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lunedì 6 luglio 2015

Cagliari, rubano scooter e si schiantano contro un palo: morti due giovani

Nonostante l'arrivo dei soccorsi per i due giovani non c'è stato nulla da fare

Cagliari, rubano scooter e si schiantano contro un palo: morti due giovani

Tragedia a Cagliari: due giovani, Alex Rassu, 15enne di Assemini, e Francesco Cao, 19enne di Maracalagonis, sono morti in un incidente stradale all'alba. Uno scooter Peugeot, a quanto pare rubato, con a bordo i due, ha sbandato andandosi a schiantarsi contro un palo. Nonostante l'arrivo dei soccorsi per i due giovani non c'è stato nulla da fare.

La dinamica della tragedia non è ancora chiara. Sembra che i due, intorno alle 4.30 stavano percorrendo in sella a uno scooter viale La Playa, all'uscita di Cagliari, quando per cause non ancora accertate il conducente ha perso il controllo della due ruote che è volata fuori strada, centrando in pieno il palo che si trova davanti al supermercato IperPan. 

Uno dei due giovani è morto sul colpo. Sul posto sono subito arrivate le ambulanze del 118 e gli agenti della municipale. I medici hanno tentato a lungo di rianimare il ferito, ma non c'è stato nulla da fare. 

Sul posto sono stati trovati i caschi, ma al momento non è stato possibile accertare se li indossavano al momento dell'incidente e se erano allacciati correttamente.


cronache criminali

mercoledì 17 giugno 2015

Francia, 2 migranti morti su binari

Cadaveri trovati oltre zona di Mentone

Francia, 2 migranti morti su binari

I cadaveri di due migranti sarebbero stati trovati lungo la ferrovia in territorio francese, oltre Mentone. Lo si apprende da fonti francesi e italiane. Da giorni Parigi ha chiuso la frontiera per impedire il passaggio dei migranti dall'Italia alla Francia.


cronache criminali

giovedì 9 aprile 2015

Milano, spari in tribunale: 4 morti. Ucciso il giudice Ciampi, preso il killer

Ad aprire il fuoco all'interno del palazzo di Giustizia è stato Claudio Giardiello, imputato per bancarotta. Feriti due coimputati

Milano, spari in tribunale: 4 mortiUcciso il giudice Ciampi, preso il killer

Tra le 4 vittime della sparatoria in tribunale a Milano ci sono il giudice Fernando Ciampi e l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani. Ad aprire il fuoco, esplodendo almeno quattro colpi, è stato Claudio Giardiello, imputato per bancarotta. Il killer ha poi tentato la fuga in moto ma è stato arrestato a Vimercate. 


cronache criminali

sabato 7 febbraio 2015

Crematorio Messico, ipotesi truffa: cadaveri non bruciati perché costava troppo

Di fatto i corpi venivano solo ricoperti con della calce, e quindi imbalsamati

Crematorio Messico, ipotesi truffa: cadaveri non bruciati perché costava troppo

Proseguono le indagini ad ad Acapulco, in Messico, dove i cadaveri di 61 persone sono stati ritrovati in un forno crematorio abbandonato, lontano 200 chilometri dal luogo dove sono scomparsi a settembre 43 studenti. Molti dei corpi erano "perfettamente imbalsamati", sottolineano gli investigatori, che stanno indagando su una possibile "truffa" o "negligenza" da parte dei proprietari del crematorio, che volevano di fatto risparmiare sui costi.

I responsabili dell'inchiesta non escludono infatti che agenzie funerarie della città messicana portassero i corpi presso il crematorio, dove però di fatto la pratica della cremazione non avveniva a causa - viene precisato - degli alti costi dell'energia. Proprio tenendo conto di tale possibilità, verranno ascoltati i responsabili dell'Associazione funeraria dello stato di Guerrero.

