venerdì 25 settembre 2015

Parentopoli, Ama: ok ai licenziamenti Roma, via dipendenti assunti nel 2008

Pugno duro dell'azienda municipalizzata per l'ambiente. Secondo i magistrati, nel caso delle 41 assunzioni, "molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici"

Parentopoli, Ama: ok ai licenziamentiRoma, via dipendenti assunti nel 2008

Il Cda di Ama, l'azienda municipalizzata di Roma per l'ambiente, su proposta del presidente Daniele Fortini, ha deliberato di procedere al licenziamento dei dipendenti assunti nel 2008 a chiamata diretta tuttora in organico (37 su 41) e di 23 autisti anch'essi assunti nel 2008. La sentenza della "Parentopoli" in Ama ha portato, il 27 maggio, alla condanna dell'ex a.d. Franco Panzironi a 5 anni e 3 mesi di reclusione.

Non si tratta di una "vendetta politica ma di ristabilire legalità e giustizia", Soddisfatti in Campidoglio. Proprio poco tempo fa il sindaco Ignazio Marino si era espresso sul tema, insistendo per mandare via i dipendenti entrati in azienda "non per merito ma per chiamata diretta". 

A dire addio al posto in ufficio nella municipalizzata che si occupa di rifiuti a Roma anche 23 autisti. "Erano stati giudicati inizialmente inidonei - ha spiegato Fortini -. Per il Tribunale invece dolosamente hanno avuto, attraverso una correzione dei punteggi, l'idoneità che ha permesso loro di essere assunti". Ma i sindacati hanno avvertito: "Non esistono licenziamenti collettivi, ci saranno ricorsi". 

Secondo i magistrati, nel caso delle 41 assunzioni, avvenute tra il 2008 e il 2009, "come appurato dalla pg - si legge nelle motivazioni della sentenza - molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici o persone a costoro vicine ed erano espressione del volere, per nulla trasparente, dell'amministratore delegato". Tra gli assunti oltre a quello che sarebbe poi diventato il genero dell'ex ad Franco Panzironi, il figlio del responsabile della segreteria di Alemanno, la figlia del caposcorta di quest'ultimo e almeno altre sei persone vicine ad ambienti della politica locale romana.


cronache criminali

Brescia, 12enne travolto da treno

E' ricoverato in gravissime condizioni

Brescia, 12enne travolto da treno

Un ragazzino di 12 anni è stato travolto da un treno nella stazione di Bagnolo Mella, nel Bresciano. Il giovane è stato trasportato d'urgenza in ospedale dove è ricoverato in gravissime condizioni. A causa dell'incidente, sono stati segnalati ritardi di 2 ore sulla linea ferroviaria.


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Napoli, poliziotto in borghese ferito durante una sparatoria

L'agente era nella sua auto. E' stato colpito alla spalla e al collo: le sue condizioni sono state definite serie. Panico tra la gente in un'ora di punta e in una strada tra le più frequentate del quartiere

Napoli, poliziotto in borghese ferito durante una sparatoria

E' di un poliziotto ferito il bilancio di una sparatoria fra le forze dell'ordine e alcuni malviventi a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta nei pressi della stazione della Cumana. L'agente era in abiti civili insieme ad alcuni colleghi. La sparatoria è avvenuta in un'ora di punta in via Leopardi, dove sono arrivate numerose volanti. Panico tra la gente.

Ancora tutta da chiarire la dinamica dell'episodio. Gli uomini erano in servizio, probabilmente in una operazione antiestorsione. L'auto della polizia, senza contrassegni - una Fiat Panda ultimo modello - era stata parcheggiata lungo la strada: quello che era un appostamento degli agenti, sulle tracce di uno o più malviventi, si è trasformato in sparatoria.

Non è chiaro se i poliziotti siano intervenuti per bloccare un'aggressione, una rapina o per altri motivi. Inevitabile il panico tra i passanti, molti provenienti o diretti alla stazione. Il poliziotto ferito - colpito da un proiettile al collo e uno alla spalla - è stato subito trasportato nel vicino ospedale San Paolo, per poi essere trasferito al Cardarelli. E' vigile ed è stato sottoposto a Tac ed altri esami. Le sue condizioni sono definite serie.

Numerose auto della polizia e un elicottero sono stati fatti giungere in zona, per braccare i fuggitivi. La Scientifica sta lavorando sul luogo della sparatoria. Alcuni proiettili hanno raggiunto anche il muro della stazione della Cumana. Un aiuto importante alle indagini potrebbe venire dalle riprese degli impianti di videosorveglianza di alcuni negozi della zona.


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Roma, giornalista romeno aggredito dai finti centurioni del Colosseo

Il video di Christian Sabbagh, mandato in onda durante il telegiornale di Kanal D di Bucarest e diventato virale via Web, mostra il tentativo di truffa davanti al simbolo della Capitale e l'intervento dei vigili

Roma, giornalista romeno aggredito dai finti centurioni del Colosseo

Non certo un bel biglietto da visita per Roma il video trasmesso durante il telegiornale dal Kanal D di Bucarest, in Romania. In onda è andato il reportage di un celebre giornalista romeno, Christian Sabbagh, a tu per tu con i finti centurioni che davanti al Colosseo fanno foto-ricordo con i turisti. Lo stesso Sabbagh, che ha poi postato il tutto anche sulla sua pagina Facebook, ha provato l'esperienza, facendosi però spillare 100 euro. Ha quindi dovuto chiedere, dopo minacce e ingiurie da parte dei costumanti, l'intervento della polizia municipale. Invano.

Il video viene ripreso in Italia attraverso i canali social di "Roma fa schifo": l'eco della parola "scandalo" rimbalza così da Bucarest alla Capitale.

