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giovedì 20 luglio 2017

Mafia Capitale: Carminati condannato a 20 anni, Buzzi a 19

Caduta per tutti e 19 gli imputati al processo lʼaccusa di associazione mafiosa

Mafia Capitale: Carminati condannato a 20 anni, Buzzi a 19

L'ex terrorista nero, Massimo Carminati, è stato condannato, in primo grado, a 20 anni di reclusione nell'ambito del processo Mafia Capitale. Anche il cosiddetto "ras delle coop", Salvatore Buzzi, è stato riconosciuto colpevole ed è stato condannato a 19 anni. La sentenza è stata pronunciata dai giudici della X sezione penale del tribunale di Roma.

Altra condanna pesante è quella inflitta a Nadia Cerrito, segretaria di Buzzi, che ha avuto 5 anni, mentre al manager Fabrizio Franco Testa toccheranno 12 anni di carcere. I giudici hanno inoltre comminato una pena di undici anni al presunto braccio destro di Carminati, Ricardo Brugia, e di 10 all'ex Ad di Ama Franco Panzironi. L'ex minisindaco del municipio di Ostia, commissariato per infiltrazione mafiose, Andrea Tassone è stato invece condannato a 5 anni.

Condannati anche Gramazio, Coratti e Odevaine - Condannato anche l'ex capogruppo del Pdl in Comune, Luca Gramazio (11 anni di reclusione), l'ex capo dell'assemblea Capitolina Mirko Coratti (Pd)(6 anni) e Luca Odevaine, ex responsabile del tavolo per i migranti (6 anni e 6 mesi). Caduta per tutti e 19 gli imputati al processo l'accusa di associazione mafiosa.

giovedì 5 novembre 2015

Mafia capitale, comincia il maxi processo: quarantasei gli imputati alla sbarra

Previste 130 udienze fino a luglio e un esercito di avvocati per un evento in cui il Campidoglio si è costituito come parte civile

Mafia capitale, comincia il maxi processo: quarantasei gli imputati alla sbarra

Quarantasei imputati, 60 avvocati, 130 udienze fino a luglio, migliaia d'intercettazioni e centinaia di documenti depositati: questi i numeri del maxi processo Mafia Capitale che inizia oggi a Roma. Il Comune si è costituito come parte civile. Sono già oltre settanta le testate giornalistiche accreditate per seguire le udienze davanti ai giudici della X sezione penale presieduta da Rosanna Ianniello.

L'attenzione mediatica e politica, non solo italiana, sarà rivolta al primo atto del processo che ha terremotato i palazzi dell'amministrazione capitolina e di riflesso la vita economica di Roma. 

Ottanta gli accrediti per telecamere e fotografi giunte in questi giorni alla presidenza del Tribunale. Molte le testate di media stranieri che seguiranno il "processo evento". Il procedimento a Massimo Carminati e al suo gruppo criminale arriverà nelle case di mezzo mondo per raccontare il malaffare che ha caratterizzato l'amministrazione di Roma negli ultimi anni, il marcio che si annidava nei palazzi del potere capitolino. 

In queste ore sono in via di trasferimento gran parte degli imputati così come disposto dal presidente della sezione Rosanna Ianiello. Una quindicina di persone, detenute in varie parti di Italia, saranno trasferite nel carcere di Rebibbia in modo da poter essere presenti dalla seconda udienza in poi al processo. 

Non potranno, invece, mai essere presenti al processo tre imputati eccellenti che avranno solo il video come opzione per seguire le varie udienze. Si tratta di Massimo Carminati, l'ex terrorista ritenuto a capo del clan e attualmente detenuto in regime di 41 bis a Parma, Salvatore Buzzi, ras delle cooperative e braccio operativo dell'organizzazione e Riccardo Brugia, uomo legato a Carminati e presunto custode di armi, mai però trovate dagli inquirenti.

Nella prima udienza saranno presenti in aula 22 imputati, tutti quelli raggiunti da provvedimenti cautelari ai domiciliari. Tra loro alcuni ex amministratori locali tra cui Mirko Coratti, già presidente del Consiglio comunale, e Giordano Tredicine, consigliere comunale. E probabilmente anche Luca Odevaine, ai domiciliari. 

