venerdì 27 novembre 2015

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 27 novembre 2015

Dal processo a Massimo Bossetti e Veronica Panarello a Vatileaks 2

Quarto Grado, anticipazioni puntata del 27 novembre 2015

L’appuntamento con Quarto Grado è stasera su Rete 4, alle 21.10: il pubblico vedrà le ultime notizie sul processi di Massimo Bossetti e i risvolti sul caso Loris Stival, relativamente alla deposizione della madre, Veronica Panarello.
Dal processo a Massimo Bossetti, ai risvolti sul caso Loris Stival e il processo alla madre, Veronica Panarello, che avverrà a breve, fino alle ultime notizie relative all’udienza per Vatileaks 2: saranno queste le prime notizie di cronaca che verranno trattate stasera a Quarto Grado, durante la puntata che andrà in onda alle ore 21.15 su Rete 4.
Gianluigi Nuzzi e Aessandra Viero conducono Quarto Grado: stasera, in puntata, lo scrittore Donato Carrisi. A cinque anni di distanza dalla scomparsa di Yara Gambirasio, il settimanale a cura di Siria Magri pone l’accento sul giallo di Brembate e ripercorre gli sviluppi dell’inchiesta giunta quest’anno nelle aule del Tribunale di Bergamo. Inoltre, si parlerà del caso Loris Stival e del giallo di Brescia.
Oltre agli aggiornamenti sul processo a Massimo Bossetti, sull’omicidio diLoris Stival,  a Quarto Grado si parlerà anche dei misteriosi avvenimenti che ruotano intorno alla fonderia Bozzoli di Brescia. Infine, il duplice delitto di Pordenone.

Fonte: urbanpost.it

cronache criminali

Vatileaks 2, messaggi hot tra Chaouqui e il monsignore: "Sei depresso? Scopa"

Mentre prosegue il processo Vatileaks 2, spuntano conversazioni intime tra i due imputati. "Silvana è perfetta... è morbida", scrive lei al prelato. La Chaouqui sui social si lamenta: "Vaticano colabrodo"

Vatileaks 2, messaggi hot tra Chaouqui e il monsignore: "Sei depresso? Scopa"

Mentre prosegue il processo Vatileaks 2, spuntano messaggi hot fra Francesca Immacolata Chaouqui, la pr membro della commissione referente vaticana sui tagli di spesa, e il monsignore Lucio Angel Vallejo Balda. Tra i due, rinviati a giudizio con l'accusa di divulgazione di documenti riservati e associazione a delinquere, il rapporto era dunque molto stretto. "Sei depresso? Scopa, ti passa la tensione", scrive su WhatsApp la Chaouqui al monsignore.

"Mia mamma ti porta Silvana... è morbida" - Come riporta Il Giorno, sono centinaia i messaggi hot via Whatsapp tra Chaouqui e il monsignore spagnolo. All'epoca della commissione referente vaticana sui tagli di spesa la confidenza tra i due era massima. "Senti - scrive la Chaouqui a Vallejo - ora che vai a San Sosti (il paese in Calabria di cui è originaria, ndr) - mia mamma ti porta da Silvana... è perfetta, ed è una mia cugina, così può anche essere salvato il patrimonio genetico. Poi mi dici che ne pensi. 36 anni. Morbida". La risposta di Vallejo sembra mostrare interesse: "Hmmmmm".

"Lassa perdere. È brutta" - Il prelato risulta poi essere effettivamente andato a San Sosti, a casa della famiglia Chaouqui. "Martedì sera viene a casa tua a trombare. Ok?", gli ricorda la pierre. E ancora: "Silvana vuole trombare. Che facciamo?". "Io no", replica il monsignore. Ma la Chaouqui lo incalza: "Tu sei perfetto, Silvana è morbidissima. Perché non va bene?". "Lassa perdere. È brutta", risponde secco.

"Lunedì Negroni fino alla morte" - La Chaouqui continua: "Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire. Lunedì Negroni fino alla morte". In altre conversazioni emergono altre pressioni. "Se continui a fare di testa tua con noi hai chiuso - minaccia la pierre -. Io sono stanca di farti da badante, se fai casino... con la tua sicurezza e la tua protezione hai chiuso".

"Ma perché vuoi abbandonarmi?" - I rapporti tra i due poi iniziano a deteriorarsi. "Io ti conosco. So bene quando vuoi mettere distanze. Ora vuoi mettere distanza perché qualcosa ti fa male o ti dà fastidio. Ma come al solito non me lo dici e ci resto male. Sai quanto ci tengo e ti voglio bene... ma è per te che lo faccio. Ma perché vuoi abbandonarmi?", scrive la Chaouqui. Vallejo per un po' non risponde poi sbotta: "Ho bisogno de un po' de tranquillità. Te priego".

