venerdì 26 giugno 2015

Asti, autotrasportatore di 52 anni ucciso a colpi di cric: almeno due i killer

Il corpo di Francesco Indino è stato ritrovato nella centrale piazza del Palio. Esclusa l'ipotesi rapina: nulla è infatti stato rubato

Asti, autotrasportatore di 52 anni ucciso a colpi di cric: almeno due i killer

Un autotrasportatore di 52 anni, Francesco Indino, è stato ucciso a colpi di cricad Asti. Il corpo dell'uomo, originario di Bari, ma residente a Montechiaro d'Asti, è stato ritrovato nella centrale piazza del Palio, accanto al suo camion. Secondo la polizia, non si tratterebbe di una rapina finita male dal momento che nulla sembra sia stato sottratto. Gli autori del delitto, secondo gli investigatori, sarebbero almeno due.

Indino lavorava per una ditta di ortofrutta di Costigliole d'Asti. Quando è stato colpito stava andando a lavorare: come ogni mattina, all'alba, partiva da piazza del Palio, dove lasciava il suo camion. 

Proprio qui, a fianco del mezzo, sarebbe stato colpito violentemente alla testa da un corpo contundente, forse un cric secondo gli investigatori della Questura, che stanno conducendo le indagini, coordinate dal pm Valeria Ardoino.


cronache criminali



Napoli, rapinano e seviziano 56enne con una roncola: due fermi

I malviventi sono riusciti a farsi aprire la porta con una scusa. Secondo gli inquirenti e la testimonianza della vittima stessa cercavano armi

Napoli, rapinano e seviziano 56enne con una roncola: due fermi

Un uomo di 56 anni è stato seviziato con una roncola dai rapinatori che erano riusciti a entrare nella sua abitazione con una scusa. E' successo a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli. E' stata la vittima stessa, sotto shock, a lanciare l'allarme telefonando al 112. Due persone sono state fermate. Dovranno rispondere di rapina con sequestro di persona. Secondo gli inquirenti volevano sottrarre all'uomo delle armi.

"Mi hanno imbavagliato, non ce la faccio più, sono stato legato per 2-3-4 ore". E' un passaggio della telefonata ai carabinieri che l'uomo ha fatto subito dopo essersi liberato dal nastro adesivo che lo teneva bloccato a una sedia. 

"Sono entrati in due, con due pistole in mano. Mi chiedevano le armi, le armi, i soldi, e i soldi, ma io non ne avevo perché le armi non le avevo più - ha continuato la vittima -. Mi hanno legato mani e piedi a una sedia, per tante ore. Avevo solo 20 euro nel portafogli, gli ho detto prendetevi quello, e loro mi torturavano perché volevano sapere dove tenevo nascoste le armi". 

Le armi, sei fucili e una pistola regolarmente dichiarati, non era effettivamente nell'abitazione. 

Le due persone fermate dai carabinieri sono Giovanni Simeoli, 40 anni, residente nel vicino comune di Marano di Napoli, ritenuto vicino al clan camorristico dei "Polverino" operante nell'hinterland a Nord del capoluogo campano, e di Luigi Vallefuoco, 55 anni, ritenuto suo complice, residente a Napoli, che, secondo i militari, ha svolto il ruolo di basista malgrado fosse agli arresti domiciliari. 

In casa di Simeoli, nascosta in una dispensa, è stata trovata una pistola risultata rubata nel Napoletano lo scorso 2 giugno. 

Simeoli e Vallefuoco sono accusati di rapina con sequestro di persona. Gli inquirenti della Dda hanno però ipotizzato anche l'aggravante dell'aver agito con sevizie e crudeltà.


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Milano, vuole rapire bimba di 9 anni: uomo arrestato a due passi dal Duomo

L'episodio in pieno centro; protagonista un senza tetto con precedenti per stalking e ricettazione. La piccola si è salvata gridando alla zia

Milano, vuole rapire bimba di 9 anni: uomo arrestato a due passi dal Duomo

Corso Vittorio Emanuele, pieno centro di Milano. Una via ricca di vetrine e affollata da turisti, complice il vicino Duomo. Qui questa mattina un uomo ha tentato di rapire una bambina di 9 anni, sfruttando un momento di disattenzione della zia che la accompagnava. La piccola, gridando, è riuscita a salvarsi, mentre il malintenzionato è stato arrestato e ora dovrà rispondere di sequestro di persona.

