Visualizzazione post con etichetta preti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta preti. Mostra tutti i post

martedì 18 luglio 2017

Germania, 547 bambini vittime di violenza nel Coro Ratisbona

Nella maggior parte dei casi si è trattato di violenze fisiche ma ci sono stati anche 67 casi di abusi sessuali. Il coro fu diretto per trentʼanni dal fratello di Papa Ratzinger, che per il rapporto "doveva sapere"

Germania, 547 bambini vittime di violenza nel Coro Ratisbona

Sono almeno 547 i bambini che, nel corso di decenni, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona. E' il risultato emerso dal rapporto finale presentato dall'avvocato Ulrich Weber, e divulgato dai media tedeschi. Stando al documento, 500 bambini hanno subito violenze corporali, e 67 anche violenze sessuali. Secondo Weber 49 colpevoli sono stati identificati. I soprusi sono stati compiuti tra il 1953 e l'inizio degli anni 90.

L'avvocato Ulrich Weber è stato incaricato dalla Chiesa di fare luce su questa vicenda assurta agli onori della cronaca nel 2010. Il Coro di Ratisbona, di antichissime origini, è stato per circa 30 anni (dal 1964 al 1993, proprio nel pieno dello scandalo) diretto dal fratello del Papa Emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, il quale però ha sempre detto di "non aver assolutamente sentito nulla di abusi sessuali".

"Non era una scuola, era l'inferno" - "Le vittime hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l'inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della propria vita, caratterizzato da paura e violenza", si segnala nel nuovo rapporto sulla vicenda. Le vittime degli abusi verranno risarcite con un massimo di 20mila euro. "Se fossi stato a conoscenza dell'eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (...) mi scuso con le vittime", disse Georg Ratzinger in un'intervista del 2010 alla stampa tedesca.

"Ratzinger doveva sapere" - L'avvocato Weber ritiene invece che Georg Ratzinger sarebbe stato quantomeno a conoscenza delle pene fisiche inflitte nella scuola del coro, anche se probabilmente non dei casi di abusi sessuali. Per il legale "né lui né altri sacerdoti hanno adottato misure, in una cultura del silenzio che avrebbe ostacolato le indagini". Nel rapporto di Weber emergono episodi di carezze ai ragazzi fino agli abusi e pene corporali come percosse inflitte con vari oggetti, come ad esempio anelli. Sempre nella indagine di Weber sarebbero state identificate 49 persone che si ritiene con alta probabilità abbiano eseguito queste pratiche e di questi 9 avrebbero perpetrato violenza sessuale.

Weber chiama in causa anche il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig, che non avrebbe affrontato con la dovuta responsabilità il suo compito che era quello di chiarire cosa stesse accadendo nella scuola del coro. Peter Schmitt, rappresentante del gruppo di presunte vittime, ha elogiato il lavoro di Weber per avere contribuito a portare alla luce i casi di violenze e maltrattamenti ma ha anche avvertito che resta una "area scura" di vittime anonime che non hanno avuto il coraggio di descrivere le esperienze subite.

lunedì 29 febbraio 2016

Pedofilia, cardinale Pell: Errori enormi, insabbiate troppe denunce contro preti

Il cardinale, accusato di aver taciuto pur sapendo di numerosi casi di abusi commessi da preti pedofili a Sidney e Melbourne, è stato interrogato a Roma in videoconferenza dalla Royal Commisson australiana

Pedofilia, cardinale Pell: Errori enormi, insabbiate troppe denunce contro preti

Il cardinale australiano George Pell, prefetto degli Affari economici del Vaticano, ha riconosciuto che la Chiesa cattolica ha commesso "enormi errori" consentendo che, nei secoli, migliaia di bambini fossero abusati e molestati da preti. Testimoniando in videoconferenza da Roma con l'Australia ha ammesso inoltre che troppe denunce arrivate da fonti credibili sono state spesso respinte "in scandalose circostanze".

Il cardinale, accusato di aver taciuto pur sapendo di numerosi casi di abusi commessi da preti pedofili quando era responsabile delle diocesi di Sidney e Melbourne, è stato interrogato in videoconferenza dalla Royal Commisson che indaga sugli abusi del clero sui minori. 

"Scandalo prete pedofilo gestito in maniera catastrofica" - Il cardinale ha poi ammesso come la maniera in cui il prete pedofilo seriale australiano Gerald Ridsdale è stato trasferito da una parrocchia all'altra invece di essere denunciato alla polizia è stata una "catastrofe", che gli ha consentito di continuare ad abusare di minori. 

