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giovedì 5 novembre 2015

Delitto Elena Ceste, il marito Michele Buoninconti condannato a 30 anni

Asti, l'uomo condannato per l'omicidio e l'occultamento di cadavere. Si è sempre dichiarato innocente. Stabilito anche un risarcimento di 300mila euro per ciascuno dei quattro figli, di 180mila euro per i genitori e la sorella della vittima

Delitto Elena Ceste, il marito Michele Buoninconti condannato a 30 anni

E' stato condannato a trent'anni di carcere Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste, la donna trovata morta nell'ottobre del 2014 in un canale nelle campagne di Asti. L'uomo si era sempre dichiarato innocente, come ha ribadito anche in aula al tribunale della città piemontese, nell'udienza che si è chiusa con la sua condanna. Il giudici ha stabilito anche un risarcimento alla famiglia della vittima.

Il giudice ha anche assegnato un risarcimento di 300mila euro per ciascuno dei quattro figli, di 180mila euro per i genitori e la sorella, e di 50mila euro per il cognato. 

Genitori: bene la sentenza ma delusione nel cuore - La famiglia di Elena Ceste "è contenta per la sentenza, ma ha la delusione nel cuore perchè la figlia è morta per mano di Michele". Lo riferiscono gli avvocati Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia. "I genitori di Elena, Lucia e Franco, sono provati - aggiungono - hanno pianto sia per la figlia che per i quattro nipoti"

"Vittima di un errore giudiziario" - "Elena è morta per una tragica fatalità, sono vittima di un errore giudiziario. Sono innocente", aveva detto in precedenza Buoninconti, leggendo anche un passo della Bibbia, la storia di Susanna dell'Antico Testamento, e commuovendosi quando ha ricordato i figli. 

"Mia moglie non è stata uccisa" - "Signor Giudice, io mi trovo davanti a lei senza un motivo vero, non c'è alcuna certezza che mia moglie sia stata uccisa e la procura non può provarlo, né ora, né mai, semplicemente perché non è accaduto". "Ci vogliono le prove per condannare un uomo - ha aggiunto leggendo un testo di cinque pagine - e la procura non le ha perché non esistono, non si può trasformare a piacimento un innocente in un colpevole, tra l'altro, di un omicidio che non c'è stato".

"La mia vita è ormai un libro aperto e non c'è nulla di cui io non vada orgoglioso, ho solo il rimorso di non aver capito l'entità del disagio psichico di mia moglie quella notte e di non aver chiamato un medico". "Non ho creduto ai suoi tradimenti ed ho ancora difficoltà a crederci - ha aggiunto - ritengo che Elena abbia piuttosto frequentato soggetti che si sono approfittati di lei in un momento di debolezza e quando si sono accorti delle sue difficoltà hanno taciuto".


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Elena Ceste: due anni di misteri, dalla scomparsa nel 2014 alla condanna

Tutte le tappe della vicenda che ha sconvolto la provincia di Asti

Elena Ceste: due anni di misteri, dalla scomparsa nel 2014 alla condanna

E' arrivata la prima sentenza per il giallo di Elena Ceste. Ad uccirderla e a farne sparire il cadavere è stato il marito Michele Buoninconti che è stato condannato a 30 anni di carcere. Un caso che ha tenuto banco dalla mattina del 24 gennaio 2014 quando proprio Michele Buoninconti esce dalla sua casa di Costigliole d'Asti per accompagnare i quattro figli a scuola. Al suo ritorno la moglie, Elena Ceste, 37 anni, non c'è più.

Queste le tappe principali della vicenda:

- 24/01/2014: E' lo stesso Buoninconti a dare l'allarme. "Mi aveva detto che non si sentiva bene e mi aveva chiesto che andassi a prendere i ragazzi a scuola", racconta l'uomo ai carabinieri. La moglie, secondo la sua versione, sarebbe uscita in stato confusionale e si sarebbe allontanata a piedi completamente nuda. I vestiti, perfettamente piegati, vengono ritrovati a casa, dove la donna lascia anche gli occhiali da vista.

- 11/03/2014: I carabinieri di Asti diffondono alle tv un filmato che ritrae una donna molto somigliante a Elena Ceste su un tram della linea 4, a Torino. Le speranze della famiglia di ritrovarla si infrangono quando una donna telefona a "Chi l'ha visto?": "Mi dispiace per i famigliari, ma quella donna ripresa nel video sono io, non è Elena Ceste. Prendo quell'autobus tutti i giorni per andare al lavoro". Le ricerche si estendono fino a Tenerife e qualcuno sostiene che la scomparsa sia rinchiusa in un convento di clausura, ma della donna nessuna traccia.