"Vieni con me, figlia mia. Andiamo a casa", avrebbe detto l'uomo avvicinandosi alla bambina. Quest'ultima, però, non lo aveva mai visto e così ha iniziato a gridare richiamando l'attenzione dei presenti e costringendo il rapitore a scappare.

La sua fuga è durata pochissimo, interrotta da due agenti di polizia penitenziaria e da una pattuglia di vigili che lo hanno arrestato. Non volendo farsi identificare, l'uomo ha dato in escandescenze e ha causato il ferimento di due tra i militari. Si tratta di un italiano 46enne, senza fissa dimora e con precedenti per stalking, porto abusivo d'armi e ricettazione.


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mercoledì 24 giugno 2015

Ny, donna ferita a colpi di machete

Aggressione in un parco del centro

Ny, donna ferita a colpi di machete

Attacco a colpi di machete in un parco in pieno centro a Manhattan. Una donna è rimasta ferita ed è stata ricoverata in ospedale. L'aggressore, un 43enne, è stato arrestato dalla polizia. La violenza è avvenuta nel parco che è stata la sede della New York Fashion Week dove già in passato si sono verificati episodi di violenza.


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Isis, orrore senza fine in un nuovo video: ostaggi annegati o fatti esplodere in un'auto

Nel filmato, lungo 7 minuti, compaiono per la prima volta tre differenti modalità di esecuzione. L'accusa per le vittime è quella di spionaggio contro lo Stato Islamico

Isis, orrore senza fine in un nuovo video: ostaggi annegati o fatti esplodere in un'auto

Nuovo terrificante video dell'Isis: i miliziani del Califfato hanno giustiziato cinque prigionieri, vestiti con una tuta arancione, calandoli in una piscina all'interno di una gabbia. Telecamere posizionate sott'acqua hanno confermato che tutti i prigionieri sono annegati. Le immagini sono visibili sul britannico Mirror online.

L'orrore, però, non si ferma qui. Per superare la brutalità degli ultimi video, i miliziani di Al Baghdadi hanno deciso di unire alla prima altre due differenti modalità di esecuzione. Dopo una breve pausa, infatti, tre uomini vengono chiusi dentro una vecchia auto e, da distanza, vengono fatti esplodere con un colpo di bazooka.

Altro frame nero e arriva la terza mattanza, che ricorda le prime decapitazioni. Attorno al collo degli ostaggi, però, sono piazzate delle microcariche di esplosivo che li fanno saltare in aria. Tutti i giustiziati, come da prassi, avevano precedentemente confessato davanti alle telecamere di essere spie.


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Reggio Calabria, uccide moglie e suocera a coltellate: arrestato

L'omicidio al culmine di una lite. Il 55enne è stato bloccato dalla polizia mentre tentava di fuggire

Reggio Calabria, uccide moglie e suocera a coltellate: arrestato

Tragedia familiare a Reggio Calabria: un uomo di 55 anni, Pasquale Laurendi, ha ucciso la scorsa notte a coltellate, al culmine di una lite, la moglie Antonia Labella, di 53 anni, e la suocera Antonia Cicciù, di 83. Laurendi è stato arrestato dalla polizia poco dopo l'omicidio mentre tentava di fuggire.

Il duplice omicidio è accaduto in un'abitazione popolare nella zona sud di Reggio Calabria. Laurendi, dopo essere stato fermato, è stato portato in questura e interrogato dai funzionari della squadra mobile. Al momento non è stato reso noto il movente della lite, al culmine della quale Laurendi ha ucciso la moglie e la suocera, con le quali, a quanto pare, c'erano da tempo dissapori. 

I due figli della coppia, al momento del duplice omicidio, non erano in casa. A chiamare la polizia sono stati alcuni vicini, allarmati dalle grida provenienti dall'abitazione di Laurendi e della moglie.


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