"Chiesa sta cercando di porre rimedio a suo sbagli" - Pell ha ribadito di non sapere che Ridsdale commetteva abusi sessuali a minori mentre lavorava al suo fianco nella diocesi di Ballarat, dove lo stesso Pell è stato viceparroco fra il 1973 e il 1983. Il cardinale ha riconosciuto che la Chiesa "ha commesso enormi errori e causato gravi danni in molti luoghi deludendo i fedeli, ma - ha aggiunto - sta lavorando per porvi rimedio".

Il prelato, a cui per motivi di salute è stato permesso dalla Commissione di deporre in videoconferenza da Roma anziché recarsi in Australia, ha anche ammesso di aver sentito "delle voci" secondo le quali, nella stessa diocesi australiana, mons. John Day abusava di minori, ma in quei giorni la chiesa era "fortemente propensa" ad accettare smentite degli abusi da parte di chi ne era accusato.

"Un errore credere che i preti pedofili potessero essere curati con aiuto psicologico"- Pell ha quindi osservato che la chiesa ha ecceduto nel credere che i preti pedofili potessero essere curati con un aiuto psicologico. "Questo è stato anche il caso di Ridsdale, a cui fu data una chance dopo l'altra", ha detto. Una delle vittime, il nipote Gerald Ridsdale, che è tra i 14 sopravvissuti agli abusi presenti alla testimonianza, in passate udienze ha accusato Pell non solo di aver ignorato gli abusi, ma anche di aver tentato di comprare il suo silenzio.


cronache criminali



giovedì 14 gennaio 2016

Padova, prete ammette le spese pazze. Al pm: auto e cene con soldi Caritas

L'ex parroco di Legnaro don Lucio Sinigaglia utilizzava un lascito ereditario per fare regali e per cene al ristorante. Indagato per appropriazione indebita

Padova, prete ammette le spese pazzeAl pm: auto e cene con soldi Caritas

Davanti ai magistrati l'ex parroco che usava i soldi della Caritas per comprare auto e moto e per pagarsi cene e pranzi ha ammesso tutto. Che prelevava da un lascito ereditario a lui solltanto affidato e che spendeva per fini personali di centinaia di migliaia di euro. Interrogato dal pm al tribunale di Padova don Luicio Sinigaglia, ex parroco a Legnaro, non ha negato nulla e ha ricostruito tutte le sue spese pazze. 

A Don Lucio quei soldi, donati dal farmacista del paese appunto alla Caritas, erano stati affidati "in fiducia", in quanto parroco. Peccato che un bel po' di quel gruzzolo lo abbia usato a fini puramente personali, come racconta il "Mattino" di Padova. Il prete, fino al 4 dicembre parroco di San Michele Arcangelo a Legnaro, ha risposto alle domande del pubblico ministero Sergio Dini, che l'ha convocato al Tribunale del capoluogo. Ha ammesso tutto, il sacerdote indagato per appropriazione indebita e assistito dall'avvocato Geremia Ceretta: le mangiate, le vacanze, i vini pregiati, l'auto regalata a un amico. E ancora, gli acquisti all'Ikea e in altri negozi, più le spese pazze per ristrutturare la canonica (c'è anche una vasca idromassaggio e una palestra attrezzata. 

Davanti al magistrato il sacerdote, sospeso dalla sua carica di parroco per intervento del vescovo, ha raccontato nel dettaglio tutte le spese che gli sono state contestate mostrando la più completa disponibilità a collaborare con gli inquirenti, probabilmente perché punta al rito alternativo in modo da evitare il processo e da sfruttare lo sconto dell'eventuale pena. E pensare che, nella sua lettera ai fedeli, aveva scritto: "Riconosco di aver agito incautamente nell'utilizzare parte di quel denaro per assolvere ad alcune necessità urgenti della parrocchia e - in parte ridotta - per ragioni personali. Ritenevo di poterlo utilizzare temporaneamente e rifonderlo man mano".


cronache criminali

venerdì 10 luglio 2015

"Lanciafiamme contro i gay": parroco nella bufera per un post su Facebook

Don Silvio Foddis attaccato dal Movimento Omosessuale Sardo che annuncia una denuncia per istigazione all'omicidio. Il vescovo minimizza: "Reazione impulsiva ed equivocata". Il sacerdote alla fine chiede scusa

"Lanciafiamme contro i gay": parroco nella bufera per un post su Facebook

"Un lanciafiamme per accendere quello che è quasi spento". Un commento, quello postato su Facebook da don Silvio Foddis, 60enne parroco di Arborea, centro dell'Oristanese, che ha subito innescato la polemica: l'intervento, infatti, è comparso a margine della foto di due uomini gay completamente nudi durante il gay pride spagnolo. E il Movimento Omosessuale Sardo insorge: "Istigazione all'omicidio".

