martedì 13 ottobre 2015

Palermo,ruba auto con bimba a bordo

La piccola ritrovata, il ladro in fuga

Palermo,ruba auto con bimba a bordo

Ha rubato un'Audi in piazza Sant'Oliva, a Palermo, fingendosi un parcheggiatore e dicendo alla signora polacca che era alla guida che avrebbe pensato lui a trovare posto. Non si è accorto, però, che sull'auto c'era una bimba di un anno e mezzo. Scattato l'allarme, la polizia ha ritrovato sia l'auto che la bimba non lontano. Il ladro è riuscito a scappare: toccherà alla scientifica compiere i rilievi per trovare tracce utili all'identificazione dell'uomo.


cronache criminali

Cosenza, va a funghi, scomparso 17enne

Ricerche in corso nella zona


Un ragazzo di 17 anni è scomparso da lunedì pomeriggio sui monti di Pietrafitta, nel Cosentino. Il giovane, verso le 15, è uscito per andare a funghi e non è mai tornato a casa. Il suo telefonino squilla a vuoto e le ricerche, finora, non hanno dato risultati. Sul posto sono impegnati gli uomini del Corpo forestale dello Stato, carabinieri, Soccorso alpino, Soccorso alpino della Guardia di finanza e Vigili del fuoco.


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Calabria, maxi-discarica abusiva

Sigilli ad area di 80mila metri quadri

Calabria, maxi-discarica abusiva

La guardia di finanza ha sequestrato nella zona di Gizzeria (Catanzaro) una discarica abusiva, realizzata sul demanio marittimo, di oltre 80mila metri quadrati. Nell'area veniva depositato materiale di ogni tipo, tra cui pneumatici ed elettrodomestici fuori uso, oltre ad un consistente quantitativo di rifiuti speciali non pericolosi. La discarica, un tempo concessa a privati, versava da tempo in stato di abbandono.


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Cosenza, delitto di Cocò: due arresti. Il nonno usava il piccolo come scudo

Il 16 gennaio del 2014 il piccolo, di soli 3 anni, fu ritrovato carbonizzato, con il nonno e la compagna, a Cassano allo Jonio

Cosenza, delitto di Cocò: due arresti. Il nonno usava il piccolo come scudo

Sono stati arrestati i due presunti autori dell'omicidio del piccolo CocòCampolongo, il bambino di soli tre anni ucciso e bruciato in auto a Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. Con lui, il 16 gennaio del 2014, morirono pure il nonno, Giuseppe Iannicelli, e la compagna, Ibtissam Touss. Gli arrestati, che erano già detenuti per traffico di droga, sono accusati di triplice omicidio.

Ai due, Faustino Campilongo e Cosimo Donato, i carabinieri di Cosenza, insieme a quelli del Ros, hanno notificato nel carcere di Castrovillari (Cosenza), dove sono detenuti per altra causa, le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda.

Movente legato al traffico di droga - L'agguato nel quale furono uccisi con diversi colpi di pistola Iannicelli, la compagna marocchina ed il nipote sarebbe da collegare a contrasti per la spartizione dei proventi del traffico della droga. Iannicelli, che sarebbe stato legato alla cosca degli zingari, che gestisce il traffico della droga nella zona dell'alto Jonio cosentino, avrebbe tentato di assumere un ruolo autonomo e per questo motivo sarebbe stato assassinato. 

Il nonno usava Cocò come scudo - I militari dell'Arma hanno riferito poi che il piccolo Cocò veniva usato dal nonno, che lo portava sempre con sé, come scudo protettivo per dissuadere i suoi nemici dal compiere agguati nei suoi confronti.

Renzi: "Orgoglioso di combattere la criminalità" - "Vorrei esprimere la gratitudine mia e del governo agli inquirenti, alle forze dell'ordine e a tutti i servitori dello Stato che hanno raccolto gravi indizi su killer e mandanti del terribile omicidio del piccolo Cocò". Così su Facebook il premier Matteo Renzi dopo i due arresti. "Niente - si legge - potrà sanare il dolore per l'accaduto, ma sono e siamo orgogliosi delle italiane e degli italiani che ogni giorno combattono contro la criminalità e per la giustizia: grazie". 