- 18/10/2014: Un cadavere in avanzato stato di decomposizione viene ritrovato a Isola d'Asti, a due chilometri dalla Casa di Elena Ceste, durante i lavori di ripulitura di un canale di scolo di proprietà di un agricoltore. Cinque giorni dopo l'esame del dna conferma che si tratta dei resti di Elena Ceste.

- 24/10/2014: Michele Buoninconti viene indagato dalla Procura di Asti per omicidio volontario. Per la procura si tratta di un atto dovuto, ma i sospetti nei suoi confronti sono sempre più forti.

- 29/01/2015: I carabinieri di Asti arrestano Michele Buoninconti per l'omicidio. "Tutti gli elementi raccolti lo indicano come l'autore", scrive il gip Giacomo Marson.

- 1/07/2015: Ad Asti prende il via il processo, con il rito abbreviato, nei confronti di Buoninconti. Nell'udienza del 23 settembre l'accusa chiede il massimo della pena, 30 anni, mentre i difensori insistono sulla sua innocenza. "Non potrò mai essere condannato per un omicidio che non c'è mai stato", è l'ultimo appello dell'uomo. Il giudice Roberto Amerio non gli ha creduto.


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giovedì 24 settembre 2015

Caso Elena Ceste, il pm chiede 30 anni di carcere per il marito

Michele Buoninconti è accusato di omicidio e di occultamento di cadavere

Caso Elena Ceste, il pm chiede 30 anni per il marito

Michele Buoninconti deve essere condannato a trent'anni di carcere. E' la richiesta fatta dal pm Laura Deodato, al processo con il rito abbreviato nei confronti del vigile del fuoco, accusato dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere della moglieElena Ceste.

Elena Ceste, 37 anni, di Costigliole d'Asti, madre di quattro figli, scomparve da casa il 23 gennaio del 2014. Si ipotizzò dapprima una fuga (le indagini si sono spinte fino a Tenerife), poi un suicidio. Quindi gli investigatori iniziarono a verificare che la donna potesse essere stata uccisa. Il suo corpo venne trovato nove mesi dopo, il 18 ottobre: i resti, sommersi dal fango nel rio Mersa, erano a circa un chilometro dalla villetta di Costigliole.


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mercoledì 1 luglio 2015

Morte Elena Ceste, inizia il processo al marito Michele Buoninconti

E' accusato di aver ucciso la donna e di averne occultato il cadavere

Morte Elena Ceste, inizia il processo al marito Michele Buoninconti

Prende il via in Corte d'Assise, ad Asti, il processo nei confronti di Michele Buoninconti, il vigile del fuoco di 47 anni arrestato lo scorso 29 gennaio, perché accusato dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere della moglie, Elena Ceste. Il processo, a porte chiuse, si svolge con il rito abbreviato davanti al giudice Roberto Amerio. Buoninconti è assistito dagli avvocati Girola e Tortoroglio. L'uomo si è sempre dichiarato innocente.

Buoninconti è accusato di avere ucciso la moglie nel gennaio dello scorso anno e poi di avere finto che fosse scomparsa. Il corpo della vittima è stato ritrovato lo scorso 18 ottobre, dopo mesi di ricerche, nel canale di scolo del rio Mersa, a pochi chilometri dalla villetta di Costigliole d'Asti in cui la coppia viveva con i tre figli, affidati ai nonni materni.

In caso di condanna, Buoninconti con il rito abbreviato potrà contare sullo sconto di un terzo della pena. Il giudice Amerio ha convocato il pm Laura Deodato, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Asti, e, per la parte civile, gli avvocati Carlo Tabbia e Deborah Abate Zaro, che assistono la famiglia Ceste.


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venerdì 19 giugno 2015

Caso Ceste, Michele fuori di testa: ‘Elena uccisa da mogli gelose e dalla Madonna’

La difesa: " Non ci sono prove per condannare Michele Buoninconti".

