mercoledì 5 agosto 2015

Modena, tre sorelle finite nel fiume Secchia: affogano bimba e 18enne

Salvata la più grande delle tre ma è in condizioni molto gravi. A dare l'allarme una quarta sorella presente

Modena, tre sorelle finite nel fiume Secchia: affogano bimba e 18enne

E' finita in tragedia una gita fuori porta per quattro sorelle. Tre di queste sono finite cadute nel fiume Secchia, nella zona di Borgo Venezia nel comune di Sassuolo, nel Modenese. La più grande Khaoula Louhabi di 21 anni è stata recuperata in vita ma è in gravi condizioni. Morte le altre due sorelle: Hajar, 18 anni, e la piccola Khadija, di 9. A dare l'allarme è stata l'ultima sorella presente, una bimba di 11 anni.

Ancora non chiara la dinamica della tragedia che ha visto protagoniste quattro sorelle di origini marocchine. Forse un malore della più piccola o un piede incastrato nel fondo del fiume hanno spinto le due più grandi a lanciarsi in acqua nel tentativo di salvarla. Quello che è certo è che nel momento dell'incidente non vi erano particolari correnti nel fiume.


cronache criminali

martedì 4 agosto 2015

Naomi Campbell di nuovo nei guai: condannata a sei mesi di carcere

Pena sospesa per la top model, colpevole di aggressione ai danni di un fotografo

Naomi Campbell di nuovo nei guai: condannata a sei mesi di carcere

Naomi Campbell è stata condannata a sei mesi di carcere, per l'aggressione a un fotografo avvenuta il 5 agosto 2009 a Lipari, dove la modella era in vacanza con il compagno di allora, il miliardario russo Vladimir Doronin. Il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) ha dato ragione al paparazzo, aggredito dalla top model a colpi di borsa e graffi. La pena è stata sospesa, mentre l'avvocato della Campbell ha già annunciato che chiederà l'appello.

Gaetano Di Giovanni, questo è il nome del fotografo, fu colpito da Naomi Campbell con una violenza tale da finire in ospedale con una prognosi di tre giorni. Il paparazzo denunciò la top model, salvo poi accettare la sua proposta di accordo per ritirare la querela.

Per il pm Francesco Massara, però, sul caso insisteva l'aggravante dell'interesse pubblico del fatto (vista la notorietà della top model), che in combinazione con la gravità del reato, imponeva la prosecuzione della causa d'ufficio. Il processo è dunque andato avanti sino alla sentenza di condanna. 

Naomi Campbell ha avuto parecchi guai con la giustizia per le sue reazioni violente. Nel 2006 fu arrestata dopo la denuncia della colf, che l'aveva accusata di averla colpita alla testa con un telefono, lanciato in un momento di ira. Sorte simile capitò alla domestica Millicent Burton e all'assistente Georgina Galanis. Fece scalpore anche il caso dell'amica Yvonne Sciò, che accusò la Campbell di averla picchiata, mentre è notizia recente la “scazzottata” con la collega ed ex amica Cara Delevigne, nel backstage delle sfilate parigine. La condanna fermerà la "Venere Nera" o la renderà ancora più furiosa?


cronache criminali

Torino, benzinaio affronta un rapinatore: finisce gambizzato

Il ferito, un uomo di 39 anni, rifiuta di consegnare i soldi. L'assalitore si è dato alla fuga

Torino, benzinaio affronta un rapinatore: finisce gambizzato

Un benzinaio di 39 anni è stato ferito a una gamba a Torino da un proiettile in un tentativo di rapina. I carabinieri danno la caccia a un uomo, che indossava un cappello da baseball, ed è fuggito a piedi. E' accaduto nella piazzola di sosta di un distributore Eni di corso Grosseto, nel quartiere Borgo Vittoria. Il benzinaio, un italiano che gestisce il distributore, è ricoverato ma non in pericolo di vita.

