conto delle parole della testimone: "Si tratta di parole non idonee a scalfire il significato gravemente indiziante nei confronti dell'indagata". In realtà, in quella macchina grigia potrebbe esserci stato il complice della stessa Veronica Panarello: gli inquirenti hanno infatti dimostrato che la ventiseienne madre di Andrea Loris Stival ha avuto delle conversazioni con qualcuno tramite Facebook e Whatsapp proprio la mattina del 29 novembre.
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venerdì 6 febbraio 2015

Loris, il padre trova in casa nuove prove sull'omicidio del figlio

Una forbice (nel luogo sbagliato) e la cintura preferita dal bimbo: per gli inquirenti sono prove fondamentali

Loris, il padre trova in casa nuove prove sull'omicidio del figlio

Una cintura appartenuta al piccolo Loris e un paio di forbici da elettricista sono state trovate in casa e consegnate agli investigatori da Davide Stival, il marito di Veronica Panarello, la donna in carcere con l'accusa di avere ucciso il figlio Loris di 8 anni, lo scorso 29 novembre a Santa Croce Camerina. Lo ha anticipato il settimanale Giallo secondo cui per gli inquirenti queste sono delle prove cruciali per la soluzione del caso.

A confermare l'indiscrezione di stampa ci ha pensato anche il legale di Davide Stival, Daniele Scrofani. "Ha notato - ha detto il legale dell'uomo - la cintura a casa normalmente riposta, e ha detto: 'Ma questa cintura era quella che metteva sempre il bambino'. A questo punto, insieme ad una forbice, che non era stata ancora sequestrata, lui l'ha portata alla polizia e la magistratura l'ha già sottoposta ad un accertamento tecnico irripetibile che è stato effettuato il 29 gennaio a Palermo".

"Veronica Panarello in carcere è distrutta" - "Come sta Veronica? E' una donna distrutta, pesa 38 chili". Lo afferma l'avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello. "Si professa sempre innocente, continua a combattere e continuerà, ritengo, a farlo - aggiunge -. Sotto il profilo fisico ovviamente è una donna distrutta. Lascio solo immaginare in quale condizioni fisiche e psicologiche può trovarsi una persona che arriva oggi a pesare 38 chili, e ne ha perduti 9, per la scomparsa del figlio, per non poter vedere l'altro figlio e per essere privata della sua libertà personale".


cronache criminali

giovedì 5 febbraio 2015

Loris, il racconto dei vicini: "Ogni giorno urla e liti in casa Stival"

Nell'ordinanza del Riesame anche la testimonianza della mamma di un amichetto di Loris: "Mio figlio scappò spaventato dalla loro abitazione"

Loris, il racconto dei vicini: "Ogni giorno urla e liti in casa Stival"

Un inferno. I vicini descrivono così agli investigatori quanto accadeva nella casa di Loris Stival, il bimbo ucciso a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Al centro dei racconti c'è sempre la mamma del piccolo, Veronica Panarello, in carcere dall'inizio di dicembre con l'accusa di avere ucciso suo figlio. "Urlava per ore contro i figli e contro il marito", ripetono i vicini nelle testimonianze raccolte nell'ordinanza del Riesame di Catania.

Nelle carte - secondo quanto riporta il Messaggero - c'è il racconto di chi incontrava gli Stival sulla strada di casa e di chi abitava a pochi metri da loro. "Nei pomeriggi in cui non lavoravo sentivo la Panarello urlare contro i suoi figli e una volta fu chiaro il rumore di sedie e altri oggetti sbattere per terra", dice un vicino. Le parole più dure erano contro Loris: "Lo apostrofava con parole pesanti". 

"Un amichetto di Loris scappò spaventato" - La realtà drammatica è confermata anche dalle parole della mamma di un amichetto del piccolo Loris. La scorsa estate suo figlio andò a giocare a casa Stival, ma dopo dieci minuti scappò. "Era spaventato, disse che la mamma di Loris urlava sempre contro suo figlio, arrivò addirittura a definirla una pazza". Un profondo malessere che conferma la personalità di Veronica descritta dagli inquirenti come "fragile", oppressa dalle "problematiche irrisolte della famiglia di origine e dalla piatta quotidianità alla quale cerca di reagire". 

