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martedì 18 luglio 2017

Germania, 547 bambini vittime di violenza nel Coro Ratisbona

Nella maggior parte dei casi si è trattato di violenze fisiche ma ci sono stati anche 67 casi di abusi sessuali. Il coro fu diretto per trentʼanni dal fratello di Papa Ratzinger, che per il rapporto "doveva sapere"

Germania, 547 bambini vittime di violenza nel Coro Ratisbona

Sono almeno 547 i bambini che, nel corso di decenni, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona. E' il risultato emerso dal rapporto finale presentato dall'avvocato Ulrich Weber, e divulgato dai media tedeschi. Stando al documento, 500 bambini hanno subito violenze corporali, e 67 anche violenze sessuali. Secondo Weber 49 colpevoli sono stati identificati. I soprusi sono stati compiuti tra il 1953 e l'inizio degli anni 90.

L'avvocato Ulrich Weber è stato incaricato dalla Chiesa di fare luce su questa vicenda assurta agli onori della cronaca nel 2010. Il Coro di Ratisbona, di antichissime origini, è stato per circa 30 anni (dal 1964 al 1993, proprio nel pieno dello scandalo) diretto dal fratello del Papa Emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, il quale però ha sempre detto di "non aver assolutamente sentito nulla di abusi sessuali".

"Non era una scuola, era l'inferno" - "Le vittime hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l'inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della propria vita, caratterizzato da paura e violenza", si segnala nel nuovo rapporto sulla vicenda. Le vittime degli abusi verranno risarcite con un massimo di 20mila euro. "Se fossi stato a conoscenza dell'eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (...) mi scuso con le vittime", disse Georg Ratzinger in un'intervista del 2010 alla stampa tedesca.

"Ratzinger doveva sapere" - L'avvocato Weber ritiene invece che Georg Ratzinger sarebbe stato quantomeno a conoscenza delle pene fisiche inflitte nella scuola del coro, anche se probabilmente non dei casi di abusi sessuali. Per il legale "né lui né altri sacerdoti hanno adottato misure, in una cultura del silenzio che avrebbe ostacolato le indagini". Nel rapporto di Weber emergono episodi di carezze ai ragazzi fino agli abusi e pene corporali come percosse inflitte con vari oggetti, come ad esempio anelli. Sempre nella indagine di Weber sarebbero state identificate 49 persone che si ritiene con alta probabilità abbiano eseguito queste pratiche e di questi 9 avrebbero perpetrato violenza sessuale.

Weber chiama in causa anche il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig, che non avrebbe affrontato con la dovuta responsabilità il suo compito che era quello di chiarire cosa stesse accadendo nella scuola del coro. Peter Schmitt, rappresentante del gruppo di presunte vittime, ha elogiato il lavoro di Weber per avere contribuito a portare alla luce i casi di violenze e maltrattamenti ma ha anche avvertito che resta una "area scura" di vittime anonime che non hanno avuto il coraggio di descrivere le esperienze subite.

venerdì 14 luglio 2017

Palermo, arrestato ex catechista per abusi sessuali su minore

Lʼuomo offriva ripetizioni scolastiche gratuite per adescare i ragazzini. Filmava i rapporti con il cellulare



Un 44enne di Termini Imerese, in provincia di Palermo, è stato arrestato con l'accusa di adescamento e violenza sessuale nei confronti di un minore, detenzione e produzione di materiale pedopornografico. Le indagini hanno portato alla luce la tragica vicenda: l'uomo abusava sessualmente dei ragazzini e filmava i rapporti con il cellulare nell'abitazione dove offriva ripetizioni scolastiche gratuite. Ora si trova nel carcere di Pagliarelli.
L'uomo, già pregiudicato per reati in materia di pedopornografia, è contitolare di una cartolibreria e da anni impegnato nel sociale, come volontario di associazioni onlus. Inoltre, per un lungo periodo di tempo ha fatto anche il catechista e l'organizzatore di attività ludico-ricreative per minori nella chiesa Madre di Termini Imerese.


cronache criminali

Monza, ha abusato di 4 minorenni durante uno stage: arrestato 54enne

Le ragazze erano impegnate nel progetto di alternanza scuola/lavoro. Le indagini sono scattate dalla denuncia di un consultorio

