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giovedì 14 maggio 2015

"Deve morire", scorta al figlio del pm minacciato dal boss siciliano

Il bimbo di nove anni nel mirino del mafioso. Il magistrato ha sventato il piano del capo mafia di accreditarsi come pentito per evitare il carcere

"Deve morire", scorta al figlio del pm minacciato dal boss siciliano

"Mancu a semenza ave a ristari (neanche il seme deve restare, ndr)". Sono le parole di un sanguinario boss siciliano, che ha ordinato l'uccisione di un magistrato e della sua famiglia: "Se c'è il figlio maschio con lui, ancora meglio",  avrebbe detto al compagno di cella e durante le intercettazioni ambientali nelle ore di visita con i familiari. Nel mirino il procuratore che ha sventato il suo diabolico piano: diventare un (falso) pentito per evitare un nuovo arresto.

Il rischio di un attentato ai danni del pm e della sua famiglia e altissimo, scrive La Repubblica. Lo ha confermato il comitato per l'ordine e la sicurezza, che ha disposto la tutela per i suoi due figli e la moglie anche quando si muovono autonomamente.

Il boss dal carcere avrebbe anche ordito un piano per uccidere il nipote che vorrebbe prendere il suo posto.


cronache criminali

venerdì 17 aprile 2015

La Iena Matteo Viviani minacciato di morte

La Iena Matteo Viviani minacciato di morte

Una brutta pagina per 'Le Iene', il programma di inchiesta e denuncia di Italia1: la conduttrice Ilary Blasi ha letto in diretta, durante l'ultima puntata, un messaggio minatorio ricevuto dall'inviato Matteo Viviani.
Il messaggio, ricevuto sul cellulare, recita: "Sospendi dal servizio pubblic. C'è gente cattiva ti sta preparando l'ultimo vestito. Non usi più il maserati? I profumi tutto ok? Controlla la cassetta postale presto. Ultimo avvertimento". L'italiano sgrammaticato e le precise minacce di morte sono risultate molto inquietanti.
La Blasi ha tenuto a sottolineare che il lavoro delle Iene e di Matteo Viviani andrà avanti lo stesso: lo ricordiamo infatti spesso impegnato in servizi di denuncia su truffe di vario genere, che certamente gli avranno fatto guadagnare più di qualche nemico.

Durante la puntata di ieri sera, ad esempio, è andato in onda il servizio di Matteo sulla storia di Anna, ragazza che dice di aver subito violenze e minacce dai frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo all'interno del loro monastero.
Il pubblico delle Iene e i fan di Matteo sui social lo sostengono senza riserve: sul suo profilo Facebook, dove la Iena ha postato lo screenshot del messaggio, si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà e di incoraggiamento.


cronache criminali

martedì 16 dicembre 2014

Isis, in un video minacce a Obama: "Ti sgozzeremo perché sei un infedele"

Nel video diffuso in Rete viene mostrata la decapitazione di un soldato governativo siriano, accusato di essere miscredente


Isis, in un video minacce a Obama: "Ti sgozzeremo perché sei un infedele"

"Obama, verremo a sgozzarti nel cuore di New York perché sei un infedele". E' la minaccia lanciata da jihadisti dell'Isis contro il presidente statunitense. Le parole sono state pronunciate in un video, diffuso in Rete, in cui viene mostrata la decapitazione di un soldato governativo siriano, accusato di essere miscredente perché alawita, membro della comunità sciita a cui appartengono i clan al potere in Siria.

"Lo Stato islamico è qui e rimane nei territori di Siria", dichiara alla telecamera il jihadista, chinato sul corpo senza vita del soldato siriano decapitato. Il video, della durata di circa 4 minuti, mostra l'interrogatorio contro il militare lealista condotto da alcuni miliziani a volto parzialmente coperto prima dell'assassinio.

"È stato condannato perché è un maiale alawita", afferma il jihadista. "Anche tu, Barack Obama, sarai condannato. Nel cuore di New York ti verremo a sgozzare come abbiamo sgozzato questo maiale alawita". E conclude: "Lui è un miscredente e anche tu, Obama, sei un miscredente".


cronache criminali

martedì 28 ottobre 2014

Palermo, minaccia di diffondere foto intime sul web: giovane arrestato

Aveva conosciuto una ragazza su un social network
I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato, per tentata estorsione e tentata violenza sessuale, un giovane di 21 anni che avrebbe minacciato una ragazza conosciuta su un social network di pubblicare foto e video intimi. I due si erano conosciuti in chat e attraverso la webcam avevano iniziato una relazione. La giovane aveva deciso di interromperla. A questo punto il giovane l'ha minacciata di pubblicare on line foto e video compromettenti se non avesse acconsentito ad un rapporto sessuale. La vittima si è rivolta ai militari che hanno fatto scattare la trappola. Qui è stato fissato l'appuntamento. I carabinieri hanno aspettato il momento propizio per fare scattare le manette al giovane.