Quattro chili persi in venti giorni - C'è poi un ultimo dettaglio, agghiacciante. Riguarda proprio Loris e i suoi ultimi giorni di vita. "Era un bambino esile e con scarsa crescita", si legge nell'ordinanza. Ma nell'ultimo mese prima del suo omicidio accadde qualcosa che aggravò la situazione. "Secondo le indicazioni della pediatra, in base alle visite fatte - scrivono i carabinieri in una nota del 12 dicembre - il peso di Loris era di 17,3kg il 24 settembre e 13,3kg il 13 ottobre". Quattro chili persi in venti giorni.


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lunedì 2 febbraio 2015

Loris, la madre Veronica Panarello riceve in carcere il papà e la zia

La donna ha ribadito la sua innocenza: "Sono stata male interpretata". Ma un nuovo video la inchioderebbe

Loris, la madre Veronica Panarello riceve in carcere il papà e la zia

Ha gridato la sua innocenza. Ancora una volta. Veronica Panarello, in carcere con l'accusa di aver ucciso suo figlio, il piccolo Andrea Loris Stival, ha lanciato l'ennesimo grido di dolore anche in occasione della visita ricevuta da parte del padre e della zia. Intanto, nell'inchiesta sono entrati nuovi elementi: soprattutto un video che mostrerebbe il piccolo Loris in uno degli ultimi istanti prima dell'omicidio. Ma la difesa ne contesta la ricostruzione.


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venerdì 23 gennaio 2015

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 23 gennaio 2015

Un nuovo passo avanti nel giallo di Brembate

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 23 gennaio 2015

Dopo aver rivelato la testimonianza della donna che afferma di aver visto Massimo Bossetti e Yara Gambirasio, in auto, nell'estate precedente alla scomparsa della giovane, "Quarto Grado" - in onda venerdì 23 gennaio, in prima serata, su Retequattro - torna sul caso compiendo un ulteriore passo avanti.

Chi è Gratien Alibi, il frate indagato per la sparizione di Guerrina Piscaglia? È ciò che tentano di scoprire gli inquirenti con l'analisi del computer dell'ex parroco di Ca' Raffaello. E chi è l'uomo che il religioso indica come la persona che si è allontanata con la donna il giorno in cui si sono perse le sue tracce? Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero, tentano di rispondere a questi interrogativi approfondendo gli sviluppi delle ricerche della 50enne aretina.

Il settimanale a cura di Siria Magri, inoltre, aggiorna gli spettatori sul delitto di Lorys Andrea Stival e dà conto delle novità sull'indagine delle baby squillo di Roma con il giornalista del quotidiano "la Repubblica" Daniele Autieri.

Fonte: mediaset.it

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venerdì 16 gennaio 2015

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 16 gennaio 2015

I gialli di Guerrina Piscaglia e Roberta Ragusa

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 16 gennaio 2015

Guerrina Piscaglia e Roberta Ragusa: i casi di due donne scomparse sono al centro del nuovo appuntamento con "Quarto Grado", in onda venerdì 16 gennaio, in prima serata, su Retequattro.

Cosa nascondono i pc di Padre Gratien Alibi? E perché sul suo cellulare risulta un'intensa messaggistica nel periodo subito prima e dopo la sparizione di Guerrina? Con questi interrogativi, Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero, torna sul mistero della donna sparita da Ca' Raffello lo scorso primo maggio.

A tre anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa - della quale si sono perse le tracce nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 - il programma a cura di Siria Magri ripercorre l'intera vicenda. Unico indagato Antonio Logli, marito della donna. Come si difenderà nel processo previsto a marzo?

Con importanti novità, inoltre, "Quarto Grado" approfondisce gli sviluppi del caso Gambirasio e aggiorna i telespettatori sull'omicidio di Loris Andrea Stival. In studio ospite la zia del bambino ragusano, Antonella Stival.

Fonte: mediaset.it

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lunedì 12 gennaio 2015

Loris, organizzata colletta su Facebook per pagare la difesa di Veronica

"Amici, è l'ora di dimostrare non solo a parole il nostro sostegno", scrive il padre della 26enne accusata di avere ucciso il figlio Loris

Loris, organizzata colletta su Facebook per pagare la difesa di Veronica

 "Amici, è l'ora di dimostrare non solo a parole il nostro sostegno a Veronica Panarello". E' l'appello lanciato su Facebook dal padre della 26enne accusata di avere ucciso il figlio Loris, di 8 anni, il 29 novembre a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Sulla pagina social "Veronica è innocente", che conta più di 2mila "Mi piace", è stata infatti organizzata una colletta per pagare la difesa della donna.

