mercoledì 21 ottobre 2015

Roma, polizia sgombera sit-in del Movimento per la casa con gli idranti

Tensione a Porta Pia durante la manifestazione in solidarietà agli occupanti della ex sede Telecom di via Fioravanti a Bologna

Roma, polizia sgombera sit-in del Movimento per la casa con gli idranti

Momenti di tensione a Roma durante la manifestazione in solidarietà agli occupanti della ex sede Telecom di via Fioravanti a Bologna. Le forze dell'ordine per sgomberare il sit-in hanno usato gli idranti: un getto ha anche abbattuto un semaforo. I manifestanti del Movimento per la casa hanno risposto con un lancio di oggetti. Gli scontri sono avvenuti nel piazzale di Porta Pia, nei pressi della sede del ministero delle Infrastrutture.


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De Magistris,oggi sentenza appello

Why Not, sindaco rischia sospensione

De Magistris,oggi sentenza appello

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris attende oggi la sentenza della Corte d'appello sul caso Why Not. Il primo cittadino della città partenopea è accusato di concorso in abuso d'ufficio per avere, nel corso dell'indagine diretta nel 2006, messo sotto intercettazione decine di parlamentari senza le dovute autorizzazioni. Se la condanna sarà confermata anche in secondo grado, il sindaco rischia nuovamente la sospensione dal suo incarico.


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Udine, stroncato traffico d'armi dai Balcani: 27 le persone indagate

Ventisette gli indagati, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla procura di Udine e che ha interessato, oltre al Friuli Venezia Giulia, anche il Veneto, la Lombardia, l'Emilia Romagna e le Marche

Udine, stroncato traffico d'armi dai Balcani: 27 le persone indagate

Un traffico di armi, munizioni ed esplosivo dai Balcani è stato stroncato dai carabinieri. Ventisette gli indagati, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla procura di Udine e che ha interessato, oltre al Friuli Venezia Giulia, anche il Veneto, la Lombardia, l'Emilia Romagna e le Marche. Effettuate numerose perquisizioni domiciliari in Italia e all'estero.

La maxi-operazione ha preso le mosse da un'indagine avviata dal Ros nel novembre 2014, in seguito a due rilevanti sequestri di armi e munizioni da guerra messi a segno dai carabinieri nel comune di Artegna, in provincia di Udine.

Perquisizioni in Italia, Croazia e Slovenia - L'inchiesta, diretta dalla Procura friulana, ha consentito di individuare un canale di importazione illegale di materiale d'armamento ed esplosivi provenienti dai Balcani. In Italia i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni a carico di 16 indagati, mentre in Slovenia e Croazia, in collaborazione con le locali autorità giudiziarie e di polizia, nei confronti di altri 11. L'accusa è per tutti quella di traffico di armi e di esplosivi.


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Milano, pensionato uccide il ladro in casa: il 65enne è indagato per omicidio volontario

L'arma era regolarmente detenuta dall'uomo di Vaprio d'Adda. Salvini: "Ha fatto bene a sparare". Maroni: "La Regione si accollerà le spese di difesa"

Milano, pensionato uccide il ladro in casa: il 65enne è indagato per omicidio volontario

Un 28enne romeno è stato ucciso a colpi di pistola in un appartamento a Vaprio D'Adda, nel Milanese, dove si era introdotto con alcuni complici per rubare. A premere il grilletto dell'arma, regolarmente detenuta, è stato il padrone di casa, un pensionato di 65 anni. L'uomo, inizialmente accusato di eccesso colposo in legittima difesa, è ora indagato per omicidio volontario. "Ha fatto bene a sparare", ha commentato Matteo Salvini.

L'iscrizione per omicidio volontario è un atto necessario per svolgere tutte le indagini sulla dinamica di quanto accaduto. L'uomo verrà infatti formalmente indagato per omicidio volontario per poi valutare se sussistano i presupposti per riconoscere l'eccesso colposo in legittima difesa (punito penalmente) o la legittima difesa (non punita).

Il 65enne, stando al suo racconto fornito agli inquirenti, è stato svegliato da alcuni rumori. Presa la pistola, una calibro 38 semiautomatica, si è alzato e si è trovato davanti nel buio una figura, a cui ha sparato un colpo. Poi ne ha sparato ancora uno, o forse due,in aria, vedendo in giardino altre ombre fuggire. Quindi, rientrando, ha trovato il corpo a terra del primo ladro, ha cercato di soccorrerlo e ha chiamato l'ambulanza. 

In casa non era solo: la moglie era con lui al terzo piano, mentre il figlio e la nuora dormivano al primo. L'uomo, interrogato dai magistrati della Procura di Monza in caserma, ha detto di essersi procurato l'arma dopo aver subito diversi furti in casa. Allo stato, dunque, il pensionato di 65 anni è stato iscritto nel fascicolo aperto dal pm di turno Pastore. L'ipotesi d'accusa è eccesso colposo in legittima difesa che si differenzia, in base alla norme, dalla legittima difesa "pura" (non punita penalmente) per la mancanza del requisito della proporzione tra difesa ed offesa.

Un'iscrizione che, da quanto si è saputo, è comunque necessaria anche per compiere tutti gli accertamenti utili a ricostruire la dinamica di quanto accaduto la scorsa notte. Il pensionato, ascoltato dagli investigatori, è indagato a piede libero. 

I vicini: "Quarto furto in tre mesi" - "Da agosto a oggi, che io sappia, i ladri sono entrati da lui quattro volte - ha detto una vicina di casa del pensionato -. Sono brave persone, lui aveva da poco perso la madre e in casa ci sono dei bambini. Anche io avrei preso una pistola e sparato se fossi stata al posto suo". 