Fonte: nuovosud.it

cronache criminali

venerdì 24 ottobre 2014

Roma, Jimmy Ghione e troupe di Striscia la Notizia pestati alla Stazione Termini: tre arresti

Roma, Jimmy Ghione e troupe di Striscia la Notizia pestati alla Stazione Termini: tre arresti

Mentre l'inviato di Striscia la Notizia, Jimmy Ghione e la sua troupe effettuavano riprese televisive in via Giolitti, di fianco a Stazione Termini, sono stati aggrediti e rapinati. I tre, il giornalista e due operatori-registi, sono stati avvicinati da un gruppo di uomini, che dopo averli minacciati li hanno intimati a spegnere le telecamere.
La dinamica - I tre inviati di Striscia sono stati accerchiati e aggrediti da un gruppo di 8-10 persone, che li hanno colpiti al volto e alla testa. I malviventi hanno poi gettato a terra l'attrezzatura tecnica dei giornalisti, ai quali hanno anche sottratto le chiavi della macchina con la quale erano giunti all'Esquilino. Gli aggressori si sono allontanati, e le tre vittime sono andati al vicino Commissariato di Polizia del Viminale per denunciare l'accaduto e descrivere i criminali. I tre giornalisti sono poi stati portati in Ospedale per le necessarie cure, con conseguenti giorni di prognosi.
Le indagini - La Sala Operativa della Questura ha, quindi, diramato la descirzione alle pattuglie, che, non lontano dal luogo dell'accaduto, hanno individutato quattro persone somiglianti alle identificazioni fatte dalle vittime. Alla vista della Polizia, i malvivienti hanno cercato di scappare, ma sono presto stati raggiunti, fermati e identificati come colpevoli. Nelle tasche di uno dei quattro è, infatti, stata trovata la chiave dell'autobobile usata dai giornalisti.
Gli arrestati - Si tratta di due romani di 31 e 40 anni, un napoletano di 47 e un residente nella Capitale di 32 anni; i primi tre sono stati arrestati con l'accusa di violenza privata, danneggiamento e lesioni aggravate, mentre il quarto è stato solamente denunciato.

Fonte: liberoquotidiano.it

cronache criminali

domenica 19 ottobre 2014

Aggredisce moglie, figlio e cognato e poi si scaglia contro i carabinieri. Arrestato albanese

Monopoli, aggredisce moglie, figlio e cognato e poi si scaglia contro i carabinieri. Arrestato albanese

I Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno arrestato un 41enne albanese ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e violenza, minaccia e resistenza a P.U.. In ore notturne i carabinieri su segnalazione effettuata al numero di emergenza “112” fatta da alcuni vicini, sono intervenuti presso un’abitazione di Conversano per una lite in famiglia. L’uomo, in stati di ubriachezza, nel corso di una violenta discussione aveva malmenato la moglie e il figlio minore aggredendo poi il cognato, intervenuto in difesa dei parenti, procurando loro lesioni giudicate guaribili tra 2 e 8 giorni. Sul posto i militari, dopo aver fatto irruzione in casa, sono riusciti con non poca fatica a bloccare il 41enne che, allo scopo di guadagnarsi la fuga, li aggrediva con calci e pugni. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, il 41enne è stato trattenuto in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Fonte: monopolipress.it


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lunedì 13 ottobre 2014

Reggio Emilia, getta benzina sui carabinieri e li minaccia di morte

Voleva farsi giustizia da solo per le botte al figlio

Correggio, la vetrina distrutta dall'uomo che poi ha tentato di dar fuoco ai carabinieri
Correggio, la vetrina distrutta dall'uomo che poi ha tentato di dar fuoco ai carabinieri
E' successo a Correggio (Reggio Emilia), un operaio di 45 anni è stato arrestato con le accuse di violenza privata, danneggiamento, tentato danneggiamento a seguito di incendio, resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale.
L'uomo ha gettato la benzina addosso ai carabinieri e poi ha tentato di dar loro fuoco con un accendino. L'uomo avrebbe voluto dar fuoco a un negozio di alimentari gestito da un pakistano perchè, secondo lui, il figlio del pakistano avrebbe picchiato il suo la sera precedente. L'uomo insisteva per voler picchiare il pakistano e poco dopo si è cosparso di benzina e ha minacciato di darsi fuoco. Con fatica è stato bloccato dai carabinieri.

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sabato 4 ottobre 2014

Perseguita l'ex e la minaccia: «Se non torni con me, pubblico i tuoi video hard»

Perseguita l'ex e la minaccia: «Se non torni con me, pubblico i tuoi video hard»

Dopo essersi lasciato con la sua donna, l’ha minacciata di rendere pubblici alcuni video che la ritraevano in intimità, se non fosse tornata con lui
Così una cittadina romena si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Roma Settebagni che hanno arrestato il suo ex, incensurato, connazionale di 34 anni con le accuse di atti persecutori e interferenze illecite nella vita privata. La donna, madre di un bambino, si è recata presso la Stazione dei Carabinieri, in evidente stato di ansia, per denunciare l’ex compagno che le aveva inviato degli sms e dei video, da lui realizzati con il cellulare, che la ritraevano all’interno della propria abitazione in pose intime, minacciando di divulgare tutto se non fosse tornata con lui. E’ stato organizzato un appuntamento con l’uomo per un chiarimento, a cui si sono presentati anche i Carabinieri che lo hanno fermato. Dal suo telefono, è stato riscontrato, erano stati effettivamente inviati i messaggi e le videoriprese che minacciava di divulgare. Lo stalker è stato ammanettato e portato in caserma, successivamente è stato condotto presso la Casa Circondariale di “Regina Coeli”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Fonte: ilmessaggero.it
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