"L'avvocato Francesco Villardita, essendo amico di famiglia, ha generosamente accettato di assistere Veronica pro bono (senza richiesta di compensi) ma sono necessari periti ed esperti per sostenere la linea difensiva", sottolinea Francesco Panarello. "Ovviamente - aggiunge - ciascuno potrà contribuire secondo le proprie possibilità, se saremo in tanti anche 10 euro a testa potranno formare una somma consistente".


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mercoledì 17 dicembre 2014

Chi l'ha visto? Anticipazioni della puntata del 17 dicembre 2014

Loris Stival e Gilberta Palleschi

Chi l'ha visto? Anticipazioni della puntata del 17 dicembre 2014

Torna questa sera Chi l'ha visto? in prima serata su Rai Tre, condotto da Federica Sciarelli, si parlerà dell'omicidio del piccolo Loris Stival, ucciso lo scorso 29 novembre.
Novità anche sul caso di Gilberta Palleschi,  a casa dell'assassino gli inquirenti hanno trovato materiale pornografico, ma anche un paio di slip da bambino e un paio di pantaloni insanguinati. Verrà mostrata la testimonianza di una donna che cinque anni fa era stata aggredita sessualmente dal muratore.
Infine aggiornamenti sul l'omicidio di Garlasco: nel giorno del verdetto del processo d'appello bis, a “Chi l'ha visto?” verrà mostrata la ricostruzione dell'impronta dell'assassino di Chiara Poggi realizzata dagli uomini della scientifica dei carabinieri.  

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Loris, sequestrati 8 cellulari a casa Stival. Procura sulle tracce di un complice

E' intanto stata terminata l'autopsia sul corpo del bambino ucciso il 29 novembre: presto potrebbe arrivare il nulla osta per i funerali


Loris, sequestrati 8 cellulari a casa Stival Procura sulle tracce di un complice

Sono otto i telefoni cellulari sequestrati a casa Stival dopo l'ultima perquisizione effettuata dagli inquirenti. Attraverso un loro accurato esame si spera di riuscire a trovare le tracce di chi potrebbe aver aiutato Veronica Panarello, madre di Loris e indagata per l'omicidio, a uccidere o anche solo a trasportare il bambino fino al canale di scolo dove poi è stato ritrovato.

Tre le ipotesi al vaglio degli inquirenti - Come sostiene la Procura, le indagini sulla morte del piccolo Loris sono tutt'altro che chiuse. Secondo quanto riportato dal "Corriere della Sera", sono tre le ipotesi su cui si lavora: Veronica potrebbe aver agito da sola o con un complice. Quest'ultimo potrebbe essere stato "chiamato in causa" solo per aiutare la donna a nascondere il corpo o potrebbe aver preso parte attiva all'omicidio. Al momento tuttavia l'ipotesi del complice non ha trovato riscontri né nelle testimonianze di vicini e conoscenti, né nelle immagini delle telecamere e neppure dalle utenze telefoniche.

Sui vecchi telefoni la traccia di un complice? - Chi ha visto i telefoni sequestrati parla di vecchi modelli, difficilmente compatibili con la app attraverso cui la Procura ipotizza che la donna si sia tenuta in contatto con il presunto o presunta complice. Nonostante ciò, dato che dallo smartphone in uso a Veronica non sarebbe stato ricavata alcun indizio, gli inquirenti tentano questa carta.

Forse giovedì i funerali di Loris - Martedì intanto sono arrivati i risultati dell'autopsia sul bambino: è quindi possibile ipotizzare che presto possa arrivare anche il nullaosta per i funerali, che potrebbero essere celebrati già giovedì pomeriggio.