Caso Ceste, Michele fuori di testa: ‘Elena uccisa da mogli gelose e dalla Madonna’

Il settimanale Giallo in edicola con un nuovo numero anche questa settimana ha rivelato le nuove ipotesi e le frasi sempre più scioccanti dichiarate dal marito agli inquirenti sulla misteriosa scomparsa della mamma d'Asti, e sempre più spregiudicato e fuori di testa Michele Buoninconti, unico imputato per l'omicidio  della moglie, ha affermato che Elena Ceste si è volatilizzata, come se fosse stata rapita dagli alieni o dalla Madonna.
Insomma per l'ex vigile del fuoco la moglie non si sarebbe più suicidata in un momento psicotico ma sarebbe stata rapita e ha precisato che secondo le sue intuizioni Elena è stata uccisa da qualche moglie gelosa, Michele inoltre ha arricchito il suo racconto di dettagli e ha affermato che la moglie cancellava continuamente sms sul cellulare e le conversazioni e la cronologia della navigazione al Pc.

Giallo Ceste, ora è guerra sulla perizie

In attesa dell'udienza del 1° luglio che sarà soltanto una formalità prima dell'inizio del processo con rito abbreviato che si terrà in autunno, La Stampa ha reso noto che la difesa contesta le perizie delle Procura e dai dati emersi dalle perizie forense di parte della geologa Rosa Maria Di Maggio il terriccio ritrovato sui vestiti di Elena Ceste non è compatibile con il terreno del rio Mersa di Isola dove è stato ritrovato il cadavere della donna.
In conclusione, secondo la difesa e la perizia di parte i risultati e i dati a disposizione dell'accusa non sono sufficienti per stabilire un esatto confronto con i campioni dei terreni, in questo modo crollerebbe uno dei punti cardine dell'accusa, secondo cui Michele avrebbe sporcato i vestiti della moglie dopo aver lasciato il corpo senza vita di Ceste nel fosso del rio Mersa, prima di portarli agli investigatori.
Inoltre secondo una consulenza medico di parte della difesa emerge l'ipotesi che la donna possa essersi allontanata da sola da casa nuda di notte in preda ad uno stato di alterazione psichico ed essere scivolata nel rio morendo per assideramento e non per asfissia, e alla luce del mancato ritrovamento delle ossa del collo di Elena sarebbe impossibile stabilire se la donna è stata strangolata dal marito.
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venerdì 15 maggio 2015

Elena Ceste, la decisione del gip: giudizio immediato per il marito

La prima udienza è stata fissata in Corte d'Assise il primo luglio. Buoninconti è accusato di omicidio e occultamento di cadavere

Elena Ceste, la decisione del gip: giudizio immediato per il marito

Giudizio immediato per Michele Buoninconti, marito di Elena Ceste, accusato di omicidio e occultamento del cadavere della donna, ritrovato tra Costigliole e Isola d'Asti. La decisione è stata presa dal gip Giacomo Marson, che ritiene sufficiente la raccolta di prove a carico dell'indagato e ha fissato la prima udienza in Corte d'Assise il primo luglio. I due avvocati della difesa hanno due settimane di tempo per chiedere il rito abbreviato.

Intanto Buoninconti, come fa sapere il suo legale, sta valutando di rinunciare all'eredità a favore dei figli, qualora si presentasse la necessità ed è favorevole al loro affidamento ai nonni materni.


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giovedì 7 maggio 2015

Omicidio Elena Ceste, colpo di scena: perizia "scagiona" il marito Michele Buoninconti

Omicidio Elena Ceste, colpo di scena: perizia "scagiona" il marito Michele Buoninconti

La perizia della difesa afferma che l'uomo non avrebbe avuto il tempo materiale per uccidere Elena Ceste ed occultarne il cadavere nel Rio Mersa, a 800 metri da casa loro: le tempistiche non coincidono

Omicidio Elena Ceste, colpo di scena: perizia "scagiona" il marito Michele Buoninconti

Omicidio Elena Ceste, colpo di scena: perizia "scagiona" il marito Michele Buoninconti

