venerdì 27 novembre 2015

Rapina in villa, il gioielliere Corazzo: il basista potrebbe essere un italiano

"Durante il colpo non parlò con i complici, esprimendosi solo a gesti: forse è addirittura della zona"

Rapina in villa, il gioielliere Corazzo: il basista potrebbe essere un italiano

"La mia ipotesi è che uno dei banditi fosse un basista italiano". Lo dice Rodolfo Corazzo, il gioielliere di 59 anni che due giorni fa ha ucciso uno dei tre rapinatori che hanno fatto irruzione nella sua villetta a Lucino di Rodano, nel Milanese. "Credo che addirittura sia originario della zona. E' l'unico che non ha parlato, dava indicazioni a gesti. Potrebbe aver fornito lui le indicazioni per arrivare a me", aggiunge.

"Mi hanno sequestrato tutte le armi per le indagini ma non ho paura. Credo che i due complici in fuga abbiamo altri problemi a cui pensare", aggiunge Corazzo all'agenzia Ansa. "Non temo per la mia vita, anche se ora sono disarmato. I banditi devono pensare a scappare ed è possibile che vengano catturati a breve. Non credo che io sia il loro prossimo obiettivo".


cronache criminali

Truffa da 50 milioni di euro all'Ordine dei francescani, broker si suicida

La Gdf ha ritrovato il corpo del 78enne Leonida Rossi, impiccatosi nella sua villa di Lurago d'Erba (Como). L'uomo era accusato di truffa e abusivo esercizio dell'attività finanziaria

Truffa da 50 milioni di euro all'Ordine dei francescani, broker si suicida

Si è suicidato impiccandosi nella sua villa di Lurago d'Erba (ComoLeonida Rossi, il 78enne broker italo-svizzero indagato dalle procure di Milano e Lugano per un ammanco di cinquanta milioni di euro dalle casse dell'Ordine dei frati minori francescani. L'uomo era accusato di truffa abusivo esercizio dell'attività finanziaria. Tra gli indagati anche l'ex economo dell'Ordine, il frate Giancarlo Lati, accusato di appropriazione indebita.

Nella giornata di mercoledì, la polizia svizzera e il nucleo valutario della Gdf hanno effettuato una raffica di perquisizioni tra Svizzera e Italia, anche negli uffici di Lugano del broker e nella sede milanese della Anycon, società a lui riconducibile. A Leonida Rossi sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili per quasi cinque milioni di euro

Oltre al broker 78enne nell'inchiesta milanese sono indagati, per appropriazione indebita, tre ex economi dell'ordine e cioè Giancarlo Lati, Renato Beretta e Clemente Moriggi (tutti rimossi). I tre religiosi, anche loro perquisiti, non avrebbero tratto beneficio personale dalla vicenda, ma avrebbero impiegato i fondi della cassa dell'Ordine secondo modalità non autorizzate.

La vicenda di Leonida Rossi - Secondo la ricostruzione della Procura di Milano, Leonida Rossi avrebbe ricevuto dall'Ordine dei frati minori, tra il 2007 e il 2014, somme fino a venti milioni di euro. Fondi che poi sono stati investiti in Svizzera a tassi di interesse - aveva assicurato lo stesso broker - non inferiori al 12%. Rossi avrebbe corrisposto inizialmente alcune somme pari agli interessi, poi - secondo la denuncia dei francescani - non avrebbe restituito né capitale, né interessi, determinando in tal modo l'ammanco nelle casse dei tre enti dei frati minori. Il professionista avrebbe poi riciclato oltre 26 milioni di euro impiegandoli in "attività economiche, in particolare in attività edilizie speculative", come si legge nel decreto di perquisizione firmato dai pm Adraino Scudieri, Alessia Miele e Sergio Spadaro.


cronache criminali

Roma, aggredita dall'ex compagno con un coltello: il suo cane la salva

L'animale ha morso l'uomo che è stato poi bloccato e arrestato dalla polizia per maltrattamenti e atti persecutori

Roma, aggredita dall'ex compagno con un coltello: il suo cane la salva

Aggredita dall'ex compagno con un coltello da cucina, è stata difesa dal suo cane che ha morso l'uomo facendolo fuggire. E' accaduto in un appartamento del quartiere del Tufello, a Roma. L'aggressore, un 46enne romano, è stato poi bloccato e arrestato dalla polizia per maltrattamenti e atti persecutori: aveva diversi precedenti per reati analoghi.

L'aggressione è avvenuta nell'abitazione della donna che, dopo aver subito vari colpi alla nuca, ad un braccio e alle gambe, si è rifugiata in una stanza. A fermare la furia dell'aggressore ci ha pensato il cane che ha morso l'uomo costringendolo ad allontanarsi dall'appartamento.


