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lunedì 14 dicembre 2015

Los Angeles, ucciso afroamericano: agenti gli sparano 33 colpi alle spalle

I poliziotti coinvolti si difendono: "Anche ferito continuava a impugnare una pistola". Online il video: rischia di riaccendere le polemiche

Los Angeles, ucciso afroamericano: agenti gli sparano 33 colpi alle spalle

Un afroamericano di 28 anni, Nicholas Robertson, è stato ucciso dalla polizia a Los Angeles. Gli agenti, che avrebbero esploso ben 33 colpi alle spalle del giovane, hanno riferito di avere aperto il fuoco dopo aver ricevuto una segnalazione di "un uomo armato in strada". E' successo davanti a un distributore di benzina. I poliziotti coinvolti si difendono: "Anche ferito e a terra continuava a impugnare una pistola".

Il caso rischia di riaccendere le polemiche contro l'uso della violenza da parte delle forze dell'ordine nei confronti degli afroamericani. Come si vede dal video, pubblicato in Rete, infatti, gli agenti hanno sparato contro il 28enne, che era di spalle. Si rischia un'altra ondata di proteste e che gli animi tornino ad accendersi a Los Angeles. 

La sparatoria ha avuto luogo intorno alle 11 del mattino di sabato nella cittadina di Lynwood, circa 25 chilometri a sud di Los Angeles. Le forze dell'ordine hanno riferito di essere giunte sul posto in risposta a segnalazioni di un uomo armato e sono state infatti diffuse tre telefonate effettuale al numero di emergenza da parte di testimoni che segnalavano un uomo che sparava in aria

I familiari di Robertson definiscono la sparatoria ingiustificata, mentre la rabbia comincia già a serpeggiare tra la comunità locale, per la vasta maggioranza afroamericana e ispanica. Come in vari luoghi del Paese, anche nella zona di Los Angeles nei mesi scorsi la tensione è stata alta dopo una serie di episodi simili. A marzo, agenti del dipartimento di polizia di Los Angeles hanno colpito e ucciso un senzatetto, aprendo il fuoco - hanno riferito - dopo che aveva opposto resistenza all'arresto. Anche quell'episodio era stato registrato da una telecamera.


cronache criminali

mercoledì 14 ottobre 2015

Padova: non vogliamo un cameriere nero: la barista li caccia (e viene premiata)

È successo a Montagnana, in provincia di Padova, dove la giovane ha difeso un collega che era stato discriminato per il colore della sua pelle

"Non vogliamo un cameriere nero": la barista li caccia (e viene premiata)

Non vogliono essere serviti da un cameriere di colore. Glielo dicono proprio, al cameriere di colore, che resta senza parole. È a quel punto che interviene una collega e li caccia dal locale. "Potete anche andare via, non vogliamo clienti razzisti", è stata la risposta a bruciapelo di Laura, una giovane studentessa universitaria che lavora in un bar di Montagnana, piccolo paesino in provincia di Padova.

Il ringraziamento - Un episodio che ha fatto il giro del web, ripreso in particolare dalla pagina Facebook "Montagnana 2.0" che s'è mobilitata in prima persona per ringraziare la ragazza. Le ha inviato un mazzo di fiori (e un cartello con su scritto 'Perché coraggio ed umanità non debbano mai mancare') e ha immortalato il momento della consegna con uno scatto subito condiviso in rete. 

L'importanza della solidarietà - Dal canto suo, anche la giovane ha voluto ringraziare quanti hanno apprezzato il suo il suo gesto e, sempre sui social, ha sottolineato il valore della solidarietà: "Alla base di tutto ci deve essere il rispetto per ogni persona, sia esso un nostro conoscente, parente o un perfetto sconosciuto". E poi ha aggiunto: "Penso che la maggior parte di voi avrebbe reagito come me quindi non credo sia il caso di enfatizzare ulteriormente l'accaduto, seppur credo sia servito a sensibilizzare e smuovere gli animi di molti di noi".


cronache criminali

venerdì 19 giugno 2015

"Bruciateli vivi": ispettore Polfer nei guai per le frasi razziste su Facebook

Catania, Digos trasmette gli atti alla procura. Sel: "Intervenga Alfano"

"Bruciateli vivi": ispettore Polfer nei guai per le frasi razziste su Facebook

Un ispettore della Polfer di Catania, Gioacchino Lunetto, è finito nei guai dopo aver pubblicato sul suo profilo Facebook alcune frasi a sfondo razzista. La Digos ha trasmesso alla Procura gli atti sulla vicenda e il questore Marcello Cardona ha "disposto l'avvio, con rapidità e rigore, di opportune valutazione per l'adozione di provvedimenti disciplinari". "Buttateli a mare", o "Bruciarli vivi", alcune delle frasi scritte da Lunetto sui migranti.