Già sul social il sacerdote era stato ripreso da un utente: "Ma lei non è un prete? E secondo lei sono affermazioni che si addicono a un prete?". E don Silvio aveva risposto spiegando di essere "anche una persona, un uomo e un cittadino, e quindi... scrivo. Avrei potuto andare anche un po' più in là. O dobbiamo sorbirci tutte le porcate di questo mondo? O forse loro hanno il diritto di protestare e le altre persone di subire?".

Per Massimo Mele, esponente del Movimento Omosessuale Sardo, si tratta però di "dichiarazioni contro la legge degli uomini e anche contro la legge di Dio. Quelle parole non possono passare sotto silenzio, né essere ignorate come chiacchiere da bar perché lui non è un semplice cittadino ma un prete a cui, purtroppo, è riconosciuta una funzione sociale di guida e di educazione". E per questo il Mos annuncia che presenterà una denuncia per istigazione all'omicidio, e invita le istituzioni della Sardegna a fare altrettanto.

La presidente del Movimento, Barbara Tetti, rincara la dose definendo le parole di don Foddis "un gravissimo atto di istigazione all'odio e alla violenza omicida" e si augura che "anche la Chiesa sarda, nella persona dell'arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, prenda al più presto provvedimenti contro il parroco di Arborea e dimostri così la sua estraneità ai deliri assassini e all'odio che troppo spesso registriamo dai suoi rappresentanti".

L'arcivescovo, però, minimizza. E in una nota pubblicata sulla home page del proprio sito, la Diocesi spiega che il prelato ha parlato al telefono con il parroco e "ha appurato" che quella di don Silvio "è stata una reazione impulsiva e forte ad una foto di grande impatto e, a quanto pare, equivocata, in quanto fuori contesto, a sostegno della pratica del naturalismo".

Dopo polemiche e contropolemiche, però, il sacerdote, sempre su Facebook, ha chiesto scusa: "Dopo una giornata in cui si è dato libero sfogo ai commenti, e alle gratuite offese, sulle mie parole consapevole che in ogni caso il cristiano è chiamato a fare il primo passo, per quanto mi risulti difficile capire tutto questo chiedo scusa a chi si è sentito offeso per quello che non voleva essere assolutamente una offesa".


cronache criminali

sabato 20 giugno 2015

Pedofilia, arrestato ex sacerdote

Condannato,si era trasferito all'estero

Pedofilia, arrestato ex sacerdote

I carabinieri di Albenga, nel Savonese, hanno arrestato il 79enne Giorgio Barbacini, ex sacerdote di Savona condannato per pedofilia in via definitiva a tre anni e sei mesi. L'uomo, vivendo all'estero, era stato finora irreperibile, ma appena tornato nella sua abitazione di Albenga i militari lo hanno arrestato. Gli abusi sessuali risalgono alla primavera del 2000, quando don Giorgio era responsabile della comunità "Migrantes" di Savona.


cronache criminali

Ruba le offerte, parroco lo assolve "Denunciarlo? Magari aveva fame"

Il ladro è stato sorpreso dal sacerdote nella chiesa di Rovare, nel Trevigiano. Quando gli è stato chiesto, ha rimesso a posto le monete e ha guadagnato il perdono

Ruba le offerte, parroco lo assolve"Denunciarlo? Magari aveva fame" 

Ha sorpreso un ladro che, in chiesa, rubava monetine dalla cassetta delle offerte, estraendole una ad una con l'adesivo. Ma invece di chiamare la polizia e denunciarlo, don Paolo Furlan, parroco della chiesa di Rovare, nel Trevigiano, si è avvicinato e gli ha chiesto di rimetterle a posto. Quindi ha confessato il ladro e l'ha assolto.

L'uomo, riporta il quotidiano Il Mattino, ha riposto le monete e ha iniziato a parlare con il sacerdote. "Mi ha spiegato la sua situazione - ha raccontato don Paolo al quotidiano - ed è quella che oggi tocca molte famiglie in difficoltà economiche. Non me la sono sentita di denunciarlo. E poi mi chiedo cosa può fare la giustizia contro una persona che ruba poche monete, magari perché ha fame. Sono sicuro che mi ha ascoltato. Non so se smetterà di rubare, ma era molto attento e mi è parsa una persona sincera a e sensibile".


cronache criminali

martedì 16 giugno 2015

Pedofilia, mons. Wesolowski rinviato a giudizio: via al processo a luglio

L'ex nunzio, già condannato in un processo canonico, è già ai domiciliari

Pedofilia, mons. Wesolowski rinviato a giudizio: via al processo a luglio

L'ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, Jozef Wesolowski, è stato rinviato a giudizio e la prima udienza si terrà l'11 luglio. Lo riferisce la sala stampa vaticana. I reati contestati sono detenzione di materiale pedopornografico per quando era tornato a Roma dopo il 2013 e abusi sessuali sui minori per il periodo in cui era a Santo Domingo.

