Visualizzazione post con etichetta dna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dna. Mostra tutti i post

venerdì 20 novembre 2015

Processo Yara, genetista: il Dna è di Massimo Bossetti

Continua la battaglia delle perizie. Nel giugno 2014 gli esperti compararono il Dna di Ignoto 1 e quello prelevato all'imputato. Per il genetista non ci sono dubbi

Processo Yara, genetista: il Dna è di Massimo Bossetti

Quando gli esperti dell'Università di Pavia compararono, nel giugno 2014, il Dna di Ignoto 1 e quello prelevato a Massimo Bossetti, rilevarono "una perfetta corrispondenza tra il Dna di Ignoto 1 e quello dell'imputato". A dirlo, testimoniando al processo al muratore accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, è stato Carlo Previderè, responsabile del Laboratorio di genetica dell'università di Pavia.

Previderè, che si è anche occupato dell'analisi dei reperti piliferi trovati sugli indumenti di Yara (nessuno dei quali risultò essere di Bossetti, così come non furono trovati peli di Yara sul furgone del muratore) ha detti che esiste una possibilità di trovare lo stesso Dna "in 330 milioni di miliardi di mondi popolati da sette milioni di persone". Cifre che statisticamente, per l'esperto, "rendono l'identificazione praticamente certa", a fronte di un profilo "di ottima qualità" e che non avrebbe creato "problemi di interpretazione" ad alcun biologo.


cronache criminali

venerdì 8 maggio 2015

Yara, ecco i risultati dell'esame del Dna di Massimo Bossetti e "Ignoto 1"

Il settimanale Giallo pubblica la tabella comparativa tra il corredo genetico del muratore e quello di "Ignoto 1", come è stato chiamato il killer

Yara, ecco i risultati dell'esame del Dna di Massimo Bossetti e "Ignoto 1"

Mentre lui continua a professarsi innocente, il 3 luglio inizierà il processo a Massimo Bossetti, il muratore accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio. E tutto girerà intorno alla "prova regina", quel test del Dna secondo il quale "Ignoto 1", l'assassino, ha lo stesso corredo genetico del muratore.

Il settimanale Giallo, che pubblica l'immagine dei risultati del test del Dna, riporta come Bossetti fu arrestato proprio sulla scorta di quelle analisi: gli esperti che le eseguirono scrissero nella loro relazione che "la comparazione del profilo genetico del soggetto di sesso maschile definito 'Ignoto 1' con quello ricavato dal materiale biologico presente sul boccaglio dell'etilometro utilizzato da Massimo Bossetti ha evidenziato una piena compatibilità di caratteristiche genetiche, per 21 marcatori Str. La probabilità di trovare all'interno della popolazione italiana un altro individuo di sesso maschile che casualmente possa condividere le stesse caratteristiche genetiche di Bossetti è di uno su due miliardi di miliardi di miliardi".

I marcatori Str, spiega la rivista, sono le sequenze che vengono analizzate durante il test. E la genetista Marina Baldi sottolinea a Giallo che "quando parliamo di profilo del Dna, intendiamo proprio l'elenco degli Str, che è tipico di ciascuna persona. Di solito se ne analizzano 16, ma in questo caso, vista la complessità del caso, ne sono stati esaminati di più, proprio per rendere più accurata la comparazione e quindi l'identificazione". Che, secondo la rivista, a questo punto lascia pochi dubbi.


cronache criminali

venerdì 6 marzo 2015

Molfetta, rapina supermercato con mannania e si ferisce, incastrato dal dna.

Indagini dei Carabinieri di Molfetta in collaborazione con i Ris di Roma. Barese 22enne in carcere

Molfetta, rapina supermercato con mannania e si ferisce, incastrato dal dna.

I Carabinieri della compagnia di Molfetta hanno arrestato un 22enne barese con l’accusa di rapina.

Il ragazzo, con precedenti, è accusato di un episodio accaduto a marzo dello scorso anno a Molfetta.
Un giovane col viso coperto da un cappellino e una sciarpa fece irruzione in un supermercato. Brandendo una mannaia tra le mani e incurante della presenza di bambini, minacciò la cassiera facendosi consegnare oltre 500 euro in contanti. 

Nella concitazione degli eventi il giovane, mentre faceva irruzione, si ferì a una mano lasciando sulla porta di ingresso qualche goccia di sangue. Accertamenti in collaborazione con i Ris (Raggruppamento investigazioni scientifiche) di Roma hanno consentito di identificare il giovane, arrestato su provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani.
Il 22enne è stato rinchiuso nel carcere di Trani.