"Sei depresso? Scopa, che ti passa la tensione" - Dagli atti del fascicolo con cui il pm vaticano ha ottenuto il rinvio a giudizio del monsignore, emerge poi che la Chaouqui abbia anche promesso ai genitori del premier Matteo Renzi un incontro a Santa Marta con papa Francesco in persona. All'ultimo momento, però, non è andato in porto. La Chaouqui a Vallejo: "Avevo messo mesi a sistemare le cose con la Segreteria di Stato e hai rovinato tutto con quella boccaccia che non sai tenere chiusa. Ora mandi tutto a puttane perché sei triste. Vaffanculo". E lui: "No possiamo promettere quello che no è possibile". Allora la Chaouqui: "Sei depresso? Scopa, che ti passa la tensione".

Chaouqui: Vaticano colabrodo, violata la mia dignità - Tramite i social network la Chaouqui si lamenta di quanto esce sui media. "Sono a processo per una fuga di notizie. E mentre aspetto di capire cosa è meglio fare per me leggo dai giornali che filtrano gli atti del processo: atti secretati. Atti in base a cui si deciderà se ho o non ho tradito il Papa e che io ho sfogliato per soli 20 minuti. In teoria Essi dovrebbero essere Posseduti solo dagli avvocati e dagli inquirenti, a noi non vengono dati proprio per evitare che escano. Invece stanno lentamente diventando di dominio pubblico. Il Vaticano è un colabrodo". 

"L'enciclica - aggiunge -, la lettera dei cardinali al sinodo, decine di articoli, il maggiordomo, gli atti di Cosea e ora gli atti del processo. Ogni mattina qualcuno in Vaticano si sveglia e sa che dovrà consegnare qualcosa a qualche giornalista per glorificare o distruggere qualcuno. E' la prassi. Posso citare decine di vittime: Gotti Tedeschi, il nunzio Vigano, Monsignor Ricca, io stessa. E poi un giorno qualcuno alza il tiro e arrestano me nonostante le prove di chi abbia consegnato cosa e a chi esiste per tabulas e certo non ero io. Ma io vado distrutta a prescindere".

"Subisco senza potermi difendere" - "Che sia un modo - si chiede - per spiegare a Francesco che mai più si permetta di fare nomine a prescindere dalla Segreteria di Stato come avvenne quando Egli mi volle al suo fianco per aiutarlo a riformare le finanze vaticane. L'arresto ed il processo dovevano essere esemplari e far sì che mai più un foglio filtrasse dal Vaticano. Vedo che è servito a molto. I veri corvi ridono e distribuiscono gli atti processuali. Io subisco senza modo di difendermi". "Nella giornata mondiale delle donne - dice anche la pierre ed ex consulente vaticana - pensate al male che mi sta facendo uno Stato che siede all'Onu addirittura in difesa dei diritti dell'umanità. Mi viene tolta la dignità da chi esiste in nome di Dio. Perché io dovrei sottostare a tutto questo?".


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Trieste, carico di 800 armi sequestrato al porto: era destinato al Belgio

Il ministro dell'interno Angelino Alfano ha specificato che si tratta "per ora di sequestro amministrativo". I fucili a pompa provengono dalla Turchia ed erano diretti anche in Germania e Olanda

Trieste, carico di 800 armi sequestrato al porto: era destinato al Belgio

Un carico di circa 800 fucili a pompa, provenienti dalla Turchia e diretti in GermaniaOlanda e Belgio, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e dalle Dogane al porto di Trieste. "Si tratta per ora di un sequestro amministrativo", ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano sottolineando che "si stanno facendo tutti gli approfondimenti". Le armi erano trasportate, senza autorizzazioni, da un Tir olandese condotto da un cittadino turco.

I fucili sequestrati sono marca "Winchester" e calibro 12-51 e 12-47, e valgono circa 500mila euro. Le armi sono arrivate tre giorni fa allo scalo giuliano provenienti dalla Turchia e destinati a un operatore del ramo in Belgio. Regolarmente prodotti in uno stabilimento turco, ognuno nella propria scatola, i fucili erano in un autoarticolato con targa olandese, condotto da un cittadino turco, insieme ad altre merci destinate in Germania e Olanda. Tutti denunciati nella bolla di carico.

La particolarità del carico, la sua provenienza e la destinazione, hanno attivato ulteriori controlli da parte delle Fiamme Gialle e dei funzionari doganali del servizio Antifrode. Sebbene non vi fossero irregolarità di tipo doganale, è stato però scoperto che non era stata chiesta autorizzazione alle Autorità di pubblica sicurezza, obbligatoria per il trasporto, anche se non destinato al territorio nazionale.

Carico fermato per irregolarità nei documenti - Mercoledì è scattato il sequestro, su richiesta della Procura della repubblica di Trieste, con la denuncia dell'esportatore turco, per l'ipotesi di reato di commercio non autorizzato di armi. Sono in corso ulteriori accertamenti su tutta la filiera del carico e in particolare sui destinatari. E' la prima volta che un carico di armi in transito per Trieste viene fermato per irregolarità nei documenti.

Procuratore capo di Trieste: "Controlli incentivati" - Il procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni ha definito il sequestro "rilevante" sottolineando che la Guardia di Finanza "abbia ben interpretato questo momento storico incentivando i controlli nell'ambito portuale, zona sensibile che con la propria attività condiziona commercialmente la città di Trieste".