Si prospetta un colpa di scena nelle indagini sull'omicidio di Elena Ceste, la casalinga scomparsa da Costiglione d'Asti il 24 gennaio 2014 e ritrovata morta lo scorso 18 ottobre a poche centinaia di metri da casa.
In carcere c'è il marito, Michele Buoninconti, unico indagato per l'omicidio. Le accuse a suo carico sono pesantissime: avrebbe secondo gli inquirenti ucciso Elena Ceste e poi avrebbe occultato il cadavere.
Mattino 5 su Mediaset e poi vari quotidiani come Libero ritengono che una nuova perizia di parte scagionerebbe Buoninconti, ad oggi l'unico indagato.
La perizia della difesa afferma  che l'uomo non avrebbe avuto il tempo materiale per uccidere Elena Ceste ed occultarne il cadavere nel Rio Mersa, a 800 metri da casa loro: le tempistiche non coincidono.
In base alla ricostruzione della Procura, Buoninconti avrebbe ucciso la moglie e avrebbe nascosto il cadavere in poco più di 15 minuti. Questi gli orari: il marito avrebbe ucciso la moglie alle 8,45; alle 8,55 si sarebbe recato in auto nel Rio Mersa; alle 8,57 avrebbe telefonato ai vicini, i coniugi Rava. Poi alle 9 del mattino avrebbe spogliato la Ceste, per poi occultare il cadavere. Poi le evidenze che emergono dai tabulati telefonici, secondo i quali l'uomo ha chiamato la ceste sul telefonino alle 9,01 e alle 9,03.
Omicidio Elena Ceste, colpo di scena: perizia "scagiona" il marito Michele Buoninconti
Libero scrive:
Omicidio Elena Ceste, colpo di scena: perizia "scagiona" il marito Michele Buoninconti
Come detto, la nuova perizia metterebbe in dubbio l'intero impianto accusatorio. Secondo quanto messo nero su bianco dalla difesa alle 8,45 Buoninconti avrebbe cercato Elena dentro e fuori da casa, trovando prima i vestiti abbandonati e poi il telefonino. Quindi l'uomo avrebbe telefonato ai vicini, e poiché non aveva ricevuto risposta si sarebbe recato in auto davanti alla loro casa.

Fonte: today.it

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lunedì 16 febbraio 2015

Caso Ceste, tutte le contraddizioni del marito: anche il parroco smentisce l'uomo

Dagli occhiali della moglie al copriletto giallo: tutti i dettagli che fanno traballare la ricostruzione di Buoninconti. Oggi l'udienza sulla richiesta di scarcerazione

Caso Ceste, tutte le contraddizioni del marito: anche il parroco smentisce l'uomo

Quattro giorni dopo il suo arresto, Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste, in carcere ad Asti con l'accusa di aver ucciso la donna, parla davanti al gip Giacomo Marson. E' il 2 febbraio: l'uomo cerca di chiarire le tante contraddizioni che fanno traballare il suo racconto. I nuovi dettagli emergono oggi verbali inediti pubblicati dal quotidiano La Stampa.

I particolari che non coincidono sono molteplici. A partire da quel paio di occhiali che Michele dice di aver trovato in auto, ma "che non erano di Elena". "Li ho messi in un portaoggetti sull'auto, li ho presi tenendoli con due dita al centro, caso mai qualcuno li avesse toccati", spiega Buoninconti. 

Il racconto smentito dal parroco - Parole smentite però dal parroco, don Roberto Zappino, che riferisce di un colloquio proprio con il marito della donna: "Mi disse che in uno di questi giri, nel controllare i vestiti che aveva sul sedile, nell'atto di portarli in casa, si era accorto che in mezzo a questi vi erano gli occhiali della moglie". Il prete ricorda bene il momento in cui l'uomo gli riferì la cosa, in particolare "lo stupore del fatto che c'erano anche gli occhiali tra i vestiti". Ma Michele si difende: "Non è vero, io al parroco non ho detto questo".

Il copriletto usato per avvolgere il cadavere? - C'è poi il mistero legato a quel copriletto giallo, forse usato per avvolgere il corpo di Elena. La mattina della scomparsa della moglie, Michele rifà il letto. "Non so perché l'ho fatto e ho invece lasciato le tazze della colazione sul tavolo. Può essere che il letto l'ho fatto dopo tempo, non ricordo in che momento l'ho rifatto".

Il fango sulle calze di Elena - Tra gli elementi che Michele consegna agli inquirenti ci sono anche delle calze di nylon di Elena. Lui racconta di averle trovate davanti a casa, ma gli investigatori rilevano tracce di fango provenienti dal luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere della donna. Come è possibile? "Non so il motivo - tenta di spiegare Buoninconti -. Io ho cercato mia moglie, se ho sporcato le calze mentre le raccoglievo non so dirlo".