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venerdì 12 dicembre 2014

Loris, il secondo cellulare non è intestato a Veronica ma alla sua amica

La donna lo avrebbe prestato alla mamma del piccolo prima dell'omicidio. La Panarello glielo avrebbe restituito al momento delle condoglianze


Loris, il secondo cellulare non è intestato a Veronica ma alla sua amica

Non è di Veronica Panarello il secondo cellulare, che lei ha sempre negato di aver posseduto. Il telefonino finito al centro dell'attenzione degli inquirenti è intestato all'amica della mamma di Loris, la stessa che ne ha segnalato la presenza. La donna lo avrebbe in precedenza prestato a Veronica, la quale lo avrebbe restituito alla legittima proprietaria al momento in cui si presentò per le condoglianze dopo la morte del piccolo Loris.

Ma perché la Panarello si fece prestare dall'amica quel portatile, ora sequestrato dagli inquirenti? E perché l'amica ha detto che quell'apparecchio era di Veronica? Gli inquirenti stanno cercando di far luce sull'ennesimo punto oscuro della vicenda della morte di Loris, e il particolare viene segnalato da Tgcom24. Ancora da chiarire anche l'eventuale presenza di un complice, ipotesi che resta valida ma tutta da dimostrare. 

Intanto polizia di Stato, scientifica e postale stanno passando al setaccio il computer di Veronica e anche quello di Orazio Fidone, il cacciatore che ritrovò il cadavere del bambino nel canalone poco distante da Santa Croce Camerina (Ragusa). 

Inoltre, si stanno eseguendo analisi anche sulle auto della donna e dello stesso Fidone, che rimane indagato per l'omicidio. Anche Andrea Stival, padre di Davide e nonno di Loris, ha espresso i suoi dubbi sulla nuora. "Sto soffrendo - dice -, come padre e come nonno. I principi della nostra famiglia sono saldi, non abbiamo niente a che fare con tutto quello che sta emergendo e con le bugie, se tali saranno, di Veronica Panarello". 

Il giallo del grembiulino - E ancora, c'è il mistero del grembiulino, come segnala la "Stampa". Quando fu ritrovato, il piccolo Loris indossava la giacca a vento e il grembiulino della scuola. Gli inquirenti sostengono che, in base alle riprese delle telecamere, Loris rientra in casa da solo alle 8,32. Veronica accompagna il fratellino alla ludoteca e rientra dopo 17 minuti. Ci sono poi i 36 minuti del mistero, dopo di che Veronica esce in auto dal garage. Loris non si è svestito in casa? Oppure la madre lo ha strangolato e poi rivestito, rimettendogli addosso grembiulino e giaccone per sviare le indagini?


cronache criminali

giovedì 11 dicembre 2014

Loris: un cellulare nascosto, un possibile complice e l'ipotesi infermità mentale

"Ho nascosto bene l'altro cellulare", questa la frase detta da Veronica Panarello alla sorella e su cui ora si indaga


Loris: un cellulare nascosto, un possibile complice e l'ipotesi infermità mentale

"Ho nascosto bene l'altro cellulare". Questa la frase che Veronica Panarello, madre del piccolo Loris e in stato di fermo con l'accusa di averlo ucciso, avrebbe detto alla sorella la sera del ritrovamento del cadavere del figlio. Secondo gli inquirenti proprio questo "telefonino fantasma" potrebbe essere necessario per individuare un possibile e ipotetico complice della donna.

A insistere sull'eventuale presenza di un complice, secondo quanto riportato dal quotidiano "La Repubblica", sarebbe la madre di Veronica: "Non è un'assassina e in ogni caso non può aver agito da sola", avrebbe detto la donna.

Avanza l'ipotesi dell'infermità mentale - Mentre gli indizi sulla colpevolezza della madre di Loris sembrano diventare sempre più pesanti, sia da parte della famiglia sia da parte della Procura emerge l'immagine di una donna "disturbata e tormentata", tanto che i legali di Veronica hanno anticipato di essere pronti a chiedere una perizia psichiatrica. La strategia degli avvocati sembra chiara: qualora le accuse si rivelassero fondate sarebbero pronti a chiedere l'infermità o almeno la seminfermità mentale.

La telecamera e la macchina parcheggiata in garage - Fra gli ultimi indizi a carico della donna ci sarebbe anche un filmato di una telecamera, posizionata su un'abitazione a pochi passi dalla casa del piccolo Loris e della quale finora non si conosceva l'esistenza. Nel video si vede l'auto di Veronica Panarello fare manovra per entrare nel garage della palazzina dove abitano gli Stival. Il fatto che quella mattina Veronica avesse messo l'auto nel garage è apparsa strana anche al marito Davide: "Perché l'ha fatto? - ha detto guardando il video mostratogli dagli investigatori - lei non ci andava mai. Parcheggiava sempre in strada".


