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mercoledì 24 giugno 2015

Catania calcio, accusa frode sportiva: arrestato Antonino Pulvirenti

Tra dirigenti arrestati, il presidente e il suo vice Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo del Catania Daniele Delli Carri

Catania calcio, accusa frode sportiva: arrestato Antonino Pulvirenti

La polizia ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti del Catania che avrebbero comprato alcune partite del campionato di calcio Serie B appena concluso, per consentire alla squadra di vincere ed evitare così la retrocessione. L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania. I dirigenti arrestati, tra cui il presidente Pulvirenti, sono accusati di frode e truffa.

Oltre ad Antonino Pulvirenti, in manette sono finiti il suo vice Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo del Catania Daniele Delli Carri. La Digos della questura ha notificato un provvedimento agli arresti domiciliari per truffa e frode sportiva. Gli altri quattro destinatari di arresti domiciliari, emessi dal Gip di Catania, su richiesta dalla Dda della locale Procura, sono due procuratori sportivi e altrettanti gestori di scommesse online. 

Indagato anche il patron del Messina - Tra gli indagati nell'operazione "I treni del gol" vi sono anche il proprietario ed il direttore sportivo del Messina calcio Pietro Lo Monaco e Fabrizio Ferrigno, l'a.d. del Messina Calcio Alessandro Failla, il calciatore del Livorno Alessandro Bernardini, del Varese Riccardo Fiamozzi, del Trapani Luca Pagliarulo e Matteo Bruscaggin. 

Pulvirenti: io estraneo, lo dimostrerò - "Estraneo" alle accuse contestate e "certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti". E' la posizione del presidente del Catania, Antonino Puvirenti, che attraverso il suo avvocato, il professore Giovanni Grasso, esprime "massima fiducia nella magistratura".

Pippo Baudo: "Fango su città" - "E' una manata di fango non solo sulla squadra, ma sulla città". A commentare l'arresto dei vertici del Catania con l'accusa di aver comprato alcune partite del campionato di calcio di Serie B per non retrocedere, è il catanese più famoso d'Italia, Pippo Baudo. Che esprime "sconcerto" per la vicenda e per l'arresto del presidente Antonino Pulvirenti: "Mamma mia che dispiacere, che tristezza...". 

Cinque le partite "incriminate" - Sono "cinque le partite di Serie B" per cui la Procura di Catania "ritiene accertata la combine" e sulle quale ha indagato la polizia di Stato. Sono: 
Varese-Catania, del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3;
Catania-Trapani dell'11 aprile 2015 terminata 4-1;
Latina-Catania del 19 aprile 2015 1-2;
Catania-Ternana del 24 aprile 2015 terminata 2-0; 
Catania-Livorno del 2 maggio terminata 1-1.
Accertamenti sono in corso anche su Catania-Avellino del 19 marzo 2015 terminata 1-0.


cronache criminali

mercoledì 20 maggio 2015

Scommesse, indagini su Salernitana

Catanzaro, altre gare nel mirino dei pm

Scommesse, indagini su Salernitana

Si allarga l'inchiesta sul nuovo scandalo calcioscommesse in Lega Pro e Serie D. Nel mirino degli inquirenti di Catanzaro sono finite anche altre 3 squadre, tra cui la Salernitana (club di proprietà di Claudio Lotito), promossa direttamente in serie B dopo aver vinto il girone C di Lega Pro. Cinque le partite che sarebbero state combinate.


cronache criminali

Calcioscommesse, truccati incontri di Lega Pro e Serie D: 50 fermi

Coinvolti calciatori, dirigenti e presidenti di club. L'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Tavecchio: "Noi parte lesa". Un ex dirigente: "Macalli e Tavecchio ricattati da Lotito".

Calcioscommesse, truccati incontri di Lega Pro e Serie D: 50 fermi

Nuova inchiesta sul calcioscommesse: la polizia ha eseguito decine di fermi in tutta Italia nei confronti di calciatori, dirigenti e presidenti di club. L'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Si ipotizzano due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Decine le partite a rischio combine. Un ex dirigente: "Macalli e Tavecchio ricattati da Lotito".