Oggi l'udienza sulla richiesta di scarcerazione - Intanto oggi a Torino si terrà l'udienza del Tribunale del Riesame sulla richiesta di scarcerazione avanzata da Chiara Girola, legale di Michele Buoninconti. L'uomo è in carcere da due settimane ad Asti. Il gip Giacomo Marson ha respinto nei giorni scorsi una prima richiesta di scarcerazione.


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venerdì 13 febbraio 2015

Elena Ceste, Michele Buoninconti e la biancheria che cambia colore…

Elena Ceste, Michele Buoninconti e la biancheria che cambia colore...

ROMA – Michele Buoninconti ha consegnato agli inquirenti biancheria intima celeste il giorno in cui la moglie Elena Ceste è scomparsa. Ma ai genitori diElena il vigile del fuoco di Alba aveva mostrato della biancheria bianca, sostenendo che fosse quella trovata in giardino.
Un particolare rivelato da Pomeriggio 5 e che infittisce il giallo della morte di Elena, per cui il marito Michele è stato arrestato lo scorso 29 gennaio con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Giangavino Sulas, giornalista di Pomeriggio 5, ha spiegato che Buoninconti ha portato agli inquirenti biancheria intima celeste insieme alla maglia e ai pantaloni che sostiene di aver trovato nel giardino della loro casa di Costigliole d’Asti il 24 gennaio 2014, giorno della scomparsa della moglie.
Ma ai genitori di Elena, spiega Sulas, Michele aveva mostrato biancheria intima bianca: il giornalista spiega quindi che Michele ha portato in auto biancheria bianca, ma poi ha consegnato agli inquirenti biancheria azzurra.
Secondo una prima ricostruzione dell’omicidio, spiega Sulas, Buoninconti avrebbe strangolato la moglie mentre era nuda nella loro camera da letto. Nella stanza dunque c’era sia la biancheria pulita che quella sporca della donna e al momento della consegna ai carabinieri, l’uomo potrebbe aver portato agli agenti la biancheria sbagliata.

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lunedì 9 febbraio 2015

Elena Ceste, news clamorose: avances di Michele alla giornalista di 'Giallo'?

Ultime news Elena Cesta, una giornalista di "Giallo" ha rivelato alcune indiscrezioni su Michele Buoninconti.

elena ceste, avances di michele alla giornalista?

E' stato celebrato ieri il funerale di Elena Ceste, la mamma di Costigliole d'Asti scomparsa lo scorso anno e ritrovata cadavere il 18 ottobre del 2014. Intanto, sono emerse delle notizie davvero clamorose sula marito della donna, Michele Buoninconti, che si trova in carcere dallo scorso 29 gennaio, quando fu arrestato con l'infamante accusa di avere assassinato la moglie e di averne occultato il suo cadavere. Il quarantaquattrenne vigile del fuoco continua a ribadire la sua innocenza, ma il Gip ha rigettato la sua richiesta di scarcerazione. Ma vediamo cosa è emerso sull'uomo. 
Ultime news Elena Ceste, avances di Michele Buoninconti alla giornalista di "Giallo"? 
Davvero clamorose le notizie che sono state riportate dal sito "Urbanpost"; sembra infatti che Michele Buoninconti abbia fatto delle avances ad una collaboratice del settimanale "Giallo". La giornalista ha svelato delle indiscrezioni piccanti sul marito di Elena Ceste: "Michele faceva finta di piangere, poi ci provava con me", ha affermato la collaboratrice del settimanale, che poi aggiunto: "Col tempo mi sono accorta che quelle lacrime non erano vere. Infatti quando lo incontravo per avere delle notizie sulle indagini mi faceva spesso delle avances". Secondo la testimonianza della giornalista di "Giallo", Michele la avrebbe anche invitata a dormire a casa sua ad Asti, un sabato sera: si è trattato di un vero e proprio invito espilicito, secondo quanto si legge negli sms mandati da Michele Buoninconti al cellulare della giornalista di "Giallo". Sempre secondo quanto riporta la collaboratrice del settimanale, il quarantaquattrenne vigile del fuoco avrebbe anche assunto un atteggiamento di minaccia nei suoi confronti. "Se ti comporti bene non dovrai temere nulla" avrebbe detto Michele Buoninconti alla giornalista di "Giallo". Questa nuova testimonianza potrebbe aggravare ulteriormente la posizione di Michele Buoninconti, che si trova rinchiuso nel carcere di Quarto d'Asti da due settimane, con l'accusa di avere ucciso la moglie Elena Ceste la mattina del 24 gennaio e di averne poi nascosto il cadavere nei pressi del Rio Mersa. 
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venerdì 6 febbraio 2015

Ultimissime Elena Ceste: incredibile gaffe al telefono del marito Michele che lo inchioda?