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Un 54nne monzese è stato arrestato dalla polizia su ordine del gip di Monza con l'accusa di violenza sessuale su minore. L'uomo, titolare di due centri estetici in Brianza, avrebbe abusato sessualmente di quattro sue stagiste minorenni. I fatti sarebbero avvenuti durante i periodi in cui le ragazze erano affidate alla sua attività per l'alternanza scuola/lavoro. Le indagini sono scattate dalla denuncia di un consultorio.
Gli inquirenti sono riusciti a risalire agli altri casi di molestie consultando l'elenco delle studentesse che avevano partecipato a percorsi di formazione.


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venerdì 1 aprile 2016

Alessandria, abusi su 13enne, un arresto

Minacce per farla tacere


Avrebbe abusato in più occasioni della giovanissima vicina di casa, una 13enne con un parziale deficit mentale. Con questa accusa è stato arrestato ad Ovada, in provincia di Alessandria, un uomo di 45 anni. Stando a quanto emerso, approfittando delle condizioni della ragazzina, l'uomo portava la 13enne nella propria abitazione o in luoghi isolati, minacciandola di non dire nulla né ai genitori né a chiunque altro.


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mercoledì 18 novembre 2015

Napoli, abusi sulla figlia di tre anni: coppia arrestata a Caivano

I terribili fatti sono stati scoperti durante le indagini sulla morte di una bimba dopo un volo dal sesto piano da un palazzo del "Parco Verde"

Napoli, abusi sulla figlia di tre anni: coppia arrestata a Caivano

Una coppia è stata arrestata dai carabinieri a Caivano (Napoli) con l'accusa di violenza sessuale aggravata sulla loro figlia di tre anni. I fatti sono stati scoperti durante le indagini sulla morte di una bambina di sei anni, Fortuna, dopo un volo da un palazzo del "Parco Verde" di Caivano, ma non sono in relazione con quell'episodio.

La donna di 26 anni arrestata era madre di un altro bambino di 3 anni morto il 28 aprile 2013. Il piccolo precipitò dal balcone dello stesso palazzo in cui morì Fortuna Loffredo.

La coppia non è sposata ma convive da tempo e il gip ha disposto la detenzione in carcere per l'uomo e gli arresti domiciliari per la compagna.

Secondo l'accusa l'uomo avrebbe costretto la bimba a subire atti sessuali in presenza della madre, la quale, sebbene avvisata in più occasioni dalla figlia dei comportamenti assunti dal convivente ai suoi danni, non li impediva, omettendo di denunciarli.

La coppia arrestata oggi, che abita in una zona di Caivano diversa da "Parco Verde", frequentava il palazzo da dove è caduta Fortuna Loffredo perché in uno degli appartamenti vivono i genitori della 26enne.

Nello stesso palazzo abitava anche un'altra coppia che è stata arrestata nei mesi scorsi con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti della loro figlia di 12 anni.
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martedì 30 giugno 2015

Abusi su minore, condannato Sereni: Sconvolto, miei figli sanno la verità

Tre anni e sei mesi all'ex portiere di Lazio, Samp e Torino, che era stato accusato dall'ex moglie ed è stato giudicato con rito abbreviato

Abusi su minore, condannato Sereni"Sconvolto, miei figli sanno la verità"

Matteo Sereni, ex portiere di Lazio, Sampdoria e Torino è stato condannato con rito abbreviato a 3 anni e 6 mesi di reclusione e alla perdita della patria potestà. L'ex moglie di Sereni, Silvia Cantoro, lo aveva accusato di abusi su minori che sarebbero stati commessi in una villa in Costa Smeralda nell'estate del 2009.

"Sono sconvolto, ho perso ogni fiducia nella giustizia commenta Sereni, per voce dei suoi legali, poco dopo la sentenza di condanna per violenza su minore pronunciata del gup Marco Contu -. L'unica cosa che mi mantiene vivo è sapere che i miei figli conoscono la verità". 

