lunedì 2 febbraio 2015
L’ex Power Ranger Ricardo Medina Jr arrestato per l’omicidio del coinquilino
Cauzione fissata a un milione di dollari
L’ex Power Ranger Ricardo Medina Jr arrestato per l’omicidio del coinquilino. L’interprete (negli anni 2000) del Power Ranger rosso è stato arrestato dalle autorità di Los Angeles per aver ucciso a colpi di spada Joshua Sutter, il suo coinquilino in un appartamento di Palmdale, California, a seguito di una rissa degenerata in omicidio. L’attore – figlio del pugile Ricardo Medina e a sua volta sportivo – ha interpretato il Red Ranger in ‘Power Rangers Wild Force‘ nel 2002 e Deker in ‘Power Rangers Samurai‘ nel 2011.
Ricardo Medina Jr., è stato arrestato per aver colpito a morte un suo compagno di stanza con una spada: il Power Ranger Rosso – visto all’opera nel ruolo di Cole Evans, Red Ranger in ‘Power Rangers Wild Force’ nel 2002 e Dekker in ‘Power Rangers Samurai’ nel 2011 – è stato portato in carcere domenica, dopo che i poliziotti di Los Angeles lo hanno arrestato per l’omicidio di Joshua Sutter.
Stando ad una prima ricostruzione, si tratterebbe di un tentativo di difesa finito male: sabato pomeriggio, Sutter e Medina Jr avrebbero avuto una discussione degenerata in una rissa, l’interprete del Power Ranger rosso era poi andato in camera con la fidanzata, ma Sutter era entrato nella stanza con la forza e quando per difendersi Medina una spada che teneva accanto alla porta e colpendo la vittima all’addome, ha finito per uccidere Sutter.
Va detto che Medina – che è figlio d’arte ed ha praticato molti sport tra cui le arti marziali, oltre a tornei di calcio, hockey e pugilato – non è scappato ma ha chiamato i soccorsi e atteso il loro arrivo: purtroppo per Sutter, non c’era nulla da fare e portato in ospedale, è stato dichiarato morto al suo arrivo. Medina Jr è stato invece arrestato, e il giudice ha anche fissato la cauzione: chi vorrà far uscire di galera l’ex Power Ranger dovrà pagare un milione di dollari. La disgrazia ha lasciato sconvolti gli amici dell’attore – che ha avuto anche delle particine in ER e CSI Miami – e per il suo agente Gar Lester, le accuse sono difficili da credere: “E’ stato mio cliente e amico per 12 anni, ama gli animali, la sua famiglia e gli amici, è veramente una persona super“.
Fonte: nanopress.it
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Ubicazione:
Los Angeles, California, Stati Uniti
Ancona, ladro in fuga colpito alla testa da un carabiniere: è grave
Dopo aver razziato un'abitazione un gruppo di banditi è fuggita a bordo di un suv che, però, è stato rintracciato dai carabinieri che hanno sparato alcuni colpi di pistola nel tentativo di fermarli
Il furto in un’abitazione, la fuga e il conflitto a fuoco con i carabinieri. È questo lo scenario che ha portato al ferimento alla testa di un ladro a Castelleone di Suasa, in provincia di Ancona.
L’uomo è stato ferito alla testa da un colpo di pistola, sembra sparato da un carabiniere, ed è ora ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. I militari, intervenuti dopo la segnalazione del furto, avevano notato nelle campagne di Ostra Vetere un suv fermo.
L’uomo è stato ferito alla testa da un colpo di pistola, sembra sparato da un carabiniere, ed è ora ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. I militari, intervenuti dopo la segnalazione del furto, avevano notato nelle campagne di Ostra Vetere un suv fermo.
Quando i carabinieri si sono avvicinati a piedi, l'autovettura è fuggita di colpo, tentando di investirli. A quel punto è stato esploso un colpo di pistola, ma ciò nonostante il suv è riuscito a ripartire e solo poco più tardi è stato rintracciato: sul sedile posteriore c'era uno dei ladri ferito alla testa. Sull'episodio sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri. Il ladro, ora ricoverato all'ospedale di Ancona, non è stato ancora identificato poiché privo di documenti, ma gli investigatori ritengono che si tratti di uno straniero.
Fonte: palermomania.it
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Ubicazione:
Ancona, Italia
Loris, la madre Veronica Panarello riceve in carcere il papà e la zia
La donna ha ribadito la sua innocenza: "Sono stata male interpretata". Ma un nuovo video la inchioderebbe
Ha gridato la sua innocenza. Ancora una volta. Veronica Panarello, in carcere con l'accusa di aver ucciso suo figlio, il piccolo Andrea Loris Stival, ha lanciato l'ennesimo grido di dolore anche in occasione della visita ricevuta da parte del padre e della zia. Intanto, nell'inchiesta sono entrati nuovi elementi: soprattutto un video che mostrerebbe il piccolo Loris in uno degli ultimi istanti prima dell'omicidio. Ma la difesa ne contesta la ricostruzione.