Qualche ora fa la polizia ha arrestato due dei responsabili del crematorio ma un terzo, il proprietario, è irreperibile. La giustizia, aggiungono i media, è pronta a porli sotto inchiesta "per mancato rispetto dei cadaveri e delle normative relativa all'inumazione, e per attentato contro le persone decedute".


cronache criminali

lunedì 12 gennaio 2015

Mozambico, birra tradizionale avvelenata con bile coccodrillo: 67 morti

Mozambico, birra tradizionale avvelenata con bile coccodrillo: 67 morti

Maputo (Mozambico), 12 gen. (LaPresse/Xinhua) - Sessantasette persone sono morte in Mozambico dopo avere bevuto una birra tradizionale chiamata 'phombe', che secondo il direttore provinciale della sanità Carla Mosse potrebbe essere stata avvelenata con bile di coccodrillo. Lo riferiscono fonti mediche, aggiungendo che il bilancio potrebbe aggravarsi dal momento che ci sono ancora oltre 100 persone in ospedale. Il fatto è avvenuto nella provincia occidentale di Tete e i primi malori sono stati avvertiti ieri mattina subito dopo una cerimonia funebre.La 'phombe' viene realizzata con chicchi di granturco e acqua e l'avvelenamento con bile di coccodrillo è comune in questa zona del Mozambico. Alcuni campioni di birra sono stati inviati a Maputo per le analisi. Fonti locali descrivono una situazione molto triste, con l'ospedale di Cahora Bassa pieno di corpi senza vita dal momento che l'obitorio è in grado di ospitare solo due corpi e il sistema di raffreddamento non funziona in modo adeguato. Una squadra di esperti medici, fra cui ci sono anche rappresentanti dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), stanno lavorando sul posto per assistere le autorità locali e le famiglie e per contribuire a risalire alle cause esatte dei decessi.


cronache criminali

sabato 29 novembre 2014

Ventunenni muoiono ad Amsterdam per aver sniffato eroina per errore

Non si tratta del primo caso simile nella capitale olandese. Secondo gli inquirenti dietro a questi incidenti potrebbe esservi uno o più spacciatori che prendono di mira i turisti.

Ventunenni muoiono ad Amsterdam per aver sniffato eroina per errore.
Shaun Brotherston e Bradley Price.

Hanno sniffato eroina bianca, pensando si trattasse di cocaina. Shaun Brotherston stava festeggiando il suo ventunesimo compleanno ad Amsterdam con il più caro dei suoi amici, Bradley Price, anch'egli ventunenne. Erano nella stanza di albergo in cui alloggiavano, quando la festa si è convertita in tragedia. I due giovani sono stati ritrovati stesi al suolo con a fianco la polvere bianca. Appare dunque probabile che all'origine dei decessi ci sia stata la confusione dell'eroina in cocaina. Un errore non nuovo, come ha riferito al Mirror Rob van der Veen, portavoce della polizia olandese. Le analisi hanno infatti rivelato che si tratta della stessa sostanza ritrovata in altri incidenti simili. E' possibile che i due ragazzi siano stati presi di mira dallo stesso spacciatore – o da una rete di spacciatori – responsabile della morte di un altro ragazzo inglese avvenuta un mese fa. L'ispettore olandese Der Veen ha aggiunto che in poco tempo ci sono stati "17 incidenti simili e che tre persone sono morte". "Un grosso problema – osserva – che stiamo cercando di risolvere". Diversi agenti in borghese si sono messi alla ricerca dei responsabili. La maggior parte delle vittime è compasta da cittadini britannici, ma, in generale, si tratta sempre di turisti che parlano un ottimo inglese. E' probabile, dunque, che anche lo spacciatore abbia le stesse capacità linguistiche.

Fonte: fanpage.it

cronache criminali

domenica 2 novembre 2014

Cadavere di donna trovato dentro a una valigia. Orrore a Hong Kong, arrestato un britannico

Il corpo era in avanzato stato di decomposizione. Nell’appartamento di un trader 29enne un’altra donna morta. Secondo i media si tratterebbe di due prostitute


HONG KONG
Un trader britannico di 29 anni è stato arrestato ad Hong Kong, sospettato di aver ucciso due giovani donne, una delle quali ritrovata dentro una valigia
 I corpi di entrambe le vittime sono stati trovati ieri al 31° piano di un edificio nel quartiere residenziale di Wanchai, nel centro di Hong Kong, dove vivono molti espatriati. Secondo la stampa locale, si tratterebbe di prostitute provenienti dal sud-est asiatico: una delle vittime, sui 25-30 anni, era distesa nuda in salotto e aveva ferite al collo e glutei mentre il corpo dell’altra, in avanzato stato di decomposizione, era stato chiuso in una valigia sul balcone. 
 L’uomo, che lavora per la Bank of America Merrill Lynch a Hong Kong, è stato interrogato dalla polizia. Secondo le prime ricostruzioni è stato lui stesso a chiamare la polizia. 