La reazione dell’uomo alla notizia ritrovamento del corpo di Elena Ceste.

Omicidio Elena Ceste, accusato il marito Michele.

Il fango del fiume dove è stato ritrovato il cadavere di Elena Ceste è stato ritrovato anche sui vestiti che il marito della donna, Michele Buoninconti dice di aver trovato in giardino. Quel terriccio sui vestiti è compatibile con il suolo dove è stato ritrovato il corpo di Elena Ceste e non con quello del giardino di casa Buoninconti.
E poi le celle telefoniche che inchiodano Michele: alle 8.43 della mattina in cui avrebbe ucciso Elena, l'uomo non chiama la moglie della quale dice di non sapere dov'è, ma telefona al fisso dei vicini di casa. Ma quella telefonata fatta da Michele è agganciata dalla cella telefonica piazzata proprio all'altezza del canale di scolo dove dieci mesi più tardi sarà ritrovata Elena Ceste uccisa.
Stessa cosa succede alle 8.55, quando Michele chiama un altro vicino di casa che non risponde: la cella che aggancia la telefonata è sempre la stessa. Sarà solo alle 9.01 che Michele chiamerà la moglie, che non può rispondere perché è già morta: in quel momento lui è già in movimento verso casa. Alle 9.06 Michele chiama un altro vicino e la telefonata aggancia la cella piazzata in direzione di casa: in quel momento Michele è già rientrato. Sono questi gli indizi maggiori che inchioderebbero Michele Buoninconti all'omicidio della moglie, Elena Ceste.

Omicidio Elena Ceste, ecco come reagisce Michele alla notizia che è stato ritrovato un cadavere


Ma c'è un episodio che ha dell'incredibile avvenuto proprio in occasione del ritrovamento del corpo di Elena Ceste avvenuto il 18 ottobre 2014, proprio in località Isola Chiappa, proprio il posto dove voleva andare a cercarla il vigile del fuoco e collega di Michele Buoninconti, Enzo Balocco, poi dissuaso proprio dal marito di Elena Ceste.

In quella data, un altro collega telefona a Michele per avvisarlo che è stato ritrovato un corpo, del quale ancora non si sapeva nulla.
E a quel punto, Michele afferma: "Lo so, è venuta la figlia di Giancarlo a dirmelo. E' stato ritrovato a due chilometri da qui. Ma dimmi: ti risulta che sia in stato di decomposizione avanzata? E' avanzato lo stato di decomposizione? E' avanzato?"
La prima domanda che farebbe qualunque persona, soprattutto se non si hanno notizie di una familiare, è quella di cercare di sapere di chi sia il cadavere. Di accertarsi se quel cadavere appartenga ad Elena Ceste, in questo caso. E, invece, la gaffe del marito Michele è davvero incredibile: la sua prima ed unica preoccupazione è quella di sapere se quel cadavere è in avanzato stato di decomposizione. Un altro elemento che va a sommarsi agli altri a carico del vigile del fuoco.
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lunedì 2 febbraio 2015

Ceste, oggi interrogatorio marito

Arrestato giovedì per omicidio moglie

Ceste, oggi interrogatorio marito

E' previsto in tarda mattinata nel carcere di Quarto d'Asti, davanti al gip Giacomo Marson, l'interrogatorio di garanzia di Michele Buoninconti. L'uomo è stato arrestato giovedì per l'omicidio e l'occultamento del cadavere della moglie, Elena Ceste, scomparsa un anno fa e trovata morta a ottobre in un canale nelle campagne di Costigliole d'Asti, non lontano dalla loro abitazione.