Sul profilo di Lunetto sono apparse anche frasi, riportate dal sitoMeridionews, come "Ah, mi manca Hitler" o "Dovrei odiare Mussolini? Io non odio chi ha dato tanto alla patria". Il profilo del dirigente, che risale al 28 febbraio del 2014, risulta attualmente inattivo. 

Sel: "Intervengano Pansa e Alfano" - A denunciare la vicenda è stato l'esponente di Sel, Erasmo Palazzotto. "Che un funzionario della polizia di Stato si esprima in questo modo vergognoso è inammissibile - ha detto -. Sono inaccettabili i toni, gli argomenti, le minacce, le offese razziste e gli insulti alle istituzioni del nostro Paese, a partire dalla Presidente della Camera". "E' evidente che il capo della Polizia Pansa e il ministro dell'Interno Alfano hanno il dovere di intervenire senza perdere un attimo", chiede la presidente del Gruppo Misto-Sel al Senato, Loredana de Petris. "Informerò il governo, con un'interrogazione parlamentare al ministero dell'Interno", annuncia il parlamentare del Pd, Giuseppe Berretta.


cronache criminali

venerdì 29 maggio 2015

Padova: taglio e piega più cari per i bianchi, il sindaco chiude il salone

L'ordinanza di sospensione parla di motivi di sicurezza e igiene, ma tempo fa la Lega aveva sollevato la polemica per "razzismo al contrario"

Padova: taglio e piega più cari per i bianchi, il sindaco chiude il salone

L'ordinanza parla di una sospensione dell'attività di parrucchiera per motivi di sicurezza e igiene. Ma la polemica sul locale, un negozio di Padova, era stata sollevata dagli amministratori locali della Lega Nord perché in quel salone, il "Gloria", i prezzi erano più alti per gli italiani che per gli stranieri. E si era parlato di razzismo al contrario.

Adesso il sindaco della città veneta Massimo Bitonci è sceso in campo prendendo il provvedimento, la sospensione per un mese, perché quel salone sarebbe "punto di ritrovo di persone moleste e dedite a traffici di ogni tipo", come riporta il "Mattino". 

A sollevare il problema erano stati l'assessore comunale Fabrizio Boron e il presidente del Consiglio comunale Roberto Marcato, che sulla pagina Facebook di Bitonci avevano segnalato il listino prezzi diverso nel salone etnico cittadino. Il commento di Marcato era stato: "Padova, no apartheid".


cronache criminali

giovedì 21 maggio 2015

Padova, la parrucchiera accusata di razzismo: "Fa pagare di più gli italiani"

Nel suo salone un taglio costa 10 euro per i bianchi e 6 euro per i neri

Padova, la parrucchiera accusata di razzismo: "Fa pagare di più gli italiani"

Un caso di razzismo al contrario: lo denuncia a Padova l'amministrazione leghista che ha sollevato il caso (con tanto di multa) di una parrucchiera africana che pratica prezzi diversi a seconda del colore della pelle dei clienti. Gli agenti della polizia municipale hanno sequestrato il listino prezzi affisso alla parete: i prezzi effettivamente sono distinti in due categorie: white e black.

Un taglio costa dieci euro se sei bianco, se sei nero ne spendi quattro in meno. Cinque euro per una barba, ma se il cliente è nero se ne spendono soltanto tre. L'assessore comunale Boron e il presidente del Consiglio comunale Marcato hanno pubblicato un video-denuncia sulla pagina Facebook del sindaco Bitonci: "Questo è razzismo. Padova, No apartheid".


cronache criminali

lunedì 27 aprile 2015

Bologna, marocchina 18enne: picchiata dall'autista del bus

La giovane percossa e insultata in modo razzista, ne avrà per 40 giorni. L'azienda sospende il conducente

Bologna, marocchina 18enne: picchiata dall'autista del bus

Una studentessa diciottenne, italiana ma di origine marocchina, ha denunciato di essere stata aggredita, picchiata e insultata in modo razzista sabato sera dall'autista di un bus di linea Tper a Castel Maggiore, alle porte di Bologna. Sull'episodio indagano i carabinieri, chiamati dalla ragazza. L'azienda dei trasporti, intanto, ha ha "sospeso in via preventiva dal servizio il conducente, in attesa delle risultanze della commissione d'inchiesta interna".

Tellage Hajar, a Bologna è nata e vive da sempre. "Sabato sera – spiega al Resto del Carlino – sono stata aggredita, picchiata e insultata in modo razzista dall’autista dell’autobus 98 che avevo preso per andare da Bologna a Castel Maggiore".