La difesa: faremo appello - "Si tratta di una sentenza gravemente ingiusta che ci ha molto sorpreso e che certamente appelleremo. La condanna riguarda un processo nel quale la denuncia proviene dalla ex moglie di Matteo Sereni nel corso di una asperrima separazione coniugale ed in cui persino la bambina, più volte registrata dalla madre, ha successivamente ammesso che le accuse al padre non erano vere", spiegano gli avvocati Michele Galasso, Giacomo Francini e Giampaolo Murrighile. 

Di altro avviso i legali di Silvia Cantoro, ex moglie e procuratrice legale del calciatore. "In rappresentanza dei minori ribadiscono che la giustizia fatta con la sentenza non potrà mai ripagare i minori degli eventuali danni psicologici subiti per le condotte delittuose accertate", commenta Daniele Galloppa.


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giovedì 18 giugno 2015

Inchiesta Cnn: "A Roma bambini profughi costretti a prostituirsi"

Reportage alla stazione Termini: "Usano minori che hanno meno di 14 anni perché in base alla legge non possono essere incriminati"

Inchiesta Cnn: "A Roma bambini profughi costretti a prostituirsi"

"Un uomo alla stazione si avvicina a un ragazzino per fare sesso. Altri due ragazzini tengono la droga per le bande criminali: sono solo alcune delle storie di bambini sfruttati per scopi criminali nel cuore di Roma". Comincia così, con delle immagini girate alla stazione Termini, un reportage della Cnn con il titolo "a Roma bambini costretti a prostituirsi". "Usano i ragazzi che hanno meno di 14 anni, perché in base a legge non possono essere incriminati".

Alla stazione Termini, prosegue il servizio, arrivano migliaia di bambini immigrati illegali, disperatamente alla ricerca di soldi. Uno dei questi ragazzi è stato anche intervistato. La sua identità non viene rivelata, ed è mostrato di spalle. Viene presentato come uno dei migliaia di bambini egiziani scomparsi nel sistema di assistenza italiano, e definisce il traffico sessuale e di droga in cui è coinvolto con alcuni suoi amici "la roba illegale". "E' la più facile, ma non solo qui a Roma, ma in tutto il Paese", afferma. E non ci sono molte altre opzioni, "i nostri genitori hanno speso tanto per mandarci qui e dobbiamo ripagarli". 

Sfruttando una legge italiana che permette ai bambini riusciti ad entrare illegalmente di restare nel Paese, genitori egiziani poveri spendono migliaia di dollari per il miraggio di una vita migliore, continua il servizio, dicendo che sono pochi i fortunati ospitati in centri allestiti dal governo, mentre migliaia di altri scompaiono, per raggiungere le grandi città. "Sono pronti a fare tutto il possibile per guadagnare soldi e questo vuol dire molto spesso sfruttamento", afferma Carla Bellini, di Save the Children Italy, intervistata nel servizio. "E sfortunatamente - aggiunge - trovano anche un'altra alternativa, che è la prostituzione".

Un ragazzo che lavora per Save the Children, presentato solo come Mahmud, che aiuta i bambini traducendo per loro dall'italiano e ascolta le loro storie, afferma nel servizio che "le loro famiglie non sono interessate a ciò che fanno, a loro interessa solo che i soldi arrivino, non chiedono nulla". Emanuele Fattori, capo della polizia della stazione Termini, afferma infine che i bambini sono preziosi per le bande criminali. "Usano i ragazzi che hanno meno di 14 anni, perché in base alla legge italiana non possono essere incriminati".


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mercoledì 27 maggio 2015

Pedofilia, quattro arresti tra Lazio e Liguria: preso anche un prete

Il sacerdote, 49 anni, è accusato di cessione aggravata di materiale pedopornografico. Coinvolti anche due disoccupati e un operaio

Pedofilia, quattro arresti tra Lazio e Liguria: preso anche un prete

Nel corso di un'operazione contro la pedofilia coordinata dalla Procura di Milano, la polizia ha arrestato 4 persone tra cui un sacerdote. Il religioso è finito in manette ad Alassio, in provincia di Savona: è un 49enne accusato di cessione aggravata di materiale pedopornografico. Gli altri tre arrestati (due disoccupati di 58 e 51 anni, e un operaio, 51) sono stati bloccati a Bordighera (Imperia), Lariano (Roma) e Roma.

