lunedì 29 febbraio 2016

Roma, tifosi scozzesi usano una fontana del '500 come pattumiera

Lo scempio è stato documentato in un video della consigliera del I municipio, che denuncia: "E' una città ormai allo sbando"

Roma, tifosi scozzesi usano una fontana del '500 come pattumiera

Il monumento di piazza della Madonna dei Monti, nota anche come Fontana dei Catecumeni, preso d'assalto dai tifosi scozzesi al seguito della nazionale di rugby a Roma, riempito di bottiglie di birra e cocci di bottiglia. Urla e cori da stadio in piena notte sotto le abitazioni e gli alberghi. Questo è lo scempio avvenuto alle 4 di venerdì notte, denunciato in un video da Nathalie Naim, consigliere del Municipio I: "Nessun presidio e nessuna forza di polizia è intervenuta".

Gli stranieri hanno urlato, suonato bonghi e bivaccato tutta la notte, rischiando anche di cadere nella fontana. "Sono le 4 di venerdì notte - scrive la Naim su Facebook - la fontana cincequentesca dei Catecumeni di Giacomo della Porta ricoperta di birre e cocci che galleggiano anche nella vasca in marmo. Nessun presidio e nessuna forza di polizia interviene nonostante i numerosi illeciti penali e amministrativi e richieste di intervento. Di fatto c'è un omissione totale e una città che di notte è allo sbando".
Nel filmato si vedono decine di tifosi che invadono piazza Madonna dei Monti parlando ad alta voce, intonando cori da stadio, in sottofondo rumore di bottiglie rotte. Due tifosi ubriachi gettano a terra le bottiglie vuote, colpendo la scalinata in travertino. Si va avanti fino sei del mattino sotto le finestre di abitazioni e hotel, senza che le forze dell'ordine intervengano per impedire lo scempio.
cronache criminali

Cucina carne di piccione in diretta televisiva. Lo chef Cracco denunciato dagli animalisti

"Ha violato la legge che tutela la fauna selvatica", accusano. Quel volatile, dicono, è protetto e non può essere ucciso, catturato, avvelenato, né tantomeno "allevato a scopo culinario"

Cucina carne di piccione in diretta televisiva. Lo chef Cracco denunciato dagli animalisti

La legge li tutela, il noto chef Carlo Cracco invece li cucina e lo fa in diretta televisiva. E così il cuoco più famoso d'Italia è stato denunciato "per violazione della legge in materia di tutela di fauna selvatica e in particolare dei piccioni". A Master Chef infatti Cracco ha "cucinato un piatto a base di carne di piccione", come dice la denuncia, e all'Associazione difesa animali ed ambiente è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria.

A firmare la denuncia, presentata alla Procura di Milano, è stato il presidente di Aidaa,Lorenzo Croce, che del noto chef dice: "Il fatto che vada in tv a presentare un piatto a base di carne di piccione, che è un animale protetto dalla legge nazionale ed europea, rappresenta un reato penalmente rilevante che non potevamo far finta di non vedere". 

Sul documento viene indicato il link al video in cui si vede Cracco, il 14 gennaio 2016, che presenta al pubblico di Master Chef, su Sky 1 HD, la sua pregiata ricetta. Croce precisa inoltre: "In merito al filmato inoltre intendo denunciato il signor Cracco Carlo per istigazione a delinquere avendo lo stesso con la diffusione di tale filmato criminoso istigato altri cittadini a compiere tali crimini in violazione delle normative europee e nazionali a tutela della fauna selvatica". 

I piccioni selvatici, secondo la legge, "non possono essere né catturati, né avvelenati, né sterminati", si legge ancora nella denuncia, "né tantomeno uccisi o allevati a scopo culinario essendo fauna protetta dalla legge". La palla passa ora ai magistrati milanesi, che dovranno decidere come procedere.


cronache criminali

Pedofilia, cardinale Pell: Errori enormi, insabbiate troppe denunce contro preti

Il cardinale, accusato di aver taciuto pur sapendo di numerosi casi di abusi commessi da preti pedofili a Sidney e Melbourne, è stato interrogato a Roma in videoconferenza dalla Royal Commisson australiana

Pedofilia, cardinale Pell: Errori enormi, insabbiate troppe denunce contro preti

Il cardinale australiano George Pell, prefetto degli Affari economici del Vaticano, ha riconosciuto che la Chiesa cattolica ha commesso "enormi errori" consentendo che, nei secoli, migliaia di bambini fossero abusati e molestati da preti. Testimoniando in videoconferenza da Roma con l'Australia ha ammesso inoltre che troppe denunce arrivate da fonti credibili sono state spesso respinte "in scandalose circostanze".

Il cardinale, accusato di aver taciuto pur sapendo di numerosi casi di abusi commessi da preti pedofili quando era responsabile delle diocesi di Sidney e Melbourne, è stato interrogato in videoconferenza dalla Royal Commisson che indaga sugli abusi del clero sui minori. 

"Scandalo prete pedofilo gestito in maniera catastrofica" - Il cardinale ha poi ammesso come la maniera in cui il prete pedofilo seriale australiano Gerald Ridsdale è stato trasferito da una parrocchia all'altra invece di essere denunciato alla polizia è stata una "catastrofe", che gli ha consentito di continuare ad abusare di minori. 