Sull’episodio indagano i carabinieri di Castel Maggiore, chiamati dalla ragazza mentre alcuni testimoni fotografavano col cellulare il mezzo di Tper in fuga.La vittima del pestaggio, dimessa domenica mattina dall’ospedale di Bentivoglio con una prognosi di 40 giorni, ha formalizzato la denuncia in caserma.


cronache criminali

domenica 21 dicembre 2014

New York, due agenti uccisi da un afroamericano per vendicare Brown

Ishmael Brinsley, afroamericano, si è avvicinato alla loro vettura e ha sparato diversi colpi di pistola. Ha poi tentato la fuga ma si è suicidato. Sarebbero stati ammazzati per vendicare Michael Brown e Eric Garner, i due uomini di colore uccisi da agenti

New York, due agenti uccisi da un afroamericano per vendicare Brown

Due poliziotti sono morti in un agguato a colpi di pistola mentre erano seduti nella loro auto. E' successo a Brooklyn, New York. L'aggressore, Ishmael Brinsley, 28 anni, afroamericano, ha sparato ai due e poi è fuggito verso la metropolitana. Inseguito, si sarebbe suicidato con la stessa arma con la quale ha colpito i due poliziotti. Il gesto forse per vendicare Michael Brown e Eric Garner, i due uomini di colore uccisi da agenti.

I due agenti stavano facendo gli straordinari perché impegnati in un'esercitazione antiterroristica. L'assassino si è avvicinato alla loro vettura e ha sparato diversi colpi. "E' stata un'esecuzione", ha riferito un altro poliziotto. "Ha cominciato a sparare proiettili a ripetizione", ha raccontato un testimone. La zona, all'angolo tra Myrtle e Tompkins, e' stata subito isolata da un cordone di polizia.

"Uccisi per vendetta" - I due agenti sarebbero stati ammazzati da un afroamericano per vendicare l'uccisione di Michael Brown e Eric Garner, i due uomini di colore uccisi da agenti. E' quanto sostengono gli investigatori, come riferisce il New York Post.

"A Baltimora ha ferito la sua ex" - Ishmael Brinsley ha ferito ha sparato all'ex fidanzata nella sua abitazione a Baltimora "prima di recarsi a Brooklyn". Lo ha detto in conferenza stampa il capo della polizia di New York, William Bratton. "La ragazza è rimasta ferita. Quando i nostri colleghi di Baltimora ci hanno avvertiti, era ormai troppo tardi", ha aggiunto. Poi è andato a New York "con l'intento di uccidere poliziotti locali", riferiscono i media locali.

L'eccidio arriva in un momento di altissima tensione razziale nel Paese. E, secondo alcuni investigatori, i due poliziotti sarebbero stati presi a bersaglio per vendicare in particolare la morte del 18enne nero Michael Brown, ucciso da un agente a Ferguson (Missouri), e di Eric Garner, morto nella stessa New York dopo essere stato soffocato da un poliziotto. In entrambi i casi, il Gran giurì ha deciso di non incriminare gli agenti coinvolti: cosa che ha suscitato fortissime proteste nel Paese, con manifestazioni continuate ancora nelle scorse ore. 

"Siamo indignati", ha detto tuttavia a caldo un noto attivista per i diritti civili, il reverendo Al Sharpton. "Qualsiasi uso del nome di Brown e Garner in relazione all'uccisione di agenti è riprovevole", ha aggiunto.

La comunità di New York appare già sconvolta da quanto accaduto a Brooklyn. L'ultimo omicidio di un poliziotto risale al dicembre del 2011, quando l'agente Peter Figoski, 22 anni, rimase ucciso dopo essere stato colpito da un proiettile al viso in seguito a una chiamata per una rapina. L'assassino, Lamont Pride, è stato condannato a 45 anni per omicidio volontario lo scorso anno.

Sindaco De Blasio: atto spregevole - "E' un attacco a noi e alla città e continueremo ad essere vigili". Lo ha detto il sindaco di New York, Bill De Blasio. "E' stato un atto particolarmente spregevole, quando un poliziotto viene ucciso si strappano le basi della nostra società", ha aggiunto il primo cittadino con voce commossa nel ricordare i due agenti uccisi.

I messaggi postati su Instagam prima della strage - "Metterò le ali ai maiali. Loro hanno preso uno dei nostri.Prendiamo due di loro. #ShootThePolice #RIPErivGardner [sic] #RIPMikeBrown Questo potrebbe essere il mio ultimo post", si legge nell'ultimo post pubblicato sul suo profilo Instagram da Ishmael Brinsley, dove compare anche la foto di una pistola, forse quella usata per uccidere i due poliziotti.