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venerdì 30 gennaio 2015

Elena Ceste, l'arresto del marito: "Uccisa nel letto coniugale"

La donna, scomparsa un anno fa, probabilmente è morta per asfissia; il movente: "l'odio per una moglie e madre inadeguata". il marito, Michele Buoninconti, è accusato di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. il gip: "tutti gli indizi contro di lui" 

Elena Ceste, l'arresto del marito: "Uccisa nel letto coniugale"

Sarebbe stato il letto coniugale il luogo in cui si è consumata la tragedia di Elena Ceste. E' quanto si legge nell'ordinanza del gip Giacomo Marson in cui si individua il teatro dell'omicidio "ragionevolmente avvenuto per asfissia, quando la vittima stava curando la propria igiene e si accingeva a indossare abiti puliti". Uccisa, dunque, in casa e poi portata di nascosto nel luogo in cui è stata ritrovata nove mesi dopo la sua scomparsa. La svolta nelle indagini per il delitto della mamma di Costigliole d’Asti, scomparsa dalla sua casa di Strada San Pancrazio il 24 gennaio 2014 e i cui resti sono stati ritrovati lo scorso autunno vicino casa, e' arrivata questa mattina quando i carabinieri hanno arrestato il marito per i reati di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Fondamentali per le indagini sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche nei confronti dell’uomo. "Il movente? Una situazione familiare con criticità e conflittualità". Michele Buoninconti è stato arrestato su ordine del gip, che ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato. L'uomo si è sempre dichiarato innocente. Secondo gli inquirenti l'omicidio è avvenuto lo stesso giorno della scomparsa della donna. L'arresto di Buoninconti, ha spiegato il Comandante dei Carabinieri di Asti, il Colonello Fabio Federici, è avvenuto quando i figli erano a scuola.

Gip: "tutti gli indizi contro di lui" 
"Tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini" indicano "Michele Boninconti come l'autore delle gravissime condotte che gli vengono attribuite". Lo scrive il gip nell'ordinanza di arresto nei confronti del marito di Elena Ceste sottolineando che gli indizi "non sono soltanto numerosi, ma anche particolarmente pregnanti". Dunque, quello che "emerge in maniera dirompente - ribadisce - è che tutti gli indizi sono univocamente indirizzati nel dimostrare come unica soluzione possibile quella posta alla base della richiesta" del pubblico ministero. 

Il movente: "odio verso donna da raddrizzare"
Il movente "va ricercato nell'odio maturato nel tempo". L'uomo, secondo il giudice, riteneva che Elena "fosse una moglie e una madre inadeguata", nonché "una donna infedele e inaffidabile dedita a coltivare rapporti virtuali con il computer e, quindi, da raddrizzare". Il gip cita il frammento di una conversazione, intercettata il 17 agosto, fra Buoninconti e i figli, su un'auto di famiglia. "con mamma - dice l'uomo - c'ero riuscito a farla diventare donna. Solo, vai a capire cosa ha visto! Diciotto anni della mia vita per recuperarla, diciotto anni per raddrizzare mamma!". 

La vicenda 
Elena Ceste, 37 anni, scomparve un anno fa. La prima ipotesi degli investigatori è la fuga e infatti le indagini arrivano fino a Tenerife. Si parla poi di suicidio fino a quando prende corpo l’ipotesi che potrebbe essere stata uccisa. Il cadavere viene trovato 9 mesi dopo vicino alla sua abitazione, durante dei lavori di scavo. Il marito viene iscritto dalla procura nel registro degli indagati.

Fonte: rainews.it

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giovedì 29 gennaio 2015

Svolta nel giallo della morte di Elena Ceste, arrestato il marito

L'uomo è accusato di aver ucciso la moglie e di averne occultato il cadavere, ritrovato dopo nove mesi nelle campagne dell'Astigiano


Svolta nel giallo della morte di Elena Ceste, arrestato il marito

I carabinieri di Asti hanno arrestato il marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti, per l'omicidio volontario e l'occultamento di cadavere della donna. Dopo nove mesi dalla scomparsa, avvenuta a gennaio 2014, il cadavere della Ceste fu ritrovato in un canale vicino a casa.

I militari hanno precisato che Buoninconti è stato arrestato per omicidio volontario premeditato su ordine del gip di Asti Giacomo Marson, che ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato. 

Mercoledì era stata depositata in Procura la perizia autoptica eseguita sul corpo della donna. Nella stesso tempo era stato effettuato, su iniziativa dei legali, un sopralluogo sul luogo in cui venne ritrovato il corpo della donna.

Elena Ceste, 37 anni, scomparve da casa nel gennaio del 2014. Il suo corpo venne ritrovato 9 mesi, il 18 ottobre, poco distante dalla sua abitazione.


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lunedì 26 gennaio 2015

Elena Ceste, ultime notizie, è giallo su video a luci rosse e ricatti: era ossessionata?