"Chiesa sta cercando di porre rimedio a suo sbagli" - Pell ha ribadito di non sapere che Ridsdale commetteva abusi sessuali a minori mentre lavorava al suo fianco nella diocesi di Ballarat, dove lo stesso Pell è stato viceparroco fra il 1973 e il 1983. Il cardinale ha riconosciuto che la Chiesa "ha commesso enormi errori e causato gravi danni in molti luoghi deludendo i fedeli, ma - ha aggiunto - sta lavorando per porvi rimedio".

Il prelato, a cui per motivi di salute è stato permesso dalla Commissione di deporre in videoconferenza da Roma anziché recarsi in Australia, ha anche ammesso di aver sentito "delle voci" secondo le quali, nella stessa diocesi australiana, mons. John Day abusava di minori, ma in quei giorni la chiesa era "fortemente propensa" ad accettare smentite degli abusi da parte di chi ne era accusato.

"Un errore credere che i preti pedofili potessero essere curati con aiuto psicologico"- Pell ha quindi osservato che la chiesa ha ecceduto nel credere che i preti pedofili potessero essere curati con un aiuto psicologico. "Questo è stato anche il caso di Ridsdale, a cui fu data una chance dopo l'altra", ha detto. Una delle vittime, il nipote Gerald Ridsdale, che è tra i 14 sopravvissuti agli abusi presenti alla testimonianza, in passate udienze ha accusato Pell non solo di aver ignorato gli abusi, ma anche di aver tentato di comprare il suo silenzio.


cronache criminali



Dieci anni senza Tommy, la mamma: Non date permessi-premio al killer

Mario Alessi, condannato all'ergastolo per l'uccisione del bimbo di 18 mesi, potrebbe ottenere di uscire dal carcere di giorno per lavorare

Dieci anni senza Tommy, la mamma: Non date permessi-premio al killer

Tommaso Onofri aveva solo 18 mesi quando fu ucciso daMario Alessi a Casalbaroncolo (Parma) durante un tentativo di sequestro. E ora, a 10 anni di distanza, l'assassino del piccolo Tommy, condannato all'ergastolo, potrebbe ottenere il permesso-premio per uscire dal carcere, di giorno, per lavorare. La mamma del bimbo, Paola Pellinghelli, non ci sta. "Se dovesse succedere - dice - urlerei così tanto che qualcuno, prima o poi, mi ascolterebbe".

"Vorrei ricordare che fra me e lui sono io che sto scontando l'ergastolo: la mia condanna è non avere più Tommy", aggiunge la donna. "Spero che davanti a un'eventuale richiesta per il permesso-premio - prosegue - il giudice valuti con responsabilità tutta la storia di questo mostro, tutte le sue bugie".

"Nel 2006 - ricorda - me lo sono ritrovato in casa come muratore perché qualche giudice aveva deciso che potesse stare in libertà dopo la condanna per stupro e rapina. Di quelle condanne io non sapevo assolutamente nulla". "Non vorrei che qualche altro giudice - afferma - gli desse nuovamente credito".


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martedì 23 febbraio 2016

Omicidio Rosboch, si cerca il denaro della professoressa uccisa dall'allievo

Gli inquirenti sono a caccia dei 187mila frutto del raggiro e hanno sequestrato una cassetta di sicurezza di proprietà del complice e amante di Gabriele Defilippi, Roberto Obert

Omicidio Rosboch, si cerca il denaro della professoressa uccisa dall'allievo

Dove sono finiti i 187mila euro della professoressa di Castellamonte (Torino) Gloria Rosboch, ritrovata morta a più di un mese dalla scomparsa in fondo a una cisterna? Se lo chiedono da settimane gli investigatori: la donna, 49 anni, aveva consegnato la somma per un investimento al suo ex allievo Gabriele Defilippi, 22, oggi in cella con l'accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere, insieme a due complici, la mamma Caterina Abbattista, 45 anni, e l'amico amante Roberto Obert, 53. Proprio a quest'ultimo è stata sequestrata una cassetta di sicurezza che potrebbe contenere parte di quel denaro frutto del raggiro.

La cassetta di sicurezza intestata al 53enne Obert è stata individuata in una banca, è stata bloccata e verrà aperta nei prossimi giorni. 

E mentre proseguono le indagini sulla morte della professoressa e si fanno i nomi di altre donne cadute nelle grinfie dell'intraprendente 22enne, la Procura ha dato il nulla osta ai funerali di Gloria Rosboch: la cerimonia si svolgerà nel pomeriggio del 24 febbraio nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Castellamonte.


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Messina, altri due nuovi arresti per la morte della 16enne Ilaria Boemi

La giovane fu trovata in fin di vita il 10 agosto sul lungomare della città dopo aver assunto droga

Messina, altri due nuovi arresti per la morte della 16enne Ilaria Boemi

Nuovi arresti a Messina per la morte della giovane Ilaria Boemi, la 16enne deceduta la scorsa estate dopo aver assunto droga. Due le persone finite in manette per morte come conseguenza di altro delitto (delitto inteso in senso giuridico), spaccio di sostanze stupefacenti e violenza sessuale. La giovane fu trovata in fin di vita il 10 agosto sul lungomare della città siciliana, dopo aver assunto una dose di "Mdma".

Il primo arrestato è un 31enne messinese accusato di aver venduto la dose di droga che ha provocato la morte per arresto cardio-circolatorio della giovane. L'altro arrestato è un 40enne ritenuto responsabile anche di violenza sessuale e di cessione di sostanze stupefacenti a minore. Nei mesi scorsi erano state arrestate anche tre ragazze, due minorenni e una maggiorenne, che sarebbero state coinvolte nella cessione della sostanza stupefacente.


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