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martedì 28 luglio 2015

Processo Scazzi, confermati in Appello gli ergastoli a Sabrina e Cosima

Otto anni a Michele Misseri per concorso in soppressione di cadavere

Processo Scazzi, confermati in Appello gli ergastoli a Sabrina e Cosima

I giudici hanno confermato gli ergastoli a Cosima Serrano e Sabrina Misseri nel processo d'Appello per l'omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010. Confermata anche la condanna a 8 anni nei confronti dello zio di Sarah, Michele Misseri, per concorso in soppressione di cadavere.

Il dispositivo della sentenza è stato letto dalla presidente della Corte, Patrizia Sinisi. Nessuna reazione dalla gabbia di vetro in cui c'erano Cosima e Sabrina, nessun cenno da parte di Michele Misseri, che sedeva tra i banchi accanto al suo legale. In aula non c'era nessun esponente della famiglia Scazzi: mamma Concetta ha atteso a casa di conoscere il verdetto, suo marito Giacomo e il figlio Claudio sono nel nord Italia per lavoro. 

La nuova strategia difensiva di Cosima - Non è servito dunque a Cosima il cambio di strategia difensiva dinanzi alla Corte di assise di appello. In primo grado si era avvalsa della facoltà di non rispondere. In appello, invece, il 27 febbraio aveva reso dichiarazioni spontanee. Per 75 minuti, stringendo in mano un foglio sul quale però non aveva rivolto quasi mai lo sguardo, aveva difeso con vigore se stessa e la figlia Sabrina, piangendo per qualche attimo. 

Le lacrime di Sabrina - Tutt'altro atteggiamento quello di Sabrina, che in primo grado era stata interrogata a lungo difendendosi spesso tra le lacrime dalle pesanti accuse e respingendo l'idea che fosse arrivata ad odiare la cuginetta per la gelosia nei confronti dell'amico comune, Ivano Russo. Il 12 giugno, nella stessa aula, Sabrina riuscì solo a dire "Non l'ho uccisa, so io quanto sono addolorata" per poi scoppiare a piangere senza riuscire più a parlare. 

Gli altri imputati - La Corte ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado nei confronti di quattro imputati. Assolti, perché il fatto non sussiste, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, che erano stati condannati ad un anno di reclusione per favoreggiamento personale. Confermata invece la condanna ad un anno e quattro mesi per Giuseppe Nigro, imputato per lo stesso reato. Ridotta la pena per altri due imputati: un anno e quattro mesi a Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina Misseri (due anni in primo grado per favoreggiamento personale), cinque anni e 11 mesi a Carmine Misseri, fratello di Michele (sei anni in primo grado per soppressione di cadavere).

Urla contro lo zio Michele: "Assassino" - Urla dai balconi di un edificio che si affaccia sull'immobile che ospita la Corte d'assise d'appello di Taranto contro Michele Misseri: "Assassino". Il contadino di Avetrana non ha fatto dichiarazioni e, scortato dalla polizia, ha lasciato l'aula subito dopo la lettura della sentenza. Sguardo basso, ha evitato taccuini e telecamere. Insulti anche contro Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano.

I legali di Cosima preannunciano il ricorso in Cassazione - "Avevamo la sensazione che sarebbe andata a finire così, l'ambiente ha maturato una convinzione basata su indizi fuorvianti. Siamo convinti dell'innocenza delle due imputate condannate all'ergastolo e speriamo davvero di trovare a Roma un giudice terzo", ha dichiarato l'avvocato Luigi De Iaco, co-difensore di Cosima Serrano, preannunciando il ricorso in Cassazione contro la sentenza. "Siamo soddisfatti della sentenza perché ha retto l'impianto accusatorio. E' chiaro che non si esulta quando ci sono gli ergastoli", ha invece commentato il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Taranto, Ciro Saltalamacchia. 


cronache criminali

venerdì 19 giugno 2015

Segreti e delitti, anticipazioni puntata del 19 giugno 2015

Delitto di Sarah Scazzi, in diretta la testimonianza di Ivano Russo

Segreti e delitti, anticipazioni puntata del 19 giugno 2015

Venerdì 19 giugno 2015, alle ore 21.10 su Canale 5, Segreti e delitti, il programma di giornalismo investigativo targato Videonews. Gianluigi Nuzzi, Alessandra Viero e tutta la squadra di Quarto Grado traslocano fino a fine luglio sulla Rete ammiraglia per nuove prime serate dedicate alla cronaca giudiziaria. In concomitanza con le fasi finali del processo d’appello del delitto di Avetrana, il programma dedica un focus a uno dei gialli più controversi degli ultimi cinque anni.

Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero raccolgono in diretta la testimonianza di colui che per l’accusa sarebbe stato la causa scatenante di un omicidio passionale: Ivano RussoSabrina Misseri, condannata all’ergastolo in primo grado, avrebbe infatti ucciso per gelosia la cugina Sarah Scazzi. È possibile che il giovane – nel processo indagato per falsa testimonianza – sappia quello che è successo nella villetta della famiglia Misseri? I giudici hanno ipotizzato che lui possa aver mentito riguardo ai fatti accaduti il 26 agosto 2010. A Segreti e delitti la sua verità. Inoltre, immagini e documenti inediti scandiranno il racconto di altre due vicende ancora irrisolte: la scomparsa di Roberta Ragusa e l’omicidio di Loris Andrea Stival.

Fonte: webl0g.net

cronache criminali

sabato 16 maggio 2015

Delitto Avetrana, parla Ivano: "Sono tranquillo, quel pomeriggio ero a casa"

Il giovane, oggetto del contendere tra Sarah Scazzi e la cugina Sabrina, è tra i dodici indagati del processo bis: avrebbe mentito ai giudici

Delitto Avetrana, parla Ivano: "Sono tranquillo, quel pomeriggio ero a casa"

"Sono tranquillo perché a posto con la mia coscienza". Così Ivano Russo ha risposto alla notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati del processo bis per il delitto di Avetrana. Alle telecamere di Quarto Grado il ragazzo, oggetto del contendere tra Sarah Scazzi e la cugina Sabrina, ha ribadito la sua estraneità al delitto: "Quel pomeriggio ero a casa".

I magistrati, però, non sono d'accordo con lui. A far crollare la testimonianza di Ivano sarebbero le parole di un testimone che il 26 agosto 2010, giorno del delitto, lo vide uscire di casa alle 13.30. "Sì, è vero", ha poi ammesso il giovane. "Sono uscito un attimo per acquistare le sigarette, ma poi sono tornato a casa".

La rettifica, però, non ha convinto gli inquirenti, che lo hanno iscritto nel registro degli indagati con altre 12 persone. A far vacillare la posizione di Ivano è anche un'intercettazione ambientale, nella quale chiede alla madre di confermare il proprio alibi. "Mia mamma di quel giorno era un po' confusa", si difende. "Le ho detto solo che se non ricordava bene qualche cosa era meglio non dirla, perché se non ricordi bene non bisogna".

Il dubbio degli inquirenti è che lui abbia taciuto importanti verità, che avrebbero potuto giovare alle indagini. Un tassello che il processo bis per il delitto cercherà di mettere a posto, per spiegare definitivamente quello che avvenne in quel pomeriggio di fine estate.


cronache criminali

venerdì 27 febbraio 2015

Sarah Scazzi, parla la mamma Concetta: "Non mi aspetto verità da Cosima"

Riprende venerdì 27 a Taranto il processo d'Appello per l'assassinio della ragazzina di Avetrana. La madre ha consegnato una dichiarazione al suo legale

Sarah Scazzi, parla la mamma Concetta: "Non mi aspetto verità da Cosima"

Riprende venerdì 27 febbraio a Taranto il processo d'appello per l'assassinio si Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010. In merito all'annuncio di dichiarazioni spontanee di Cosima Serrano, la zia della giovane condannata all'ergastolo in primo grado per omicidio, la madre di Sarah Concetta ha dichiarato che "non si aspetta nessuna verità da lei, che si vuole arrampicare sugli specchi".

Questo il testo integrale della dichiarazione che Concetta Serrano ha consegnato al suo avvocato Nicodemo Gentile: "In quattro anni (Cosima, ndr) non ha mai parlato, rifiutandosi di rispondere in tutte le occasioni in cui le è stato chiesto. Questo sta ad indicare che, parlando solo ora, ancora una volta si vuole arrampicare sugli specchi, proferendo ulteriori menzogne e infangando cosi nuovamente la memoria di Sara".

Nel processo di primo grado, oltre a Cosima Serrano era stata condannata all'ergastolo anche la figlia Sabrina Misseri.  Il marito Michele, invece, che si era addossato la responsabilità dell'omicidio, è stato condannato a otto anni per occultamento di cadavere.


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venerdì 14 novembre 2014

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 14 novembre 2014

Il processo d'Appello per l'omicidio Scazzi.

Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.

Nuovo appuntamento questa sera alle 21.15 su Rete 4 con Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.
Si parlerà della morte di Elena Ceste e della scomparsa di Guerrina Piscaglia.
Si tornerà a parlare dell'omicidio di Avetrana, inizia al Tribunale di Taranto il processo d'Appello a carico di Cosima Serrani e Sabrina Misseri, condannate all'ergastolo per la morte di Sarah Scazzi. Ospite in studio Claudio Scazzi.
Si parlerà anche della scomparsa di Gilberta Palleschi.

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