Il primo atto, secondo le previsione, si limiterà alle questioni preliminari che saranno sollevate dagli avvocati degli imputati o alle istanze di costituzioni delle parti civili con in prima linea quella di Roma Capitale firmata dal prefetto Francesco Paolo Tronca. Solo l'inizio di un lungo duello con la Procura che in aula sara' rappresentata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dai sostituti Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini.


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mercoledì 1 luglio 2015

Mafia Capitale, Buzzi scrive al Papa: "Accolgo il Suo invito alla conversione"

L'ex ras delle cooperative coinvolte nello scandalo che ha travolto la Capitale invia una lettera a Bergoglio dal carcere di Nuoro

Mafia Capitale, Buzzi scrive al Papa: "Accolgo il Suo invito alla conversione"

Salvatore Buzzi, l'ex ras delle cooperative coinvolte nel maxi-scandalo di Mafia Capitale, scrive a Papa Bergoglio e annuncia di aver accolto l'invito alla conversione rivolto dal Pontefice ai fautori o complici di corruzione, contenuto nella bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia. "Dichiaro la mia totale adesione al Suo invito alla conversione", si legge nella missiva che Buzzi ha invitato al Pontefice dalla cella in cui è rinchiuso nel carcere di Nuoro.


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martedì 16 giugno 2015

Mafia Capitale, Buzzi chiede di patteggiare a 3 anni e 6 mesi

La Procura di Roma darà parere negativo alla richiesta

Mafia Capitale, Buzzi chiede di patteggiare a 3 anni e 6 mesi

Salvatore Buzzi, uno dei principali indagati nell'inchiesta Mafia Capitale, ha chiesto un patteggiamento a tre anni e sei mesi di reclusione e 900 euro di multa. La Procura di Roma darà parere negativo alla richiesta. Il ras delle cooperative è accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso e corruzione. Il processo è fissato per novembre.

La richiesta di patteggiamento è stata fatta con un'istanza depositata al gip Flavia Costantini a fronte della richiesta di giudizio immediato formulata recentemente dalla Procura per 34 indagati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in occasione della prima "retata" nel dicembre 2014.


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Mafia Capitale, sequestrati beni per 16 milioni di euro a Salvatore Buzzi

Il "ras" delle cooperative è in carcere dal dicembre del 2014. Con i beni sequestrati oggi, il valore complessivo dei beni posti sotto sequestro nelle due fasi dell'inchiesta ammonta ad oltre 360 milioni

Mafia Capitale, sequestrati beni per 16 milioni di euro a Salvatore Buzzi

La guardia di finanza ha eseguito il sequestro di beni ritenuti riconducibili a Salvatore Buzzi, il "ras" delle cooperative arrestato nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale. Il valore dei beni è di circa 16 milioni di euro.

Il nuovo provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Roma riguarda le quote societarie, il capitale sociale e l'intero patrimonio aziendale della Sarim Immobiliare Srl, una societa' di Roma che opera nella locazione immobiliare.

Dalle indagini è emerso che la società - il cui legale rappresentante è Emanuela Bugitti, anche lei coinvolta nella prima fase dell'inchiesta Mafia Capitale - era partecipata dalla stessa Bugitti (6%), da Buzzi (6%) e da Carlo Maria Guarany (1%). Inoltre, la Sarim Immobiliare risulta controllata per il 48% dalla cooperativa '29 giugno' e per il 4% dalla cooperativa 'Formula sociale', entrambe poste sotto sequestro a dicembre scorso.

Il patrimonio della Sarim è composto da disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie e, soprattutto, una unità immobiliare di 2.750 mq a Roma utilizzata dalle cooperative di Buzzi come casa di accoglienza dedicata a categorie protette (donne, minori, rifugiati e richiedenti asilo). Con i beni sequestrati oggi, il valore complessivo dei beni posti sotto sequestro nelle due fasi dell'inchiesta ammonta ad oltre 360 milioni.


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