Fonte: lastampa.it

cronache criminali

giovedì 30 ottobre 2014

Salemi, uccisi due pastori, erano padre e figlio

Uccisi due pastori a colpi di pistola, erano padre e figlio

A Salemi, in provincia di Trapani, sono stati rinvenuti due corpi, uno è quello di Antonino Catalanotto, 81 anni, pastore, sembra sia stato assassinato con dei colpi di fucile mentre si trovava nella sua auto nelle campagne di Santa Ninfa. L'altro è quello del figlio, Francesco Paolo Catalanotto, 41 anni, anche lui pastore, ucciso con colpi di arma da fuoco. Sul posto non è stata trovata l'arma quindi si esclude l'ipotesi omicidio-suicidio. Indagando gli inquirenti hanno scoperto che nel passato i due pastori avevano avuto forti liti con altri pastori della zona per ragioni legate ai pascoli.

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venerdì 24 ottobre 2014

New York, due agenti feriti a colpi di accetta Aggressore vicino all’estremismo islamico

Ucciso Zale Thompson, 32 anni: l’uomo ha preso di mira il gruppo di 4 poliziotti che camminava nel Queens. Aveva precedenti penali ed era stato cacciato dalla Marina

New York, due agenti feriti a colpi di accetta Aggressore vicino all’estremismo islamico
L’aggressore in un video diffuso dalla polizia
Torna la paura del terrorismo a New York. Due poliziotti sono stati feriti a colpi di accetta, uno in modo grave, in un attacco avvenuto in pieno giorno nella periferia del Queens. L’aggressore, identificato con il nome di Zale Thompson, 32 anni, è stato ucciso da altri due poliziotti. 
La polizia, che in un primo momento era stata cauta sull’ipotesi fondamentalismo, ha confermato che l’uomo «era vicino all’estremismo islamico». Thompson aveva pubblicato su Youtube e Facebook dichiarazioni che mostravano «un’inclinazione al razzismo e tendenze estremiste».  
 «La vicenda non è considerata al momento un atto terroristico, in quanto siamo ancora nella fase iniziale delle indagini», si legge in un comunicato dell’Fbi. Tuttavia, la stessa intelligence ha sottolineato che l’incidente «ha reso necessario aumentare il livello di guardia» tra le forze dell’ordine e nel governo «contro attacchi casuali», soprattutto dopo l’attentato al Parlamento di Ottawa, dove un uomo ha aperto il fuoco uccidendo un soldato. In base a una prima ricostruzione, grazie anche a un video ricavato dalla scena del crimine, l’aggressore di New York aveva preso di mira il gruppo di 4 poliziotti mentre camminavano su Giamaica Avenue, nel Queens, e li stava seguendo nascondendosi dietro la pensilina di un autobus. Quando un fotografo freelance li ha fermati per scattare una foto, Thompson si è lanciato verso di loro e li ha colpiti con l’accetta. Uno dei poliziotti, Kenneth Healey, una recluta di 25 anni, è stato ferito alla testa ed è ricoverato in condizioni gravi, ma stabili; l’altro collega al braccio. Gli altri due poliziotti hanno aperto il fuoco contro l’aggressore, uccidendolo, ma uno dei proiettili ha colpito alla schiena una giovane di 29 anni che è stata ricoverata in ospedale e sottoposta a un intervento. Le sue condizioni sono stazionarie, ma non è ancora fuori pericolo. «Non abbiamo ancora un movente per l’attacco», ha detto il commissioner della Polizia di New York, Bill Bratton. Sembra però che i detective abbiano controllato il profilo Facebook dell’aggressore, dove compare una foto di un combattente islamico. Dalle conversazioni, inoltre, è emerso che chiacchierava in generale di terrorismo con un amico. Thompson aveva anche un precedente penale in California ed era stato cacciato dalla Marina. A seguito dell’incidente, è stato diramato un allarme a tutti i poliziotti di «mantenere un alto stato di allerta». «Per favore, avvertite il vostro staff di rimanere vigili in ogni momento», si legge nel messaggio inviato al dipartimento di Polizia di New York.  