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martedì 24 novembre 2015

Giubileo, scatta il piano sicurezza. Duemila uomini in più a Roma

Dall'8 dicembre sarà in vigore la no-fly zone. Metal detector in piazza San Pietro, massima attenzione verso i luoghi frequentati dai giovani

Giubileo, scatta il piano sicurezza. Duemila uomini in più a Roma

A due settimane dall'apertura del Giubileo, scatta a Roma il nuovo piano sicurezza. Per le strade 2mila uomini in più, pattuglie anche sui bus. Dall'8 dicembre, inoltre, sarà in vigore la no-fly zone. Sorvegliati speciali saranno piazza San Pietro, dove da domenica sono in funzione i metal detector, e i principali monumenti della Capitale, dal Colosseo a Fontana di Trevi. Attenzione particolare anche verso i luoghi frequentati dei giovani.

I quindici giorni che ci separano dall'apertura della Porta Santa, che darà il via ufficiale al Giubileo di Papa Francesco, saranno una sorta di "prova generale" per le forze dell'ordine. Gli attentati di Parigi del 13 novembre hanno infatti reso ancora più necessario rafforzare ulteriormente la difesa della città e aumentare il più possibile la percezione della sicurezza tra la popolazione, preoccupata da minacce e allarmi. 

Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri e anche concerti, partite e manifestazioni potranno contare su controlli serratissimi al punto che il questore Nicolò D'Angelo non esclude perquisizioni, "qualora lo si ritenga opportuno". 

Stringenti controlli anche lungo il Tevere e sulle vie utilizzate dai pellegrini per raggiungere la Capitale, dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie. 

La no-fly zone - Dall'8 di dicembre, infine, scatterà la no-fly zone: il divieto di sorvolo sulla città per gli ultraleggeri e le misure anti-droni, così come annunciato dal prefetto Franco Gabrielli, che non ha escluso l'ipotesi di abbattimento dei velivoli in caso di necessità.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

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Lecco, identificato il pirata della strada: aveva perso lo specchietto

Il 44enne, residente a Monza, sabato sera aveva investito una ragazza, che ora è in coma in condizioni disperate

Lecco, identificato il pirata della strada: aveva perso lo specchietto

È stato lo specchietto laterale del suo camper, lasciato sull'asfalto, a permettere ai carabinieri di risalire al pirata della strada che il 21 novembre ha investito una ventiduenne di origine senegalese, Soda Fall, per poi fuggire a tutta velocità. Per 15 ore la giovane è rimasta ferita e al freddo in un fosso al confine di Robbiate, provincia di Lecco, finché non è stata trovata e soccorsa, la mattina dopo, da un gruppo di ciclisti. Ora si trova all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ma le sue condizioni sono disperate.

Grazie allo specchietto e ai filmati di alcune telecamere lungo la strada, gli uomini del radiomobile hanno rintracciato il proprietario del mezzo. Si tratta di un quarantaquattrenne di origini calabresi ma residente a Cornate, in provincia di Monza, che - sperando di farla franca - aveva già portato il camper dal carrozziere per una riparazione urgente.


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Yara, capelli di donna trovati sul corpo. Rosita Brena: mia figlia era sua amica

La testimonianza a "Pomeriggio cinque": "Erano in classe insieme"

Yara, capelli di donna trovati sul corpo Rosita Brena: mia figlia era sua amica

Dopo tre giorni dalla sua entrata in scena nel caso dell'omicidio di Yara Gambirasio, Rosita Brena, la donna il cui dna mitocondriale coincide con il capello incastrato fra il giubbino della vittima e il terreno del campo di Chignolo dove è stato ritrovato il corpo della ragazza,
ha spiegato la sua versione a "Pomeriggio Cinque". 

"Mia figlia andava a scuola con Yara - ha spiegato la donna a una giornalista del programma di Barbara D'Urso -  Erano nella stessa classe, per cui mi sembra più che probabile che ci fosse un capello di mia figlia sul suo corpo, perché ovviamente le ragazzine si abbracciano, si sta insieme in classe e può essere che sia successa questa cosa. La cosa più ovvia è questa". La donna, inoltre, ha lo stesso cognome di Silvia Brena, la maestra di ginnastica di Yara che ha lasciato sul polsino del giubbino il suo Dna e, in merito all’ipotesi che fosse sua parente, ha chiarito: "Non sono parente di Silvia Brena. Non ho parenti che si chiamano con questo nome. Non so neppure chi sia".


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