La troupe di Kanal D, durante il suo servizio turistico su Roma, non rinuncia a documentare la tradizione della foto con gli antichi centurioni romani. Fin qui tutto bene, tra risate e battute. 
I problemi nascono al momento del pagamento: non bastano più 30 euro; gli uomini in costume, vedendo il portafoglio del giornalista gonfio di banconote, pretendono 100 euro e lo afferrano dalle sue mani. Minacciano il cameraman che riprende tutto e i presenti con frasi e gesti scurrili; alla fine, dietro proteste e insistenze dei turisti romeni, si accontentano di 50 euro.

Il giornalista aggredito dice loro di chiamare la polizia, finché non arriva un'auto della Municipale. Gli agenti, informati dell'accaduto in inglese, non hanno che da rispondere in italiano: "Tanto non succede niente se non fai denuncia". E i centurioni continuano impuniti il loro "lavoro" tra le migliaia di turisti che affollano quei luoghi storici di Roma.

Amara la chiosa del conduttore del Tg dopo la messa in onda del servizio: "Se una cosa del genere fosse successa in Romania vi assicuro che quei poliziotti sarebbero stati licenziati. In tronco".
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Aldrovandi, a dieci anni dalla morte il padre dice: Non è stata fatta piena giustizia

A Ferrara musica, parole e immagini per ricordare Federico. Il 25 settembre 2005 aveva 18 anni quando ha subito un controllo di polizia che gli è costato la vita

Aldrovandi, a dieci anni dalla morte il padre dice: Non è stata fatta piena giustizia

Federico Aldrovandi oggi avrebbe 28 anni. Esattamente 10 anni fa, il 25 settembre 2005, il giovane, allora 18enne, stava tornando a casa a Ferrara quando ha subito un controllo di polizia che gli è costato la vita. Tre anni e sei mesi le condanne per gli agenti. "Le sentenze sono state molto dolci, le accetto ma non credo sia stata fatta piena giustizia", dice il padre, Lino Aldrovandi. "Chi ha ucciso mio figlio non merita di indossare una divisa".

Aldrovandi, a dieci anni dalla morte il padre dice: Non è stata fatta piena giustizia

Le percosse - Federico era in evidente agitazione psicomotoria, ha calciato a vuoto contro gli agenti che invece del dialogo, delle prime cure sanitarie, dell'eventuale identificazione, seguirono una via violenta. E' quanto si legge nella sentenza della Corte d'Appello. Il ragazzo ha subito percosse anche quando lui gridava "aiuto, basta". La morte è avvenuta fra le 6 e le 6.15. Cinquantaquattro le lesioni riportate, il cuore non ha retto: la causa del decesso secondo l'autopsia è asfissia da compressione toracica.

Gli agenti - I poliziotti erano arrivati sul posto in seguito a una telefonata di una residente che si lamentava per gli schiamazzi. Al processo gli agenti - Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto - hanno invocato la legittima difesa. Nel 2012 la Cassazione li ha tutti condannati per eccesso colposo in omicidio colposo in via definitiva, a 3 anni e 6 mesi di reclusione, pena in parte coperta dall'indulto. Finito di scontare la condanna, sono stati reintegrati in servizio visto che non c'è stata l'espulsione dal corpo di polizia. Resta per loro il risarcimento da pagare.

La madre e il caso Giovanardi - La madre del giovane, Patrizia Moretti, racconta come il dolore sia sempre con lei ma ha comunque deciso di ritirare le querele presentate nei confronti del senatore Carlo Giovanardi, dell'agente di polizia Paolo Forlani e del segretario del Coisp Franco Maccari. "Non è un perdono - dice -, penso che il dedicare anche solo alcuni minuti a persone che disprezzo sia un'imperdonabile perdita di tempo. Non voglio più doverli vedere né ascoltare o parlare di loro".

Il reato di tortura - Al caso Aldrovandi è legata anche la battaglia per l'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento italiano. La proposta di legge è ferma in Parlamento dal 2013. Lo scontro principale è fra chi si oppone e chi sostiene la precisazione relativa alla posizione delle forze dell'ordine e ai pubblici ufficiali, da salvaguardare o per cui proporre pene più pesanti.

A Ferrara musica, parole e immagini per Federico - L'associazione intitolata a Federico ha organizzato a Ferrara una due giorni di musica, parole e immagini. Il 25 settembre al circolo Arci Bolognesi si inaugura la mostra "Licenza di tortura". Il 26 in Sala Estense si tiene un incontro sul reato di tortura, poi alle 18 in piazza municipale "Concerto per Federico", con Thomas Cheval al piano e, tra gli altri, Punkreas, Strike e 99 Posse.


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Corruzione e frodi per ottenere appalti per le mense scolastiche: 11 arresti

In manette imprenditori e amministratori pubblici del Napoletano per la gestione della refezione in alcune scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno

Corruzione e frodi per ottenere appaltiper le mense scolastiche: 11 arresti

I carabinieri hanno eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e amministratori pubblici, nel Napoletano. Le persone coinvolte sono accusate di aver fatto parte, a vario titolo, di una presunta associazione per delinquere che in maniera irregolare, attraverso corruzione, frodi e la promessa di posti di lavoro, ha ottenuto appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno.

Fra i reati ipotizzati, oltre all'associazione per delinquere, vi sono anche quelli di turbata libertà degli incanti, corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio, frode in pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, estorsione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, mediante l'intervento di amministratori e dirigenti pubblici, con la complicità di altre persone e la promessa di posti di lavoro per parenti e amici, il gruppo avrebbe ottenuto l'aggiudicazione di appalti per la fornitura di pasti in alcune scuole determinando l'esclusione dalle gare delle ditte concorrenti.


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