L'accusa contestata al sacerdote, la "cessione aggravata di materiale pedopornografico", prevede l'aver trattato materiale con "minori di anni 16" e in "numero maggiore di tre". 

Il gip di Milano che sta coordinando l'operazione ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una trentina di persone in tutto: presunti pedofili accusati di essere dediti all'acquisizione o al traffico di materiale video via Web.


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giovedì 21 maggio 2015

Stupra figlia: condannato a morte

Kabul, violenze su ragazza per 12 anni

Stupra figlia: condannato a morte

Un afghano è stato condannato a morte da un tribunale di primo grado di Kabul perché riconosciuto colpevole di aver violentato sua figlia per anni. Lo ha reso noto oggi il portale di notizie Khaama Press. Abdul Halim per 12 anni ha violentato sua figlia Khatera, che oggi ha 23 anni, causando due gravidanze che hanno portato alla nascita di una bambina che oggi ha quattro anni e un maschietto appena nato.


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mercoledì 20 maggio 2015

Pedofilia, prete fermato a Brindisi: abusò di minori

Smascherato dalle Iene. Alcuni casi al vaglio degli inquirenti

Pedofilia, prete fermato a Brindisi: abusò di minori

I carabinieri hanno messo agli arresti domiciliari un sacerdote, don Giampiero Peschiulli, 73 anni, ex parroco a Brindisi, accusato di violenza sessuale anche su minori di 14 anni. Il prete era stato a lungo parroco della chiesa di Santa Lucia. Aveva lasciato l'incarico dopo che i presunti abusi erano stati denunciati in un servizio del programma Le Iene, il 29 ottobre, e la procura aveva avviato l'indagine.

Almeno due gli episodi emersi dalle indagini eseguite dal Reparto operativo. Vi sarebbero però anche altri episodi per cui non è stato possibile procedere. Il provvedimento restrittivo è stato richiesto dal pm Giuseppe De Nozza e disposto dal gip Tea Verderosa.

Le esigenze cautelari si fondano sul pericolo di reiterazione del reato ipotizzato a suo carico. Nel novembre scorso, dopo il sequestro dei pc del sacerdote, erano apparse scritte minatorie sui muri nei pressi della chiesa in cui per anni Peschiulli aveva prestato la sua opera.


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venerdì 15 maggio 2015

Abusa della figlia di sei anni della coppia che lo ospita: profugo arrestato

Bologna, il 25enne, senegalese come la vittima, è accusato di violenza sessuale su minore. E' in Italia dal 2011

Abusa della figlia di sei anni della coppia che lo ospita: profugo arrestato

Un 25enne senegalese, in Italia dal 2011 con lo status di profugo, è finito in manette con l'accusa di violenza sessuale sulla figlia di 6 anni della coppia di suoi connazionali che lo ospitava in una casa vicino a Bologna. L'arresto, eseguito dai carabinieri di Borgo Panigale, ha salvato il giovane dal linciaggio dei familiari della bimba.

Era la seconda volta che il 25enne, domiciliato a Ravenna ma senza un posto dove stare, veniva ospitato dalla famiglia da anni residente nel nostro Paese. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, era arrivato nella serata di sabato per trascorrere un periodo da loro: domenica, rientrando a casa dopo una breve assenza, i genitori lo avrebbero trovato insieme alla figlia in camera da letto. 

Poco dopo la bimba avrebbe lamentato dolori che hanno insospettito la madre. Portata all'ospedale Sant'Orsola per una visita, i medici avrebbero riscontrato segni di violenza. Da qui la decisione di allertare i carabinieri, che hanno arrestato il 25enne.


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giovedì 7 maggio 2015

Abusi su minori, arrestato parroco

Sardegna, vittime tra i 15 e i 16 anni

Abusi su minori, arrestato parroco

Il parroco di Villamar (Medio Campidano), don Pascal Manca, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di abusi sessuali su minori. E' stato il gip di Cagliari a firmare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pm Liliana Ledda che da circa un mese sta indagando sul sacerdote. Il parroco avrebbe abusato di ragazzini tra i 15 e i 16 anni.