Le preghiere del Papa - Il 26 gennaio 2014, dieci giorni l'omicidio, Papa Francesco rivolse a Cocò un pensiero e una preghiera in occasione dell'Angelus in piazza San Pietro: "chi ha ucciso un bambino così piccolo, con un accanimento senza precedenti nella storia della criminalità, si penta e si converta", aveva detto il Pontefice, che qualche mese dopo incontrò anche il padre del bimbo, detenuto nel carcere di Castrovillari.


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Pordenone, madre e figlia uccise a coltellate in casa: arrestato 57enne

Sia le vittime sia il presunto omicida, trovato sporco di sangue vicino al luogo del delitto, sono cinesi. Il movente sarebbe economico

Pordenone, madre e figlia uccise a coltellate in casa: arrestato 57enne

Due donne di origine cinese, madre e figlia, sono state assassinate nel loro appartamento in centro a Pordenone. Le due, di 46 e 22 anni, sono state colpite con dei fendenti al collo, con ogni probabilità inferti con un'accetta. Per il duplice omicidio è stato arrestato Yongxin Wu, 57 anni, anch'egli di origini cinesi e consuocero della vittima più anziana: era nelle vicinanze del luogo del delitto, sporco di sangue.

Nell'abitazione, al primo piano di uno stabile di viale Marconi 19, ci sarebbe stata una vera e propria mattanza. L'allarme è stato lanciato da un passante che ha notato due stranieri che gridavano a bordo strada. Sul posto sono giunti polizia e carabinieri. Gli investigatori hanno separato i contendenti, notando che uno di essi aveva le mani e i vestiti sporchi di sangue e anche dalla concitazione dell'altra persona hanno capito che poteva essere accaduto qualcosa di grave. 

Sono, quindi, saliti al primo piano dello stabile e hanno rinvenuto le due donne prive di vita, in un lago di sangue: la madre era stesa a terra, mentre la figlia era riversa su una sedia, entrambe colpite con fendenti al collo. Immediatamente, i due cinesi sono stati fermati e portati in questura per essere sottoposti ad interrogatorio. A tarda ora, la svolta nelle indagini: l'assassino sarebbe un parente con cui le due donne gestivano un bar poco distante dal luogo del delitto. L'altra persona accompagnata in questura sarebbe un connazionale che aveva cercato di bloccare l'assassino. Il movente sarebbe legato a questioni economiche.


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Piombino, muore in incidente: l'amico va a casa e gliela svaligia

Il fratello della vittima trova l'appartamento svuotato ma nota il suo scooter davanti a casa del vicino e lo denuncia

Piombino, muore in incidente: l'amico va a casa e gliela svaligia

Un uomo di 68 anni è morto in un incidente stradale a Piombino. Appena saputa la notizia un suo amico, nonché vicino di casa, è entrato nel suo appartamento e lo ha svaligiato. Ad accorgersi del furto è stato il fratello della vittima. Il ladro, imbranato, aveva però parcheggiato lo scooter appena depredato fuori casa. I carabinieri hanno così recuperato la refurtiva e denunciato (l'ex) amico della vittima.

E' successo sabato pomeriggio, ma solo ora se n'è avuta notizia. Il ladro, un piombinese di 43 anni già conosciuto alle forze dell'ordine, è stato denunciato per furto, aggravato da abietti motivi, dai carabinieri che lo hanno fermato sotto la sua abitazione mentre stava uscendo a bordo dello scooter rubato.

A seguito della successiva perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto tutto il resto della refurtiva, computer, due cellulari, videocamera e fotocamera, nonché una decina di orologi da collezione che sono stati riconsegnati insieme allo scooter ai familiari del sessantottenne. I carabinieri, avevano avviato subito le indagini dopo aver ricevuto domenica pomeriggio la denuncia di furto dal fratello della vittima che csi era recato a casa per recuperare gli abiti con cui seppellirlo. Ed è stato lui ad accorgersi del furto. Ma il ladro, non proprio scaltro, era anche vicino di casa del 68enne e lo scooter appena rubato era stato parcheggiato proprio lì davanti. E' stato quindi facile per i militari risalire al colpevole.


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