70 persone indagate, di cui 50 fermate - L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha emesso una cinquantina di fermi, in oltre 20 province in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia. Complessivamente sono oltre 70 gli indagati nell'indagine.

Oltre 30 le squadre coinvolte - Sarebbero più di 30 le squadre coinvolte nella nuova indagine sul calcioscommesse. Tra queste vi sarebbero Pro Patria, Barletta, Brindisi, L'Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lametia, Sant'Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo. 

Perquisizioni nelle sedi dei club - Perquisizioni sono state effettuate nelle sedi delle diverse squadre coinvolte a vario titolo nell'indagine. Le perquisizioni riguardano anche i domicili di dirigenti, allenatori e calciatori.

Pm: "Un nuovo romanzo criminale" - Un "nuovo romanzo criminale" i cui attori arrecano "danno economico, si fanno beffa delle passioni di quanti seguono la propria squadra del cuore e ledono gli investimenti di denaro e speranze che impegnano le famiglie dei ragazzi che si affacciano al mondo del calcio", scrive il pm nel decreto di fermo "Dirty soccer". 

La 'ndrangheta dietro alcune delle combine - Secondo quanto emerso, dietro alcune delle partite truccate ci sarebbe la 'ndrangheta. Ad alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. L'inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell'omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì in una operazione della polizia contro la 'ndrina.

Quella degli Iannazzo, secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, è una cosca "d'elite della mafia imprenditrice" dedita agli affari, ma anche capace di scatenare una guerra con altre consorterie per mantenere il predominio sul territorio.

Nel corso dell'operazione condotta la settimana scorsa da squadra mobile di Catanzaro, Sco, Dia e Guardia di finanza, sono state una quarantina le persone arrestate, tra le quali alcuni imprenditori.

E' stato captando alcune conversazioni di Pietro Iannazzo durante quelle indagini che gli investigatori hanno saputo delle combine su varie partite dei campionati di Lega Pro e Cnd per alterare i risultati al fine di ottenere vincite cospicue con le scommesse.

Intercettate telefonate "scabrose" - "Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti...in mano a Lotito, che li ricatta", dice al telefono con il direttore sportivo de L'Aquila Ercole Di Nicola, Vittorio Galigani, ex ds di diverse squadre dalla serie A alla C e oggi editorialista della rivista on line TuttoLegaPro.com. La telefonata è negli atti dell'inchiesta di Catanzaro. 

Sei avvisi di garanzia a Brindisi - Sei avvisi di conclusione delle indagini preliminari a firma del pm Savina Toscani sono stati notificati dagli agenti della Digos di Brindisi a un ex presidente del Brindisi Calcio, Roberto Quarta, ad alcuni tesserati e anche ad esponenti della tifoseria ultras locale. Si tratta di un'inchiesta che riguarda due presunti tentativi di 'combine' e anche una serie di condotte intimidatorie verificatesi negli anni passati.

Tavecchio (Figc): "Noi parte lesa" - Il presidente della Figc Carlo Tavecchio, parlando del nuovo scandalo calcioscommesse, ha commentato: "Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta succedendo perché continuiamo a subire tutte le situazioni del Paese. Il calcio non viene aiutato da questi scandali. Noi siamo un soggetto che vuole difendere il sistema da certe cose ma i nostri mezzi non sono all'altezza".

Tommasi: "Era rischioso quotare i dilettanti" - "Aprire alle scommesse il mondo dei dilettanti è stato un rischio, perché ci sono oltre 160 squadre e le partite non sono trasmesse, quindi sono difficili da controllare": così Damiano Tommasi (Aic) sull'inchiesta sul calcioscommesse. "Il nostro mondo è allettante per chi persegue il malaffare. Serve chiarezza nel più breve tempo possibile", ha aggiunto.


