giovedì 23 luglio 2015

Padova, trovata morta con cranio fracassato

L'allarme dato da un passante

Padova, trovata morta con cranio fracassato

Una donna di circa 40 anni è stata trovata uccisa, con il cranio fracassato, nel Padovano, nella piazza di Sant'Anna Morosina, una frazione di San Giorgio in Bosco. Ancora non si conosce l'identità della vittima e sul caso indagano i carabinieri. L'allarme è stato dato da un passante, che ha chiamato il 112.


cronache criminali

Bossetti, è giallo sul tentato suicidio Polizia penitenziaria: Tutto falso

Smentito dagli agenti l'annuncio del legale del muratore di Mapello, secondo il quale l'uomo avrebbe tentato di impiccarsi con una cintura

Bossetti, è giallo sul tentato suicidio Polizia penitenziaria: Tutto falso

Nessun tentato suicidio per Massimo Bossetti nel carcere di Bergamo, dove l'uomo è detenuto da oltre un anno per il caso Yara. Lo assicura il segretario generale della polizia penitenziaria Sappe, Donato Capece, spiegando: "Il segretario generale della Lombardia mi ha riferito che la notizia è priva di fondamento. In sostanza non è accaduto nulla. Fa specie che circolino certe notizie dopo due drammatici fatti come i suicidi degli ultimi giorni".

Del tentativo di suicidio aveva parlato l'avvocato dello stesso Bossetti, spiegando che il suo assistito sarebbe stato salvato dall'intervento di un agente penitenziario mentre cercava di impiccarsi con una cintura. Secondo quanto riferito dal legale, l'episodio risalirebbe a sabato, il giorno dopo l'ultima udienza del processo che lo vede protagonista. Quanto accaduto sarebbe stato raccontato dalla moglie di Bossetti, Marita Comi, a uno dei legali Claudio Salvagni. Il tentativo di impiccarsi sarebbe comunque stato stroncato sul nascere tanto che per Bossetti non si sono resi necessari controlli in ospedale.

I presunti tradimenti della moglie - Il legale però insiste con la versione del tentato suicidio, e spiega che "la notizia degli amanti della moglie Marita Comi è stata un trauma peggiore dell'arresto, devastante. Una notizia più dura del giorno dell'arresto. Non è stato in grado di reagire questa volta e ha tentato il suicidio".


cronache criminali

Dossier illegali, Corte: Vieri ridia un milione di euro a Inter e Telecom

La sentenza d'Appello conferma la responsabilità del club nerazzurro e della compagnia di telecomunicazioni, ma riduce i danni calcolati

Dossier illegali, Corte: "Vieri ridia un milione di euro a Inter e Telecom"

Christian Vieri dovrà "restituire" quasi tutto il milione di euro che gli era stato riconosciuto dal Tribunale nel 2012 per lo "spionaggio" che avrebbe subito quando giocava nell'Inter. La Corte d'Appello di Milano, infatti, ha sì confermato le responsabilità del club nerazzurro e di Telecom (la vicenda si inseriva nel capitolo dei "dossier illegali"), ma ha ricalcolato i danni in soli 80mila euro.

Nel dettaglio la Corte ha stabilito che il gruppo di telecomunicazioni dovrà versare 80mila euro e la società nerazzurra, in solido con Telecom, 40mila euro ma sempre del "predetto importo". 

Nel settembre del 2012 l'ex bomber Bobo Vieri aveva vinto, in sostanza, il primo round della causa civile intentata nei confronti dell'Inter e della Telecom per essere stato 'spiato' dalla security di Tlc sotto la guida di Giuliano Tavaroli. Il Tribunale aveva, infatti, condannato le due società a versare in solido tra loro un milione di euro all'ex attaccante che aveva lamentato di essere scivolato in uno stato depressivo, con tanto di insonnia, quando scoprì di essere stato pedinato e controllato illecitamente per conto del club nerazzurro. L'ex calciatore, comunque, aveva chiesto un risarcimento ben più alto: 12 milioni al gruppo di telecomunicazioni e 9,25 milioni al club nerazzurro. 