Fonte: lastampa.it


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lunedì 13 ottobre 2014

Tragedia a Rovigo: omicidio-suicidio

Il nonno 73enne si annega nel fiume Adigetto portando con sè anche il nipote gravemente malato.

Rovigo, una volante dei Carabinieri.
La tragedia si è consumata nel pomeriggio di oggi, domenica 12 ottobre, a Rovigo precisamente nel comune di Lendinara. I Carabinieri hanno da subito parlato di omicidio-suicidio essendo venuti a conoscenza della drammatica storia del piccolo Davide e avendo visto i corpi dei due, annegati nel fiume Adigetto, ancora abbracciati. Davide Giacometti aveva solo 5 anni e soffriva dalla nascita di una rara malattia genetica, la sindrome di Angelman che provoca disabilità e seri problemi neurologici. Ieri il bambino si trovava con il nonno, il 73enne Danilo Giacometti, mentre i genitori partecipavano a un convegno proprio sulla malattia che da sempre attanagliava il figlio, conferenza tenutasi a Perugia. Quando erano impegnati o andavano a lavorare affidavano Davide o al nonno o ad Alberto Cappellini, poliziotto e zio del bambino. I due corpi, annegati e a pelo d'acqua, sono stati trovati ed identificati proprio da quest'ultimo il quale mentre faceva jogging, la sua grande passione, attendeva il momento di dare il cambio all'anziano. Prima di trovare i cadaveri aveva visto il passeggino vuoto e abbandonato.
Poco dopo e a distanza di pochi metri i suoi sospetti diventano realtà e l'uomo non può fare altro che, disperato, dare l'allarme. Immediatamente e con grande discrezione sono stati avvisati i genitori di Davide che hanno lasciato Perugia. L'ipotesi più accreditata è quella che vede nell'atto del nonno del bambino un omicidio-suicidio: suicidarsi e uccidere anche il piccolo, per evitargli una vita di difficoltà, di sofferenza e di numerosissime limitazioni. Appena la terribile notizia è stata divulgata sul Web ha scatenato commenti diametralmente opposti e diversissime prese di posizioni. Per alcuni l'atto del nonno è stato un grandissimo gesto d'amore nei confronti del nipote, per altri l'uomo altro non è che un assassino. Sarà il Pm Monica Bombara a stabilire, nelle prossime ore, se sarà necessaria oppure no l'autopsia per accertare che i due sono morti per annegamento.

Fonte: it.blastingnews.com

cronache criminali

martedì 16 settembre 2014

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio

Tagliai qui, qui e qui: in meno di 20 minuti tutto era finito, compresa la pulizia. Potrei anche dimostrarlo ora”. Così nel 1946 la “saponificatrice di Correggio”, al secolo Leonarda Cianciulli, dichiarò in tribunale di essere disposta a far vedere come si fa a pezzi un cadavere in poche mosse. I tre delitti di cui era accusata li aveva confessati senza battere ciglio e con la stessa freddezza aveva dichiarato di aver sezionato le sue vittime e di averne fatto sapone e dolcetti. 
Quella dimostrazione non fu mai autorizzata, anche se la leggenda vuole che all’imputata fosse stato fornito dal giudice il corpo senza vita di un vagabondo da smembrare. E che lei l’avrebbe fatto senza scomporsi. «In realtà è solo un mito nato attorno alla figura della Cianciulli, di cui non si trova conferma nella documentazione ufficiale» spiega Augusto Balloni, neuropsichiatra e docente di Criminologia all’Università di Bologna, che ha coordinato la più recente e approfondita ricerca sulla prima serial killer italiana del Novecento, presentata in un libro di prossima pubblicazione intitolato Soda caustica, allume di rocca e pece greca (Minerva) dagli ingredienti con cui la donna bolliva le sue vittime per ottenerne saponette. 
Il team di esperti è tornato sulla scena del crimine a 70 anni da quei delitti,per sfatare i falsi miti nati attorno a questa vicenda e riaprire un caso che continua a fare scalpore. «Per scavare nella mente della Cianciulli siamo partiti dal suo lungo memoriale, 800 pagine scritte di suo pugno durante la permanenza all'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa(Ce). Ma abbiamo analizzato anche la sentenza di condanna, la trascrizione degli interrogatori e le tante lettere della donna. Questo materiale ci ha consentito di tracciare un profilo criminologico completo» spiega Balloni.
Prima di tutto, però, i fatti. Leonarda Cianciulli era originaria di Montella (Av), in Irpinia. Ma nel 1930, a 37 anni, era stata costretta a salire al Nord, marito e quattro figli al seguito, dopo che un disastroso terremoto aveva raso al suolo la loro casa. Avevano messo radici a Correggio, un paesotto in provincia di Reggio Emilia dove Leonarda si era subito rimboccata le maniche. Si era così rifatta una vita, conquistandosi da sola (il marito a un certo punto aveva alzato i tacchi per sempre) una certa fama e una discreta posizione sociale grazie al commercio casalingo di abiti usati e all’attività di maga che leggeva il futuro e toglieva il malocchio. 
«La Cianciulli era una leader nata» spiega Roberta Bisi, docente di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale all’Università di Bologna, che ha tracciato un profilo psicanalitico della criminale. «E una donna accattivante, che col suo fascino puntava a esercitare un controllo assoluto su chi la circondava, ridotto a mero “oggetto” da sfruttare. Le uniche soddisfazione le derivavano dalle sue manie di grandezza e dalla deferenza che le riservavano gli altri». 
Dietro quella facciata di donna a modo, tra il 1939 e il 1940 Leonarda maturò il suo spietato piano criminale. Una dopo l’altra, attirò in casa sua tre donne, sole e anziane, lusingandole con la promessa di una nuova vita lontano da lì, si fece firmare una procura con cui poteva vendere tutti i loro beni (e intascare i soldi ricavati) e le fece fuori a colpi di accetta per poi saponificarne i corpi. Nessuno avrebbe cercato quelle povere donne: la Cianciulli le aveva convinte a scrivere cartoline rassicuranti ai parenti, in cui annunciavano una partenza senza ritorno. Ma quale fu il movente? Il denaro? Pura follia omicida? Per capirlo conviene cominciare dalla fine, ovvero dal processo. 


