giovedì 21 maggio 2015

Messaggio shock sulla morte di Domenico Maurantonio: i dubbi

Giallo sul Whatsapp mostrato in tv, ecco tutte le inesattezze. L'ombra dello sciacallaggio sui social

Messaggio shock sulla morte di Domenico Maurantonio: i dubbi

Sulla morte di Domenico Maurantonio, il 19enne di Padova trovato morto il 10 maggio a Milano dopo essere precipitato dalla finestra del quinto piano dell'Hotel Leonardo, arriva l'ombra dello sciacallo. Un Whatsapp mostrato in tv sembrerebbe avvalorare l'ipotesi dello scherzo tra compagni ma in realtà sembra un messaggio creato apposta da qualcuno che ha voluto speculare sulla vicenda.

La trasmissione "Chi l'ha visto" ha mostrato il Whatsapp incriminato in cui si legge: "L'altra sera dei ragazzi di una scuola di Padova son venuti da noi in hotel... di notte si sono ubriacati da fare schifo e hanno deciso di fare degli scherzoni sui corridoi dell'hotel". Sembra quindi la discussione tra un dipendente dell'albergo e un amico. Che siano adulti lo dimostra anche l'uso del termine "defecare", troppo forbito per essere usato tra due giovani che amano invece altri sinonimi.

Il messaggio prosegue:"Il 'migliore' di questi scherzi è stato defecare per il corridoio del quinto piano... non contento, uno di questi per fare il figo decide di mettersi sul cornicione per farla dalla finestra... quindi si fa tenere per le braccia dagli amici e ad un certo punto vola giù. Morto. Gli amici non hanno detto nulla a nessuno e son tornati in stanza...".

Se fosse tutto vero saremmo di fronte a un gruppo di ragazzini senza cuore che vedono morire il loro amico e non dicono nulla. Eppure, ad analizzare il messaggio, è scritto tutto troppo bene per essere una "messaggiata" tra amici. Nessun errore, nessuna abbreviazione.

E poi il testo lungo. Guardando gli orari di invio di questi messaggi si scopre che il primo "contatto" è avvenuto alle 12.32, l'amico risponde circa 29 minuti dopo alle 13.01 e nello stesso minuto l'autore del presunto messaggio shock risponde. Ma risponde troppo velocemente (era lì ad aspettare da mezz'ora?) e con un testo lunghissimo, troppo lungo per essere scritto in meno di 60 secondi da un cellulare. A questo si aggiunge lo "sfondo" del Whatsapp in questione, una specie di lavagna di una lezione di chimica. Cosa voleva far credere? Che ci si trovava di fronte a due ragazzini che messaggiavano? Ma il messaggio iniziava con un "son venuti da noi in hotel", quindi qualcuno che in hotel ci lavora. Insomma, tanti, troppi dubbi su questa "prova tv" il cui risultato è far calare un'ulteriore alone di mistero su questa vicenda che risultava essere già complicata.


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