E' mistero sull'esistenza di presunti video a luci rosse:la donna era vittima di un ricatto?

Elena Ceste, ultime notizie, è giallo su video a luci rosse e ricatti: era ossessionata?

E' passato un anno esatto dalla scomparsa di Elena Ceste, la trentasettenne di Costigliole D'Asti, il cui corpo venne ritrovato alcuni mesi fa in un canale di scolo nei pressi della sua abitazione. Il caso rimane ancora un mistero, un giallo a cui non si riesce ad arrivare ad una soluzione, anche perchè il corpo della povera vittima non ha potuto fornire, a distanza di così tanto tempo dalla morte, delle indicazioni certe su quanto accadde quella mattina del 24 gennaio 2014. L'unico indagato resta Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste, che, nonostante le sue contraddizioni e i suoi racconti a volte lacunosi, non è sospettato dell'efferato delitto. L'uomo ha rilasciato nelle ultime ore un'intervista a Repubblica Torino, all'interno della quale ha rivelato nuovi particolari interessanti riguardanti le confidenze della povera moglie. 

Spuntano video osè: la donna si vergognava, secondo Michele Buoninconti 

Dal racconto di Michele Buoninconti è emerso un particolare inquietante che rende ancora più torbida la vicenda: sembra che Elena Ceste abbia confidato al marito l'esistenza di alcuni video (per la precisione si tratterebbe di montaggi) in cui la donna appare in situazioni a luci rosse. Sembra che questi presunti video fossero diventati per lei una vera e propria ossessione al punto da chiedere continuamente al marito se lei fosse una brava mamma. Oltre che dai video osè, la cui esistenza comunque è da comprovare e di cui la donna si vergognava, Elena Ceste era ossessionata da messaggi che riceveva sul proprio telefonino dal padre di uno dei compagni di scuola dei loro figli. 'Ti voglio tanto bene', 'Se mi hai cercato, vuol dire che ti senti sola' ed altre frasi di questo stampo che, secondo Michele Buoninconti,stavano ossessionando, dal punto di vista psicologico, la donna che continuava a ripetere a sè stessa se fosse davvero una brava madre. Buoninconti menziona poi un ipotetico ricatto di cui Elena potrebbe essere rimasta vittima, sempre per via delle relazioni che aveva intrattenuto sul Web con altri uomini. Nuovi particolari che esigono delle risposte: chi è l'autore dei presunti video a luci rosse? Esistono veramente o si tratta di una supposizione? Elena Ceste era davvero vittima di un ignobile ricatto sessuale o comunque sentimentale? 


cronache criminali

lunedì 19 gennaio 2015

Ritrovato il cane di Elena Ceste, servirà per far luce sulle indagini?

Ritrovato il cane di Elena Ceste, servirà per far luce sulle indagini?

I Carabinieri di Asti hanno rintracciato il cane di Elena Ceste, la mamma scomparsa quasi un anno fa da Costigliole d'Asti e trovata morta lo scorso ottobre.
Gandalf, così si chiama l'animale, di razza Springer Spagnel inglese, maschio, bianco maculato marrone di circa due anni, era in un allevamento astigiano, in buone condizioni di salute.

Sul cane Gandalf erano state fatte molte parole, soprattutto dai media nazionali, nei mesi passati, tant'è che la sua scomparsa era stata in qualche modo collegata a quella della padrona. Pochi giorni fa, un'associazione a difesa degli animali aveva perfino denunciato al tribunale di Asti il marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti, accusandolo di maltrattamento e uccisione dell'animale.

Lui, più volte, aveva dichiarato di averlo dovuto restituire al proprietario lo scorso marzo, in quanto non più in grado di curarlo adeguatamente, e il ritrovamento del cane conferma quanto ha sempre sostenuto. Le verifiche hanno appurato che la bestiola nei mesi scorsi, prima di giungere a novembre nell’ultima dimora, a circa 20 km dalla villetta di Costigliole d’Asti, ha albergato presso privati nell’albese e nel savonese, che ne sconoscevano la storia. 

Non è chiaro se l'aver ritrovato il cane possa essere, per gli inquirenti, un dettaglio utile per le indagini. 
 
Nel frattempo, si attendono gli esiti dell'autopsia sui resti della Ceste, al termine della quale il corpo verrà restituito alla famiglia per i funerali, che si dovrebbero tenere a Govone, paese di origine dei genitori.

Fonte: atnews.it

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