Salvini: "Ha fatto bene" - "Ha fatto bene il pensionato a sparare e a difendersi, l'uomo che era entrato nella sua casa se l'è cercata". Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, commenta così quanto accaduto a Vaprio d'Adda. "Dirò alla Regione, nel caso la vicenda giudiziaria vada avanti, che si accolli le spese legali per il pensionato", aggiunge Salvini. 

Maroni: "Pagheremo spese legali" - Il governatore lombardo, Roberto Maroni, raccoglie subito l'appello di Salvini: "La Regione Lombardia si accollerà le spese di difesa del pensionato che, per legittima difesa, ha sparato al ladro romeno entrato in casa sua", scrive Maroni sul suo profilo Twitter.


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lunedì 19 ottobre 2015

Sabotare la Tav, assolto Erri De Luca. Giudici: niente istigazione a delinquere

Lo scrittore a processo a Torino con l'accusa di aver aizzato i No Tav a compiere atti fuori dalla legge. Ma per i magistrati il "fatto non sussiste"

"Sabotare la Tav", assolto Erri De LucaGiudici:niente istigazione a delinquere

Erri De Luca è stato assolto a Torino, "perché il fatto non sussiste", dall'accusa di istigazione a delinquere. La sentenza è stata accolta dagli applausi dei numerosi No Tav presenti in tribunale a Torino. In aula lo scrittore aveva confermato la propria idea: "Confermo la mia convinzione che linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata".

Erri De Luca: "E' stata impedita un'ingiustizia" - "E' stata impedita una ingiustizia, quest'aula è un avamposto sul presente prossimo". Sono le prime parole pronunciate da Erri De Luca, dopo che il tribunale di Torino lo ha assolto dall'accusa di istigazione a delinquere per alcune interviste in cui sosteneva che la Tav va sabotata.

"Ora mi sento tornato un cittadino qualunque. Ma La Valle di Susa resta una questione che mi riguarda". Dice ancora De Luca subito dopo la sua assoluzione. "Di questo processo mi rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto, in Italia e in Francia", aggiunge lo scrittore napoletano. "La sentenza - prosegue - ribadisce il valore dell'articolo 21 della Costituzione. Ho letto sui giornali della telefonata di Hollande a Renzi, ma non credo che abbia influito sulla sentenza". 

Legali Ltf: intellettuali dovrebbero rispettare limiti - "Rispettiamo la decisione del giudice, non ne faremo una battaglia campale, ma nei momenti di tensione sociale ci sono dei limiti che soprattutto gli intellettuali dovrebbero rispettare". Lo afferma l'avvocato Alberto Mittone, legale di Ltf, la società italo-francese che si è occupata del progetto e delle opere preparatorie della Torino-Lione che nel settembre 2013 aveva denunciato Erri De Luca.

Legali De Luca: "C'è limite anche alla repressione" - "Questa sentenza riporta le cose al posto giusto e dimostra che non avremmo dovuto essere qui". Lo afferma il legale di Erri De Luca, avvocato Gianluca Vitale, commentando l'assoluzione. "Mi auguro che la Procura e la Digos di Torino - aggiunge - capiscano che c'è un limite anche all'attività di repressione. La libertà di pensiero deve essere tale in Valle di Susa come nel resto del Paese".


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Erri De Luca: Giusto sabotare Tav, Sono sereno, attendo il verdetto

Lo scrittore, durante le dichiarazioni spontanee al processo di Torino, ribadisce la sua posizione e dice: "Difendo la libertà d'espressione"

Erri De Luca: "Giusto sabotare Tav""Sono sereno, attendo il verdetto"

"Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell'aria e dell'acqua". Lo ha detto lo scrittore Erri De Lucanelle dichiarazioni spontanee rilasciate in tribunale, a Torino, al processo che lo vede imputato per istigazione a delinquere. "I miei colleghi stranieri continuano a non capire il perché di questo processo, io sono tranquillo", ha aggiunto.

Lo scrittore napoletano è accusato di istigazione a delinquere per alcune interviste in cui sosteneva che "la Tav Torino-Lione va sabotata". La sentenza del giudice monocratico Immacolata Iadeluca dovrebbe essere pronunciata già nella giornata di oggi.

"Anche se non fossi io lo scrittore incriminato - ha aggiunto De Luca - sarei comunque qui dove si sta compiendo un esperimento, un tentativo di mettere a tacere parole contrarie". Lo scrittore ha quindi detto di sentirsi "parte lesa" nei confronti "di ogni volontà di censura e sono in quest'aula per sapere se il capo d'accusa invaliderà l'articolo 21 della Costituzione".

"Ciò che è costituzionale - ha proseguito - si decide e difende in luoghi pubblici come questo, come le scuole, le prigioni, i luoghi di lavoro, le frontiere attraversate dai richiedenti asilo. Si decide al piano terra della società".

Quanto alle accuse, De Luca ha osservato che "sono incriminato per aver usato il termine sabotare, un termine che considero nobile, perché praticato da figure come Ghandi e Mandela, e democratico. Sono disposto a subire la condanna penale - ha concluso - ma non a farmi censurare o ridurre la lingua italiana. Si incrimina il sostegno verbale a un'azione simbolica".

Il pm Antonio Rinaudo, che con il collega Andrea Padalino ha condotto le indagini, ha chiesto una condanna a otto mesi di reclusione con le attenuanti generiche perché "con la forza delle sue parole ha sicuramente incitato a commettere reati". Molti gli intellettuali che nel corso del processo si sono schierati al fianco dello scrittore, diventato il simbolo della lotta no Tav.


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