"Mai avuto una pistola alla cintura e sangue sulle scarpe. Nero, tu non sei passato attraverso ciò in cui io sono passato. Io non piaccio a te e tu non piaci a me ]Brooklingohar #ConeyIsland", si legge invece in un post precedente accompagnato da una foto di un paio di pantaloni macchiati di sangue.

Obama: "Netta condanna, nessuna giustificazione" - Il presidente americano Barack Obama ha condannato senza riserve l'uccisione dei due poliziotti e ha esortato a respingere la violenza. "Condanno in maniera incondizionata l'uccisione odierna di due agenti di polizia a New Yor City. Due uomini coraggiosi non torneranno a casa dai loro cari, stanotte, e per questo fatto non c'è alcuna giustificazione", ha detto Obama in una dichiarazione diffusa da media americani. "Chiedo alla gente di rifiutare la violenza", ha aggiunto il presidente.


cronache criminali

giovedì 4 dicembre 2014

Parigi, coppia di ebrei aggredita in casa: la ragazza è stata violentata

Gli aggressori sono poi fuggiti portando via dall'appartamento di lui gioielli e carte di credito. La polizia: "E' stato un attacco antisemita"

Parigi, coppia di ebrei aggredita in casa: la ragazza è stata violentata

Sono stati aggrediti e derubati perché ebrei. E' successo a una coppia a Creteil, nella periferia sud di Parigi. Le vittime sono un 21enne e la sua ragazza di 19 anni. I fatti risalgono a lunedì, quandotre uomini incappucciati e armati di pistole hanno fatto irruzione nella casa dei genitori di lui. I due sono stati legati e picchiati, la ragazza è stata anche violentata. Gli aggressori sono poi fuggiti portando via gioielli, carte di credito e cellulari. La polizia ha confermato: "E' stato un attacco antisemita".
Due degli aggressori sono stati fermati e arrestati poco tempo dopo, mentre il terzo è riuscito a fuggire ed è ancora ricercato. Gli stessi criminali hanno dichiarato "di conoscere le origini ebraiche della famiglia", ha affermato una fonte informata. "Il carattere antisemita dell'aggressione sembra confermato", ha detto il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. Il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia ha denunciato l'episodio come una nuova "aggressione antisemita selvaggia".


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sabato 1 novembre 2014

"Per i rom ci vorrebbero i forni", bufera sulla frase della consigliera comunale di Motta Visconti

Frasi razziste su Facebook, scoppia il caso a Motta Visconti. Sotto accusa un post del consigliere Massimilla Conti, 30 anni, eletta con la lista civica “Liberamente Motta”. E il Pd chiede le sue dimissioni.

A suscitare la reazione della consigliera sono i furti messi a segno in «4 case in una settimana a Motta». «Ladri che tra le 17 e le 19 spaccano il muro, tolgono le inferriate e ti riempiono i cani di spray al peperoncino» scrive indignata. Ma poi alza i toni vertiginosamente. «Se tra i cani ci sono razze più predisposte ad aggredire, perché non ammettiamo che i rom sono più portati a commettere certi reati». E ancora «Le telecamere servono per punire tutti ‘sti bastardi! Comunque niente gattabuia, ci vorrebbero i forni…metto a disposizione la mia taverna. Se vedete del fumo strano che esce dal tetto non vi preoccupate». Chi legge i suoi post sobbalza sulla sedia. «All'ennesimo post razzista diciamo basta – sbotta Leonardo Morici, capogruppo Pd a Motta – . Dopo aver paragonato i rom ai cani ora si chiedono i forni crematori. Chi riveste ruoli importanti, come quello di consigliere comunale non può fare riferimento ai tempi più bui dell'umanità». «Il consigliere Conti ha oltrepassato i limiti – interviene anche l’ex sindaco Laura Cazzola – Le sue dichiarazioni sono inaccettabili. Mi auguro che la coscienza dei consiglieri di maggioranza prevalga e che le siano richieste le dimissioni». Anche il deputato Pd Vinicio Peluffo annuncia che presenterà un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ma Massimilla Conti a dimettersi non ci pensa proprio. «Le dimissioni mai, mi hanno sostenuta in 219 e continuerò per il bene di Motta – scrive –. Mi hanno votata perché sanno che sono cresciuta con una morale cristiana e se vedo uno in difficoltà lo aiuto, vecchio giovane, ricco, povero, colorato bianco, nord o sud ». (m.g.p.)

Fonte: laprovinciapavese.gelocal.it

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