Wesolowski, già condannato in un processo canonico, è attualmente agli arresti domiciliari in Vaticano. Il portavoce vaticano ha informato che l'ex nunzio ha subito due interrogatori e che il rinvio a giudizio è stato chiesto "dall'ufficio del Promotore di giustizia, cioè dal titolare e dai due sostituti: tutti gli atti vengono firmati insieme dai tre". "Vista la data - ha precisato padre Lombardi, riferendosi alla chiusura del tribunale per la pausa estiva - non c'è da aspettarsi grandi dibattiti o sentenze, ma è un avvio effettivo del processo, manifesta la volontà di procedere, è una partenza effettiva".

I reati contestati - I giudici vaticani hanno dunque ritenuto che ci siano motivi sufficienti per rinviare a giudizio l'ex nunzio. Per i reati di detenzione di materiale pedopornografico "per il periodo trascorso a Roma", i giudici si basano su inchieste in Vaticano, mentre per gli abusi sessuali sui minori commessi a Santo Domingo, "l'accusa - spiega il Vaticano - si basa sul materiale probatorio trasmesso dall'Autorità giudiziaria di Santo Domingo". Per l'inchiesta e "il definitivo accertamento dei fatti", i giudici, ha spiegato padre Lombardi, non escludono "eventuali forme di cooperazione giudiziaria internazionale". 

Inquisito in base al codice della Santa Sede - Il portavoce ha ricordato che nel 2014 il Procuratore generale di Santo Domingo era venuto in Vaticano per incontrare i giudici, aveva fatto una dichiarazione sul caso Wesolowski, e che in quella occasione si era parlato della eventualità di una rogatoria internazionale per acquisire ulteriori elementi. Dalla formulazione del rinvio a giudizio, sembra che Wesolowski sia inquisito in base al codice penale della Santa Sede, alla legge del 2008 sulle Fonti del diritto che sanziona i comportamenti gravi contrari alla religione e alla morale.


cronache criminali

mercoledì 27 maggio 2015

Pedofilia, quattro arresti tra Lazio e Liguria: preso anche un prete

Il sacerdote, 49 anni, è accusato di cessione aggravata di materiale pedopornografico. Coinvolti anche due disoccupati e un operaio

Pedofilia, quattro arresti tra Lazio e Liguria: preso anche un prete

Nel corso di un'operazione contro la pedofilia coordinata dalla Procura di Milano, la polizia ha arrestato 4 persone tra cui un sacerdote. Il religioso è finito in manette ad Alassio, in provincia di Savona: è un 49enne accusato di cessione aggravata di materiale pedopornografico. Gli altri tre arrestati (due disoccupati di 58 e 51 anni, e un operaio, 51) sono stati bloccati a Bordighera (Imperia), Lariano (Roma) e Roma.

L'accusa contestata al sacerdote, la "cessione aggravata di materiale pedopornografico", prevede l'aver trattato materiale con "minori di anni 16" e in "numero maggiore di tre". 

Il gip di Milano che sta coordinando l'operazione ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una trentina di persone in tutto: presunti pedofili accusati di essere dediti all'acquisizione o al traffico di materiale video via Web.


cronache criminali

mercoledì 20 maggio 2015

Pedofilia, prete fermato a Brindisi: abusò di minori

Smascherato dalle Iene. Alcuni casi al vaglio degli inquirenti

Pedofilia, prete fermato a Brindisi: abusò di minori

I carabinieri hanno messo agli arresti domiciliari un sacerdote, don Giampiero Peschiulli, 73 anni, ex parroco a Brindisi, accusato di violenza sessuale anche su minori di 14 anni. Il prete era stato a lungo parroco della chiesa di Santa Lucia. Aveva lasciato l'incarico dopo che i presunti abusi erano stati denunciati in un servizio del programma Le Iene, il 29 ottobre, e la procura aveva avviato l'indagine.