Fonte: tgcom24.mediaset.it
Udine, appuntamento finito male: litiga con ragazzo e cerca di evirarlo
E' accaduto a Udine, nel pomeriggio di domenica. Lei, una 25enne di origine brasiliana è stata ricoverata in psichiatria. Lui, un 31enne, è stato operato e non sarebbe in pericolo di vita
Ha litigato con il ragazzo che da qualche tempo stava frequentando e, cieca di rabbia, ha tentato di evirarlo. E' accaduto a Udine, nel pomeriggio di domenica. Lei, una 25enne di origine brasiliana, dopo essere stata interrogata, è stata ricoverata in psichiatria. Lui, un 31enne, è stato operato e, nonostante la prognosi resti riservata, non sarebbe in pericolo di vita.
I due giovani si erano conosciuti qualche tempo fa in discoteca. Dopo essersi rivisti alcune volte a ballare, avevano deciso di incontrarsi nell'appartamento che la ragazza condivide con altri quattro coinquilini.
L'appuntamento, la lite e il tentativo di evirazione - L'appuntamento era stato fissato per il pomeriggio di domenica. I due avevano cominciato a scambiarsi alcune effusioni, quando è esploso il litigio in un crescendo di toni. Quando il giovane ha fatto per andarsene, la 25enne ha afferrato un coltello, secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Piccolo", e lo ha affondato nei genitali del ragazzo fino quasi a evirarlo completamente.
Le urla hanno richiamato una delle inquiline presenti in casa che si è trovata di fronte a un lago di sangue: nel frattempo il ragazzo è fuggito e, salito in macchina, è corso al pronto soccorso cittadino, dove è stato operato.
Fonte: tgcom24.mediaset.it
Salerno, accecato dalla gelosia uccide la moglie e poi si suicida
I due, 35 anni lui e 29 lei, erano in fase di separazione. L'uomo ha sparato, con una pistola con la matricola abrasa, all'esterno della piscina dove il figlio era impegnato in una gara di nuoto
Prima ha sparato alla moglie e poi ha rivolto l'arma contro se stesso: l'uomo e la donna sono entrambi morti durante il ricovero in ospedale. Il fatto è avvenuto all'esterno delle piscine del Club Fiore, a Campigliano, frazione di Giffoni Valle Piana (nel Salernitano) dove era in corso una gara di nuoto. I due erano sposati ma in fase di separazione. L'uomo avrebbe sparato al culmine di una lite, forse per motivi di gelosia.
A sparare è stato Salvatore Varavallo, 35 anni, nato a Caserta; la moglie si chiamava Giustina Copertino, 29 anni, di Caserta. L'uomo, un muratore occasionale, non aveva precedenti penali e ha sparato con una pistola calibro 9x21 con la matricola abrasa. I due non vivevano più insieme, dopo aver dato il via all'iter della separazione, ma finora la moglie non aveva notato o riferito ai congiunti episodi di particolare aggressività da parte del marito che potessero far temere gesti inconsulti.
Sette colpi contro la moglie - Varavallo è arrivato al club sportivo di Giffoni, dove il figlio di 9 anni era impegnato in una gara di nuoto. Prima ha esploso contro la donna 5 colpi di pistola. Poi si è recato sul piazzale del club Fiore e ha sparato cinque volte contro l'auto della moglie. Infine è tornato accanto al corpo esanime della moglie e le ha esploso contro altri due proiettili, a bruciapelo, per infliggerle il colpo di grazia.
Nei successivi momenti di paura e concitazione, un uomo uscito all'esterno del club gli ha gridato di abbassare l'arma. Lui se l'è puntata alla tempia e, dopo due tentativi andati a vuoto, ha esploso il colpo del suicidio. Nel suo giubbotto sono stati trovati altri 34 proiettili e un coltello. La coppia aveva anche un altro figlio di 4 anni.
Il dolore dei parenti della donna - Le indagini sono state condotte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Salerno, guidati dal capitano Alessandro De Vico e dalla Compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Giuseppe Costa. Sul posto il pm Vittorio Santoro. I primi ad arrivare all'obitorio dell'ospedale Ruggi di Salerno sono stati i familiari della donna. I carabinieri hanno evitato che si incontrassero con i familiari dell'omicida. "Non fa nulla se li incontro - ha detto il padre della vittima, accompagnato dalla moglie, dalla sorella e dal fratello della donna - ormai Giustina non c'è più. Avrei voluto che lui fosse in galera e mia figlia a casa".
Fonte: tgcom24.mediaset.it
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Ubicazione:
Salerno SA, Italia
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