giovedì 4 giugno 2015

Muore a 5 mesi, aperta inchiesta

Lucca, bimbo aveva appena fatto vaccino

Muore a 5 mesi, aperta inchiesta

La procura di Lucca ha aperto un fascicolo sulla morte di un bambino di cinque mesi, deceduto nella propria abitazione a Stiava di Massarosa (Lucca) il 28 maggio. Il bambino era stato sottoposto a vaccino, ma poi aveva accusato raffreddore e febbre alta. Secondo l'autopsia, tra le possibili ipotesi del decesso ci potrebbe essere un'infezione causata da un virus. Il provvedimento della procura è arrivato dopo un esposto presentato dalla famiglia.


cronache criminali

Parma, gioco fatale: cade da tetto, muore 17enne

Il ragazzo è precipitato a causa del cedimento del tetto di un capannone, per 10 metri

Parma, gioco fatale: cade da tetto, muore 17enne

Un 17enne ha perso la vita martedì sera precipitando da un capannone in disuso in un'area industriale alle porte di Parma. Aurelio Sokoli, 18 anni il 20 giugno, era con due amici nella zona ex Cerve quando, dopo essersi arrampicato sulla trave di un capannone, è precipitato, per il cedimento del tetto, per 10 metri. Per i carabinieri potrebbe essere un tragico gioco fra amici, forse un esercizio di "parkour" andato male.

I due amici che erano con lui hanno immediatamente dato l'allarme e sul posto sono giunti i mezzi del 118 ed i vigili del Fuoco ma ogni tentativo di rianimare il ragazzo è risultato inutile.

"Gli era appena stata data la cittadinanza italiana - dice una insegnante del giovane alla Gazzetta di Parma -. Mi aveva mostrato il certificato elettorale sfoderando un sorriso pieno di orgoglio. Era un ragazzo sorridente e positivo".

I suoi amici hanno scelto invece la pagina facebook del ragazzo scomparso per l'ultimo saluto. "Chi l'avrebbe mai pensato che una roccia come te si sarebbe potuta abbattere", scrive un suo compagno, "sei stato un amico fantastico".


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Napoli, guerra fra clan: 40 arresti

Camorra, progettavano omicidi rivali

Napoli, guerra fra clan: 40 arresti

Arrestate nel Napoletano una quarantina di persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, comuni e da guerra, e di tentati omicidi. Durante le indagini, sono stati scoperti i progetti di vendetta, compresi eventuali omicidi, messi a punto nell'ambito della guerra fra i clan camorristici "Leonardi - Vanella Grassi" contro gli "Abete - Abbinante".


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Caserta, 24enne muore al rave party: due fermi per omicidio volontario

Antonio Franzese è stato ucciso con una coltellata a Castel Morrone

Caserta, 24enne muore al rave party: due fermi per omicidio volontario

Un giovane di 24 anni, Antonio Franzese, residente nel Napoletano, è morto durante un rave party a Castel Morrone, in provincia di Caserta. Il giovane è stato colpito al torace con un coltello durante una rissa nella quale sono rimasti feriti anche altri ragazzi. La procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha fermato due persone: sono accusate di omicidio volontario.

Il rave party si teneva presso l'aria aperta dell'Old River in località Sopra Mulino a Castel Morrone. Vi hanno preso parte centinaia di giovani, provenienti da tutta la Campania.

Antonio Franzese aveva 24 anni ed era residente a Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Altri due ragazzi hanno riportato ferite di arma da taglio e sono ricoverati in ospedale.


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Fast&furious all'italiana, gare illegali a Torino: quattro denunciati

La polizia li scopre mentre sfrecciano ad alta velocità in corso Unità d'Italia. Sequestrati anche i loro bolidi

Fast&furious all'italiana, gare illegali a Torino: quattro denunciati

Gare di velocità tra auto nella notte in corso Unità d'Italia, nella zona sud di Torino. A scoprirle è stata la polizia, che ha denunciato quattro italiani tra i 22 e 27 anni. Gli automobilisti sono stati sorpresi da una pattuglia mentre sfrecciavano diretti verso Moncalieri ed effettuavano sorpassi azzardati e manovre repentine, creando gravi pericoli alle altre autovetture. I loro veicoli sono stati sequestrati.


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Roma, business su flussi migratori e campi di accoglienza: 44 arresti, 21 indagati

I provvedimenti riguardano gli sviluppi delle indagini condotte dal Ros nei confronti di "Mafia Capitale", il gruppo mafioso riconducibile a Massimo Carminati

Roma, business su flussi migratori e campi di accoglienza: 44 arresti, 21 indagati

Scattata all'alba l'operazione "Mondo di Mezzo", secondo capitolo dell'inchiesta "Mafia Capitale": 44 gli arresti tra Sicilia, Lazio e Abruzzo per associazione per delinquere ed altri reati. Ventuno gli indagati a piede libero. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti. Tra gli arrestati anche Luca Gramazio, ex capogruppo Forza Italia al Consiglio Regionale del Lazio.

Gramazio è accusato di partecipazione all'associazione mafiosa capeggiata da Massimo Carminati, che avrebbe favorito sfruttando la sua carica politica: prima di capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale e in seguito quale capogruppo Forza Italia in Regione.

Quello che emerge dall'inchiesta, sottolineano gli investigatori, è dunque "la diffusa attività di condizionamento" attuata dall'associazione mafiosa: tutto ciò grazie alla "rete di rapporti e al ramificato sistema tangentizio intessuti dal gruppo mafioso" con il coinvolgimento di "pubblici amministratori e pubblici ufficiali". 

Il blitz dei carabinieri è scattato all'alba nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L'Aquila, Catania ed Enna. Nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro. 

Tra gli arrestati anche l'ex presidente del Campidoglio - Tra i 44 provvedimenti di custodia cautelare in carcere c'è anche quello per l'ex presidente del Consiglio comunale di Roma Mirko Coratti. In manette anche l'ex assessore comunale alla Casa, Daniele Ozzimo e i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l'ex presidente del X Municipio (Ostia), Andrea Tassone.

In manette anche l'ex assessore per le Politiche sociali -
 Tra gli arrestati c'è anche Angelo Scozzafava, ex assessore comunale alle Politiche Sociali. I provvedimenti hanno riguardato anche alti dirigenti della Regione Lazio come Daniele Magrini nella veste di responsabile del dipartimento Politiche Sociali. In manette anche Mario Cola, dipendente del dipartimento Patrimonio del Campidoglio e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Mirko Coratti. Infine, posto ai domiciliari il costruttore Daniele Pulcini.

Secondo "capitolo" di Mafia Capitale
 - Secondo gli investigatori, gli accertamenti successivi alla prima tornata di arresti dell'inchiesta di "Mafia Capitale", hanno confermato "l'esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali".

In particolare le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un "ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d'imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori".

La centralità della figura di Salvatore Buzzi - Le indagini del Ros hanno consentito di accertare, dicono gli inquirenti, la "centralità, nelle complessive dinamiche dell'organizzazione mafiosa diretta da Massimo Carminati, di Salvatore Buzzi", già coinvolto nella prima fase dell'inchiesta e ritenuto "riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate". 

"Accoglienza dei profughi e dei rifugiati, raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti, manutenzione del verde pubblico" e altri settori oggetto di gare pubbliche, come ad esempio "i lavori connessi all'emergenza maltempo a Roma e le attività di manutenzione delle piste ciclabili": era l'ambito di azione di Buzzi e delle imprese che a lui facevano riferimento. 


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