Almeno due gli episodi emersi dalle indagini eseguite dal Reparto operativo. Vi sarebbero però anche altri episodi per cui non è stato possibile procedere. Il provvedimento restrittivo è stato richiesto dal pm Giuseppe De Nozza e disposto dal gip Tea Verderosa.

Le esigenze cautelari si fondano sul pericolo di reiterazione del reato ipotizzato a suo carico. Nel novembre scorso, dopo il sequestro dei pc del sacerdote, erano apparse scritte minatorie sui muri nei pressi della chiesa in cui per anni Peschiulli aveva prestato la sua opera.


cronache criminali

giovedì 7 maggio 2015

Abusi su minori, arrestato parroco

Sardegna, vittime tra i 15 e i 16 anni

Abusi su minori, arrestato parroco

Il parroco di Villamar (Medio Campidano), don Pascal Manca, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di abusi sessuali su minori. E' stato il gip di Cagliari a firmare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pm Liliana Ledda che da circa un mese sta indagando sul sacerdote. Il parroco avrebbe abusato di ragazzini tra i 15 e i 16 anni.


cronache criminali

martedì 21 aprile 2015

Potenza, sesso con minorenni adescati sul web: tra i tre arrestati c'è un prete

Attraverso i social network prendevano appuntamenti con ragazzini, che venivano poi pagati per consumare rapporti sessuali

Potenza, sesso con minorenni adescati sul web: tra i tre arrestati c'è un prete

Attraverso i social network prendevano appuntamenti con minorenni, che venivano poi pagati per consumare rapporti sessuali: con l'accusa di adescamento tre persone, tra cui un prete, sono state poste agli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine della Procura della Repubblica di Potenza. Il religioso arrestato, Don Antonio Calderaro, parroco della chiesa di San Giuseppe a Rivello, è stato sospeso dal vescovo di Tursi, monsignor Francesco Nolè.

Il gip del capoluogo lucano ha inoltre emesso un provvedimento di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre cinque persone. Le otto persone indagate sono "residenti - è spiegato in un comunicato diffuso dalla Procura di Potenza - in varie località del territorio nazionale".

Le indagini sono cominciate nel 2013, a Nova Siri (Matera) dopo la denuncia fatta dalla sorella maggiorenne di un ragazzino, preoccupata da alcuni appuntamenti presi dal fratello con persone adulte conosciute su internet. Ascoltato dagli investigatori con l'ausilio di una psicologa infantile, il ragazzino ha raccontato di aver conosciuto diverse persone adulte, di aver preso appuntamento e di aver consumato con loro rapporti sessuali.


cronache criminali

giovedì 12 marzo 2015

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Il prete ha ritenuto che il bambino fosse "immaturo", nonostante la sua partecipazione regolare al catechismo. Come racconta ogi il Gazzettino, i genitori hanno deciso di rivolgersi a un altro prete

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Prete rifiuta la prima comunione al bimbo autistico: "Non capisce, è immaturo"

Le polemiche sono furiose. Un parroco ha rifiutato la prima Comunione al bambino autistico: "Non capisce".
Il prete ha ritenuto che il bambino fosse "immaturo", nonostante la sua partecipazione regolare al catechismo.
Come racconta ogi il Gazzettino, i genitori hanno deciso di rivolgersi a un altro prete.
Il bambino autistico secondo il parroco non era in grado di capire il significato della prima Comunione. Un'altra parrocchia invece non avuto problemi a permettere al giovanissimo di ricevere il sacramento a fine aprile.
Succede tutto in un comune del Miranese. L'amarezza nelle parole della mamma del bambino autistico è palpabile: "Dopo la prima confessione - dice - il parroco mi ha fatto capire che il mio bambino non era pronto e che, siccome è ancora immaturo, sarebbe stato meglio non fargli fare la comunione".

Fonte: today.it

cronache criminali



Potrebbe interessarti:http://www.today.it/rassegna/prima-comunione-rifiutata-bambino-autistico.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930

venerdì 27 febbraio 2015

Verona, prete condannato per estorsione. Chiese 20 euro per benedire un defunto

La denuncia è stata presentata da un'impresa di pompe funebri. Don Silvano Corsi prima della sentenza: "L'accusa mi sta facendo soffrire da più di un anno"

Verona, prete condannato per estorsione Chiese 20 euro per benedire un defunto

Un parroco di Verona, don Silvano Corsi, è stato condannato a un anno e due mesi per tentata estorsione. Al prete è costato caro l'aver chiesto a una impresa di pompe funebri 20 euro per benedire un defunto. "E' un assurdo" ha commentato il suo legale annunciando l'intenzione di impugnare il verdetto in appello.