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martedì 19 maggio 2015

Calcioscommesse: arrestati l'allenatore del Barletta e il presidente ed il vicepresidente del Brindisi

Calcioscommesse: arrestati l'allenatore del Barletta e il presidente ed il vicepresidente del Brindisi

La nuova indagine della Polizia di Stato sul calcioscommesse avrebbe accertato l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Decine le partite che sarebbero oggetto di combine. Tra queste vi sarebbero le società del  Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lametia, Sant'Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo.

IN MANETTE L'ALLENATORE DEL BARLETTA - Sembra che per tre partite del Barletta di questa stagione l'allenatore e alcuni calciatori avevano concordato il risultato. Travolta dalle indagini la squadra biancorossa che milita nel campionato di Lega pro e arrestato il suo allenatore Ninni Corda che avrebbe concordato a tavolino i risultati di Barletta-Catanzaro, Aversa Normanna-Barletta e Barletta-Vigor Lamezia.  Oltre all'allenatore del Barletta tra le 50 persone destinatarie dell'ordine di fermo risultano anche Antonio e Giorgio Flora, rispettivamente presidente e vicepresidente del Brindisi, Vito Morisco e Savino Dalena rispettivamente direttore generale e consulente di mercato della formazione brindisina.


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Calcioscommesse, indagine a Brindisi

Combine e intimidazioni, sei avvisi

Calcioscommesse, indagine a Brindisi

Sei avvisi di conclusione delle indagini preliminari, firmati dal pm Savina Toscani, sono stati notificati dalla Digos di Brindisi a un ex presidente del Brindisi Calcio, Roberto Quarta, ad alcuni tesserati e ad esponenti della tifoseria ultrà locale. Si tratta di un'inchiesta che riguarda due presunti tentativi di "combine" e una serie di condotte intimidatorie verificatesi negli anni passati.


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Calcioscommesse, truccati incontri di Lega Pro e Serie D: 50 fermi

Coinvolti calciatori, dirigenti e presidenti di club. L'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva

Calcioscommesse, truccati incontri di Lega Pro e Serie D: 50 fermi

Nuova inchiesta sul calcioscommesse: la polizia ha eseguito decine di fermi in tutta Italia nei confronti di calciatori, dirigenti e presidenti di club. L'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. La nuova indagine avrebbe accertato l'esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Decine le partite che sarebbero oggetto di combine.

70 quelle indagate, di cui 50 fermate - L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha emesso una cinquantina di fermi, in oltre 20 province in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia. Complessivamente sono oltre 70 gli indagati nell'indagine.

Oltre 30 le squadre coinvolte - Sarebbero più di 30 le squadre coinvolte nella nuova indagine sul calcioscommesse. Tra queste vi sarebbero Pro Patria, Barletta, Brindisi, L'Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lametia, Sant'Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo. 

Perquisizioni nelle sedi dei club - Perquisizioni sono state effettuate nelle sedi delle diverse squadre coinvolte a vario titolo nell'indagine. Le perquisizioni riguardano anche i domicili di dirigenti, allenatori e calciatori.

La 'ndrangheta dietro alcune delle combine - Secondo quanto emerso, dietro alcune delle partite truccate ci sarebbe la 'ndrangheta. Ad alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. L'inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell'omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì in una operazione della polizia contro la 'ndrina.

Quella degli Iannazzo, secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, è una cosca "d'elite della mafia imprenditrice" dedita agli affari, ma anche capace di scatenare una guerra con altre consorterie per mantenere il predominio sul territorio.

Nel corso dell'operazione condotta la settimana scorsa da squadra mobile di Catanzaro, Sco, Dia e Guardia di finanza, sono state una quarantina le persone arrestate, tra le quali alcuni imprenditori.

E' stato captando alcune conversazioni di Pietro Iannazzo durante quelle indagini che gli investigatori hanno saputo delle combine su varie partite dei campionati di Lega Pro e Cnd per alterare i risultati al fine di ottenere vincite cospicue con le scommesse.


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