Fonte: barilive.it

cronache criminali

martedì 17 febbraio 2015

Yara sarebbe salita sul furgone di Bossetti: sui suoi leggings trovate tracce del sedile

Dopo il Dna rinvenuto sui suoi slip, colpo di scena a pochi giorni dalla chiusura delle indagini. Potrebbe essere questa la "prova regina" che inchioda il muratore di Mapello

Yara sarebbe salita sul furgone di Bossetti: sui suoi leggings trovate tracce del sedile

Sui leggings di Yara Gambirasio è stata trovata la prova che dovrebbe fugare ogni perplessità sulla colpevolezza di Massimo Bossetti. I carabinieri del Ris di Parma hanno infatti rinvenuto fili del sedile del camioncino del suo presunto assassino. Come scrive La Stampa, quel pomeriggio del 26 novembre del 2010 Yara sarebbe dunque salita sul furgone del muratore di Mapello. Potrebbe essere questa la "prova regina" che inchioda Bossetti, insieme al Dna.

Dopo il rinvenimento del codice genetico appartenente a Bossetti sugli slip della 13enne uccisa, colpo di scena a pochi giorni dalla chiusura delle indagini. "La comparazione scientifica - come riporta il quotidiano torinese - ha dimostrato che quegli esili fili di stoffa rinvenuti sulla parte esterna dei leggings della ragazzina appartenevano proprio al tessuto delle poltroncine dell'Iveco Daily del muratore. Non ci sarebbero dunque esitazioni: gli esami di laboratorio dei Ris attesterebbero che si tratta dello stesso materiale". 

La presenza del camioncino bianco vicino alla palestra di Brembate frequentata da Yara era del resto già suffragata dalle telecamere e dalla testimonianza di un passante. Massimo Bossetti dal canto suo continua a dichiarare la sua innocenza.


cronache criminali

martedì 27 gennaio 2015

Yara, il perito: "Il Dna del killer non coincide con quello di Bossetti"

E' quanto emerge dalla relazione del consulente della Procura Previderè

Yara, il perito: "Il Dna del killer non coincide con quello di Bossetti"

La "prova delle prove" che avrebbe dovuto inchiodare Massimo Giuseppe Bossetti stabilendo senza ombra di dubbio che è lui l'assassino di Yara Gambirasio rischia ora di diventare un boomerang. Perché il Dna mitocondriale dell'uomo, in carcere dal 16 giugno, non coinciderebbe con quello di "Ignoto 1", il killer. La circostanza emerge dalla relazione del perito incaricato dal pm di Bergamo.

La notizia aprirebbe nuovi scenari nell'inchiesta sull'omicidio della giovane, avvenuto il 26 novembre del 2010 a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo. Anche perché questo esame, inoltre, non sarebbe ripetibile. 

Sebbene vi sia una corrispondenza chiara riguardo il Dna cellulare, lo stesso non si può quindi dire per il Dna mitocondriale. Un colpo alla tesi colpevolista, tanto che gli avvocati di Bossetti starebbero preparando una nuova istanza di scarcerazione in attesa della prossima udienza, in programma in Cassazione il prossimo 25 febbraio. 

La precedente istanza fu rigettata dal Tribunale del Riesame di Brescia proprio per la presenza del Dna dell'imputato sul luogo del ritrovamente del corpo di Yara.

La difesa: "Scarcerare Bossetti" - "Bossetti dovrebbe essere subito scarcerato". E' quanto dichiara il difensore dell'uomo, Claudio Salvagni, dopo le ultime perizie.


cronache criminali

giovedì 23 ottobre 2014

Elena Ceste: il dna del cadavere ritrovato è suo

Come si sospettava, il cadavere trovato il 18 ottobre scorso è di Elena Ceste

Elena Ceste: il dna del cadavere ritrovato è suo
Elena Ceste
Il dna rilevato sul cadavere trovato ad Isola d'Asti è compatibile con quello di Elena Ceste. Così hanno comunicato i Carabinieri di Asti al termine delle analisi effettuate da un Istituto specializzato di Torino.

mercoledì 22 ottobre 2014

Chi l'ha visto? Anticipazioni della puntata del 22 ottobre 2014

Aggiornamenti su Elena Ceste e Fortuna Loffredo

Chi l'ha visto?
Questa sera torna su Rai3, Chi l'ha visto? condotto, come sempre, da Federica Sciarelli.
Si parlerà di Elena Ceste, si stanno aspettando gli esami del Dna del corpo ritrovato sabato mattina a Isola d'Asti, anche se, secondo alcune indiscrezioni, l'altezza del cadavere non corrisponderebbe a quella di Elena Ceste.
Poche novità invece sul caso di Guerrina Piscaglia. Importanti aggiornamenti sul caso della piccola Fortuna Loffredo, la bambina di 10 anni morta a Caivano e probabilmente gettata dal decimo piano diel palazzo nel quale abitava. La bambina ha subito abusi sessuali perpetrati nel tempo
Appuntamento per stasera ore 21 su Rai3.

cronache criminali

lunedì 6 ottobre 2014

Bari, ossa bruciate nelle campagne di Valenzano

Trovate ossa umane nelle campagne di Valenzano, si teme per l'artigiano scomparso da mercoledì

Nelle campagne di Valenzano, in provincia di Bari, sono state rinvenute delle ossa umane carbonizzate. E' stato disposto l'esame del Dna per cercare di risalire all'identità del cadavere. Potrebbe essere l'imprenditore Alessandro Leopardi, un uomo di 38 anni, che da mercoledì scorso è scomparso. Nel 2005 Alessandro Leopardi aveva denunciato tre membri del clan Stramaglia per estorsione.Per alcuni anni l'uomo ha vissuto nelle Marche in una località segreta, nel 2011 era tornato in Puglia.
cronache criminali

martedì 30 settembre 2014

Ritrovato sul Monte Bove il corpo del runner perugino Danilo Riccini

Ritrovati i resti del corpo di Danilo Riccini, il suo caso è stato seguito da "Chi l'ha visto?"