A far partire l'indagine, come riporta il Corriere del Veneto, era stata una denuncia presentata dall'impresa di pompe funebri, che ha portato in aula, come prova contro il prete, un file audio che lo inchioderebbe. "Tutti lasciano almeno venti euro e se non verranno lasciati - avrebbe intimato don Corsi nell'intercettazione - non andrò a dare la benedizione e non permetterò di farlo nemmeno ai miei diaconi".


A nulla sono valse le parole che il parroco aveva postato due giorni fa in Facebook, in vista dell'udienza. Nel ricordare che l'accusa lo stava "facendo soffrire ormai da più di un anno e mezzo", don Corsi rinnovava "ancora una volta la sua fiducia nella magistratura veronese e nella sua saggezza nel giudicare".


cronache criminali

lunedì 23 febbraio 2015

Campane troppo rumorose, l'Arpav multa un parroco nel Veneziano

Il sacerdote dovrà pagare oltre mille euro di sanzione. "Sono stupito, ma ridurrò il disturbo", ha risposto

Campane troppo rumorose, l'Arpav multa un parroco nel Veneziano

Monsignor Giuseppe Gianotto, legale rappresentante della parrocchia di Pramaggiore (Venezia), dovrà pagare una multa di 1.312 euro inflittagli dall'Arpav Veneto (Agenzia regionale protezione ambientale) perché le campane della chiesa sono troppo rumorose. La sanzione è scattata dopo controlli sui decibel seguiti all'esposto di un cittadino, disturbato dalle frequenti scampanate. "Sono stupito, ma ridurrò il disturbo", ha detto il prelato.

Il monsignore ha precisato che le campane sono le stesse da tantissimo tempo e non sono state fatte modifiche recenti all'impianto di diffusione del suono. "Probabilmente si tratta di un cittadino stabilitosi da poco in paese - ha ipotizzato - per arginare il problema e non incorrere in altre multe così pesanti, ho limitato la durata del suono delle campane, prima di alcuni minuti come da tradizione secolare. Adesso è stato fissato in soli sessanta secondi: secondo gli esperti, in questo modo riusciamo a restare nei limiti consentiti dalla normativa sull'inquinamento acustico".

Il sacerdote non si dà comunque per vinto ed è convinto di poter aver ragione tramite un ricorso che è già stato affidato ad un legale, grazie anche ai fedeli che si sono messi a disposizione per aiutarlo nel patrocinare la causa difensiva.

"Le rilevazioni - ha fatto sapere il parroco, Canonico del Capitolo della Cattedrale nella Diocesi di Concordia-Pordenone - sono state effettuate tra sabato 25 e lunedì 27 ottobre, accertando uno sforamento dei limiti massimi consentiti, seppur di pochi decibel". Don Gianotto ha poi spiegato che non era sua intenzione "creare un caso nazionale, ma nell'ottica della trasparenza non potevo tacere ai parrocchiani l'esborso di 1.032 euro per la multa e di altri 280 euro per diritti di notifica e altre voci che mi sono state imputate".


cronache criminali

martedì 3 febbraio 2015

Catanzaro, abusi su ragazzi, prete a giudizio

Coinvolti almeno 15 minori

Catanzaro, abusi su ragazzi, prete a giudizio

L'ex parroco di Belcastro (Catanzaro), don Roberto Mastro, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di violenza sessuale su 15 ragazzi con meno di 14 anni. Il gup ha accolto la richiesta della procura e delle parti civili. Il processo inizierà il 10 aprile. Respinta la richiesta di costituirsi parte civile della curia di Crotone, citata invece come responsabile civile per pagare in solido, in caso di condanna dell'imputato, eventuali risarcimenti.


cronache criminali

lunedì 19 gennaio 2015

Convegno sulla famiglia. In platea don Inzoli, prete accusato di abusi

Si chiama don Mauro Inzoli la persona seduta in seconda al Pirellone durante al convegno sulla famiglia organizzato da Regione Lombardia. L'appuntamento è stato accusato di omofobia da tutte le associazioni lgbt di Milano e di tutta la regione presenti sabato in piazza per difendere i diritti civili. Inzoli non è un prete qualsiasi: la Santa sede gli ha imposto il ritiro a vita privata perché accusato di abusi su minori.