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martedì 21 aprile 2015

Potenza, sesso con minorenni adescati sul web: tra i tre arrestati c'è un prete

Attraverso i social network prendevano appuntamenti con ragazzini, che venivano poi pagati per consumare rapporti sessuali

Potenza, sesso con minorenni adescati sul web: tra i tre arrestati c'è un prete

Attraverso i social network prendevano appuntamenti con minorenni, che venivano poi pagati per consumare rapporti sessuali: con l'accusa di adescamento tre persone, tra cui un prete, sono state poste agli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine della Procura della Repubblica di Potenza. Il religioso arrestato, Don Antonio Calderaro, parroco della chiesa di San Giuseppe a Rivello, è stato sospeso dal vescovo di Tursi, monsignor Francesco Nolè.

Il gip del capoluogo lucano ha inoltre emesso un provvedimento di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre cinque persone. Le otto persone indagate sono "residenti - è spiegato in un comunicato diffuso dalla Procura di Potenza - in varie località del territorio nazionale".

Le indagini sono cominciate nel 2013, a Nova Siri (Matera) dopo la denuncia fatta dalla sorella maggiorenne di un ragazzino, preoccupata da alcuni appuntamenti presi dal fratello con persone adulte conosciute su internet. Ascoltato dagli investigatori con l'ausilio di una psicologa infantile, il ragazzino ha raccontato di aver conosciuto diverse persone adulte, di aver preso appuntamento e di aver consumato con loro rapporti sessuali.


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venerdì 17 aprile 2015

Orrore a Calais: violenta e uccide bimba di 9 anni davanti alla madre

Orrore a Calais: violenta e uccide bimba di 9 anni davanti alla madre

Boulogne-sur-Mer, 16 apr. - Ha confessato il polacco di 38 anni accusato di aver rapito, violentato e ucciso una bimba di 9 anni nel nord della Francia. Lo sostiene il procuratore di Boulogne-sur-Mer Jean-Pierre Valensi. "Ha immediatamente riconosciuto il suo coinvolgimento nella morte della piccola", ha detto senza comunicando il nome dell'assassino. Anche altre fonti vicine all'indagine confermano che il polacco, interrogato per tutta la notte, ha confessato "sia lo stupro che l'omicidio". Per l'accusa, l'uomo era stato condannato due volte in Francia, nel 2004 (quattro anni di carcere) e nel 2010 (sei anni) per estorsione violenta, furto aggravato e sequestro o tentativo di sequestro di persona. Il 27 marzo del 2014 "era stato consegnato alle autorita' polacche che avevano emesso un mandato di arresto europeo per reati di furto con scasso commessi nel 2000 a Varsavia", ha aggiunto il procuratore Valensi che ha sottolineato che all'uomo non gli era stato vietato di entrare in Francia, come invece precedentemente aveva sostenuto il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. L'uomo ha raccontato agli inquirenti che era arrivato a Calais in Francia, la mattina di mercoledi' senza passaporto con l'obiettivo di attraversare la Manica e raggiungere sua sorella a Southampton, in Inghilterra. Quando si e' fermato per prendere una birra, la piccola Chloe' le si e' avvicinata e, giocando, lo ha spruzzato con una pistola ad acqua. Tutto poi si e' svolto velocemente: la decisione dell'imputato di prendere la piccola, farla salire con forza nella sua auto e dirigersi verso un bosco li' vicino, dove si e' consumata la tragedia. La piccola Chloe' era stata rapita nel pomeriggio di mercoledi' mentre giocava nel giardino di casa con una amichetta. Testimoni avevano riferito di un'auto rossa che si era allontanata con la bimba a bordo. Il suo corpo, nudo, e' stato ritrovato in un bosco vicino alla sua abitazione. Li' vicino era presente la macchina rossa, immatricolata in Polonia. La piccola era stata violentata e poi strangolata. A Calais, le bandiere sono a mezz'asta in segno di lutto per la morte di Chloe'. "La popolazione e' profondamente scioccata", ha affermato il premier Manuel Valls che ha espresso il suo cordoglio alla famiglia della bimba. (AGI) .