"Trieste registra 250mila transiti annui da e per la Turchia" - Per il responsabile del Servizio Antifrode dell'Ufficio delle Dogane di Trieste, Nicola Palladino, "in questo periodo lavoriamo con la maggiore precisione possibile sul quel che passa dal porto, che registra 250mila transiti annui da e per la Turchia".


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Rapina in villa, il gioielliere Corazzo: il basista potrebbe essere un italiano

"Durante il colpo non parlò con i complici, esprimendosi solo a gesti: forse è addirittura della zona"

Rapina in villa, il gioielliere Corazzo: il basista potrebbe essere un italiano

"La mia ipotesi è che uno dei banditi fosse un basista italiano". Lo dice Rodolfo Corazzo, il gioielliere di 59 anni che due giorni fa ha ucciso uno dei tre rapinatori che hanno fatto irruzione nella sua villetta a Lucino di Rodano, nel Milanese. "Credo che addirittura sia originario della zona. E' l'unico che non ha parlato, dava indicazioni a gesti. Potrebbe aver fornito lui le indicazioni per arrivare a me", aggiunge.

"Mi hanno sequestrato tutte le armi per le indagini ma non ho paura. Credo che i due complici in fuga abbiamo altri problemi a cui pensare", aggiunge Corazzo all'agenzia Ansa. "Non temo per la mia vita, anche se ora sono disarmato. I banditi devono pensare a scappare ed è possibile che vengano catturati a breve. Non credo che io sia il loro prossimo obiettivo".


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Truffa da 50 milioni di euro all'Ordine dei francescani, broker si suicida

La Gdf ha ritrovato il corpo del 78enne Leonida Rossi, impiccatosi nella sua villa di Lurago d'Erba (Como). L'uomo era accusato di truffa e abusivo esercizio dell'attività finanziaria

Truffa da 50 milioni di euro all'Ordine dei francescani, broker si suicida

Si è suicidato impiccandosi nella sua villa di Lurago d'Erba (ComoLeonida Rossi, il 78enne broker italo-svizzero indagato dalle procure di Milano e Lugano per un ammanco di cinquanta milioni di euro dalle casse dell'Ordine dei frati minori francescani. L'uomo era accusato di truffa abusivo esercizio dell'attività finanziaria. Tra gli indagati anche l'ex economo dell'Ordine, il frate Giancarlo Lati, accusato di appropriazione indebita.

Nella giornata di mercoledì, la polizia svizzera e il nucleo valutario della Gdf hanno effettuato una raffica di perquisizioni tra Svizzera e Italia, anche negli uffici di Lugano del broker e nella sede milanese della Anycon, società a lui riconducibile. A Leonida Rossi sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili per quasi cinque milioni di euro

Oltre al broker 78enne nell'inchiesta milanese sono indagati, per appropriazione indebita, tre ex economi dell'ordine e cioè Giancarlo Lati, Renato Beretta e Clemente Moriggi (tutti rimossi). I tre religiosi, anche loro perquisiti, non avrebbero tratto beneficio personale dalla vicenda, ma avrebbero impiegato i fondi della cassa dell'Ordine secondo modalità non autorizzate.

La vicenda di Leonida Rossi - Secondo la ricostruzione della Procura di Milano, Leonida Rossi avrebbe ricevuto dall'Ordine dei frati minori, tra il 2007 e il 2014, somme fino a venti milioni di euro. Fondi che poi sono stati investiti in Svizzera a tassi di interesse - aveva assicurato lo stesso broker - non inferiori al 12%. Rossi avrebbe corrisposto inizialmente alcune somme pari agli interessi, poi - secondo la denuncia dei francescani - non avrebbe restituito né capitale, né interessi, determinando in tal modo l'ammanco nelle casse dei tre enti dei frati minori. Il professionista avrebbe poi riciclato oltre 26 milioni di euro impiegandoli in "attività economiche, in particolare in attività edilizie speculative", come si legge nel decreto di perquisizione firmato dai pm Adraino Scudieri, Alessia Miele e Sergio Spadaro.


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Roma, aggredita dall'ex compagno con un coltello: il suo cane la salva

L'animale ha morso l'uomo che è stato poi bloccato e arrestato dalla polizia per maltrattamenti e atti persecutori

Roma, aggredita dall'ex compagno con un coltello: il suo cane la salva

Aggredita dall'ex compagno con un coltello da cucina, è stata difesa dal suo cane che ha morso l'uomo facendolo fuggire. E' accaduto in un appartamento del quartiere del Tufello, a Roma. L'aggressore, un 46enne romano, è stato poi bloccato e arrestato dalla polizia per maltrattamenti e atti persecutori: aveva diversi precedenti per reati analoghi.

L'aggressione è avvenuta nell'abitazione della donna che, dopo aver subito vari colpi alla nuca, ad un braccio e alle gambe, si è rifugiata in una stanza. A fermare la furia dell'aggressore ci ha pensato il cane che ha morso l'uomo costringendolo ad allontanarsi dall'appartamento.


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