Il benzinaio ha riferito ai carabinieri di essere stato avvicinato da uno sconosciuto che gli ha chiesto dei soldi. Al suo rifiuto, ha sparato un solo colpo di pistola, direttamente alla gamba destra ed è fuggito a mani vuote. Secondo il benzinaio l'assalitore è un italiano di età apparente attorno ai 40 anni.


cronache criminali

Torino, interviene in lite, accoltellato

39enne ferito all'addome

Torino, interviene in lite, accoltellato

Interviene per sedare una lite coniugale in strada e viene colpito da una coltellata alla pancia dall'uomo perché ha preso le parti di lei. Protagonista della disavventura è un operaio italiano di 39 anni di Rubiana, nel Torinese. I carabinieri hanno arrestato l'aggressore, un italiano di 70 anni. L'uomo rimasto ferito non sarebbe in gravi condizioni.


cronache criminali

Vigevano, coppia di sposini derubati mentre è in corso il matrimonio

I ladri hanno forzato l'auto parcheggiata sul sagrato della chiesa e si sono portati via la busta con i soldi raccolti per loro tra gli invitati

Vigevano, coppia di sposini derubati mentre è in corso il matrimonio

Mentre loro stavano diventando marito e moglie nella chiesa della Natività di Fogliano a Vigevano (Pavia), sul sagrato qualcuno rubava dall'auto degli sposi la busta con i soldi raccolti per loro tra gli invitati: 5mila euro in contanti. Non solo: è sparito anche il portafogli, contenente altri 2mila euro, dell'amico proprietario dell'auto, che avrebbe dovuto accompagnarli dopo la cerimonia fino al ricevimento.

All'uscita sposi e invitati hanno scoperto che la vettura, di proprietà di un ventinovenne residente in provincia di Avellino, era stata forzata sul lato guida e che il denaro era sparito.


cronache criminali

Genova, botte perché gay: grave

Pestaggio sull'autobus fermo al capolinea di Caricamento: sei persone hanno ridotto in fin di vita un 40enne. Per gli inquirenti la matrice è omofoba: aperta un'inchiesta, indagato il conducente del bus

Genova, botte perché gay: grave

Un uomo è stato aggredito dal branco a Genova perché gay. Luca mentre si trovava su un autobus, alla domanda di una ragazza "Gay perché guardi il mio fidanzato", ha risposto di essere sovrappensiero. Il 40enne era con un amico. Entrambi sono stati picchiati da sei persone. Luca tornato a casa ha raccontato tutto alla sua compagna ma non sapeva di avere un ematoma cerebrale che dopo una settimana lo ha ridotto in fin di vita. Aperta un'inchiesta.

La notizia è stata riportata dal Secolo XIX. Il pestaggio risale alla notte del 14 luglio, sull'autobus della linea 1 fermo al capolinea di Caricamento. Luca (nome di fantasia) sale sul bus con un amico, poi succede il finimondo. Viene aggredito con un pretesto omofobo da un commando di sei persone, compreso due donne: calci, pugni, colpi di catena tutto davanti a un omertoso autista che non muove un dito per bloccare il massacro, né una telefonata ai soccorsi, né una chiamata alla polizia. Nulla.
 
Per questo è stato denunciato dagli inquirenti con l'accusa di "favoreggiamento". Per il resto, è partita un'inchiesta per tentato omicidio, ma i nomi ancora non ci sono. I militari da quasi due settimane stanno lavorando per identificare gli aggressori: al setaccio tutte le immagini raccolte dalle telecamere presenti in zona che avrebbero potuto filmare il commando non solo in fuga ma anche mentre saliva sul mezzo.
 
E intanto Genova è sotto shock: la città che ha ospitato pochi giorni fa lo Human Pride, che ha istituito il registro delle unioni civili non si identifica in una tale attacco omofobo. Forse, dice la sua ragazza, è stato "il suo look eccentrico" a creare l'equivoco, se così si può definire. Oggi Luca è ancora in prognosi riservata, non parla e lo alimentano a fatica, ma la speranza di tutti è che il peggio sia passato.


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