Il paese della Cianciulli
Il paese della Cianciulli
La Cianciulli salì sul banco degli imputati solo nel 1946. Era già stata arrestata qualche mese dopo l’ultimo delitto, avvenuto nel novembre del 1940, quando una parente dell’ultima vittima, nient’affatto convinta dalla cartolina d’addio, aveva insistito perché fosse fatta luce su quella sparizione. Ma il processo era stato ritardato a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. 
Dopo l’arresto Leonarda fu sottoposta a perizia psichiatrica da un importante medico dell’epoca, Filippo Saporito, docente all’Università di Roma e direttore del manicomio criminale di Aversa. «Saporito giudicò la donna affetta da psicosi isterica e totalmente inferma di mente. La sezione istruttoria della Corte di appello di Bologna accusò invece lo psichiatra di essersi fatto “stregare” e ritenne la criminale pienamente imputabile» precisa Balloni «Alla fine la donna fu dichiarata “solo” seminferma di mente e colpevole di triplice omicidio. Fu condannata a 30 anni di reclusione preceduti da tre anni di ricovero in una casa di cura: si trattò di una sentenza innovativa, anche rispetto a oggi. Prima della galera la Cianciulli fu infatti affidata alle cure mediche: di fatto entrò in manicomio e non ne uscì più. Vi morì nel 1970, alla soglia dei 78 anni». 


Un momento del processo alla Cianciulli
Un momento del processo alla Cianciulli
Che cosa c’era, dunque, nella mente di Leonarda? «Il suo delirio criminale scattò poco prima della guerra, quando i suoi due figli maschi più grandi, tra cui il prediletto Giuseppe, furono dichiarati idonei alla leva. Il terrore di vederseli strappar via, per rischiare la vita sul fronte, causò il black-out mentale» risponde Balloni. 
La Cianciulli aveva un rapporto ossessivo coi 4 figli, gli unici sopravvissuti dei 14 che aveva dato alla luce, dopo aver iniziato ben 17 gravidanze. «A quel punto scattò in lei l’idea del salvataggio dei figli in cambio del sacrificio umano di altre anime innocenti» spiega Raffaella Sette, sociologa criminale all’Università di Bologna e grafologa, che ha esaminato il carteggio tra la Cianciulli e il figlio maggiore Giuseppe, anche lui coinvolto nella vicenda per concorso in omicidio con la madre ma scagionato per insufficienza di prove. «La Cianciulli era stata fin da piccola estremamente suggestionabile: era cresciuta circondata da maghe e chiromanti che, a suo dire, le avevano predetto un futuro pieno di sciagure». Una maledizione su tutte l’avrebbe segnata: quella di una zingara (o forse della stessa madre, da cui si era sempre sentita rifiutata) secondo cui avrebbe avuto sì dei figli, ma li avrebbe visti morire tutti.