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martedì 7 aprile 2015

India, mettono al rogo bimbo di 7 anni dopo stupro: vivo per miracolo

Il piccolo, "colpevole" di aver tentato di resistere alla violenza, è riuscito a fuggire. Ha riportato ustioni sul 30% del corpo

India, mettono al rogo bimbo di 7 anni dopo stupro: vivo per miracolo

Un bambino di 7 anni è stato dato alle fiamme per aver tentato di sottrarsi a una violenza sessuale. Ma è riuscito a fuggire ed è miracolosamente sopravvissuto seppur riportando diverse ustioni. E' successo in un sobborgo di Mumbai, in India. Il piccolo è stato bloccato per strada da due ragazzini che lo hanno condotto in un posto isolato e poi lo hanno stuprato. Quando ha tentato di opporre resistenza, gli hanno dato fuoco.


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venerdì 3 aprile 2015

Indonesia, abusi su studentesse

Condannato un insegnante canadese

Indonesia, abusi su studentesse

La Corte distrettuale di Giacarta Sud ha condannato Neil Bantleman e Ferdinant Tjiong, rispettivamente insegnante canadese e assistente insegnante indonesiano a 10 anni in carcere con l'accusa di abusi sessuali su tre bambini in una prestigiosa scuola internazionale. Bantleman 45 anni, è stato condannato anche a pagare una una multa di circa 7.700 dollari o a sei mesi in più di carcere. Si è dichiarato innocente e ha annunciato appello.


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lunedì 16 marzo 2015

Sesso con allievi, il prof di Saluzzo condannato a 11 anni e 4 mesi

Il docente dovrà pagare anche una multa di 50mila euro e non potrà mai più insegnare

Sesso con allievi, il prof di Saluzzo condannato a 11 anni e 4 mesi

Fabrizio Pellegrino, il professore di Costigliole Saluzzo, nel Cuneese, arrestato lo scorso agosto per avere avuto rapporti sessuali con diciannove suoi allievi, è stato condannato a undici anni e quattro mesi. Il gup Cristiano Trevisan, nel processo con rito abbreviato, lo ha condannato anche a una multa di 50mila euro e all'interdizione perpetua dall'insegnamento. I pm Gambardella e Ruffino avevano chiesto una condanna a 14 anni.

Secondo l'accusa, per almeno quattro anni, dal 2010 al 2014, l'uomo ha abusato della sua posizione per avvicinare i giovani e attirarli nella sua abitazione. Lì avvenivano, sempre secondo l'accusa, gli incontri scanditi da pratiche sessuali a pagamento documentate, come veri e propri spettacoli, con immagini poi salvate sul computer.


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mercoledì 11 marzo 2015

Napoli, violenta il figlio 11enne e lo vende sul web: arrestato

Il padre ha diffuso le immagini del suo rapporto sessuale in rete proponendo il ragazzo ad eventuali pedofili

Napoli, violenta il figlio 11enne e lo vende sul web: arrestato

Per un anno ha violentato il figlio di 11 anni, poi ha diffuso le immagini del rapporto sessuale in rete proponendo il ragazzo via web ad eventuali pedofili. E' l'agghiacciante storia scoperta a Napoli dalla Polizia municipale che ha arrestato un uomo di 44 anni.


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giovedì 5 marzo 2015

Somaliland, stupratore assolto: la vittima 11enne si dà fuoco

Dopo l'agghiacciante violenza la bimba ha subito una nuova ingiustizia e non ha retto. Alla famiglia 400 dollari di risarcimento

Somaliland, stupratore assolto: la vittima 11enne si dà fuoco

Una bambina di 11 anni si è suicidata dandosi fuoco dopo che il suo stupratore è stato assolto: è successo in Somaliland, nell'Africa orientale. L'agghiacciante vicenda è stata raccontata da ActionAid ed è avvenuta a metà gennaio. La piccola, originaria della regione di Sanag, prima di suicidarsi ha combattuto per mesi contro le pesanti conseguenze fisiche e psicologiche dello stupro subito a settembre da un uomo di 28 anni.