Convegno sulla famiglia In platea don Inzoli, prete accusato di abusi
Don Izoli

Si chiama don Mauro Inzoli la persona seduta in seconda al Pirellone durante al convegno sulla famiglia organizzato da Regione Lombardia. L'appuntamento è stato accusato di omofobia da tutte le associazioni lgbt di Milano e di tutta la regione presenti sabato in piazza per difendere i diritti civili. Inzoli non è un prete qualsiasi: la Santa sede gli ha imposto il ritiro a vita privata perché accusato di abusi su minori. 64 anni, don Mercedes (così è stato soprannominato a Crema) è punto di riferimento di Comunione e Liberazione ed è noto per la sua vita piuttosto lussuosa tra auto, sigari e ristoranti.
 Il primo a denunciare la presenza di don Inzoli al convegno è stato il deputato di Sinistra Ecologia Libertà Franco Bordo che ha riconosciuto il sacerdote della sua città, Crema, nelle foto pubblicate dai quotidiani. Era stato Bordo a presentare un anno fa un esposto alla procura che ha aperto un’inchiesta e ha avviato una rogatoria con lo stato Vaticano. «Proprio un bel quadretto familiare», è il commento indignato del parlamentare di Sel che appare su Twitter.
La Santa Sede gli ha prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cu inosservanza avrebbe comportato la dimissione dallo stato clericale. «Don Mauro», era stato l’obbligo prescritto « non potrà celebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano».
cronache criminali

venerdì 2 gennaio 2015

Abusi su minori, parroco arrestato a Roma: i reati commessi in Argentina

Il sacerdote, impegnato negli ultimi mesi in una parrocchia dei Parioli, avrebbe corrotto alcuni minorenni per poi abusarne sessualmente

Abusi su minori, parroco arrestato a Roma: i reati commessi in Argentina

Un sacerdote di 46 anni, parroco in una chiesa nel quartiere romano dei Parioli, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di aver abusato sessualmente di alcuni minori. Le violenze sarebbero avvenute quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina. L'uomo era ricercato perché colpito da un ordine di carcerazione emesso proprio dalle autorità sudamericane.

L'arresto è scattato nel pomeriggio del 31 dicembre. Il prelato è ritenuto responsabile di aver corrotto dei minorenni ed averne abusato sessualmente all'interno dei locali parrocchiali quando esercitava le sue funzioni in una chiesa argentina della provincia di Salta, inducendoli anche a praticare sesso di gruppo. Gli abusi sarebbero avvenuti alcuni anni fa.


cronache criminali

domenica 9 novembre 2014

Rapporti sessuali con minorenne, indagato prete del pescarese

Il vescovo l'aveva già sospeso 'ad cautelam'

prete
L'ex parroco di Spoltore (Pescara), don Vito Cantò, e' indagato per violenza sessuale a seguito dei rapporti che avrebbe avuto negli anni scorsi con un ragazzino di 15 anni, oggi maggiorenne.
A denunciare i fatti, prima alla Curia e poi alla questura di Pescara, che si sta occupando delle indagini, sono stati i genitori del ragazzo, che frequentava la chiesa di Spoltore e che si sarebbe confidato con i genitori solo l'anno scorso, mentre i rapporti ci sarebbero stati tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012.
La coppia ha contattato prima la Curia e poi, nei mesi scorsi, ha denunciato i fatti alla polizia.
Del caso si sta occupando il personale della squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, che ieri, su disposizione della Procura della Repubblica, ha eseguito una perquisizione a casa dell'ex parroco, che ora vive a Cepagatti, dai genitori, a seguito dei provvedimenti adottati dalla Curia nei suoi confronti nel momento in cui e' arrivata la segnalazione della famiglia del ragazzino.  
Dopo aver saputo della perquisizione subita a Cepagatti da don Vito Cantò, l'arcivescovo di Pescara-Penne Tommaso Valentinetti si dice "a disposizione della Questura per aiutarla a comprendere la situazione".
In una nota della Curia emerge il rammarico per l'accaduto ma Valentinetti e' certo di aver compiuto quanto richiesto nel caso in cui ci sia l'accusa di "delitti gravi".
"Dopo le segnalazioni avute riguardo don Vito - specifica Valentinetti - lo abbiamo allontanato dalla comunita' parrocchiale con una sospensione dalle mansioni proprie dell'ufficio sacerdotale 'ad cautelam'.
Inoltre, secondo quanto richiesto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in ottemperanza al Motu Proprio 'Sacramentorum Sanctitatis tutela', abbiamo avviato il procedimento canonico che attualmente si trova nella fase di processo penale canonico.
Confidiamo nella giustizia - conclude l'arcivescovo - e continueremo ad essere a disposizione per la risoluzione del caso".
A seguito della denuncia alla Curia della famiglia del 15enne, don Vito Canto' e' tornato a Cepagatti, dai genitori, ed e' stato autorizzato solo a concelebrare Messe con un altro religioso.
Pare che l'ex parroco abbia indotto il minorenne ad avere rapporti sessuali, ma non ci sarebbero state ne' costrizione ne' minacce: il consenso prestato dal ragazzino non sarebbe valido, per la normativa vigente, perche' assicurato da un soggetto minorenne rispetto al quale l'ex parroco aveva un particolare ascendente, per il ruolo che ricopriva e la responsabilita' che aveva nei suoi confronti. Don Vito Canto' non e' stato ancora ascoltato formalmente.
La squadra mobile avrebbe prelevato del materiale di interesse che sara' esaminato. Il sostituto procuratore che segue il caso e' Salvatore Campochiaro. 