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mercoledì 10 dicembre 2014

Loris, il padre Davide a "Quarto Grado": "Troppe coincidenze contro mia moglie"

Le prove contro Veronica Panarello sembrano aver convinto il giovane camionista, ormai disperato, della sua colpevolezza. Intanto, la 26enne in cella da martedì sera ha detto agli agenti di voler stare da sola. I detenuti l'hanno fischiata e insultata


Loris, il padre Davide a "Quarto Grado": "Troppe coincidenze contro mia moglie"

"Allora è stata davvero lei...". Solo le parole pronunciate da Davide, marito di Veronica e padre di Loris dopo l'interrogatorio della moglie. Lui che ha saputo della morte del figlio mentre era in trasferta di lavoro via Facebook, e non dalla viva voce di Veronica, sembra essersi convinto della sua colpevolezza. Aveva scelto di credere alla 26enne, ora non più perché - come racconta a Quarto Grado - "sono troppe le coincidenze contro di lei".

"Chi è stato deve pagare. Mia moglie dice di aver portato Loris a scuola ma ci sono troppe coincidenze contro di lei", ribadisce. "Chi è stato è stato. Anche se è stata mia moglie, deve pagare", afferma l’uomo. "Non si può fare questo a un bambino". 

Ventinove anni, autotrasportatore, Davide sembra essersi convinto della colpevolezza della moglie Veronica, soprattutto, dopo aver visionato i filmati delle telecamere che mostrano l'auto della donna dove non doveva essere, quel 29 novembre. Evidenziando ancor più le bugie dette a lui e agli inquirenti.

"E' stata lei, tenetemela lontana, io sono il padre di Loris, rivoglio mio figlio, il mio bambino", ripete Davide. Solo qualche giorno fa, ancora sicuro nel credere all'innocenza di Veronica, diceva: "Se è stata lei allora può pure morire". Ora il mondo gli è crollato addosso.

Primo giorno di carcere per Veronica Panarello - Prima notte in carcere, in una cella di isolamento e sorvegliata per problemi di sicurezza nell'ala femminile del penitenziario di Catania, come da protocollo, per Veronica Panarello. Al suo arrivo, martedì sera, è stata fortemente contestata da detenuti dell'istituto che hanno fischiato e urlato contro di lei "assassina, devi morire". La donna avrebbe detto agli agenti penitenziari: "Adesso voglio stare sola".


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Trasferita in carcere la mamma di Loris. Veronica in lacrime: "Non l'ho ucciso"

Prelevati campioni di Dna. La gente urla contro Veronica: "Vergogna". Il suo avvocato: "Indagine frettolosa". La donna è stata torchiata per cinque ore Procura di Ragusa. Quella mattina il bimbo non sarebbe più uscito di casa

Trasferita in carcere la mamma di Loris Veronica in lacrime: "Non l'ho ucciso"

E' durato cinque ore l'interrogatorio fiume della madre di Loris Stival nella Procura di Ragusa. Veronica Panarello non avrebbe ammesso alcuna responsabilità dell'omicidio e avrebbe ribadito la sua versione dei fatti. La 26enne è accusata di aver ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. Prima di essere trasferita nel carcere di Piazza Lanza a Catania, gli esperti della polizia scientifica le hanno prelevato dei campioni di Dna.

Veronica in lacrime al termine dell'interrogatorio - Al termine dell'interrogatorio in questura Veronica è scoppiata a piangere, dopo aver ribadito di nuovo di non avere alcuna responsabilità nella morte del figlio. "Io collaboro, collaboro - ha detto - ma non ho ucciso mio figlio". 

Urla contro la mamma: "Assassina, devi morire" - Durante il suo trasferimento in carcere, la donna è stata più volte insultate. Prima, all'uscita dalla questura, alcune decine di cittadini hanno urlato contro di lei "Vergogna, vergogna", applaudendo invece al passaggio delle forze dell'ordine. Urla e insulti hanno accolto Veronica anche all'arrivo al carcere di Catania, dove tra giovedì e venerdì il gip del capoluogo la sentirà in un interrogatorio di garanzia per decidere sulla convalida dell'arresto. Ad attenderla un centinaio di persone che hanno inveito contro di lei urlandole "assassina, assassina...". E infine, anche i detenuti hanno gridato contro la donna "Assassina, assassina, devi morire".