Le ricerche di Danilo Riccini (nel riquadro)

I resti del corpo di Danilo Riccini, il runner umbro scomparso da oltre due anni, sono stati trovati ieri in località Punta Anna, sul Monte Bove  (Macerata).
I suoi famigliari lo avevano cercato anche attraverso la trasmissione"Chi l'ha visto?".
Per l'ufficialità manca ancora l'esame del Dna.

cronache criminali

mercoledì 24 settembre 2014

Delitto di via Poma, i motivi dell'assoluzione di Raniero Busco

Il Dna e il morso non sono attribuibili a Raniero Busco

"Vi è una mancanza di prova che fa cadere la certezza della presenza dell'imputato sul luogo del delitto al momento del delitto".


Raniero Busco, Simonetta Cesaroni
Questa la motivazione per l'assoluzione di Raniero Busco accusato dell'omicidio di Simonetta Cesaroni.
Nella motivazione si legge che ci sono ancora "punti oscuri che sono rimasti non spiegati,tra i quali l'agenda di Pietro Vanacore tra gli effetti personali di Simonetta Cesaroni trovati sul luogo del delitto". 
Vanacore era il portiere dello stabile in cui fu uccisa Simonetta Cesaroni. Vanacore si è suicidato il 9 marzo 2010. Per quanto riguarda il Dna e il morso si legge ancora:"si dimostra la insostenibilità della sua attribuzione a Busco e dell'origine salivare del Dna presente sui capi di vestiario repertati".
Raniero Busco, che all'epoca era fidanzato con la Cesaroni, nel 2011 era stato condannato in primo grado a 24 anni di reclusione per omicidio aggravato. La Corte d'Assise d'Appello ha poi assolto l'uomo, nel 2012, per non aver commesso il fatto.

cronache criminali

mercoledì 10 settembre 2014

Stasera torna Chi l'ha visto?

Finalmente questa sera torna Chi l'ha visto? su Rai Tre alle ore 21:05, condotto da Federica Sciarelli. 



Chi l'ha visto, Federica Sciarelli

Novità di questa edizione è il prolungamento della trasmissione fino alle 23:45.

Si parlerà di Grazia, la mamma di Romina Del Gaudio, la ragazza partenopea rapita il 21 luglio 2004, uccisa nel suo primo giorno di lavoro e ritrovata in un boschetto dieci anni fa. Si tratterà anche il caso di Federica Mangiapelo, la sedicenne ritrovata morta sulle rive del Lago di Bracciano. La nuova perizia parla di annegamento e non di morte accidentale, e sui vestiti del fidanzato sono state trovate le stesse alghe presenti nei polmoni della ragazza.
Ci sono novità anche sulle due mamme scomparse: su Roberta Ragusala donna scomparsa a Gello nel gennaio del 2012 a 45 anni e su Elena Cestela donna di Costigliole d’Asti scomparsa dalla sua casa il 24 gennaio 2014
Infine novità anche sull’omicidio di Chiara Poggi: sotto le sue unghie è stato trovato del Dna maschile.

cronache criminali

Jack lo Squartatore ora ha un nome

Benvenuto nel mio nuovo blog dedicato al crimine.
Voglio dedicare il mio primo post a quello che è forse il serial killer più famoso della storia, Jack lo Squartatore.


Jack lo Squartatore ha un nome

Ci sono voluti 126 anni, ma alla fine il giallo sarebbe stato risolto. Jack lo Squartatore, uno dei serial killer più famosi della storia, avrebbe finalmente un nome e un volto. L’assassino che terrorizzò  Londra nel 1888 sarebbe Aaron Kosminski, barbiere polacco che all’epoca aveva 23 anni. Il suo nome era già finito nella lista dei sospettati della polizia londinese ai tempi degli omicidi, ma ora a confermarlo ci sarebbe la prova del Dna. Il test del Dna è stato possibile grazie al rinvenimento di tracce biologiche sullo scialle di una delle vittime di Jack lo Squartatore, Catherine Eddowes, acquistato all'asta nel 2007 dall'inglese Russell Edwards.  
Aaron Kosminski era un immigrato polacco e al tempo dei massacri aveva 23 anni. Viveva a Greenfield Street insieme a due fratelli a una sorella, a poche decine di metri dal luogo in cui fu uccisa Elizabeth Stride, la terza vittima.

cronache criminali