Fonte: abruzzo24ore.tv

cronache criminali

venerdì 7 novembre 2014

Pedofilia, diocesi Chicago pubblica nomi di 36 preti ‘mostri': “Abusi su 350 minori”

La diocesi, si legge sul sito ufficiale, "ha rilasciato i documenti relativi a trentasei sacerdoti che hanno almeno una denuncia per cattiva condotta sessuale con un minore". La chiesa guidata per 17 anni dal cardinale Francis George ha già dovuto pagare 130 milioni di dollari in risarcimenti

Pedofilia, diocesi Chicago pubblica nomi di 36 preti ‘mostri': “Abusi su 350 minori”

Cade il velo sulla pedofilia nell’arcidiocesi di Chicago. Sul sito ufficiale della chiesa guidata dal 1997 dal cardinale Francis George, ex presidente dei vescovi statunitensi, sono stati pubblicati i nomi di 36 preti che hanno abusato di 350 minori dal 1950 a oggi. Storie e crimini di pedofilia che il porporato, tra i grandi elettori di Bergoglio nel conclave del 2013, ha voluto divulgare prima di andare in pensione e cedere il governo della diocesi al suo successore già nominato da Papa Francesco, monsignor Blase Joseph Cupich. Il passaggio di consegne, infatti, è previsto per il prossimo 18 novembre, ma il cardinale George ha voluto concludere il suo episcopato con questa operazione verità, incoraggiata direttamente da Bergoglio, nella linea della tolleranza zero sulla pedofilia perseguita proprio da Papa Francesco fin dall’elezione al pontificato.
Sul sito dell’arcidiocesi di Chicago molti nomi e alcuni dettagli sono oscurati per motivi di privacy, ma emergono con chiarezza le storie dei preti che fornivano alle vittime alcol e sigarette, per poi masturbarli e fare con loro sesso orale. “L’arcidiocesi di Chicago – si legge sul sito ufficiale – ha volontariamente rilasciato i documenti relativi a 36 sacerdoti dell’arcidiocesi che hanno almeno una denuncia per cattiva condotta sessuale con un minore. Questi documenti sono in aggiunta a quelli pubblicati nel gennaio scorso su 30 altri sacerdoti“. “Nulla – precisano i vertici della chiesa statunitense – è stato redatto o rimosso per nascondere l’identità di coloro che abusano. Nessuno di questi sacerdoti esercita attualmente il ministero presbiterale”. È possibile, inoltre, inviare richieste di chiarimenti o denunce di reati di pedofilia commessi dal clero all’Ufficio della protezione dei bambini e della gioventù dell’arcidiocesi di Chicago e sul sito vengono indicati tutti i recapiti utili.
La chiesa guidata per 17 anni dal cardinale George ha già dovuto pagare 130 milioni di dollari di risarcimento per le vittime ma, come ha sottolineato il porporato, “non è possibile cambiare il passato. Speriamo solo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni ecclesiali attraverso un dialogo aperto e onesto. L’abuso sui minori – ha ribadito George – è un crimine e un peccato”. Una posizione in totale sintonia con quella di Papa Francesco che più volte ha definito la pedofilia un “culto sacrilego” come una “messa nera”. Ma Bergoglio ha fatto molto più istituendo una Pontificia Commissione per la tutela dei minori coordinata dal cardinale cappuccino Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston, una delle diocesi Usa più colpite dallo scandalo, nella quale c’è anche la vittima irlandese Marie Collins. Ma soprattutto il Papa, che ha anche incontrato nella sua residenza di Casa Santa Marta alcune persone che hanno subito abusi dai preti, sta rimuovendo e facendo processare i vescovi che si sono macchiati di questo grave reato. In Vaticano, infatti, è ancora agli arresti domiciliari in attesa del processo penale l’ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, il polacco Jozef Wesolowski, accusato di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico.


cronache criminali