Veronica alla madre: "Dove hai messo mio figlio?" - Nel verbale sul decreto di fermo si legge che Veronica Panarello accusò sua madre di aver fatto sparire il piccolo Loris, come racconta la stessa madre della donna, C.A. Veronica arrivò a casa sua con i carabinieri prima che il bimbo fosse ritrovato, alle 15.30 di sabato 29 novembre. "Mi chiese dove avessi messo suo figlio. Io le dissi che non avevo alcun motivo per prendere suo figlio". 

I pm: "Veronica ha ucciso con sorprendente cinismo" - Veronica Panarello si è "resa responsabile dell'omicidio del proprio figliolo, con modalità di elevata efferatezza e sorprendente cinismo": così scrivono i pm di Ragusa nel decreto di fermo indicando i "gravi indizi di colpevolezza" nei confronti della mamma del piccolo Loris".

"Quella mattina il bimbo non uscì più di casa" - I pm di Ragusa assicurano che l'esame dei filmati e le testimonianze "consentivano di documentare, oltre ogni ragionevole dubbio, che il piccolo Loris non usci più dal condominio" dopo esser tornato a casa. E che "nell'intervallo tra le 8.49 e le 9.23 di sabato" nessuna altra persona non conosciuta entrò nel condominio. 

Inoltre l'auto della madre, secondo i pm, "a oltre 200 metri da questo ultimo impianto di carburante" (il distributore Erg, ndr), "svoltava a destra immettendosi nella strada poderale che conduce al Mulino Vecchio", dove è stato trovato il piccolo. 

Le dichiarazioni di Veronica "confliggono palesemente con le risultanze delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza installati lungo l'effettivo percorso seguito dalla Panarello proprio quella mattina", si legge ancora nel decreto di fermo. 

Contestata anche la crudeltà - I pm di Ragusa scrivono inoltre che Veronica Panarello avrebbe provocato la morte di Loris per soffocamento "aggredendolo mediante azione di strangolamento portata con l'uso di una fascetta stringicavo in plastica". In seguito a questa precisazione alla donna viene contestata anche l'aggravante della crudeltà, oltre che del legame di parentela. 

Il legale della mamma: "Indagini frettolose" - Non cambia idea sulla sua assistita il legale di Veronica Panarello, l'avvocato Francesco Villardita, che giudica "leggermente frettolosa" l'indagine della Procura di Ragusa, affidata a polizia e carabinieri. "Sono certo - aggiunge - che alla fine si potrà giungere alla verità". E sulla donna: "E' serena per l'inchiesta, ma distrutta dal punto di vista umano: le manca suo figlio e anche la sua famiglia". 

"E' preda di grandi crisi di sconforto - riprende -. E' distrutta per la morte del figlio e ha chiesto di incontrare il marito". 

"Nel video il bimbo non è riconoscibile" - L'avvocato sottolinea poi che il filmato visionato non permette di accertare che Loris quella mattina tornò a casa: "Da quelle immagini, visionate con la mia assistita, non si riconosce nessuno. E abbiamo anche prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola". 

"La signora - precisa Villardita - ha visto il fotogramma, e ha chiesto da cosa avrebbero individuato il fatto che fosse Loris. Perché non è assolutamente soggetto individuabile. Questa certezza non ce l'ha nessuno, e non potranno averla mai, perché non è identificabile se quel bambino è Loris o un'altra persona". 

Inoltre, il legale aggiunge che la madre di Loris "ha ribadito la sua versione fornita il 29 novembre sulla scomparsa del figlio, confermando fino in fondo la sua ricostruzione". E ancora: "E' stato un interrogatorio lungo, al quale la mia cliente ha risposto punto su punto, rimanendo ferma sulle sue posizioni: lei è innocente e ha confermato di aver portato il bambino a scuola e di essere andata poi a Donnafugata".

"Un'inchiesta da grande fratello" - Infine, l'avvocato dichiara: "Non abbiamo parlato di fascette, assolutamente. Si è parlato soltanto ed esclusivamente di filmati. La 'prima donna' di questa vicenda sono i video di sorveglianza, il 'grande fratello'".


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