Ora la seconda sezione civile della Corte d'Appello di Milano ha confermato "la responsabilità sia di Telecom spa che di Fc Internazionale in relazione all'illecita attività posta in essere", ma ha stabilito che "il controllo sulla persona di Vieri si è verificato in due distinti periodi" ed è durato alcuni mesi e non anni come deciso in primo grado. La Corte ha riconosciuto anche "la sofferenza" patita da Vieri per lo spionaggio e il danno "causato dalla conoscenza dei dati relativi alla vita personale". Tuttavia, secondo l'Appello, il Tribunale non ha spiegato come ha calcolato il danno non patrimoniale in un milione di euro e non possono, dunque, essere liquidati anche i "danni 'punitivi'" per le due società. E ciò malgrado la "gravità oggettiva delle intrusioni".


cronache criminali

Palermo, furti hi-tech: 8 arresti

Effettuati 21 furti per 300mila euro

Palermo, furti hi-tech: 8 arresti

La polizia e i carabinieri di Cefalù hanno eseguito 17 misure cautelari, 8 arresti domiciliari e 9 obblighi di dimora, nei confronti dei componenti di una banda accusata di avere organizzato 21 furti di materiale elettronico tra cui smartphone e tablet per un valore di oltre 300 mila euro. I ladri colpivano soprattutto in negozi, ricevitorie e centri commerciali.


cronache criminali

Mafia, sequestro 600mila euro beni

Taranto, sono di noto pregiudicato

Mafia, sequestro 600mila euro beni

La Dia di Lecce ha messo sotto sequestro in provincia di Taranto numerosi beni mobili e immobili riconducibili al 66enne Pasquale Putignano. Si tratta di un noto pregiudicato di Palagiano (Taranto) gia' condannato per associazione di stampo mafioso finalizzata, tra l'altro, all'estorsione. Il valore dei beni sottoposti a sequestro (tre appartamenti, due fondi rustici e sei conti correnti bancari e postali) ammonta complessivamente a 600mila euro.


cronache criminali

La Spezia, lite in casa: quindicenne uccide il compagno della madre a coltellate

Inutili i soccorsi del 118, il ragazzo è accusato di omicidio volontario

La Spezia, lite in casa: quindicenne uccide il compagno della madre a coltellate

Un ragazzo di 15 anni ha ucciso il compagno 45enne della madre, un ambulante originario della provincia di Parma, con una coltellata durante una lite in casa. E' successo a Carrodano, in Val di Vara (La Spezia). Il ragazzo è poi stato fermato dai carabinieri e trasferito nella caserma dell'Arma, dove è stato trattenuto in camera di sicurezza.

E' stata la madre del ragazzino a precipitarsi sul corpo senza vita del compagno e a chiamare il 118 nell'estremo e inutile tentativo di salvargli la vita mentre il figlio, sotto shock, poco per volta ha realizzato quello che aveva fatto. La centrale del 118 ha avvisato i carabinieri che sono arrivati subito nell'appartamento. In attesa del nulla osta per spostare la salma, i militari hanno messo sotto sequestro l'appartamento e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, indiziato di omicidio volontario, il ragazzo. 

Il medico legale, arrivato con il magistrato sul luogo del delitto, ha eseguito una prima ricognizione del cadavere stabilendo che con tutta probabilità la coltellata inferta dal ragazzino ha provocato una ferita mortale al cuore che ha ucciso sul colpo l'ambulante. L'autopsia dirà probabilmente di più e potrà aiutare, grazie agli esami tossicologici, a ricostruire quanto è successo prima e durante l'aggressione mortale. Intanto i carabinieri hanno chiamato in caserma i familiari del ragazzino e cercano di ricostruire la vita della vittima. 

L'uomo, un venditore ambulante, era originario di Fidenza, un piccolo centro industriale in provincia di Parma dove lavora anche il marito della donna, titolare di una piccola azienda. Probabilmente i due si sono conosciuti proprio lì e da tempo avevano una relazione stabile. La madre è stata ascoltata per oltre due ore: i carabinieri cercano di capire come fossero i rapporti tra il figlio e il compagno della donna e come si sia innescata la lite che ha portato all'omicidio.


cronache criminali