Giuseppe, il figlio della Cianciulli
Giuseppe, il figlio della Cianciulli
A suggerirle una via di uscita sarebbe stata, a suo dire, una Madonna nera che le era apparsa in sogno chiedendole vite umane di “innocenti” in cambio di quelle dei suoi figli. «La superstizione di cui era intrisa la sua mentalità aveva deformato la sua visione della realtà tanto da renderla una donna amorale, incapace di distinguere il bene dal male» continua Sette. Uccidere, nell’ordine, Faustina Setti (73 anni), Francesca Soavi (55) e Virginia Cacioppo (59) non le sembrò poi così aberrante, se sull’altro piatto della bilancia c’era il sangue del suo sangue. 
«Il suo memoriale rivela anche che Leonarda aveva una doppia personalità» aggiunge Roberta Bisi. «Parlava di sé alternativamente come di Nardina (la chiamava così la madre) o di Norina (soprannome datole dal padre). La prima era la madre che soffriva, la seconda la donna che agiva». Nardina-Norina non temette di sporcarsi le mani per difendere i suoi figli, e non se ne fece mai un cruccio: “Non ho ucciso per odio o per avidità, ma solo per amore di madre” disse nelle sue memorie, che intitolò Confessioni di un’anima amareggiata


La Cianciulli da giovane
La Cianciulli da giovane
Davvero Leonarda Cianciulli trasformò le sue vittime in saponette? Alcuni periti al processo del 1946 dubitarono che fosse riuscita da sola a squartare corpi pesanti almeno 70 kg e che fosse riuscita a saponificarli con la soda caustica. «La descrizione circostanziata che si legge nel memoriale lascia in realtà pochissimo spazio ai dubbi» spiega Augusto Balloni. «Le perizie scientifiche, poi, accertarono la presenza, nel pozzo nero che la criminale aveva in casa, di frammenti ossei umani modificati da un processo chimico compatibile con quello della saponificazione» aggiunge Cecilia Monti, che nel team di Balloni ha analizzato gli aspetti scientifico-forensi del caso. 
«Le perplessità riguardano piuttosto il fatto che la saponificazione fosse avvenuta all’insaputa di tutti e che poi quelle saponette fossero state usate davvero, come si dice spesso» spiega Monti. 
A quel tempo in campagna il sapone si otteneva facendo bollire nella soda caustica gli scarti del maiale (ossa e cartilagini): un procedimento che si svolgeva all’aperto a causa del fetore che produceva. «Possibile che il figlio Giuseppe, come dichiarò, avesse confuso l’odore nauseabondo del pentolone materno con quello della fogna? Quanto alle saponette, forse se ne sbarazzò un po’ per volta, senza doverle usare». 


Fonte: focus.it

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sabato 13 settembre 2014

Usa, trovati 3 bimbi morti in casa Massachusetts: arrestata una donna

Usa, trovati 3 bimbi morti in casa Massachusetts: arrestata una donna

Blackstone (Massachusetts, Usa), 12 set. (LaPresse/AP) - La polizia del Massachusetts ha trovato i corpi senza vita di tre bambini in una casa di Blackstone, circa 80 chilometri a sudovest di Boston, e ha arrestato una donna, la 31enne Erika Murray, che vive nell'abitazione, per le pessime condizioni in cui era la casa. Ad agosto, spiega il procuratore distrettuale della contea di Worchester, Joseph Early jr., le autorità avevano portato via dall'abitazione altri quattro bambini. Non è chiaro per ora né quando né come siano morti i tre piccoli, né le loro età e sesso. La polizia sta gestendo la situazione come un caso di condotta negligente che ha messo a rischio la vita di persone. "La casa è piena di parassiti; ci sono mosche, insetti vari. Ci sono cumuli di pannolini usati, alti fra i 45 e i 60 centimetri circa", ha detto il procuratore Early, aggiungendo: "La casa è in pessime condizioni".

Fonte: LaPresse

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