La bimba, che per rispetto chiameremo col nome di fantasia Hoodo, aveva raccontato che stava raccogliendo la legna quando un uomo arrivato alle sue spalle l'ha colpita. "Sono caduta per terra e lui mi ha coperto la testa con un cappotto, così le mie urla non si sarebbero sentite". Come la maggior parte delle bambine in Somaliland, Hoodo era stata sottoposta a mutilazione genitale femminile. Per questo la violenza è stata ancora più atroce. L'uomo l'ha poi minacciata di tagliarle la testa se avesse raccontato quello che le era successo.

La madre portò immediatamente la piccola all'ospedale che però si rifiutò di curarla senza una denuncia alla polizia. In Somaliland, infatti, c'è una forte tendenza a mettere sotto accusa le vittime di stupro. Quando finalmente la bambina fu esaminata, fu deciso il ricovero nella clinica di Borama, grazie al supporto di ActionAid.

La madre di Hoodo era riuscita a portare in tribunale il caso di sua figlia. Il colpevole fu arrestato e condannato a 8 anni. Ma la Camera degli Anziani della comunità rilasciò lo stupratore e il padre di Hoodo accettò un risarcimento di 400 dollari in cambio. A metà gennaio, la bimba si è tolta la vita e la polizia a fine mese ha archiviato la sua morte come incidente. 

"Ogni criminale che resta impunito testimonia l'indifferenza delle autorità, degli anziani, dei padri e del leader religiosi rispetto al dolore delle vittime. Hoodo e le altre donne chiedono giustizia", ha dichiarato Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia.


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martedì 3 marzo 2015

Brescia, minori costrette a iniziazione sessuale per entrare in casa famiglia

La Procura ha disposto il processo per i due figli del titolare della comunità di Berzo Demo. Almeno 8 le presunte vittime

Brescia, minori costrette a iniziazione sessuale per entrare in casa famiglia

Ragazzine tra gli 11 e i 17 anni ospiti di una comunità a Berzo Demo, in Vallecamonica, nel Bresciano, erano sottoposte ad una sorta di rito di iniziazione a sfondo sessuale per far parte della struttura. La Procura di Brescia, che ha indagato sugli episodi, ha rinviato a giudizio i due figli del titolare della casa famiglia. A denunciare il primo caso di abusi raccontando quella sorta di iniziazione sarebbe stata una bambina di 11 anni.

Nei guai, come riporta Il Giorno, sono finiti due giovani, figli del titolare della casa famiglia, che devono rispondere di violenza sessuale. Martedì i due compariranno davanti alla prima sezione penale del tribunale di Brescia dopo il rinvio a giudizio disposto per loro dal Gup del tribunale di Brescia Maria Chiara Minazzato.

I fatti contestati vanno dal 2006 al 2013, periodo in cui la casa famiglia della Vallecamonica ospitava solamente ragazze. Oggi invece - per la struttura non sono mai scattati provvedimenti - gli ospiti sono maschi e femmine. Si tratta di ragazzi tolti alle famiglie d'origine e inseriti in un progetto di riabilitazione sociale.

Almeno 8 le presunte vittime di abusi - Sono almeno otto le ragazzine che hanno raccontato agli inquirenti di essere state costrette al rito di iniziazione. Secondo il loro racconto venivano portate in una cantina e costrette ad atti sessuali. Le ragazzine, nel periodo di permanenza nella casa famiglia, si sarebbero confidate tra loro, ma non avrebbero mai avuto il coraggio di denunciare quanto era accaduto. Chi delle giovani avrebbe provato a raccontare del rito di iniziazione non sarebbe stata creduta.

Indagine partita grazie a bimba di 11 anni - A far scattare l'indagine era stata la confidenza di una delle vittime (una bimba di 11 anni) che, scrivendo una lettera alla madre residente lontano da Brescia, aveva raccontato di quanto sarebbe stata obbligata a fare. Determinanti poi le ricostruzioni dei fatti da parte di alcune presunte vittime che nel frattempo, raggiunta la maggiore età, hanno lasciato la casa famiglia e si sono trovate in condizioni di poter raccontare al meglio senza il timore di essere punite. Alcune delle presunte vittime sarebbero invece ancora ospiti della struttura.



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